19.6.09

Scuola matrigna


Spiegare, interrogare, dare voti, selezionare, ovvero quella scuola di cinquant´anni fa, quando perlomeno valeva una gran promessa storica: se studi con disciplina avrai un titolo che ti collocherà in modo preciso nella società. Oggi non è più così; gli studenti innanzitutto. Essi non sono motivati dal bisogno di sicurezze materiali, a casa non si sentono dire o studi o vai a lavorare, ma crescendo in una società di maggiori risorse, ciò che li motiva ad un maggiore impegno intellettuale è come il proprio insegnante stimola la curiosità intellettuale stessa. Certo il mestiere dell´insegnante non è facile, ma questo è, e sono gli insegnanti stessi che dovrebbero per primi discutere di se stessi e del proprio ruolo. E allora potrebbero fare molto di più, se opportunamente guidati da un saggio e consapevole preside manager. Voglio raccontare un episodio di cui ho avuto esperienza diretta e che si può sicuramente generalizzare. Mi è capitato di partecipare ad una riunione scolastica indetta appositamente per un ragazzino sveglio e discolo quanto basta, che però non apre un libro. E lì, siamo alle medie, mi sento dire che non è certo il peggiore dei casi, che a quel livello di disinteresse ce ne sono almeno quattro o cinque in ogni classe. Nella scuola mediamente ci sono 20 classi, totale 100 ragazzini, persi per lo studio, tra gli 11 e i 14 anni. Se abbandoniamo il dato frammentato della singola classe, quello per il quale è comodo dire "i soliti asini svogliati", siamo di fronte ad un fenomeno macroscopico, 100 i ragazzini, una dissipazione di risorse umane veramente ingente. Un quinto di ciò che dovrebbe arrivare ai ragazzini, non arriva. Viene farfugliato a discolpa di ciò che non esistono norme e fondi, oggi nella scuola, per indire un lavoro che permetta agli insegnanti di riflettere sulle proprie stesse difficoltà. Amen, allora lasciamo perdere, il resto è cosa nota, la tecnica è : stringere i denti, tirare fino a fine anno e sdoganare comunque i ragazzini, come merce avariata, per non ritrovarseli tra i piedi anche l´anno successivo...


5.6.09

Acquista 33 elmetti su E-bay: truffato

Quando acquistando su Internet, qualcuno ti frega. Un appassionato di cimeli di guerra, un uomo dellalt'Italia ha acquistato all'asta sul sito internet E-bay, 33 elmetti, fedeli repliche della prima guerra mondiale. Purtroppo, dopo aver inviato il denaro alla venditrice, ha atteso invano l'arrivo del pacco e non è più riuscito a contattare la donna che aveva messo l'inserzione in rete. L'uomo, 57 anni, ha quindi deciso di presentare denuncia di truffa, dato che l'importo che aveva sborsato per gli elmetti non era una cifretta di poco conto: ben 800 euro. I carabinieri hanno subito avviato le indagini e sono risaliti al nome della donna che aveva messo all'asta le repliche dei cimeli della prima guerra mondiale: una 48enne napoletana, di professione imprenditrice (stando a quanto da ella dichiarato). La donna è stata denunciata per truffa. L'acquirente si era aggiudicato all'asta on line gli elmetti lo scorso aprile: aveva effettuato il pagamento secondo le modalità concordate, ma dopo due settimane di attesa del pacco con i cimeli e di tentativi andati a vuoto di contattare la venditrice, aveva deciso di rivolgersi ai carabinieri. Gli accertamenti sono durati alcune settimane, giusto il tempo di verificare l'identità della persona che aveva messo in vendita la merce. Non essendo arrivato ancora alcun pacco a casa dell'uomo, nei giorni scorsi la napoletana è stata segnalata alla Procura. La domanda che sorge spontanea e quando e se l'incauto compratore riavrà indietro il mal tolto!