31.10.09

La violenza dell'infanzia rubata


Mercoledì 21 ottobre è andato in onda su Canale 5, come di consueto, il programma «Chi ha incastrato Peter Pan?». La trasmissione è di per sé carina, con numerose situazioni nelle quali uomini adulti mettono alla prova il mondo infantile sottoponendo i bambini a situazioni che hanno del paradossale e che si inseriscono nel regno del fiabesco (animali che parlano etc.). Fin qui nulla di male, anzi: il tutto procede in maniera divertente, con i bimbi che, grazie alle loro domande innocenti ma puntuali, riescono a «mettere in crisi» i vip (calciatori, attori, cantanti..) che essi si ritrovano davanti di volta in volta. Mercoledì scorso, però, uno dei bambini presenti ha chiesto a Cristian De Sica, l'invitato di turno, quanto segue: «Ma te nei film le donne te le ciuli tutte per davvero?». La domanda ha suscitato le risate del pubblico, mettendo un po' in imbarazzo invitato e conduttore. L'interrogativo serio che però ci possiamo proporre è: che ne è del mondo infantile oggi? Chiediamoci che ne è del mondo del bambino nella società pornocratica attuale? Stiamo permettendo ai bambini di vivere nel loro regno in attesa che diventino adulti, oppure li stiamo forzando ad uscire dal fiabesco, dal magico per porli subito in un mondo - quello adulto - al quale essi ancora non appartengono? I programmi televisivi serali, i film, le immagini porno echeggianti che spesso vediamo nei telegiornali, le pubblicità: tutto questo quali conseguenze ha sui bambini? Io leggevo, tempo fa in un saggio, che è grazie alla psiche infantile che «il bambino è anzitutto bambino» e che, «in ragione di questo, i bambini di tutte le razze si appartengono». Che ne è oggi del mondo infantile?


27.10.09

Villa Comunale di Chieti - La fine di una Statua...


