30.12.09

Oggi si incomincia a sciare


Quest'anno si riparte alla grande, sulla Paganella la neve c'è ed è abbondante, sul Bondone pure anche se questa è quella sparata dai cannoni nottetempo. Una bella giornata sulla neve, non ha prezzo. Comprare l'attrezzatura (con Mastercard, ma anche in assegni, o contanti) costa un botto. Arrivano le prime nevicate e gli appassionati si devono attrezzare. Ma dotarsi di tutto il necessaire per praticare gli sport della neve, è decisamente dispendioso. Per chi parte da zero, un vero salasso. Calcolando prezzi medi, sull'ampia gamma di prodotti disponibili, uno sciatore single per attrezzarsi del tutto partendo dal niente (ovvero armato di solo portafogli e voglia di gettarsi a uovo da una bella pista) se ne torna a casa con borsa e baule pieno, ma alleggerito di 1.000 euro o giù di lì: circa 300 per una tuta, circa 400 per un paio di sci moderni dotato di attacchi, circa 250 per un paio di scarponi, circa 50 per un paio di occhialoni, circa 60 per un casco, circa 30 per i bastoncini. Calzamaglie, thermos o zaino e guanti esclusi. Certo, un consumatore più attento può anche puntare su prodotti meno di grido (si spera non per questo in grado di garantire minor sicurezza) e tuffandosi su offerte e sconti, può cavarsela con un esborso di circa 400 euro. Ed in effetti in questi giorni di corsa all'equipaggiamento, le offerte non mancano, nei punti vendita specializzati. Quì sulla Paganella ad esempio viene proposta in vetrina un'«offerta lancio» per i più piccoli con set completo (sci, attacchi e scarponi da discesa) a partire da 99,95 euro. Da Longoni, non mancano gli sci utilizzati dalle case produttrici per effettuare test di lancio, scontati fino al 50%: si viaggia sempre sui 400-500 euro, ma in questo caso ci si accaparra un prodotto proposto, a prezzo intero, al doppio. Per chi fosse interessato poi, da Longoni cercano anche «personale per reparto attrezzature sportive». Non si sa mai. di questi tempi, può venir buono. Sconti anche da "Sorelle Ramonda", dove quasi tutti i prodotti del reparto sci sono scontati tra il 20 e il 40%. Quì ci sono ottime proposte per quel che riguarda gli scarponi - sia da discesa che da fondo - per chi non cerca il prodotto di marca, o di grido. Per chi invece è a caccia proprio della novità e dell'unicità, c'è pure un sito internet ( www.carbontech.it ) che propone la personalizzazione degli sci con il proprio nome o altre scritte. L'offerta e la varietà di prezzi, non manca insomma. Quel che è certo è che - un po' come tutti gli sport, a dire il vero - sciare costa. Soprattutto se ci si deve rifornire da zero. Già fatto l'esempio del discesista single , basta invece immaginare una famigliola di quattro persone. Se mamma e papà sono «fighetti» e non vogliono farsi mancare e far mancare ai due marmocchi il top, è il caso che i coniugi abbiano entrambi un impiego ben retribuito. Per tutti e due, tra sci scarponi, caschi e tute, la spesa si aggira sui 3.800 euro. Oppure lei fondista e la pupetta a lezione di snowboard? Per loro, 2.700 euro. Famigliola griffata e felice, 6.500 euro più spese vive (giornalieri, settimana bianca, benzina del viaggio, eccetera eccetera). Spese che la stessa famigliola, ma meno attenta a griffe e ultime novità, può limitare, ma per quattro persone si viaggia pur sempre minimo minimo sui 2.000-2.500 euro. Attenzione, si parla comunque di casi limite, di gente cioé che deve dotarsi di tutto da zero. Casi così ne capitano pochi perché in genere chi parte da zero, per cominciare noleggia tutto. C'è poi da dire un'altra cosa: si tratta di acquisti che rappresentano un investimento: «Solitamente poi chi inizia e compra l'attrezzatura, almeno due anni la tiene. Poi chi si appassiona proprio, un prodotto lo sceglie con cura e poi lo può tenere per 3-4 anni». Non di solo sci (discesa o fondo che sia) vive poi l'uomo: per i più piccoli in gita con mamma e papà - ma non soltanto - ci sono anche le care vecchie slitte: di tutti i tipi e materiali, da 50 a 300 euro. E poi le ciaspole, le racchette da neve: anche in questo caso, da quelle base a quelle iperprofessionali per agonisti, dai 60 ai 350 euro. Dite che manchi qualcosa? Certo, i passamontagna: da 15 a 50 euro. Ma non usateli per svaligiare la vostra banca. Avete tutto ? Allora andiamo a sciare !

