26.2.09

Blogger nostrani !




In questi giorni si è risvegliato l'interesse per i disservizi e i mali della nostra città su alcuni BLOG locali che vanno per la "maggiore" nel nostro mondo di internauti . In questo mese ho riletto dei post interessanti su "Proposte per Chieti" quello gestito da Tom ( dove i lettori si scatenano in un serrato contradditorio più o meno democratico, spesso come utenti anonimi, che si commentano l'un l'altro senza purtroppo proporre niente di nuovo, come vorrebbe forse lo spirito dell'autore, che nei giorni passati aveva minacciato anche di chiudere se l'andazzo fosse perdurato). Costui era partito, come un tempo fece "il piccolo di Chieti" a fare le sue "proposte" per la città di Chieti e man mano queste si sono allargate, spaziando sulla provincia e su alcuni fatti accaduti o accadenti ad Ortona in particolare, registrando un calo di partecipazione (suggerimenti) preoccupante. Nel frattempo è nato un altro BLOG "ragazzi di Chieti" che pubblica anch'esso notizie e propone cose interessanti, ma ha un seguito scarsissimo, forse perchè il blog non è colorato o arricchito con belle immagini. Lui va avanti imperterrito riportando i suoi post in altri News-Blog sperando di aver più fortuna. Poi c'è il Blog di Maxim è (quello dell'omino seduto su un water con le braghe calate fino alle caviglie) che ogni tanto, staccandosi delle argomentazioni tecniche sui gdget tecnologici più disparati, parla anche della nostra città in maniera succinta e abbastanza intelligente, facendo spesso il sunto di cosa non va senza dare purtroppo suggerimenti per migliorare le cose sul colle. Anche lui ha i suoi dieci undici incazzatissimi lettori cittadini, che continuano a rincorrersi con nick differenti sui vari posti per potersi sfogare contro l'amministrazione di sinistra attuale ( magari erano quelli che ballavano in Piazza Malta quando fu eletto l'attuale sindaco a dirigere le sorti di questa città) come avrebbero fatto anche se al suo posto ci fosse rimasto ancora Nicolino il sindaco "nero" che più "nero" non si poteva, peggio di Calimero, tanto che persino Fini ne era terrorizzato ( quello per intenderci che andava di notte in giro col piccone a controllare le operazioni di restauro che venivano fatte in città). E si questi blogger hanno tutti lo stesso difetto,lamentano una scarsissima partecipazione , disarticolati nel gestire le informazioni e quant'altro, senza darsene una spiegazione. Cosa che non succede a "primadanoi" dove la bagarre si scatena ad ogni notizia che giornalmente viene pubblicata, sopratutto se questa è "piccante" e fa conoscere cose che altrimenti verrebbero "oscurate" sui giornali di "partito" locali. Il vedere questi blog "appiattirsi" su livelli generalistici, trascurando forse le notizie vere su Chieti, quelle che ci riguardano più da vicino li rallentano e li portano ad essere ogni giorno che passa ad essere ignorati. Anche "Di monte" che cura amorevolmente il suo di orticello, usando termini inglesi come "back yard", basta leggere il blog su cui scrive, per rendersene conto, solo che nel suo, sono quasi inesistenti gli interventi in diretta, e non si può pertanto accertare mai una crescita o una decrescita dei suoi lettori. Lui forse non lo saprà mai ( oddio si può guardare il contatore!!! ) o forse