8.11.09

L'Italia traina la ripresa ?


«Il peggio è ormai alle spalle», assicura Berlusconi che in questo è confortato da «una sensazione, anzi da segnali concreti di una ripresa» in atto. A irrobustire le sue parole stavolta ci sono i dati dell'Ocse che danno l'Italia in pole position quanto a ripresa. «L'Italia è la sesta nazione più ricca del mondo - annuncia Berlusconi - siamo i terzi contribuenti dell'Unione Europea, i sesti per le Nazioni Unite». Sesti in classifica per ricchezza nel mondo, dunque, terzi in Europa con un Pil che «ha ormai superato quello della Gran Bretagna, segnata più di altri dalla crisi essendo la sua economia basata sulla finanza». Insomma, il premier si mostra orgoglioso della solida realtà economica italiana. «Non possiamo lamentarci. Ci sono forti segnali di ripresa, basta vedere i dati dell'Ocse. I contatti con imprenditori grandi, medi e piccoli, che ho avuto in questi giorni, così come quelli con il mondo degli artigiani e dei commercianti, mi fanno dire che c'è un diffuso ottimismo», dice ancora il Cavaliere, mostrandosi ancorato alla realtà produttiva del Paese e lontano da quello che lui ama definire il «teatrino» della politica. Sempre in un'ottica di concretezza, Berlusconi ritiene doveroso comunicare che il Cipe ha stanziato 8,7 miliardi di euro per fondi destinati alle infrastrutture. Berlusconi si mostra invece decisamente insoddisfatto delle lungaggini legate ai tempi di realizzazione. «Abbiamo portato a termine un lavoro importante per un gran numero di opere - spiega - ma viene fuori ancora una volta che definire lungo il tempo per aprire i cantieri è un eufemismo. È un tempo immane. E questa è una patologia per il Paese». Il Cavaliere racconta poi di essere «svenuto per l'invidia» durante una visita a Tokyo, sapendo che in sette mesi lì era stato possibile ottenere la licenza per la costruzione di un grattacielo. «Qui in Italia nemmeno in sette anni - lamenta il Cavaliere - ed io ho esperienze personali anche di quattro decenni». Nel più roseo quadro della economia italiana, il premier annuncia infine nuovi introiti dal «piano casa», rispetto alla cui realizzazione «presto saranno chiamati al redde rationem tutti i Governatori che non lo hanno ancora posto in atto». Solo una parte delle Regioni italiane ha dato infatti corso al piano di ampliamento delle abitazioni, sul quale il governo invece conta per dare una sferzata alla ripresa. «Secondo calcoli di organizzazioni di settore - spiega infatti Berlusconi - il piano casa potrebbe introdurre nell'economia da 50 a 70 miliardi di euro. Si tratta di soldi che le famiglie altrimenti terrebbero da parte, e invece saranno un bel tonico per la nostra economia».


Addio Alda poetessa dei "versi volanti"