24.12.09

Il dramma dell'Abruzzo


Il dramma dell'Abruzzo e il grande cuore di Martina... E’ Natale e ci si scambiano gli auguri e ci si prepara ai festeggiamenti, ma qualcuno ripensa ai terremotati di Aquila e alle intensissime giornate trascorse ad aiutare quella povera gente. No non è uno della protezione civile, che parla, ne un militare comandato in quei luoghi per aiutare, ma una giovinetta che fa volontariato da sempre e dà il meglio di sé stessa proprio aiutando gli altri. Si è un giovane che si racconta e non siamo su un’altra dimensione... Il suo nome è Martina, ha 16 an­ni ed è una ragazza che ha un'aria sorridente, quella che deve avere una sedicenne. Frequen­ta il liceo a Tione (Trentino) e nel ponte dell'8 dicembre è andata con 36 compagni dello stesso istituto, in Abruzzo, a fare quattro giorni di volontariato. Quando ripensa a quella espe­rienza la voglia di sorridere non è più così forte. "La situazione in Abruzzo - rac­conta - non è sistemata per niente. Ci sono persone anco­ra senza casa, che vivono in container, tende o abusivamen­te nelle proprie case, nonostan­te la Protezione Civile lo abbia vietato perché potrebbero crol­lare da un momento all'altro. Ma come si può obbligare un anziano ad abbandonare la ca­sa in cui ha trascorso la sua vi­ta? Si ha forse il diritto di ne­gargli anche la consolazione delle quattro mura domestiche a cui è abituato?" Che siano esperienze capaci di segnare è pacifico. Lo si capisce anche dai messaggi che Martina ha mandato ad una persona cara mentre era giù a lavorare. Ecco qualche stralcio:“ Paganica, 6 dicembre 2009. So­no emozionata! Mi trovo a fa­re il cemento con davanti a me un tramonto eccezionale. So­no tutta impolverata, affatica­ta, con i calli alle mani, le guance arrossate e i capelli scom­pigliati. Non ho potuto fare al­tro che appoggiare la vanga e rimanere un attimo in silenzio a contemplare questo miraco­lo. Non ho mai visto colori così brillanti... che paradosso. La natura sa essere così mozza­fiato ma sa anche fare questi disastri”. “ Onna, 7 dicembre 2009. Su 300 abitanti, quì, ne sono morti più di 40 e il 25% era sotto i 25 anni. Il signore che ci ha parlato ha perso i suoi 2 figli e i suoi genitori nel terremoto. Ti trovi in un paesino di casette di legno colorate con un tramonto rosso come il sangue sullo sfon­do. E dall'altra parte della stra­da macerie... Non sai che sen­so d'angoscia dà un piccolo giardino con una pietra con in­cisi tutti i nomi dei morti, una Madonna e un ulivo, simbolo della pace. Ti senti inutile. Non sai cosa fare, cosa dire…”. “ In Abruzzo serve gente come noi: vecchi, giovani, adul­ti, va bene chiunque. Ci sono migliaia di lavori da fare: pra­tici, come costruire muri, smon­tare tende, smistare vestiti, co­struire parchi giochi; più astrat­ti, ma non meno importanti co­me far divertire i bambini e vi­sitare le persone anziane”. Alla mia domanda se ci tornereb­be, non ha dubbi Martina: “ Vor­rei ripartire al più presto e tornare in quel campo Caritas con tutti i ragazzi e con nuovi vo­lontari. Prima di partire molti ragazzi di fronte alla mia pro­posta di iscriversi al Progetto Pace hanno rifiutato dicendo: "Non posso certo io cambiare il mondo". È vero. Individualmen­te ciò non è possibile, ma insieme (e sottolineo insieme) possia­mo fare tanto. È la goccia che costituisce l'oceano, come dis­se Madre Teresa di Calcutta. Il mondo non ha bisogno di po­chi eroi o d’eroine, ma di gente comune con la voglia di met­tersi in gioco. lo questa voglia ce l'ho. E alla fine di questo bre­ve viaggio ho ricevuto molto più di quello che ho dato. Ho vissuto un' esperienza indimen­ticabile. Dopo ciò che ho visto, sentito e detto non posso più essere indifferente. Sono tor­nata a casa - conclude - stanca, ma con il cuore pieno di gioia e di voglia di vivere”. E mi verreb­be da aggiungere, pieno anche di saggezza.

23.12.09

Buone Feste


Tanti cari auguri di buon Natale e un felice Anno Nuovo a tutti voi che passate di qui e commentate. Il blog va in vacanza per pochi giorni, giusto il tempo di rilassarsi un pochino per tornare poi con maggiore voglia di scrivere.
Enio

