24.3.10

Il computer sempre più robot


Ogni anno il mercato si trova di fronte a novità che stanno radicalmente cambiando il modo di avvicinarci e convivere con la tecnologia. Vi ricordate i primi computer degli anni 70 ? Quanto erano grandi e rumorosi ? Senza parlare poi della qualità del video, dell'audio o delle prestazioni. Vi ricordate quanto spazio portava via il video ? Assomigliava molto al vecchio televisore con tubo catodico. Chi l'avrebbe mai detto che il video sarebbe diventato poco più spesso di qualche centimetro ? È il bello della tecnologia, in soli pochi mesi tutto ciò che prima era nuovo e sensazionale poi diventa superato. Pensiamo alla tastiera. Nei prossimi mesi si dice che sarà così sottile da non vedersi, sembra che addirittura sparirà, perché sarà una proiezione interattiva. Si stanno facendo le prove generali di questa tecnologia in Corea, dove puntano a invadere il mondo con una generazione di "laserkey", gli apparecchi che proiettano la tastiera su qualunque superficie piana. Un nuovo tipo di computer senza mouse e tastiera, il QB1 è stato invece già presentato l'anno passato alla conferenza specializzata Lift a Ginevra. Composto di un braccio articolato che termina con uno schermo, il computer senza tastiera né mouse è capace di identificare l'utente e di capire i suoi desideri. Oggi giorno è l'utente che deve avvicinarsi al computer ed esprimere le sue volontà servendosi della tastiera o di un telecomando. Con QB1 si sono scambiati i ruoli: è il computer che si adegua e che cerca l'informazione. L'utente dialoga a gesti con il computer. Anche iride e comandi vocali diventeranno un modo usuale di rapportarsi al computer. Come avveniva in Minority Report, il film di Spielberg (2002), ambientato nel 2054, dove Tom Cruise interagiva con un computer per violare fisicamente ambienti virtuali e prelevava file direttamente con le mani. QB1- una versione più elaborata rispetto al prototipo Wizkid presentato nel 2008 a New York - è capace di comprendere simultaneamente i gesti di due mani. Il computer risponde a distanza alle volontà del suo interlocutore: La macchina vi reperisce nella stanza in cui vi trovate e vi propone dei contenuti e con un semplice gesto si può accettare o rifiutare e con un altro semplice gesto si può aumentare o diminuire il volume.


6 commenti:

  1. Ogni volta che leggo del "semplice gesto" mi viene da ridere. Infatti chi ha lavorato un minimo coi computer sa che dietro ogni cosa apparentemente "semplice" si nasconde la maggiore complessita'. Cioe', piu' semplice vuoi che appaia una cosa piu' complessa in realta' questa cosa sara' "sotto il cofano".

    La ricaduta di questo principio nei confronti dell'utente e' che il "semplice gesto" vale fintanto che ti limiti a fare una cosa e sempre solo quella. Appena ti sposti un millimetro in una direzione qualsiasi ti imbatti nella sopra citata complessita', oppure nel "limite" imposto proprio al fine di non farti spostare un millimetro.

    I computer di una volta SEMBRANO piu' complicati dei desktop attuali ma in realta', dato che facevano una quantita' molto inferiore di operazioni, erano anche molto piu' semplici da adoperare.

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  2. da storica utente Mac godo del semplice e del bello insieme :-)
    marina

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  3. Non so rabbrividire al solo pesniero.
    Io sono un novellino e posseggo per di pi un pc-Pasquale di quelli come i televisori con il tubo catodico.
    Se e quando dovesse arrivare il Q81 credo che ritornerò alla mia vecchia portatile elettrica Olivetti 22.

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  4. Il MAC e' un PC come gli altri, costa solo di piu' e impone solo maggiori limitazioni dovute al fatto che Apple per i propri prodotti si arroga il diritto di decidere al posto tuo quale hardware puoi collegare e quale software ci puoi mettere sopra.

    Tecnicamente la complessita' e' la stessa di altri sistemi e se non te ne accorgi e' solo perche' non ti sposti del famoso millimetro da quello che Apple ha previsto che tu faccia.

    Il problema comunque e' che guardiamo le cose dalla parte sbagliata del cannocchiale.
    Non e' positivo il "semplice gesto" perche' e' una illusione e una costrizione.
    Pero' la cosa positiva e' che i computer, a differenza di un badile, contengono intelligenza e quindi si puo' imparare ad usarli posto di investire un po' di tempo e di voglia.

    E' la differenza tra essere un topo che vive in un labirinto da laboratorio e un topo che vive nei meandri della citta'. Il primo sa che con un "semplice gesto" ottiene il formaggio, il secondo il formaggio deve andarselo a cercare.

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  5. @lorenzo

    il tuo esempio del topo lo sottoscrivo in pieno e concordo anche sulle considerazioni rilasciate a proposito del MAC; è un pò come da noi oggi, ci si schiera un pò a sinistra e un pò a destra finendo sempre per convergere al centro... un falso problema, dipende sempre da cosa si fa con un Computer!

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