Foto della statua di Luciano Pellegrini

Cose che succedono solo da noi: Una biblioteca castigata in un ex ferramenta, distante dal centro storico, perchè la sede antica non viene ancora restaurata, anzi a è proprio a causa di un restauro, qualche anno fa, che è crollata e si è avuta la perdita di un gran numero di volumi, marciti sotto le macerie a causa dell'acqua piovana. Si, è crollata non a causa di un terremoto, ma a causa di un restauro mal riuscito e i Teatini stanno ancora aspettando che si trovino i responsabili di questa catastrofe e la magistratura sta cercando, con i suoi tempi biblici i colpevoli del disastro. La nostra, purtroppo è una città dove i monumenti dei suoi più illustri (Chiarini) concittadini vengono racchiusi in una gabbia di listelle di legno e davanti ad esso viene preparato un palco per le manifestazioni canore estive organizzate della vicina Casina dei Tigli e dove gli altri, sparsi nei più nascosti punti della Villa comunale, vengono ricoperte di scritte oscene (lo stupidario n° 2). Oggi arriva un altro grido di dolore di un nostro concittadino, Luciano Pellegrini che ci chiede e si chiede come mai anche le più nobili iniziative hanno così scarso successo a Chieti. Non ci avevano detto che la cultura, quella vera era di sinistra, non abbiamo avuto in questi 4 anni una giunta di sinistra ? Cosa non ha funzionato ? Se anche l'arte è finita così male. Luciano ci dice : " Nel mese di maggio, precisamente il giorno 29 dell’anno 2007, iniziò l’opera scultorea nel cantiere alla Villa comunale di Chieti, realizzata dagli alunni della scuola media, “Ramiro Ortiz”, di Chieti Scalo. Il bozzetto della scultura è stato pensato da Alessio Cocco, uno studente della suddetta scuola. La figura, di 2,10 metri di altezza e 110 cm x 50 cm di larghezza, si compone di due cerchi che si congiungono, simboleggiando l’unione, la pace, la fratellanza, tra Chieti Alta e Chieti Scalo. Una forma che per certi aspetti ricorda il “Guerriero di Capestrano”. Le due piramidi, realizzate alla sommità dei due cerchi, una verso l’alto e l’altra verso il basso, rappresentano Chieti Alta che va verso Chieti Scalo e viceversa. Dopo aver programmato la parte grafica e la modellazione in argilla, è stato sviluppato il progetto. La realizzazione è nata da un progetto di orientamento,” Arte - lab”, nell’anno scolastico 2006/2007, da parte dell’ Istituto d’Arte “ Nicola da Guardiagrele”, con il dirigente scolastico Giuseppina Politi. Con questa proposta, si voleva far conoscere gli obiettivi didattici dell’Istituto d’Arte, ed invogliare gli studenti delle terze classi della scuola media, alla scelta di questa scuola. Il progetto doveva essere completato con un’ altra scultura, da realizzare a Chieti Scalo, attuata dagli alunni della media ‘Vicentini-Della Porta’ ,di Chieti. La scultura della “Ortiz” è stata realizzata con un blocco di pietra della Maiella, pietra calcarea che si presta molto alla lavorazione con l’arte dei scalpellini . Il professore di scultura dell’ Istituto d’Arte, Andrea Ciampini, ha gestito questo cantiere. La scultura, fu inaugurata il 6 giugno 2007 e fu posizionata, (momentaneamente a detta delle autorità comunali), su una pedana di legno, ( vedi foto), all'’inizio della scalinata che porta al museo. Purtroppo è difficile scorgerla, ( vedi foto), salendo dalla prima scalinata, perché coperta da un enorme pino! Il luogo, oscuro e poco frequentato, in questi anni ha fatto in modo che la superficie della scultura, fosse “imbrattata”, da firme e frasi. Sino a pochi giorni fa,……, quando, qualche burlone, ha pensato di “ ferirla”! Hanno rotto la piramide verso il basso…( vedi foto). Molto debole per la poca superficie di appoggio. Addirittura, non contenti, hanno buttato a terra tutto il gruppo scultoreo, ( non ho fatto in tempo a fotografarla, ma si vede la sede della superficie vecchia che non coincide con la nuova, una volta riposizionata). Ho contattato il professore Ciampini,e gli ho chiesto se la “ferita poteva essere curata”. Mi ha risposto affermativamente. Meno male! Concludendo, l’amministrazione sicuramente ha tanto da fare, il cercare un posto dove sistemare questa opera sarà per loro di nessun interesse e priorità, ma allora, perché avete creduto nel progetto, l’avete finanziato, siete intervenuti all'’inaugurazione? Pensate di aver fatto del bene a questi giovani? Si sentiranno traditi? "

Luciano Pellegrini



Foto della statua di Luciano Pellegrini

26.10.09

Nove volte Campione del Mondo


Valentino Rossi, determinazione, concentrazione, ambizione: sempre avanti a testa bassa e a tutto gas, contro tutti e contro tutto. Saper volare a 300 all’ora per tanti anni, superando ostacoli di ogni genere che avrebbero mandato fuori strada numerosi campioni, testimonia la sua grandezza. Nove titoli iridati, in tutte le categorie, dalle “piccole” 125 ai bolidi della Moto Gp, indifferentemente a bordo di Aprilia, Honda, Yamaha, per tredici anni sulla cresta dell’onda, in uno sport che richiede un’immensa resistenza fisica, coraggio, intelligenza tattica. Valentino ha saputo sempre rigenerarsi nei momenti più difficili (come quando fu travolto dalle accuse di evasione fiscale), sempre in grado di trovare nuovi stimoli, capace di caricarsi nelle sfide con gli avversari più temibili. La classica marcia in più. Come in quest’ultima stagione, quando l’ostacolo più duro se l’è trovato addirittura in casa: Lorenzo correva con la stessa moto, ma non ha avuto la stessa forza di Rossi. E guardate Stoner, un giorno forse suo successore, ma quest’anno costretto a fermarsi per troppo stress: stop ai box per tre gran premi, ambizioni mondiali compromesse. Valentino non si ferma mai. E’ infinito. Campione unico, Valentino Rossi. Il presidente del Coni Petrucci applaude ammirato: «Il Collare d’Oro riservato agli atleti che vincono un mondiale non basta più, per lui dovremmo crearlo di platino». La sua grande virtù, probabilmente, oltre le capacità tecniche e le doti fisiche, è nella testa. Infinito Rossi. Interminabile dominio. Longevità con pochi precedenti nella storia dello sport, vero fenomeno di continuità. Nove mondiali per Valentino, il primo nel 1997, appena maggiorenne; l’ultimo ieri, tredici stagioni più tardi. Rossi, tanto per fare qualche illustre esempio, ha fatto meglio di Schumacher, che i sette mondiali li ha vinti nell’arco di undici stagioni; meglio di Stenmark, che le sue coppe del mondo, ori olimpici e mondiali li ha raccolti in dieci stagioni; meglio di Agostini, che di titoli iridati ne ha vinti 15, ma concentrati in dieci anni, altri tempi per le due ruote; meglio di Federer che i suoi 15 Slam li ha conquistati in sette anni; meglio di Al Oerter, leggendario discobolo statunitense che arrivò all’alloro olimpico per quattro volte, in 12 anni quindi.