16.12.09

Confessione dal fronte


Martedì, sono stato ad un corso pre-parto a trovare un amico che svolgeva le funzioni di insegnante. Non appena i futuri padri, che erano tutti in attesa dell´arrivo del mio amico, hanno saputo che ero un esperto di bambini (dopotutto avendo un figlio, ed essendo anche nonno, in percentuale ne avevo esattamente il triplo di loro), hanno iniziato a chiedermi suggerimenti. «Ragazzi - ho esordito con l´enfasi di un veterano tornato dal fronte che elargisce ai commilitoni dei suggerimenti su come salvarsi la pelle, tanto per cominciare non venite a questi corsi! Andate al cinema con vostra moglie! Uscite a cena insieme, fate qualcosa per voi finché potete, perché una cosa che nessuno vi dice, è quello che succederà al vostro matrimonio quando nasce un figlio: in casa vostra la parola eros sparirà perfino dal CD di Ramazzotti! E d´improvviso voi e vostra moglie inizierete a punzecchiarvi a vicenda. Lei vi chiederà "Hai scaldato il biberon?" anche se può vedere benissimo che il biberon è ancora nel lavandino. Sa già la risposta, ma ve lo chiede perché solo così può costringervi ad un´ammissione di colpa. E quando voi inizierete ad ammettere le colpe è finita, perché entrerete nel tunnel delle ammissioni di colpevolezza, arrivando ad assumervi colpe che non avete. Hai dirottato tu il DC 9? Si, non sapevo come occupare i dieci minuti intanto che scaldavo il biberon… Ammetterete tutto solo per sdebitarvi con vostra moglie per il dolore che le ha procurato il parto.. E vostra moglie questo lo intuisce, e non vi dirà mai più bugie, limitandosi ad ingannarvi per omissione». Non sapevo nemmeno ciò che stavo dicendo, ma avevo tutti intorno a bocca aperta ed allora ripresi fiato e continuai. «Ma la cosa peggiore è che vi sentirete vecchi. Le liti con vostra moglie e le notti in bianco vi ridurranno un tale straccio che a confronto Fassino vi sembrerà Terminator. Ma il peggio è che penserete anche da vecchi. Vostra moglie si preoccuperà solo di vostro figlio. Avrà freddo? Avrà caldo? Avrà tiepido? E non si accorgerà che sono due giorni che tutt´e due andate in ufficio senza scarpe. Diventerete apprensivi, calcolatori e programmatori di ogni minimo istante della giornata, e se troverete da trascorrere dieci minuti spensierati, sarà solo perché tre mesi prima avete pianificato che fra tre mesi trascorrerete dieci minuti spensierati!». A quel punto ho percepito che i miei racconti erano forse eccessivamente negativi e stavano affossando oltremodo il morale della truppa, allora mi sono subito adoperato per risollevare l´ambiente. «E poi vi sentirete inutili! Tutti gli uomini si sentono inutili, è la vita! Sono le donne che ce lo fanno credere. Però quando diventate padri vi rendete conto che è davvero così. Se vi proponete di allacciare il pannolino al pupo, vostra moglie vi dirà che l´avete fatto in modo sbagliato. E questo vale per qualsiasi azione svolgiate che comprenda il coinvolgimento anche soltanto di un accessorio del piccolo. Gli scaldate il latte? Sarà sempre troppo caldo o troppo freddo. Avete messo il piccolo nella culla? Andava coperto. L´avete coperto? Andava scoperto. L´avete cosparso col borotalco? Avete sbagliato lato… E arriverete al punto in cui, quando vostra moglie infilerà la testa nel forno, vi ritroverete a pregare che non lo stia pulendo ma stia per suicidarsi...». In quel preciso momento si aprì la porta della stanza ed entrò Renzo, il mio amico, l´insegnante battendo le mani con entusiasmo: «Allora? Come stanno i miei futuri padri?». Tutti gli uomini rimasero immobili con lo sguardo fisso sul pavimento in silenzio. Devo ammettere che mi sono sentito in colpa, ma niente a confronto di quanto si sentiranno loro...