non gle ne frega neppure, ma da fonti (protestatori incalliti, quelli incontrati sotto i portici lungo Corso Marrucino, quelli che ogni mattina discutono su come fare o meglio su cosa farebbero loro se fossero al posto di Berlusconi per sanare tutte le piaghe che affliggono l'Italia e forsanche il mondo intero) pare che sia molto letto, perchè lo sentono vicino al loro orticello. Io concordo e apprezzo lo sforzo di tutti, le notizie su Chieti vanno comunque date e pubblicate, almeno sui blog che si fregiano del suo nome, siano esse positive, siano esse negative, vanno date se non altro per vedere come la gente, quella che frequenta Internet, la pensa in materia. Volete un esempio concreto???? si è parlato di fare un tunnel dove ora c'è una scala mobile, senza che ci venisse spiegato dove verranno presi i soldi che competono al comune per la realizzazione di tale opera, e si è lasciato aperto uno scavo dove hanno trovato uno scheletro ancora da datare da un anno o quasi, ci è stato detto che il filobus sarebbe ripartito a maggio del 2008 altrimenti si sarebbe dimesso l'assessore Febo...( oggi sono ritornate le Iene è non trovando il sindaco si sono incontrati con l'assessore, che è arrivato in filobus, l'unico forse funzionante per la scuola guida, che nonostante come asserisce lui, i controlli non sono stati effettuati, qualche volta circola...) si ci sono state queste e altre notizie analoghe pubblicare sui blog, ma avete visto voi qualche risultato ?... quelli che "contano", impegnati sempre più a "contare" (oggi hanno sulle loro spalle uno stipendio del supermanager mica da ridere da tirare fuori... ) non hanno tempo per leggere i nostri blog e queste notizie rimangono appannaggio di pochi, quasi sempre gli stessi. Ci vengono a dire lasciate a casa la macchina, liberiamo Chieti dallo smog, ma il signor Sindaco ci dovrebbe dire dove dobbiamo mettere le macchine se vogliamo rispettare le sue "indicazioni" giornalistiche che spara fuori, da due anni, con cadenze regolari. Trovate invece sti soldi allargare il parcheggio in zona pullman giù alla Madonna degli Angeli e non fatevi ricattare da quei quattro negozietti (parecchi dello stesso proprietario) dove, per acquistarvi qualcosa si dovrebbe stanziare un mutuo, destinati anch'essi primo o poi a non avere più i soldi neanche per pagarsi la luce. Troviamo sti soldi per rifare le strisce pedonali e se non le si vuole ridisegnare ogni anno facciamolo, una volta per tutte, in porfido bianco, magari rialzate, per ridurre la velocità dei veicoli, che sono praticamente eterni. Segnaliamo dette strisce pedonali con dei cartelli, come prevede il codice della strada e multiamo severamente quei cittadini che non rispettano tali regole. La gente per attraversare non deve rischiare la vita ogni volta,(caro Bassam) perchè essi si comportano come se fossero sulla pista di Monza. E poi sta differenziata che non decolla, assessore, diamoci una mossa, qualcosa di sbagliato nella sua impostazione deve esserci, correggiamola, sensibilizziamo sti cittadini e facciamo riunioni tali che possano portare al suo miglioramento. Il 20% è ben misera cosa nei confronti di città che sono arrivati a oltre il 60%, son tutti soldi risparmiati col riciclo e il riciclato putrà essere utilizzato per produrre ricchezza.