23.10.09

Windows 7

Da ieri in tutto il mondo inizia la commercializzazione di pc dotati del nuovo sistema operativo di Microsoft, mentre aziende e consumatori possono acquistarlo per aggiornare le precedenti versioni di Windows. Più semplice, più veloce, più sicuro e soprattutto pratico. Windows 7 deve colmare le lacune e l'indifferenza generata dal precedessore Vista, sistema operativo che molti hanno rapidamente sostituto con XP, il "nonno" di Windows 7, considerato più affidabile e facilmente gestibile. E infatto le nuove funzionalità nascono da "centinaia di migliaia di segnalazioni che Microsoft ha ricevuto e raccolto da tutto il mondo e successivamente elaborato e integrato nel nuovo sistema"”, ha dichiarato Pietro Scott Jovane, amministratore delegato di Microsoft Italia. Windows 7 ha potuto contare su oltre 8 milioni di "beta tester" che in tutto il mondo hanno avuto la possibilità di provarlo per 18 mesi, segnalando le loro osservazioni a Redmond, quartier generale di Microsoft. Le novità introdotte da Windows 7 sono una barra delle applicazioni più efficiente e personalizzabile, la facile creazione di una rete domestica di pc adatta alla condivisione dei file, una più semplice connessione degli apparecchi esterni come stampanti e telefoni cellulari. "Snap" consente di affiancare due finestre sullo schermo senza complicate manovre con il mouse. Inoltre vengono garantiti tempi ridotti di accensione e spegnimento del PC, e una migliorata gestione delle batterie. In Windows 7 sono stati introdotti dei miglioramenti in termini di performance con il supporto a 64-bit e la grafica DirectX11.


21.10.09

Il posto di lavoro fisso


Silvio Berlusconi la pensa come il ministro Tremonti, io la penso come Tremonti e Berlusconi perchè sono arrivato alla pensione lottando per 38 anni ad ogni rinnovo contrattuale per conservami il posto fisso. Grazie al posto fisso ho potuto vivere in una grande città, accendermi un mutuo e comperarmi una casa e mandare avanti una famiglia e accompagnare mia figlia ad un diploma che le ha permesso di conquistarsi, a sua volta, un lavoro di una certa responsabilità: un lavoro in un laboratorio Quality Control dei microcip alla Thompson Electronics di Agrate... "Il governo - dice Berlusconi - è a fianco dei milioni di italiani che lavorano come collaboratori dipendenti così come è a fianco di milioni di italiani che intraprendono, rischiano e producono ricchezza per sè e per i loro collaboratori, nell'interesse dell'Italia". "Il governo lavora per una società fatta di libertà, di sviluppo economico e di solidarietà. A questi principi dell'economia sociale di mercato - dice il presidente del Consiglio - si ispira anche la tutela della famiglia come prezioso elemento di stabilità sociale ed economica, in piena sintonia con la Carta dei Valori del Popolo della Libertà, Carta che è esattamente la stessa della grande famiglia della libertà e della democrazia in Europa che è il Partito del Popolo Europeo".