Alda Merini è stata sicuramente la poetessa più conosciuta dal pubblico italiano non "specializzato". Nella sua vita non si è mai sottratta alle insistenze del mondo mediatico, che l'ha sempre interpellata un pò cinicamente per l'esperienza dolorosa del manicomio, che fu costretta a vivere per circa un ventennio, diciamo dalla raccolta poetica "Tu sei Pietro" (Scheiwiller, 1962) fino alla "resurrezione" di "La Terra Santa" (Scheiwiller, 1984): un ventennio che coincide simmetricamente con un triste silenzio poetico. Scoperta giovanissima da Angelo Romanò e da Giacinto Spagnoletti, pubblicò presso il geniale editore Schwarz il suo primo libro nel 1953, "La presenza di Orfeo"; libro che fu molto apprezzato da critici e poeti quali Salvatore Quasimodo, David Maria Turoldo, Pier Paolo Pasolini. Poi, dopo il silenzio della malattia e del manicomio, Alda Merini ha vissuto un sempre crescente successo. Tra le opere del dopo "resurrezione" citiamo almeno "Testamento" (1988), "Ballate non pagate" (1995), "Superba è la notte" (2000), "Più bella della poesia è stata la mia vita" (2003), "Clinica dell'abbandono" (2004), "L'anima innamorata" (2000), "Corpo d'amore. Un incontro con Gesù" (2001) e "Magnificat. Un incontro con Maria" (2002). Un momento di grande attenzione intorno all'opera e alla vita di Alda Merini è si è avuto nel 1986 con la pubblicazione del diario "L'altra verità. Diario di una diversa", pubblicato prima da Scheiwiller e poi da Rizzoli; libro in cui la poetessa milanese parlava apertamente del suo inferno mentale, primo di una lunga serie di libri in prosa. La poesia e la scrittura di Alda Merini - al di là dei tanti riferimenti alla tradizione biblica e religiosa - è sempre stata una poesia "semplice" (non facile), che in qualche misura la legava a un'altra poetessa contemporanea molto popolare, ovvero a Wislawa Szymborska, premio Nobel nel 1996. In più, rispetto alla Szymborska, la Merini aveva questa generosità (e anche fragilità) di farsi invadere dal sistema mediatico, che più volte, a onore del vero, ha provato a trasformarla in un fenomeno da baraccone, sia interrogandola sul suo vissuto, sia gettandola al centro di polemiche pretestuose (l'ultima è stata quando la Merini, due anni fa, ha minacciato di farsi esplodere in aria, e l'Aem di Milano le ha staccato il gas). A Milano, che non riconosceva più, dedicò questi pochi amari versi (in "Canto Milano"): "Milano è diventata una belva / non è più la nostra città, / adesso è una grassa signora / piena di inutili orpelli". Pure, la Merini, a differenza dei poeti italiani, donava "poesie volanti" a chiunque gliene chiedesse, tanto che sarà arduo, un giorno - se non cadrà il silenzio sulla sua opera ora che è venuta a mancare la poetessa - mettere ordine nelle sue carte, che sono disperse, oltre che nei tanti libri, anche in giornali, riviste e minuscole plaquette. Comunque è molto vasto il repertorio tematico della Merini, anche se il tema dominante della sua opera rimane l'amore carnale e materno: l'amore ferito a morte in mille modi diversi. Con Alda Merini muore una poesia vissuta come vocazione totale, una poesia esposta, sincera, indifesa, donata al mondo con il cuore aperto. Speriamo venga letta anche ora che non c'è più.


Poeta dialettale di Lama dei Peligni


Quest'uomo è un personaggio straordinario, si chiama Giulio D'Eramo ed è oltre che poeta un artista. Io ho avuto la fortuna di conoscerlo quest'estate a Francavilla al mare (CH) . Nato a Lama dei Peligni (CH), il 23 agosto del 1933, domiciliato a Chieti, attualmente pensionato, dopo aver lavorato 35 anni alle dipendenze dell'amministrazione delle Poste e Telecomunicazioni presso la segreteria della direzione provinciale di Chieti. Oltre ad aver vinto diversi concorsi come poeta dialettale abruzzese è autore di raccolte di poesie dialettali, che si trovano a catalogo presso la biblioteca De Meis di Chieti. L sua prima ha per titolo: "LU PONDE DE LI RICUORDE" pubblicata nel 1988; la seconda intitolata: "LU BALCONE D'ABRUZZE" edita nel 1990 ( editore Solfanelli ), a cui farà seguito una terza pubblicazione dal titolo: "TRA VEJE E SUONNE" che lui ha illustrato magistralmente, con suoi dipinti in china, con immagini del suo paese natale. Questa ultima pubblicazione lo ha consacrato definitivamente fra i migliori poeti dialettali di questa generosa terra d'Abruzzo. Giulio oltre che poeta è un artista, un genio, i suoi versi traggono spunto dalle cose più semplici per poi dare loro l'immagine poetica, non come anelito di conquista, ma come proiezione oggettiva della realtà tradotta in versi. In questo sta l'originalità delle sue composizioni. In essi non v'è nulla di fantasioso o di irreale che a volte potrebbe sembrare una forzatura; c'è invece un'armonica descrizione del fatto, della cosa, dell'avvenimento, del pensiero in chiave realistica. Quì di seguito vi riporto due sue liriche che mi hanno colpito più delle altre.



Tra veje e suonne

Passe nnanze passe sacchengoje,
ngnè tiembe che ndè tiembe pe s' emboje.
Tra veje e suonne arcoje le penziere,
ngimà stu monne, ch'è sempre cchiù 'nafiere.

M'arvolde arrete e lu nuove che sso truvate,
è devendate viecchie e malandate,
ngnè che le suongne nzimbre a le speranze,
ngnà l' enne passe se le porte nnanze.

Pe nen perdì lu juorne che fenisce ,
lu sole argorre fine addò sparisce
e ngnà m'arveje dope l'ammurlite,
m'artrove arcumijè 'na no va vite.