14.12.09

Berlusconi colpito in viso

Silvio Berlusconi è stato aggredito ieri in Piazza Duomo a Milano. Il viso insanguinato, lui che barcolla e chiede aiuto per salire in macchina. Il suo sguardo impaurito, sofferente e addolorato. Sono le immagini riprese da tutte le telecamere, attimi immortalati nello sgomento generale per quello che è successo. Secondo la ricostruzione di chi ha organizzato il comizio il premier, appena lasciato il palco e prima di salire sull'auto, era stato fermato da uno dei suoi sostenitori. Tutti a urlare «Silvio, Silvio» e a fare a gara per stringergli la mano. Lui si è spostato di poco, e improvvisamente è arrivato un braccio con una mano che stringeva una statuetta ricordo del Duomo. L'ha colpito al volto, la parte di destra. Berlusconi si è piegato sulle gambe, ma in un baleno la sua scorta è intervenuta per sostenerlo e portarlo alla macchina. Quando era già dentro e si stava tamponando il viso con un fazzoletto, ha aperto la portiere ed è di nuovo uscito dall'auto, probabilmente, per andare da quell'uomo, il suo aggressore, e chiedergli il motivo del suo gesto, perché l'avesse fatto. Ma i suoi body guard gli hanno consigliato di rientrare. Poi la corsa al San Raffaele. È entrato sdraiato su una barella «cosciente», con una borsa del ghiaccio sul volto. Subito è stato medicato e, come ha deciso il suo medico personale, il professor Zangrillo, è stato sottoposto a una tac: ha subito un «trauma contusivo importante al massiccio facciale - hanno riferito dall'ospedale - con una ferita interna ed esterna al labbro superiore. Due denti, uno dei quali in modo serio, sono fratturati. E poi l'accertamento diagnostico ha evidenziato una piccola frattura al naso. la prognosi è di 20 giorni. Tra i primi ad arrivare il fratello Paolo Berlusconi, i figli Marina, Piersilvio, Eleonora, Barbara. E ancora Adriano Galliani, il ministro Maroni ed Emilio Fede. Al direttore del Tg4 il premier dice di sentirsi «miracolato». Se l'oggetto fosse arrivato poco più su «avrei rischiato di perdere un occhio». Bossi parla di «un atto di terrorismo». Chi riesce a parlare con lui, lo descrive come «provato e scosso» ma «sereno». A tutti dice di essere «amareggiato» per «questa campagna di odio nei miei confronti». Questo, spiega, «è il frutto di chi ha voluto seminare zizzania. Quasi me l'aspettavo...». Con gli amici arrivati in fretta e furia all'ospedale ripete di essere stato nei giorni scorsi nel mirino di una campagna di veleni. «Tutti dovrebbero capire che non è possibile oltraggiare un presidente del Consiglio, questa è la difesa delle istituzioni». Al di là dell'amarezza, il Cavaliere comunque sottolinea di non voler minimamente farsi impressionare dall'episodio. «Sono ancora qui e non mi fermeranno».L'attentatore veniva nel frattempo arrestato, per sottrarlo al linciaggio della folla inferocita e trasportato in questura dove veniva interrogato dalla DIGOS. Ri sultava essere un poveraccio, psicolabile, in cura da 10 anni al Policlinico.


12.12.09

Spatuzza o spadino ?

Ennesimo Dramma Italiano o presa per il culo ?
Il direttore del Tg1

Augusto Minzolini, è tornato in video per un editoriale. Ed è stata subito bufera. Commentando la deposizione del boss Graviano, Minzolini si è chiesto se la grande eco data alle parole di Spatuzza si «poteva evitare»: «forse sì - risponde - se si fosse seguita alla lettera la legge sui pentiti». Minzolini, dopo aver ricordato che l'importanza attribuita, anche a livello mondiale, alle parole di Spatuzza ha danneggiato l'immagine dell'Italia e del presidente del consiglio, ha ricordato anche il caso di Andreotti: era già capitato con lui, «ci ha messo più di dieci anni per liberarsi della leggenda del bacio a Riina, ed è stato danneggiato non solo l'interessato ma anche il Paese». Per Minzolini «il caso Spatuzza è solo l'ultima prova, ma l'elenco è infinito, del fatto che nel nostro sistema giudiziario c'è qualcosa di sbagliato. Le polemiche su questioni di forma non devono impedire di guardare ai problemi veri, e la riforma della giustizia è uno di questi».


La sinistra

Fuoco a volontà sul direttore del TG1: «Minzolini continua a scambiare il Tg1 per una testata militante. Tutti i suoi editoriali sono destinati a difendere a spada tratta Berlusconi», tuona Paolo Gentiloni, presidente del Forum Comunicazioni del Pd. «Una pessima pagina di giornalismo», afferma Pancho Pardi, capogruppo dell'Idv in commissione di Vigilanza sulla Rai. E Giorgio Merlo, deputato del Pd e vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai, sostiene che «quello che stupisce è che,gli editoriali del Tg1 si concentrano solo su notizie care al centro destra».


La Destra

Daniele Capezzone nota che «gli attacchi contro Minzolini sono ormai indecenti. È incredibile che perfino considerazioni ragionevoli e di buon senso come quelle svolte dal direttore del Tg1, debbano procurare attacchi e insulti al di là di ogni limite. Secondo i signori della sinistra la libertà di parola vale per tutti tranne che per Minzolini?».

Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del PdL: «I paladini della libertà di stampa del centrosinistra vogliono imbavagliare Minzolini. Ad essi va bene solo un'informazione al loro servizio».

Per Giorgio Lainati (Pdl), Vice Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, «di fronte alla libertà di un direttore di telegiornale o di quotidiano di esprimersi con un proprio editoriale, dalla sinistra scatta puntuale a più voci la "spedizione punitiva" di chi vorrebbe negare anche al direttore del Tg1 Minzolini la possibilità di parlare sempre e comunque nel rispetto dei telespettatori».

Gianfranco Rotondi: «Il solito Soviet si scatena contro Minzolini che ha detto sui pentiti quello che pensano tutti gli italiani di buonsenso».

Chi sono gli italiani di buomsenso? Secondo voi chi ha ragione e chi ha torto? Alla gente che non riesce ad arrivare alla fine del mese o ai dipendenti di Villa Pini che non ricevono lo stipendio da otto mesi può importare ? Sarebbe ora di finirla una buona volta e mettersi, tutti, destra sinistra centro, di buzzo buono a fare qualcosa che possa migliorare l'esistenza di noi italiani senza avere la pretesa che tutto si possa risolvere con una legislatura. E' da troppo tempo che si sta protraendo questa diatriba: Berlusconi si, Berlusconi no e tutti ne stiamo perdendo qualcosa....