"Ovviamente nessuno è a favore della precarietà e dell'insicurezza, in un momento particolare come questo. Però noi siamo per la stabilità delle imprese e dei posti di lavoro, che peraltro non si fa per legge", ha detto invece Emma Marcegaglia, elencando poi i problemi che "la cultura del posto fisso" ha portato in Italia: "un aumento della disoccupazione, del sommerso per esempio nel Mezzogiorno, e ha creato nella pubblica amministrazione questa logica dell'assenteismo e dei fannulloni tanto deprecabile".
Voi da che parte state ?

16.10.09

Boom della prostituzione online

Lap Gym

Marciapiedi, appartamenti, vendite online. La prostituzione ha molti volti. Da quello più sofferente e infreddolito delle nigeriane, in attesa sui marciapiedi dal tramonto all'alba, a quello apparentemente perfetto e slavato delle donne che vendono i propri servizi in rete. Sul web si trova di tutto: girl, boy, transex, gay, lady for lady. Ragazze e, in percentuale minore, ragazzi di diversa età e nazionalità con tanto d'inserzioni ricche di dettagliate descrizioni, di immagini forti e di eccessi. Uno dei principali portali specializzati del settore è www.escortforum.it . Accedendo in home page, selezionando la città di appartenenza, ci si trova subito di fronte ad un'ampia offerta di accompagnatrici ed accompagnatori. Ognuno utilizza una strategia diversa per attirare il maggior numero di clienti possibile. C'è chi ha puntato sulla realizzazione di un portfolio fotografico che lascia poco spazio all'immaginazione, chi, invece, ha optato per una presentazione testuale intrigante. Il volto è, eccetto qualche sporadica eccezione, coperto. Non si parla di cifre. Non è elegante. Per meno di 200 euro all'ora, comunque, non alzate nemmeno il telefono. Rispetto ad altri siti, http://www.escortforum.it offre dei servizi supplementari: le ragazze spiegano quali prestazioni sessuali sono disposte a praticare e quanto, queste, costano. C'è persino un forum in cui i clienti si scambiano le opinioni sulle escort. Chi lo desidera può perfino essere linkato ad agenzie di accompagnatrici di mezzo mondo. Vi piacerebbe far venire a Chieti una signorina direttamente da Mosca o da Varsavia? Non c'è problema: un accordo si trova. Se pagate 3500 euro vi tenete con voi una donna lituana per una settimana. Parliamo, insomma, di un mercato senza confini e dal fatturato in costante crescita. Non c'è crisi; la recessione non spaventa. Dietro ai portali più cliccati si nascondono spesso furbissimi imprenditori italiani con server stranieri che a causa di leggi poco chiare e molte scappatoie praticano un business, quello del sesso che è parecchio redditizio e continuerà, permanendo così le cose, ad esserlo per molto tempo. Il fenomeno della prostituzione, quindi, si sta sviluppando sulla base di due tendenze principali, quella dell'invisibilità e quella dell'impersonalità degli atti sessuali. Internet è un non luogo per eccellenza. I clienti che cercano le prostitute online sono, secondo me, in buona misura quelli che la sera vanno con le lucciole di strada. La sottocultura della prostituzione trova continui collegamenti e forme d'integrazione nella cultura dominante, vedi, oltre all'uso dilagante del perizoma, l'aumento delle donne che acquistano online pacchetti completi per fare lap gym in casa.

14.10.09

Il lampione scomparso da un pezzo



Foto mandata da Luciano Pellegrini

A Chieti una ne pensano e cento ne fanno, ma da un anno a questa parte, c'è un "martellatore" quotidiano che controlla tutto quello che succede nella nostra città, una specie di "COSCIENZA" che tutto monitorizza con precisione e denuncia ogni volta che trova qualcosa che non và. Dopo aver scoperto che in piazza Malta mancano i (cessi) bagni o meglio ci sono, ma non sono agibili e la gente (soptratutto i contadini che vi fanno il mercato cittadino) sfonda le porte per accedervi . forse per non dover pagare gli 80 centesimi per un caffè per poterla fare quindi in un bar. Bagni che mancano dappertutto in città, sopratutto alla Villa Comunale, dove molti nonni portano i loro nipotini a giocare (tutti con le prostate un pò ingrossate e la necessità di pisciare spesso ), che devono risolvere, facendola dietro il (fratta) cespuglio rischiando di essere arrestati per atti osceni in luogo pubblico o per pedofilia... Adesso questo campione dei freelancer (giornalista libero da qualsiasi credo politico) ha scoperto che si sono fregati un lampione, quello della foto.....