Sacchengoje: si susseguono
Ngnè: come
S'emboje: si ferma
Arcoje: raccolgo
Nzimbre: insieme
Ammurlite: l'imbrunire
Arcumije: ricominciare



Mamma Rose

Mammà Rò!
Chilla rose de frange
che ssi piantate,
ngnè le penziera miè,
pe cchilla case,
appiede a chelle scale
st' arradecate.
Se gele, s' arnove,
sfiurisce e s' arenfiore.
A chi t'ha chenesciute
e che te recorde ancore,
arvive le recuorde
che lu tiembe schelore
ma nen cancelle.
A Mà!
Chella porta chiuse,
ma recorde quande volde,
passenne,
nen me so fermate!
E mò che me sende stracche
me vulesse repusà nu poche,
ndè trove cchiù,

Mà!
Pecchè te ne si jite.



Rose de frange: oleandro



Terre amate

Me so partute da sta terre avare,
ngerche de furtune dellà dda mare.
Me so purtate, nghe la giuvenezze,
recuorde de l'amore e 'na carezze.

Lundane da stu sole e sta muntangne,
nghe bbona sorte arride lu 'uadangne,
me manghe, tra le tande cose belle,
nghe libertà la facela favelle.

Lu vande, è l'ngengne e l'ardemende,
a piatte ngime stienghe d'aregende,
de lu straniere sende lu renduozze,
e nu uajuoppe ngh' ore dentre abbozze.

Me sende ngnonde a te, o terre amate,
che né penziere e suonne a ma landate,
ngnè nu curdone ngnongne nu bardasce,
a core de la mamme quande nasce.



... ...la facela favella: padronanza della lingua
uajuoppe: groppo
ngnonde: legato.

4.11.09

Se mi condannano non mi dimetto

Dopo la condanna di Mills in appello a quattro anni sei mesi, e la bocciatura costituzionale del lodo Alfano, si avvicina il momento per Silvio Berlusconi di affrontare i processi in cui è imputato. Siccome la sicurezza di riuscire sempre e comunque a farla franca, con tutti questi "rossi" , come li chiama lui, si riduce ogni giorno che passa un pò, armandosi di coraggio e al capo di un esercito di avvocati , pagati con assegni a sei zeri, passa al contro attacco. Il premier rilascia, altresì, come è suo solito, alcune dichiarazioni in occasione della pubblicazione dell’ultimo libro di Bruno Vespa, esprimendo la sua fiducia “nell’esistenza di magistrati seri ,che pronunciano sentenze serie, basate sui fatti”. “Un sovvertimento della verità” rinforzerebbe quel senso di dovere di resistere al suo posto, “per difendere la democrazia e lo stato di diritto”. Nessuna preoccupazione per la sentenza Mills, che secondo il Cavaliere sarà annullata dalla Corte di Cassazione. Circa la campagna internazionale che sarebbe partita da Repubblica e l’Espresso, il capo di governo ritorna affermando: “Per gettare fango su di me ha finito col gettare fango sul nostro Paese e sulla nostra democrazia". Nessuna preoccupazione quindi per Berlusconi, che non intende rinunciare alla guida del Paese e alla sua leadership all'interno del Pdl. Oggi ad una convocazione, dopo aver detto che avrebbe passato tutto il suo tempo a rispondere ai giudici, ha fatto sapere tramite i suoi avvocati, che è impegnato in una riunione importantissima per il bene nostro e di tutta l'Italia. Staremo a vedere come andrà a finire questa storia che ormai interessa gli italiani più del Grande Fratello 10, sperando che la sua odience non venga messa sotto da una fiction qualsiasi.