18.2.09

Un lavoro usa e getta


Nella sua opera scientifica, Karl Marx aveva definito il lavoro operaio come "merce". Oggi, più opportunamente, "il lavoro dipendente" dovrebbe essere definito come "merce usa e getta". L´analisi marxiana sulla "svalorizzazione del mondo umano" e sulla "alienazione del lavoro", oggi dovrebbe essere integrata dal nuovo fenomeno "dell´insicurezza e della solitudine umana", come prodotto della "precarizzazione del lavoro". Grazie alla riforma intitolata a Marco Biagi, Silvio Berlusconi, con tutta la sua potenza comunicativa, ha annunciato che "il mercato del lavoro italiano è ora tra i più flessibili d´Europa". Il capo degli industriali gli ha fatto eco con un grande applauso. In effetti è proprio così. Ma, ai giovani, si vuol far credere che il lavoro flessibile non coincide più con la precarietà. E questo non è affatto vero. È una bugia grande come una casa. Esaminiamo le novità introdotte dal decreto attuativo e scopriremo che i "nuovi lavori" sono esempi classici di "lavoro usa e getta", aggraziati con termini inglesi ma senza protezioni di sorta. Il job on call (il lavoro a chiamata): sono i "lavoratori squillo" perché devono essere disponibili ad ogni momento ,con un semplice "squillo di telefono", a svolgere un lavoro di durata assolutamente imprevedibile. Oltre alle ore di lavoro è prevista un´indennità di disponibilità ancora tutta da verificare. La vita di questo giovane lavoratore sarà un´attesa continua "dello squillo" che lo chiamerà al lavoro. Francamente non pare una bella prospettiva. Il job sharing (il lavoro ripartito): un posto di lavoro potrà essere suddiviso fra più lavoratori. Una paga intera è spesso già insufficiente per vivere dignitosamente. Figuriamoci se deve essere divisa fra due o più lavoratori. Lo staff leasing (l´affitto di manodopera): teoricamente potrà dare origine ad un nuovo tipo di azienda "senza dipendenti", non perché i lavoratori sono sostituiti dai robots, ma da intere staff di lavoratori in affitto che tali possono rimanere per sempre. Dove siano le maggiori garanzie per questi lavoratori proprio non è dato di sapere anche se limiti e criteri dovranno essere affrontati nei contratti nazionali. Il lavoro occasionale: consente lo svolgimento di "piccoli lavori occasionali" con dei "bonus" comprensivi anche della contribuzione previdenziale. Una facilitazione, ma niente di più. Si è detto che spariscono i CO.CO.CO. (i collaboratori coordinati continuativi), il lavoro atipico per eccellenza dei nostri giovani, l´esempio più emblematico della precarietà. Ma è solo una finzione. A cambiare è solo il nome. Ora i CO.CO.CO. diventano "lavoratori a progetto", termine più accattivante. L´obbligo di un contratto scritto è sicuramente molto importante, ma non sufficiente a superare precarietà, abusi, assenza dei diritti e ad una pensione che non arriverà mai. La privatizzazione del collocamento sarà pressoché totale. Con una situazione del genere, con i sindacati che non si interessano (almeno una volta scioperavano) e un PD che latita (preferisce criminalizzare il Premier piuttosto che fare opposizione), in un periodo di recessione mondiale nessuno si azzarda a fare previsioni: "Mala tempora currunt..."