11.12.09

Nucleare !


Entro questa legislatura inizieranno la costruzione nel nostro Paese di un gruppo di 4 centrali nucleari. Lo ha detto tempo fa il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, intervenendo ad una assemblea di Confindustria. Secondo voi si dovrebbe evitare di ricorrere al nucleare oppure no? Il dibattito nucleare sì, nucleare no non c'è solo da noi ma in tutto il mondo. Ricorrendo al nucleare si garantirebbe energia per tutti e a buon mercato. Le nuove centrali, però, una volta create, dovranno essere ben amministrate. Speriamo, concedetemi la battuta, che in Italia non le prendano in mano i politici che hanno rovinato, con il loro operato, l’intera reputazione della nostra nazione. “Gomorra” docet. Il nucleare è ben visto da tanti, pure dalla UE. Solo gli impianti nucleari consentirebbero, a giudizio della Comunità europea, di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell'ambiente. L’Agenzia internazionale per l’energia stima che l'uso del nucleare passerà dai 368 Gw del 2005 ai 416 Gw nel 2030. L’UE, è doveroso sottolinearlo, ci tiene a precisare che “tocca a ciascuno Stato decidere se utilizzare o no questo genere di energia". Siamo arrivati, insomma, ad una svolta nel settore energetico? Difficile dirlo. In Italia in questo campo c’è sempre molta incertezza e confusione. C’è voluto una vita, ad esempio, per costruire un rigasificatore (un cubo di metallo dove si scongela il metano) a 17 chilometri dalla costa emiliana. E ancora, non sono stati sufficienti 20 anni per trovare una sistemazione alle scorie radioattive delle piccole centrali nucleari italiane smantellate dopo il referendum del 1987. L’Italia è pronta a riaccogliere le centrali nucleari? Il nuovo governo Berlusconi intende iniziare a costruirle entro il 2013, per superare la dipendenza della penisola da gas e petrolio estero. Per i Verdi, invece, la scelta del nucleare è ideologica e sbagliata: “Come abbiamo sempre detto siamo favorevoli che l’Italia sia presente nella ricerca di un nucleare di quarta generazione che dia certezze sulla sicurezza degli impianti e sullo smaltimento delle scorie. Ma è noto a tutti che questo nucleare ad oggi non esiste e pensare di costruire centrali di vecchia generazione nel nostro Paese è completamente sbagliato”. I reattori di quarta generazione arriveranno nel 2030. Voi cosa fareste? Passereste subito al nucleare o aspettereste qualche anno? E che soluzioni adottereste per abbassare le nostre "salatissime" bollette?