2.11.09

Vaccino necessario per certe categori

Si Dispongono di realistiche previsioni, che dicono, che la diffusione del virus influenzale A/H1N1 sarà molto rapida. Potremmo assistere quindi a picchi che potrebbero creare dei problemi sociali. Se solo il 30% della popolazione si trovasse contagiata, come faremmo per gli operatori dell'emergenza, medici, vigili del fuoco e altri?. Per gli addetti alla Sanità pubblica, una campagna di vaccinazione anti-influenzale, non si dimostra indispensabile a ragione della possibile gravità della malattia - finora si presenta con caratteristiche che paiono essere più benevole di quelle della normale influenza di stagione-, ma per mettere al riparo la comunità dal possibile black out di personale addetto all'emergenza. Poi credo sia assolutamente consigliabile anche per categorie a rischio in termini di salute, bambini e cardiopatici. Ogni giorno qualcuno dice la sua a proposito della vaccinazione anti-influenzale. Chi la raccomanda e chi dice che non serve o addirittura che può far male. Intanto l'influenza indotta dal virus A/H1N1 è alle porte. O ci si vaccina ora o sarà pressoché inutile, come diceva anche ieri il viceministro alla salute Fazio. Si legge poi sui giornali che c'è chi sconsiglia proprio la vaccinazione. E invece, io credo che un piano di vaccinazione sia necessario, anzi indispensabile, perché ormai pare assodato che la diffusione della malattia si presenti con rapidità ben maggiore del solito. Io l'influenza, l'ho già fatta, nonostante mi fossi vaccinato, giorni fa, per quella solita; mi è durata una settimana e vi assicuro che non è stato uno scherzo, sopratutto per tosse e raffreddore e adesso ho i miei due nipotini a letto con la febbre. Pur premettendo che la vaccinazione non è comunque obbligatoria, potrebbero verificarsi nei prossimi giorni dei picchi tali da creare problemi seri all'intera comunità. Pensate che se anche solo il 30% dei vigili del fuoco o dei medici, dovesse essere costretta a letto in un certo periodo. cosa accadrebbe. I problemi sociali sarebbero grandi. Io, pertanto, credo che per certe categorie sia un atto di responsabilità la vaccinazione. Non la si chiede per loro, ma per difendere la popolazione. Gli appelli, vengono rivolti, in questo senso agli operatori dell'emergenza. Ma ci si deve sentir tranquilli: sappiamo che si tratta di persone e categorie che sanno ciò che devono fare e ciò che la società chiede loro. Io intanto adesso dico alla prossima, auguri... vi lascio il posto mio...



31.10.09

La violenza dell'infanzia rubata


Mercoledì 21 ottobre è andato in onda su Canale 5, come di consueto, il programma «Chi ha incastrato Peter Pan?». La trasmissione è di per sé carina, con numerose situazioni nelle quali uomini adulti mettono alla prova il mondo infantile sottoponendo i bambini a situazioni che hanno del paradossale e che si inseriscono nel regno del fiabesco (animali che parlano etc.). Fin qui nulla di male, anzi: il tutto procede in maniera divertente, con i bimbi che, grazie alle loro domande innocenti ma puntuali, riescono a «mettere in crisi» i vip (calciatori, attori, cantanti..) che essi si ritrovano davanti di volta in volta. Mercoledì scorso, però, uno dei bambini presenti ha chiesto a Cristian De Sica, l'invitato di turno, quanto segue: «Ma te nei film le donne te le ciuli tutte per davvero?». La domanda ha suscitato le risate del pubblico, mettendo un po' in imbarazzo invitato e conduttore. L'interrogativo serio che però ci possiamo proporre è: che ne è del mondo infantile oggi? Chiediamoci che ne è del mondo del bambino nella società pornocratica attuale? Stiamo permettendo ai bambini di vivere nel loro regno in attesa che diventino adulti, oppure li stiamo forzando ad uscire dal fiabesco, dal magico per porli subito in un mondo - quello adulto - al quale essi ancora non appartengono? I programmi televisivi serali, i film, le immagini porno echeggianti che spesso vediamo nei telegiornali, le pubblicità: tutto questo quali conseguenze ha sui bambini? Io leggevo, tempo fa in un saggio, che è grazie alla psiche infantile che «il bambino è anzitutto bambino» e che, «in ragione di questo, i bambini di tutte le razze si appartengono». Che ne è oggi del mondo infantile?


27.10.09

Villa Comunale di Chieti - La fine di una Statua...