9.2.09

La Prostata


Avete più di 50 anni ? Allora ricordatevi che un esame del sangue può salvarvi la vita Il sindaco di N.Y Rudolph Giuliani è stato fortunato a fare l'esame in tempo come si leggeva sui giornali qualche tempo fa. Ha fatto il test e si è accorto in tempo del male.Da quello che ha detto si è capito che il tumore è ad uno stadio precoce. Quindi basta intervenire chirurgicamente e se il tumore di questa ghiandola è confinato all'interno della prostata il bisturi da ottimi risultati. La prostata viene asportata e con lei anche il tumore. Molti uomini temono, così, di diventare impotenti se non addirittura incontinenti. Con questo intervento infatti si può rischiare l'impotenza solo nei casi in cui, l'estensione del tumore, obbliga a toccare i nervi erettori. L'in-continenza può essere un effetto dell'intervento che, comunque si riscontra nel due per cento dei casi operati . Gli uomini devono cominciare ad abituarsi. Devono ricordare che il tumore della prostata è la seconda causa di morte tra i maschi. Ogni anno si contano circa ottocentomila nuovi casi. Eppure basta un prelievo di sangue per salvarsi la vita.Chi ha avuto casi in famiglia rischia,quindi controlli fin dai quarant'anni.Si rimprovera sempre agli uomini di essere poco coraggiosi soprattutto se si parla di prostata,ma in realtà le cose cambiano. Certo è che gli uomini Italiani,a differenza di quelli degli altri paesi,non accettano di sottoporsi ad un esame come l'esplorazione rettale. Questo invece,permette di identificare un'alterazione della ghiandola prostatica. Comunque c'è l'ecografia che insieme alla visita medica e al prelievo danno il massimo della sicurezza nella diagnosi precoce.Secondo gli ultimi dati il tumore è in crescita e attualmente sono in trattamento circa 5 milioni di uomini. Si dovrebbe mangiare meglio,soprattutto grassi animali,e la maggior parte delle persone non sa che le vitamine A e D proteggono la prostata, quindi andrebbe mangiata piu' frutta e verdure. Oltre alla terapia chirurgica nei casi in cui il tumore si scopre in fase avanzata viene praticata l'ormonoterapia. Per la prostata gli ormoni sono come l'acqua per le piante. Un ruolo importante hanno gli "antifattori di accrescimento". Una sorta di antiormoni capaci di fermare l'attività delle cellule neoplastiche. La nuova tecnica per sconfiggere il tumore e la radioterapia ed è sperimentale all'IEO, da qualche anno, l'Istituto Europeo di Oncologia a Milano. Il suo nome è 3D oppure "tridimensionale e conformazionale" Con una complessa apparecchiatura è possibile mirare con estrema precisione la massa tumorale da bersagliare di radiazioni. Mirando un punto si puo' aumentare l'intensità dei raggi dal 10 % al 20-25 % senza timore di eccessivi effetti collaterali. La radioterapia 3D dura 8 settimane,con applicazioni ogni giorno. Due o tre minuti di esposizione ai raggi,la seduta si risolve in una ventina di minuti. So che questi argomenti sono un pò ostici da discutere, ma io penso che sia meglio prevenire che curare e aggiungere un semplice esame a quelli soliti non comporta aggravi inaccettabili nel prelievo ematico quindi take care my dear your health must take the first place in your mind.