9.12.09

La Stella è cammino di sapienza

I Magi vengono ricordati in questi giorni, dal mondo cristiano, come simbolo di quei "lontani" che, dopo i pastori, si recarono ad omaggiare il Principe della Pace nato a Bethlemme. Non si deve tuttavia dimenticare che tali misteriosi personaggi secondo il racconto dell'evangelista Matteo si misero in cammino ben prima dei pastori, appunto perché avevano visto sorgere la stella del Messia e l'avevano seguita per lungo tempo, almeno alcuni mesi, vedendola apparire e scomparire per tre volte. Non tutti poterono osservare il fenomeno e dunque non si trattò probabilmente di una cometa, ma appunto di un evento astrale percepibile solo da chi era in grado di osservare a partire da certe premesse e di fare determinate riflessioni, ovvero da chi era "in cammino verso una stella". Ma chi erano veramente i Magi? Dal racconto di Matteo sembra di poter ricavare che fossero dei sapienti con incarichi sacerdotali, provenienti dalla regione dei Medi, più o meno l´attuale Persia. Si intendevano di stelle, ma non indulgevano alla prassi di stilare facili ed ingannevoli oroscopi ad uso giornalistico. Non siamo nemmeno sicuri del loro numero effettivo; inizialmente se ne ipotizzavano due, poi il numero trino dei doni fece propendere per tale cifra. La terna dei Magi è stata vista da alcuni come allusione ai tre figli di Noè che sarebbero stati i capostipiti delle principali razze umane: Sem, Cam e Japhet. Per altri si tratterebbe di un´allusione alle tre età dell'uomo (e di fatti sono spesso raffigurati come un giovane, un adulto e un anziano); tutte e tre permettono e richiedono ugualmente di adorare Dio. I doni dei Magi hanno, comunque, un grande valore simbolico: l´oro è aurum regium, ovvero la corona che veniva offerta all'erede quando subentrava al padre che lasciava il trono; l'incenso era impiegato nelle funzioni liturgiche e dunque valeva a venerare la divinità del pargolo; la mirra, usata nelle procedure di imbalsamazione, riportava invece bruscamente alla realtà: quel Re divino che nasceva era anche votato ad un destino umano che non avrebbe evitato la morte. Secondo alcuni, tali doni dei Magi al piccolo Gesù, sono un elemento di critica alla nostra incapacità di farci dono agli altri, sublimata piuttosto nell'offerta di regali costosi, quanto insignificanti ed imbarazzanti, che fanno la gioia più di chi li vende che non di chi li propone o li riceve. I Magi vennero presentati con un corto mantello e con un berretto frigio che pareva richiamare le vesti del dio Mitra, il cui culto si diffuse in Europa quasi parallelamente al cristianesimo grazie alla promozione che ne fecero i legionari romani. Solo nel Medioevo sulle teste dei Magi comparvero delle corone ed anche le vesti si impreziosirono ad indicare da una parte un accreditamento divino dei casati regnanti d'Europa ma - al tempo stesso - una sottomissione di tali re al divino Bambino ed ai suoi legittimi eredi, ovvero i dignitari della Chiesa cattolica. Che degli uomini saggi e potenti come i Magi abbiano seguito una stella non fa che rimarcare che l'uomo non può vivere senza fidarsi, senza credere in qualcosa, il che rappresenta un'integrazione rispetto all'approccio razionale al mondo ed alle cose. In tale linea anche Einstein affermava: uno scienziato non può far a meno di credere. Lo sosteneva d'altronde già Sant'Anselmo, quando diceva di non voler tanto capire per credere, quanto di voler credere per capire di più. Seguendo la stella i Magi hanno scoperto Colui che li conosceva da sempre e che li aveva chiamati a quell'appuntamento. Anche noi abbiamo tante stelle da poter seguire. E possiamo farlo se non ci accontentiamo della sicumera di certa scienza che i bambini vorrebbe clonarli o dei banali oroscopi che vorrebbero infilarci in un solco predeterminato e fatalistico. Occorre invece tenere alto lo sguardo e non curarci di chi ci denigra come visionari. E allora, forse anche noi come i Magi proveremo "al vedere la stella una grandissima gioia".

7.12.09

A Chieti, otto milioni dalla Regione


Il Comune di Chieti potrà beneficiare di oltre 8 milioni di euro nell’ambito dei Programmi integrati di sviluppo urbano (PISU): la Giunta regionale ha infatti deliberato la ripartizione dei fondi che consentono la realizzazione di opere e l’erogazione di servizi per 8 milioni di euro, di ulteriori 155 mila euro per il Comune quale somma a disposizione per le attività di accompagnamento, attuazione e redazione dei PISU e di altri 52.895 euro sempre a favore del Comune per altre eventuali attività. Scopo degli interventi è migliorare l’attrattività e la competitività del capoluogo promuovendo lo sviluppo delle politiche europee per i problemi afferenti l’ambiente urbano. Sono possibili interventi sia per le opere pubbliche, con attenzione ai problemi connessi con la mobilità urbana, che l’erogazione di finanziamenti e/o servizi sociali ai cittadini. Importante provvedimento anche in materia di Sanità: la Giunta Regionale ha dato il via libera alla Asl per la realizzazione del Centro residenziale per le cure palliative (Hospice) presso la sede del vecchio ospedale SS. Annunziata di Chieti per una spesa complessiva di 915.503,27 euro. “I provvedimenti adottati dall’esecutivo regionale dimostrano l’attenzione concreta, sul piano degli interventi, della Regione Abruzzo nei confronti della città di Chieti – dice l’assessore regionale Mauro Febbo – e rappresentano anche una risposta alle accuse di quanti, ingenerosamente e strumentalmente, sostengono il contrario. Pur in un momento che resta di grandissima difficoltà sia a livello nazionale sia per quel che concerne la stessa Regione Abruzzo, alle prese con gravissimi problemi finanziari legati soprattutto al capitolo sanità, si è deciso di operare a favore dei cittadini. Sono certo – conclude Febbo - che per quanto riguarda i Programmi integrati di sviluppo urbano, il Comune di Chieti saprà cogliere questa importante opportunità che può contribuire in maniera sostanziosa al rilancio dell’economia cittadina”.


Tratto da :
tuttiassunti.it
Quotidiano online su economia e lavoro in Abruzzo e Molise

6.12.09

Gli imbecilli aumentano


Certe volte, a leggere queste cose, le persone normali, quelle di buona volontà, stentano a crederci. In questi casi non si sà dove collocare queste persone e il loro atto, se tra gli atti vandalici, tra le cose stupide che si fanno oggi o tra le carognate più subdole e velenose, miranti a fiaccare la fiducia e la speranza che i bambini dovrebbero avere, in un futuro migliore. In questa denuncia sono con l'assessore, che stimo, per il suo impegno, in questa nostra città detta della "camomilla" dove tutto passa nel dimenticatoio e la gente è spesso abituata a girarsi dall'altra parte senza riflettere e prendere una posizione precisa. Quindi concludo dicendo bravo Bassam perchè " nel regno dei ciechi beato almeno chi c'ha un occhio "

BASSAM EL ZOHBI: DENUNCIA ATTI VANDALICI
L'Assessore all'Ecologia ed Ambiente del Comune di Chieti, Bassam El Zohbi , ha emesso la seguente nota .