Foto della statua di Luciano Pellegrini

Cose che succedono solo da noi: Una biblioteca castigata in un ex ferramenta, distante dal centro storico, perchè la sede antica non viene ancora restaurata, anzi a è proprio a causa di un restauro, qualche anno fa, che è crollata e si è avuta la perdita di un gran numero di volumi, marciti sotto le macerie a causa dell'acqua piovana. Si, è crollata non a causa di un terremoto, ma a causa di un restauro mal riuscito e i Teatini stanno ancora aspettando che si trovino i responsabili di questa catastrofe e la magistratura sta cercando, con i suoi tempi biblici i colpevoli del disastro. La nostra, purtroppo è una città dove i monumenti dei suoi più illustri (Chiarini) concittadini vengono racchiusi in una gabbia di listelle di legno e davanti ad esso viene preparato un palco per le manifestazioni canore estive organizzate della vicina Casina dei Tigli e dove gli altri, sparsi nei più nascosti punti della Villa comunale, vengono ricoperte di scritte oscene (lo stupidario n° 2). Oggi arriva un altro grido di dolore di un nostro concittadino, Luciano Pellegrini che ci chiede e si chiede come mai anche le più nobili iniziative hanno così scarso successo a Chieti. Non ci avevano detto che la cultura, quella vera era di sinistra, non abbiamo avuto in questi 4 anni una giunta di sinistra ? Cosa non ha funzionato ? Se anche l'arte è finita così male. Luciano ci dice : " Nel mese di maggio, precisamente il giorno 29 dell’anno 2007, iniziò l’opera scultorea nel cantiere alla Villa comunale di Chieti, realizzata dagli alunni della scuola media, “Ramiro Ortiz”, di Chieti Scalo. Il bozzetto della scultura è stato pensato da Alessio Cocco, uno studente della suddetta scuola. La figura, di 2,10 metri di altezza e 110 cm x 50 cm di larghezza, si compone di due cerchi che si congiungono, simboleggiando l’unione, la pace, la fratellanza, tra Chieti Alta e Chieti Scalo. Una forma che per certi aspetti ricorda il “Guerriero di Capestrano”. Le due piramidi, realizzate alla sommità dei due cerchi, una verso l’alto e l’altra verso il basso, rappresentano Chieti Alta che va verso Chieti Scalo e viceversa. Dopo aver programmato la parte grafica e la modellazione in argilla, è stato sviluppato il progetto. La realizzazione è nata da un progetto di orientamento,” Arte - lab”, nell’anno scolastico 2006/2007, da parte dell’ Istituto d’Arte “ Nicola da Guardiagrele”, con il dirigente scolastico Giuseppina Politi. Con questa proposta, si voleva far conoscere gli obiettivi didattici dell’Istituto d’Arte, ed invogliare gli studenti delle terze classi della scuola media, alla scelta di questa scuola. Il progetto doveva essere completato con un’ altra scultura, da realizzare a Chieti Scalo, attuata dagli alunni della media ‘Vicentini-Della Porta’ ,di Chieti. La scultura della “Ortiz” è stata realizzata con un blocco di pietra della Maiella, pietra calcarea che si presta molto alla lavorazione con l’arte dei scalpellini . Il professore di scultura dell’ Istituto d’Arte, Andrea Ciampini, ha gestito questo cantiere. La scultura, fu inaugurata il 6 giugno 2007 e fu posizionata, (momentaneamente a detta delle autorità comunali), su una pedana di legno, ( vedi foto), all'’inizio della scalinata che porta al museo. Purtroppo è difficile scorgerla, ( vedi foto), salendo dalla prima scalinata, perché coperta da un enorme pino! Il luogo, oscuro e poco frequentato, in questi anni ha fatto in modo che la superficie della scultura, fosse “imbrattata”, da firme e frasi. Sino a pochi giorni fa,……, quando, qualche burlone, ha pensato di “ ferirla”! Hanno rotto la piramide verso il basso…( vedi foto). Molto debole per la poca superficie di appoggio. Addirittura, non contenti, hanno buttato a terra tutto il gruppo scultoreo, ( non ho fatto in tempo a fotografarla, ma si vede la sede della superficie vecchia che non coincide con la nuova, una volta riposizionata). Ho contattato il professore Ciampini,e gli ho chiesto se la “ferita poteva essere curata”. Mi ha risposto affermativamente. Meno male! Concludendo, l’amministrazione sicuramente ha tanto da fare, il cercare un posto dove sistemare questa opera sarà per loro di nessun interesse e priorità, ma allora, perché avete creduto nel progetto, l’avete finanziato, siete intervenuti all'’inaugurazione? Pensate di aver fatto del bene a questi giovani? Si sentiranno traditi? "