5.2.09

Idrogeno

La guerra in Iraq ha fatto capire a tutti l´importanza che ha la questione energetica sullo scenario internazionale. Ciascuno di noi s´è reso conto dell´influenza diretta degli eventi bellici sul prezzo della benzina e taluni hanno forse temuto un ripetersi degli embarghi petroliferi di tre decenni fa. Sul piano collettivo locale, invece, l´imposizione in alcune città, l'inverno passato, delle targhe alterne ha evidenziato i rischi alla salute dovuti ad un´eccessiva diffusione del traffico motorizzato. Di fronte a questi gravi problemi, è chiaro come susciti grande attenzione la frequente descrizione da parte dei media di una nuova fonte di energia che prometterebbe da sola di eliminare l´inquinamento urbano e di svincolare nel contempo i paesi consumatori dalla dipendenza dalla regione mediorientale per i loro approvvigionamenti. Questa fonte energetica è l´idrogeno. Taluni commentatori ne hanno presentato le potenzialità con ragionevolezza, mentre altri hanno enfatizzato oltre il dovuto le sue possibilità, quasi si trattasse di una miracolosa soluzione ai problemi energetici del mondo. Secondo costoro, entro pochissimo tempo l´avvento dell´idrogeno risolverà alla radice l´emergenza energia (connessa a quella ambientale) nei suoi vari aspetti. Come sempre la verità sta nel mezzo. L´idrogeno (simbolo chimico: H) è l´elemento più diffuso nell´universo e anche sulla Terra è abbondante, dato che si trova nell´acqua e di questa sostanza ve n´è sul nostro pianeta oltre un miliardo di chilometri cubi. Con l´idrogeno è possibile produrre energia in modo piuttosto semplice, facendolo reagire con l´ossigeno, cioè bruciandolo. Un problema non trascurabile è che questa reazione chimica può avvenire in modo esplosivo, se le concentrazioni dei due gas sono appropriate. Utilizzando l´idrogeno bisogna quindi prestare attenzione a non provocare disastri. Una corretta procedura d´impiego e la scrupolosa attenzione alle norme di sicurezza permettono però di superare questo inconveniente. Potrebbe davvero essere fattibile disporre nel futuro di un´estesa rete di distribuzione dell´idrogeno, dotata anche di punti di rifornimento per i veicoli che impiegassero questo combustibile. È proprio nel settore veicolare che l´impatto dell´idrogeno potrebbe risultare più apprezzato, dato che la reazione di combustione di questo elemento con l´ossigeno produce nient´altro che acqua e quindi dagli scarichi degli automezzi uscirebbe solo innocuo vapore, non più ossidi di carbonio, fumi, composti aromatici cancerogeni e quant´altro emettono oggi i motori a scoppio. L´automobile si riconcilierebbe con i nostri polmoni e l´ambiente urbano ne uscirebbe trasformato, in meglio. Non solo; automobili e camion smetterebbero di scaricare in atmosfera enormi quantità di anidride carbonica, limitando il progressivo aumento di questo gas serra dalle pericolose conseguenze sul clima. Fin qui la storia dell´idrogeno, se ci limitiamo ai resoconti più ottimisti.Quel che di solito si trascura è che l´idrogeno andrebbe immagazzinato a bordo dei veicoli in modo che, nel caso di un incidente, esso non possa fuoriuscire nell´aria con il rischio di un´esplosione. Questo problema si spera possa essere risolto, ricorrendo ad esempio a serbatoi allo stato solido, in cui l´idrogeno viene intrappolato all´interno di particolari reticoli di atomi, in grado di immagazzinarne in grande quantità. Un problema più grosso è che l´idrogeno non risulta disponibile come tale sul nostro pianeta; non esistono né pozzi né altre riserve da cui lo si possa prelevare per impiegarlo subito per la combustione; esso si trova sempre legato ad altri elementi: ad esempio, con l´ossigeno nell´acqua, con il carbonio nel metano. Per ottenere l´idrogeno puro, che rappresenterebbe il combustibile ideale, si deve strapparlo in qualche modo dai suoi "matrimoni chimici" preferenziali con altri elementi; fare questo richiede energia e le cose cominciano pertanto a complicarsi. Attualmente l´idrogeno viene prodotto industrialmente principalmente a partire dal gas metano. In questo modo tuttavia si liberano rilevanti quantità di carbonio, che se ne vanno ad arricchire l´atmosfera di gas serra, se non si adottano particolari trattamenti (che costano soldi ed -ancora una volta- energia). Un´alternativa che non immette anidride carbonica in atmosfera ci sarebbe: impiegare l´elettrolisi dell´acqua per scindere le molecole di H2O in idrogeno e ossigeno; il primo sarebbe immagazzinato e inviato al consumo, mentre il secondo potrebbe essere innocuamente immesso nell´ambiente. Purtroppo le notevoli quantità di energia elettrica necessarie vengono di solito ottenute, almeno in Italia, a partire dalla combustione di combustibili fossili, e quindi il problema, anziché essere risolto, è solamente spostato più a monte.La soluzione più ecologica sarebbe rappresentata dall´elettrolisi impiegante elettricità ottenuta a partire da fonti rinnovabili, quali le varie metodologie solari (tra cui l´eolico, il fotovoltaico, i metodi termici ad alta temperatura, le maree, ecc.). Un quadro interessante potrebbe essere il seguente: installare in ambienti vuoti e di scarso valore ambientale, come il Sahara, grandi distese di pannelli solari per la produzione di elettricità, che sarebbe impiegata per scindere l´acqua (prelevata ad esempio dal Mare Mediterraneo). L´idrogeno così ottenuto sarebbe poi trasportato verso i paesi consumatori. Per dare un´idea delle dimensioni dell´impresa, ma anche delle sue potenzialità, basti dire che con una superficie di un milione di km quadrati (un quadrato di mille chilometri per mille) si potrebbe produrre una quantità di energia sufficiente grosso modo alle necessità dell´intera Europa. Si conseguirebbero vari vantaggi: la produzione ed il consumo dell´energia sarebbero innanzitutto di tipo "pulito"; ne guadagnerebbe l´ambiente mondiale e soprattutto quello delle città congestionate, per la felicità nostra e dei nostri discendenti. Da un punto di vista di politica internazionale e della pace, non trascurabile è il fatto che si fornirebbe ai paesi del Sahara un´alternativa al petrolio quando questo fra poche decine di anni sarà esaurito. Si aiuterebbe in tal modo a garantire la stabilità interna di stati a noi vicini, evitando sollevazioni popolari e forse migrazioni di massa.