« Il venti novembre scorso , in occasione della "Festa dell'Albero" promossa da Legambiente, sono state "adottate" da parte degli alunni del III Circolo Didattico e dai loro genitori tre piazze cittadine - Carafa , slargo Via Ricciardi, Roccaraso - in collaborazione con il Comune di Chieti , la Forestale, la TEMA e Teateservizi.

In quella circostanza gli alunni hanno provveduto a piantare albero e fiori ed a pulire le panchine da scritte.

Purtroppo , sono costernato e dolente di dovermi fare interprete del disagio e della delusione di tanti bimbi della scuola materna del III Circolo di Via Pescara Sud, che dopo aver piantato ciclamini e pansè e fatto tanto per prendersi cura delle fioriere di Piazza Carafa , hanno visto il loro lavoro devastato e distrutto da qualche incivile che per ben due volte consecutive ha sradicato tutte le piante di ciclamini.

L'atto vandalico , segnalato anche al sottoscritto dalle insegnanti Vincenzina Di Meo e Rosanna Ammirati , incide sulle coscienze dei ragazzi i quali rimangono colpiti negativamente perché vedono svanito in maniera ingiustificabile il proprio lavoro a difesa dell'ambiente ed a tutela ed abbellimento della Città.

Pertanto , affinchè simili atteggiamenti non abbiano a ripetersi , faccio mio l'invito della Preside del III Circolo , Paola Di Renzo , e della Responsabile del Progetto Ambiente del III Circolo, Antonella Di Giammarino , perché chiunque abbia notizie utili per identificare gli artefici di queste misere azioni vandaliche si rivolga direttamente al sottoscritto o al Comando della Polizia Municipale di Chieti onde poter assumere opportune contromisure.

Dal canto nostro , il Comune di Chieti provvederà a rifornire agli alunni del III Circolo di piantine di ciclamini e pansè perché vengano ripiantumante nelle fioriere di Piazza Carafa con la speranza che , almeno questa volta , venga rispettato l'impegno sociale a tutela dell'ambiente di questi nostri giovanissimi concittadini .»


Tratto dal sito TeateNet

5.12.09

La Pista Inglese

Siete amanti come me di libri che parlano cercando di spiegare gli intrighi della storia, allora vi consiglio questo libro, come regalo di Natale, vi farete un bel regalo oppure regalerete a qualcun altro un libro molto interessante. Un libro, La Pista Inglese, su un mistero ancora insoluto su cui si è scritto di tutto, quello della morte di Benito Mussolini e Claretta Petacci, ma con un occhio alla pista inglese e alla «disinformazione» su quella complicata vicenda da parte dell'allora partito comunista. E´ quella che ci propone Luciano Garibaldi in «La pista inglese» con in appendice un saggio di Massimo Caprara. Intanto una ricostruzione puntuale di quel 28 aprile 1945, tra Dongo e Bonzanigo, con l´idea però che di quella giornata la «vulgata» ufficiale, quella dell´uccisione di Mussolini da parte del colonnello partigiano Valerio (il ragionier Walter Audisio) riveli troppe contraddizioni per essere ritenuta davvero attendibile. Quella che Garibaldi ci propone è la ricostruzione che vuole una vera e propria gara «tra comunisti e inglesi a chi arrivava prima ad ammazzare Mussolini» che, alla fine vinsero gli inglesi grazie a un loro agente infiltrato nelle file comuniste. Motivo di tanto interesse da parte inglese, quello personale di Churchill di salvaguardare il troppo compromettente carteggio con Mussolini su una loro intesa nel porre fine al massacro in occidente e di spostare il fronte contro il colosso comunista. Ma Luciano Garibaldi indaga anche su quella che fu definita The great Dongòs robbery (la grande rapina di Dongo) vale a dire quel tesoro della RSI (Repubblica Sociale Italiana) che come dice l´autore «non avrebbe mai raggiunto la sua naturale destinazione, la Banca d´Italia, bensì le casse del Pci». Quel tesoro che Garibaldi poi dimostra con molte fonti non era affatto formato dalla fedi nuziali donate alla patria nel ´35, ma probabilmente solo da preziosi che la polizia fascista aveva sottratto agli ebrei. Il tutto come dice l´autore perchè: «Mussolini si sarebbe proposto di trattare con gli Alleati usando valori ebraici come moneta di scambio per affermare l´autonomia della Repubblica Sociale dai tedeschi». Nel libro di Garibaldi c'è anche l´intervista dell´autore, a Urbano Lazzaro, nome di battaglia ´Bill´, già vicecommissario della 52ma Brigata Garibaldi. Alla domanda dell´autore di perchè tante menzogne su questa intricata vicenda, Lazzaro è esplicito: «Perchè Valerio non era Walter Audisio, bensì Luigi Longo, comandante generale delle «Brigate Garibaldi» e, a quell´epoca, numero due del Pci dopo Palmiro Togliatti. Egli, nell´ordinare le fucilazioni di Dongo, non eseguì affatto un ordine del Governo di Sua Maestà il Luogotenente, ma una disposizione interna del Pci».