Luciano Pellegrini



Foto della statua di Luciano Pellegrini

26.10.09

Nove volte Campione del Mondo


Valentino Rossi, determinazione, concentrazione, ambizione: sempre avanti a testa bassa e a tutto gas, contro tutti e contro tutto. Saper volare a 300 all’ora per tanti anni, superando ostacoli di ogni genere che avrebbero mandato fuori strada numerosi campioni, testimonia la sua grandezza. Nove titoli iridati, in tutte le categorie, dalle “piccole” 125 ai bolidi della Moto Gp, indifferentemente a bordo di Aprilia, Honda, Yamaha, per tredici anni sulla cresta dell’onda, in uno sport che richiede un’immensa resistenza fisica, coraggio, intelligenza tattica. Valentino ha saputo sempre rigenerarsi nei momenti più difficili (come quando fu travolto dalle accuse di evasione fiscale), sempre in grado di trovare nuovi stimoli, capace di caricarsi nelle sfide con gli avversari più temibili. La classica marcia in più. Come in quest’ultima stagione, quando l’ostacolo più duro se l’è trovato addirittura in casa: Lorenzo correva con la stessa moto, ma non ha avuto la stessa forza di Rossi. E guardate Stoner, un giorno forse suo successore, ma quest’anno costretto a fermarsi per troppo stress: stop ai box per tre gran premi, ambizioni mondiali compromesse. Valentino non si ferma mai. E’ infinito. Campione unico, Valentino Rossi. Il presidente del Coni Petrucci applaude ammirato: «Il Collare d’Oro riservato agli atleti che vincono un mondiale non basta più, per lui dovremmo crearlo di platino». La sua grande virtù, probabilmente, oltre le capacità tecniche e le doti fisiche, è nella testa. Infinito Rossi. Interminabile dominio. Longevità con pochi precedenti nella storia dello sport, vero fenomeno di continuità. Nove mondiali per Valentino, il primo nel 1997, appena maggiorenne; l’ultimo ieri, tredici stagioni più tardi. Rossi, tanto per fare qualche illustre esempio, ha fatto meglio di Schumacher, che i sette mondiali li ha vinti nell’arco di undici stagioni; meglio di Stenmark, che le sue coppe del mondo, ori olimpici e mondiali li ha raccolti in dieci stagioni; meglio di Agostini, che di titoli iridati ne ha vinti 15, ma concentrati in dieci anni, altri tempi per le due ruote; meglio di Federer che i suoi 15 Slam li ha conquistati in sette anni; meglio di Al Oerter, leggendario discobolo statunitense che arrivò all’alloro olimpico per quattro volte, in 12 anni quindi.


23.10.09

Windows 7

Da ieri in tutto il mondo inizia la commercializzazione di pc dotati del nuovo sistema operativo di Microsoft, mentre aziende e consumatori possono acquistarlo per aggiornare le precedenti versioni di Windows. Più semplice, più veloce, più sicuro e soprattutto pratico. Windows 7 deve colmare le lacune e l'indifferenza generata dal precedessore Vista, sistema operativo che molti hanno rapidamente sostituto con XP, il "nonno" di Windows 7, considerato più affidabile e facilmente gestibile. E infatto le nuove funzionalità nascono da "centinaia di migliaia di segnalazioni che Microsoft ha ricevuto e raccolto da tutto il mondo e successivamente elaborato e integrato nel nuovo sistema"”, ha dichiarato Pietro Scott Jovane, amministratore delegato di Microsoft Italia. Windows 7 ha potuto contare su oltre 8 milioni di "beta tester" che in tutto il mondo hanno avuto la possibilità di provarlo per 18 mesi, segnalando le loro osservazioni a Redmond, quartier generale di Microsoft. Le novità introdotte da Windows 7 sono una barra delle applicazioni più efficiente e personalizzabile, la facile creazione di una rete domestica di pc adatta alla condivisione dei file, una più semplice connessione degli apparecchi esterni come stampanti e telefoni cellulari. "Snap" consente di affiancare due finestre sullo schermo senza complicate manovre con il mouse. Inoltre vengono garantiti tempi ridotti di accensione e spegnimento del PC, e una migliorata gestione delle batterie. In Windows 7 sono stati introdotti dei miglioramenti in termini di performance con il supporto a 64-bit e la grafica DirectX11.


21.10.09

Il posto di lavoro fisso


Silvio Berlusconi la pensa come il ministro Tremonti, io la penso come Tremonti e Berlusconi perchè sono arrivato alla pensione lottando per 38 anni ad ogni rinnovo contrattuale per conservami il posto fisso. Grazie al posto fisso ho potuto vivere in una grande città, accendermi un mutuo e comperarmi una casa e mandare avanti una famiglia e accompagnare mia figlia ad un diploma che le ha permesso di conquistarsi, a sua volta, un lavoro di una certa responsabilità: un lavoro in un laboratorio Quality Control dei microcip alla Thompson Electronics di Agrate... "Il governo - dice Berlusconi - è a fianco dei milioni di italiani che lavorano come collaboratori dipendenti così come è a fianco di milioni di italiani che intraprendono, rischiano e producono ricchezza per sè e per i loro collaboratori, nell'interesse dell'Italia". "Il governo lavora per una società fatta di libertà, di sviluppo economico e di solidarietà. A questi principi dell'economia sociale di mercato - dice il presidente del Consiglio - si ispira anche la tutela della famiglia come prezioso elemento di stabilità sociale ed economica, in piena sintonia con la Carta dei Valori del Popolo della Libertà, Carta che è esattamente la stessa della grande famiglia della libertà e della democrazia in Europa che è il Partito del Popolo Europeo".