Invece della marmellata, chi ha rubato il lampione?
Una nota canzone del 1976 scritta e cantata da Lino Toffolo “Chi ha rubato la marmellata? chi sarà…”, canzone satirica, in cui il bassotto poliziotto scoprirà la verità.
Tornando ad oggi, il lampione manca da tanto tempo. Forse l’avranno rubato? O forse è stato tolto per manutenzione? O forse…., ognuno pensi quello che vuole!
Sta di fatto che manca. Qualcuno dell’amministrazione sa rispondere ?
Speriamo che la giustificazione non sia come quella data per la scala mobile: “mancano i pezzi di ricambio….!”
Ve lo immaginate un lampione diverso dagli altri? Meglio riderci sopra...

Luciano Pellegrini

Io comunque volevo aggiungere che un altro lampione ha rischiato di fare una bruttissima fine, tempo fà, quello storico, in Piazza San Giustino, quello della parte del tribunale. L'ho visto sdraiato per terra in occasione della manifestazione del Festival Bar, quella manifestazione che ha prosciugato le casse del comune, nella speranza di portare turisti a chieti, e ho assistito al suo ripristino in loco. Era parecchio stortato in punta, lo si poteva controllare visivamente contro lo spigole del campanile del Duomo, e siccome se ne erano accorti in parecchi e lo facevano notare ad alta voce, il tecnico, incaricato di dirigere gli operai per il ripristino, ha fatto ruotare il lampione, che è storto ancora in punta, ma si nota di meno perchè è di profilo. Da noi ci sono una massa di furbi che con le loro furbate prendono per i fondelli i cittadini... speriamo, caro LUCIANO, che non risolvano questo problema con un'ennesima furbata.


13.10.09

Abolizione Canone Rai


Lanciare una campagna di stampa per l'abolizione del canone Rai, come ha fatto il Giornale in questi giorni, è sicuramente popolare, cioè fa vendere tante copie del giornale In più fa piacere al proprio editore, che di certo non si lamenta se il proprio diretto concorrente viene indebolito e privato di una fetta consistente di risorse. Credo che questo abbia spinto con forza l'onda anti-canone Rai. Detto questo, a mio modesto avviso la campagna giornalistica è condivisibile. Il canone Rai, infatti, non ha più ragione d'essere e andrebbe abolito. La Rai ormai da tempo immemorabile non esercita più un servizio pubblico. A parte la decadenza dei programmi, il vuoto delle trasmissioni, la faziosità dei telegiornali, l'assenza di contenuti degni di essere visti, di pubblico la Rai non ha più niente essendo stata concessa ad uso privato dei politici di turno. Una sorta di benefit che viene assegnato a chi vince le elezioni. In un recente dibattito pubblico, una caporedattrice della Rai, ha dichiarato apertamente che la Rai e i suoi giornalisti rispondono ai politici, e in particolare ai politici di governo. Bruno Vespa definiva la Democrazia Cristiana il proprio azionista di riferimento. Oggi, per lui, è Silvio Berlusconi, e a lui si risponde. Perché, allora, pagare il canone per tutto questo? Perché versare la tassa alla Rai, se poi i suoi programmi, i suoi Tg, sono inguardabili, scarsi dal punto di vista giornalistico e utili solo a glorificare chi comanda? Del resto l'ha detto molto candidamente il conduttore di Unomattina l'altro giorno, intervistando il premier per il suo compleanno: «Presidente, questa è casa sua». Perciò il canone non verrà mai abolito: chi mai tra i politici si priverebbe di una Rai ridotta a zerbino, dove basta fare una telefonata al direttore o al caporedattore per mettere tutti in riga e far inginocchiare i giornalisti? Nessuno. E quindi la tassa sulla Rai, ingiusta e iniqua, continuerà a rimanere, come hanno dimostrato le difese d'ufficio di questi giorni, sia da destra a sinistra. Una Rai asservita serve, eccome. Togliere il canone, costringere le tre reti ad andare sul libero mercato, vorrebbe dire far concorrenza a Mediaset (e anche a Sky) sul fronte pubblicitario e degli eventi a pagamento (le partite di calcio). Porterebbe a creare un terzo o quarto polo radiotelevisivo nel Paese, rompendo finalmente il duopolio Raiset, attualmente guidato dallo stesso padrone. Significherebbe togliere le mani dei politici sulla Rai per dare un po' più di voce agli ascoltatori e alle loro preferenze televisive (ma a chi interessa Vespa a reti unificate in prima serata che osanna il Lider Maximo?). Uno scenario eversivo. Meglio che gli italiani siano costretti a pagare ogni anno il canone, e poi a pagarsi l'abbonamento a Sky se proprio vogliono vedersi un programma diverso. Tanto a pagare sono gli italiani, i politici la Tv ce l'hanno gratis.