Luciano Garibaldi, La pista inglese, Edizioni Ares
pp.239, euro15



3.12.09

Internet oggi


Internet oggi è una nuova droga? Secondo lo psichiatra Andreoli, in determinate condizioni può diventarlo. In modo particolare per quei giovani che entrano a contatto con le tecnologie digitali, web ma anche telefonini, videogiochi e televisione, senza essere presi per mano da una persona che gli fa capire che il mondo virtuale ha dinamiche diverse da quello reale. Sono in aumento le forme di dipendenza online. Ci troviamo sempre più spesso di fronte a giovani afflitti da quello che noi chiamiamo autismo digitale. Persone fagocitate dentro schermi, sms, mms e microchip che perdono il contatto con le relazioni umane. Individui talmente compromessi a livello mentale da ritenere che l'universo virtuale sia quello reale e da rimanere disorientati quando si rendono conto che ciò che si può fare nella sfera tecnologica non si può fare nella quotidianità. Quando si è davanti a un televisore e passa un'immagine che non ti piace cambi canale. È semplice aggirare la difficoltà. Se nella cosiddetta esistenza normale si deve affrontare un problema, la sua risoluzione non è altrettanto immediata. Lo psichiatra invita i genitori e gli educatori ad insegnare ai rispettivi figli e studenti ad approcciarsi alle «magnifiche tecnologie moderne» con le modalità giuste:«La prima regola da trasmettere ai ragazzi è che la vita vera, regolata dai sentimenti e non solo dalle emozioni, non è quella tecnologica. Se riusciamo a farglielo comprendere possiamo ritenerci soddisfatti».«Un comportamento errato sarebbe, al contrario, quello di considerare tutto ciò che è legato alla multimedialità male. Non è vero. Aiutiamo i nostri giovani a sentirsi importanti senza il bisogno di costruirsi un'esistenza parallela nelle chat, in Second Life e negli mms». Siamo in guerra. Lo dicono i numeri. Dal 2001 al 2006 in Italia ci sono stati 164 arresti per pedofilia online, 3413 persone denunciate per lo stesso reato e in stato di libertà, 3143 perquisizioni, 228 mila siti monitorati, 153 portali chiusi in Italia, 7114 segnalati all'estero. Dati che non hanno bisogno di commenti. «Non lasciate mai i vostri ragazzi, bambini ed adolescenti, davanti al computer da soli. I pericoli abbondano. Il 10%-15% di casi di pedofilia reale accertati è partito da un contatto in chat. Nel web ci sono orchi "cattivi" che non hanno scrupolo per gli esseri indifesi. Mettetevelo bene in testa».«Internet va insegnato ad usare nella maniera corretta». La rete, è evidente, affascina ma, come tutte le cose belle, fa paura.


2.12.09

Chieti - Le cose che non mi piacciono

Che i lavori per la realizzazione del tunnel procedono a rilento, dalla scalinata che va alla scala mobile si vede un solo operaio dietro le transenne che sta facendo dei buchi sul muro del terrapieno con una trivella ormai da un paio di settimane. Speriamo che i lavori si concludano nel 2010 come è indicato nel cartello su in città e non nel 2055.



Che questo "delinquente" vada in giro a sporcare i monumenti alla Villa Comunale di Chieti impunemente, spostando lo "stupidario" chietino dal Palazzo Mezzanotte in piazza San Giustino quì, senza che nessuno gli dica o gli faccia niente. Bisognerebbe spiegargli che questo non è il luogo ne il modo per esprimere tutto il suo amore a Elvy.



Che la mia ex scuola, la gloriosa Scuola Media Chiarini venga ridotta in abbandono a rudere e il rudere venga usato come lavagna per lo "stupidario n°3" dagli studenti che invece di andare a scuola vivacchiano alla Villa dalle 8 all'una, prima di ritornarsene a casa ad orario di uscita di scuola.


Che i putti siano ancora lì, in un posto sbagliato da sempre, loro che una volta erano i boccagli della gloriosa fontana metallica che stabilmente, ai primi del secolo, buttando l'acqua, provenendo dalla Majella in alto, gareggiavano con lo zampillo del dado centrale. Hanno ricostruito parte di essa alla Villa, col recente restiling, hanno quindi fatto trenta, potevano fare trentuno riinserendoli nella fontana ricostruita restituendola alla sua bellezza naturale, a buttare l'acquain alto al posto di quel "soffione" anonimo che ogni tanto parte lanciando in alto uno zampillo e non come è adesso tale da sembrare più un grosso soprammobile fuori posto che una fontana monumentale.


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