"Ovviamente nessuno è a favore della precarietà e dell'insicurezza, in un momento particolare come questo. Però noi siamo per la stabilità delle imprese e dei posti di lavoro, che peraltro non si fa per legge", ha detto invece Emma Marcegaglia, elencando poi i problemi che "la cultura del posto fisso" ha portato in Italia: "un aumento della disoccupazione, del sommerso per esempio nel Mezzogiorno, e ha creato nella pubblica amministrazione questa logica dell'assenteismo e dei fannulloni tanto deprecabile".
Voi da che parte state ?

16.10.09

Boom della prostituzione online

Lap Gym

Marciapiedi, appartamenti, vendite online. La prostituzione ha molti volti. Da quello più sofferente e infreddolito delle nigeriane, in attesa sui marciapiedi dal tramonto all'alba, a quello apparentemente perfetto e slavato delle donne che vendono i propri servizi in rete. Sul web si trova di tutto: girl, boy, transex, gay, lady for lady. Ragazze e, in percentuale minore, ragazzi di diversa età e nazionalità con tanto d'inserzioni ricche di dettagliate descrizioni, di immagini forti e di eccessi. Uno dei principali portali specializzati del settore è www.escortforum.it . Accedendo in home page, selezionando la città di appartenenza, ci si trova subito di fronte ad un'ampia offerta di accompagnatrici ed accompagnatori. Ognuno utilizza una strategia diversa per attirare il maggior numero di clienti possibile. C'è chi ha puntato sulla realizzazione di un portfolio fotografico che lascia poco spazio all'immaginazione, chi, invece, ha optato per una presentazione testuale intrigante. Il volto è, eccetto qualche sporadica eccezione, coperto. Non si parla di cifre. Non è elegante. Per meno di 200 euro all'ora, comunque, non alzate nemmeno il telefono. Rispetto ad altri siti, http://www.escortforum.it offre dei servizi supplementari: le ragazze spiegano quali prestazioni sessuali sono disposte a praticare e quanto, queste, costano. C'è persino un forum in cui i clienti si scambiano le opinioni sulle escort. Chi lo desidera può perfino essere linkato ad agenzie di accompagnatrici di mezzo mondo. Vi piacerebbe far venire a Chieti una signorina direttamente da Mosca o da Varsavia? Non c'è problema: un accordo si trova. Se pagate 3500 euro vi tenete con voi una donna lituana per una settimana. Parliamo, insomma, di un mercato senza confini e dal fatturato in costante crescita. Non c'è crisi; la recessione non spaventa. Dietro ai portali più cliccati si nascondono spesso furbissimi imprenditori italiani con server stranieri che a causa di leggi poco chiare e molte scappatoie praticano un business, quello del sesso che è parecchio redditizio e continuerà, permanendo così le cose, ad esserlo per molto tempo. Il fenomeno della prostituzione, quindi, si sta sviluppando sulla base di due tendenze principali, quella dell'invisibilità e quella dell'impersonalità degli atti sessuali. Internet è un non luogo per eccellenza. I clienti che cercano le prostitute online sono, secondo me, in buona misura quelli che la sera vanno con le lucciole di strada. La sottocultura della prostituzione trova continui collegamenti e forme d'integrazione nella cultura dominante, vedi, oltre all'uso dilagante del perizoma, l'aumento delle donne che acquistano online pacchetti completi per fare lap gym in casa.

14.10.09

Il lampione scomparso da un pezzo



Foto mandata da Luciano Pellegrini

A Chieti una ne pensano e cento ne fanno, ma da un anno a questa parte, c'è un "martellatore" quotidiano che controlla tutto quello che succede nella nostra città, una specie di "COSCIENZA" che tutto monitorizza con precisione e denuncia ogni volta che trova qualcosa che non và. Dopo aver scoperto che in piazza Malta mancano i (cessi) bagni o meglio ci sono, ma non sono agibili e la gente (soptratutto i contadini che vi fanno il mercato cittadino) sfonda le porte per accedervi . forse per non dover pagare gli 80 centesimi per un caffè per poterla fare quindi in un bar. Bagni che mancano dappertutto in città, sopratutto alla Villa Comunale, dove molti nonni portano i loro nipotini a giocare (tutti con le prostate un pò ingrossate e la necessità di pisciare spesso ), che devono risolvere, facendola dietro il (fratta) cespuglio rischiando di essere arrestati per atti osceni in luogo pubblico o per pedofilia... Adesso questo campione dei freelancer (giornalista libero da qualsiasi credo politico) ha scoperto che si sono fregati un lampione, quello della foto.....