9.10.09

C'è chi a 50 anni torna dalla mamma


La separazione e il divorzio, in questa società moderna, sono ormai un «lusso» da ricchi. A meno di non accettare di ritrovarsi sul lastrico, o quasi si cerca di resistere quanto più si può. Lo dimostrano storie di altrettante coppie che hanno deciso di chiudere la loro vita matrimoniale: tra affitti da pagare, mutui da onorare e alimenti per i figli, sopravvivere può diventare impossibile. E così c'è chi, a 50 anni, bussa alla porta della mamma, o chi divorzia ma continua a vivere sotto lo stesso tetto, perché non può permettersi di pagare un secondo affitto. Gli avvocati confermano: per chi divorzia, oggi, il rischio povertà è reale. Per quasi tutti questo è un passaggio difficile, traumatico che conduce spesso mariti e mogli separati sulla strada della povertà. Molti sopravvivono come possono: c'è chi sulla soglia dei 50 anni torna a casa dai genitori, chi rimane sotto lo stesso tetto con la ex perché altrimenti finirebbe all'Opera Bonomelli. Naturalmente si tratta di un dato economico e sociale, non di una valutazione morale sull'opportunità o meno di separarsi. Il campionario di situazioni drammatiche potrebbe essere infinito.


7.10.09

L' Internet Mania


Quelli che non ce l'hanno ormai sono considerati pecore nere e sono decisamente in minoranza. Soltanto pochi comuni, oggigiorno, non hanno un proprio spazio sul web, un sito Internet «istituzionale». Chi prima, chi dopo si è dotato di un proprio portale anche se con finalità e funzioni diverse. Alcune amministrazioni usano questo spazio virtuale principalmente per presentare il proprio paese, raccontandone la storia e quel che vi si può trovare. Altri lo hanno reso più funzionale mettendo On-Line alcuni servizi, indicandone eventi ed appuntamenti. I più «evoluti» lo hanno fatto diventare una sorta di sportello attivo 24 ore su 24. Avventurandosi in questo viaggio nella rete se ne vedono un po' di tutti i colori. Tanto per cominciare, secondo me, ai comuni andrebbe fatto un appunto, eccezion fatta giusto per qualcuno: l'aggiornamento dei siti andrebbe curato maggiormente. La tecnologia Internet ha un grande potenziale, sfruttandola si può offrire un valore aggiunto nel servizio al cittadino ma in certi casi può diventare un dannoso boomerang. Aprire un sito e trovarsi di fronte l'agenda con appuntamenti scaduti da mesi o descrizioni mai aggiornate non è certo una bella immagine per il comune. Risulta difficile stilare una classifica tra i portali più efficienti: i parametri da tenere in considerazione per una valutazione di questo tipo sono troppo variegati. Immedesimandosi nel cittadino che interroga il sito del proprio comune in cerca di informazioni o di determinati servizi però, ci si può fare un'idea. Un sito che si rispetti dovrebbe essere aggiornatissimo sugli eventi, sulle delibere e sulle ultime novità e dovrebbe mettere a disposizione degli utenti la modulistica da scaricare e offrire una panoramica anche sulle attività e sulle associazioni del paese. Ci dovrebbe essere anche la possibilità di compilare un questionario di gradimento e di confrontarsi magari su un forum cittadino. Non dovrebbero esserci poi ostacoli nella connessione ai link e dovrebbe essere ben corredato da pagine di storia e di descrizione del territorio e delle sue tradizioni. Dovrebbe dare notizie aggiornate e particolareggiate sulle strutture ricettive del territorio Dovrebbe avere un link apposito, dove le persone potranno segnalare al comune o agli assessori interessati i loro suggerimenti, per un miglioramento nell'andamento della città. Insomma dovrebbe essere un posto dove il cittadino si sente ascoltato dall'amministrazione e questa illustrando, mano a mano, il suo operato, con chiarezza e trasparenza, potrebbe senza ombra di dubbio ricandidarsi alle prossime elezioni.



2.10.09

Torna oggi a Riva la «Blogfest»


Da oggi a domenica 4 ottobre le blogstar e gli appassionati di social network e community in genere si riuniranno in occasione del festival italiano dedicato al web 2.0, alla passione per Internet e a tutto ciò che le gravita intorno: un momento d'incontro in cui superare le barriere del virtuale e dare volti e voci alle firme delle celebrità della rete. Il viaggio inizierà per tutti dalla vecchia Stazione di Riva del Garda, dove verranno distribuiti i badge ufficiali e i gadget. Da quel momento non ci sarà che l'imbarazzo della scelta fra i 7 BarCamp tematici allestiti nelle piazze del centro: uno generalista, che fa il punto sullo stato di salute di questi incontri aperti; un ErotiCamp Soft e uno Hard, in cui confrontarsi sui temi più piccanti; un PhotoCamp dedicato al mondo della fotografia; un MomCamp, in cui ritrovare tutte le mamme della rete e le community che le riuniscono. E ancora: un To Do Camp, in cui parlare di produttività personale e «lifehacking», pratica che nobilita l'ormai superato fai-da-te con creatività per trovare nuove soluzioni, un DissaporeCamp, dedicato al cibo, ai foodblogger e a tutti gli appassionati di cucina. Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom Italia - main sponsor della BlogFest 2009, ritroverà il pubblico degli utenti 2.0 in due diversi appuntamenti: la presentazione di Jpeggy - The art of shooting over ip, un progetto di Telecom Italia e Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani per offrire uno spazio espositivo online ai fotografi emergenti e l'incontro sulla blogsfera, in cui si parlerà della nuova Italia digitale. E in tempi in cui la libertà di espressione e quella di informazione sono al centro dell'attenzione, si parlerà del ruolo dei blog anche nella twitterence - conferenza «anti-noia» nella quale gli interventi non potranno superare le 140 parole. Per ripercorrere alcune tappe della storia della rete, in «La storia siamo noi, nessuno si senta offline» Gianluca Neri e Roberto Grassilli racconteranno i dieci episodi che hanno cambiato il mondo digitale quando il network era ancora asocial. Anche quest'anno si terrà poi la premiazione dei Macchianera Blog Awards 2009: a contendersi il premio per ognuna delle 26 categorie, i 5 blog più votati dalla web community, segnalati dagli stessi internauti. Quindi «VenerdìNotte», un'edizione straordinaria di «SabatoNotte», trasmissione radiofonica di musica, racconti e rumori, in onda su RadioNation, con Matteo Bordone, Gianluca Neri e Simone Tolomelli, il Workshop Futur3 e Progetto Luna sui servizi georeferenziati e gli scenari di hyperlocalmarketing. Infine una WordPressFest per ricevere assistenza tecnica dagli utenti più esperti; un kindergarten con giochi e racconti per bambini ispirati alle fiabe; e tanta musica con il concerto dei Pausa Merlot e il dj set sotto le stelle di Fabio De Luca. Info: www.blogfest.it