Invece della marmellata, chi ha rubato il lampione?
Una nota canzone del 1976 scritta e cantata da Lino Toffolo “Chi ha rubato la marmellata? chi sarà…”, canzone satirica, in cui il bassotto poliziotto scoprirà la verità.
Tornando ad oggi, il lampione manca da tanto tempo. Forse l’avranno rubato? O forse è stato tolto per manutenzione? O forse…., ognuno pensi quello che vuole!
Sta di fatto che manca. Qualcuno dell’amministrazione sa rispondere ?
Speriamo che la giustificazione non sia come quella data per la scala mobile: “mancano i pezzi di ricambio….!”
Ve lo immaginate un lampione diverso dagli altri? Meglio riderci sopra...

Luciano Pellegrini

Io comunque volevo aggiungere che un altro lampione ha rischiato di fare una bruttissima fine, tempo fà, quello storico, in Piazza San Giustino, quello della parte del tribunale. L'ho visto sdraiato per terra in occasione della manifestazione del Festival Bar, quella manifestazione che ha prosciugato le casse del comune, nella speranza di portare turisti a chieti, e ho assistito al suo ripristino in loco. Era parecchio stortato in punta, lo si poteva controllare visivamente contro lo spigole del campanile del Duomo, e siccome se ne erano accorti in parecchi e lo facevano notare ad alta voce, il tecnico, incaricato di dirigere gli operai per il ripristino, ha fatto ruotare il lampione, che è storto ancora in punta, ma si nota di meno perchè è di profilo. Da noi ci sono una massa di furbi che con le loro furbate prendono per i fondelli i cittadini... speriamo, caro LUCIANO, che non risolvano questo problema con un'ennesima furbata.


13.10.09

Abolizione Canone Rai


Lanciare una campagna di stampa per l'abolizione del canone Rai, come ha fatto il Giornale in questi giorni, è sicuramente popolare, cioè fa vendere tante copie del giornale In più fa piacere al proprio editore, che di certo non si lamenta se il proprio diretto concorrente viene indebolito e privato di una fetta consistente di risorse. Credo che questo abbia spinto con forza l'onda anti-canone Rai. Detto questo, a mio modesto avviso la campagna giornalistica è condivisibile. Il canone Rai, infatti, non ha più ragione d'essere e andrebbe abolito. La Rai ormai da tempo immemorabile non esercita più un servizio pubblico. A parte la decadenza dei programmi, il vuoto delle trasmissioni, la faziosità dei telegiornali, l'assenza di contenuti degni di essere visti, di pubblico la Rai non ha più niente essendo stata concessa ad uso privato dei politici di turno. Una sorta di benefit che viene assegnato a chi vince le elezioni. In un recente dibattito pubblico, una caporedattrice della Rai, ha dichiarato apertamente che la Rai e i suoi giornalisti rispondono ai politici, e in particolare ai politici di governo. Bruno Vespa definiva la Democrazia Cristiana il proprio azionista di riferimento. Oggi, per lui, è Silvio Berlusconi, e a lui si risponde. Perché, allora, pagare il canone per tutto questo? Perché versare la tassa alla Rai, se poi i suoi programmi, i suoi Tg, sono inguardabili, scarsi dal punto di vista giornalistico e utili solo a glorificare chi comanda? Del resto l'ha detto molto candidamente il conduttore di Unomattina l'altro giorno, intervistando il premier per il suo compleanno: «Presidente, questa è casa sua». Perciò il canone non verrà mai abolito: chi mai tra i politici si priverebbe di una Rai ridotta a zerbino, dove basta fare una telefonata al direttore o al caporedattore per mettere tutti in riga e far inginocchiare i giornalisti? Nessuno. E quindi la tassa sulla Rai, ingiusta e iniqua, continuerà a rimanere, come hanno dimostrato le difese d'ufficio di questi giorni, sia da destra a sinistra. Una Rai asservita serve, eccome. Togliere il canone, costringere le tre reti ad andare sul libero mercato, vorrebbe dire far concorrenza a Mediaset (e anche a Sky) sul fronte pubblicitario e degli eventi a pagamento (le partite di calcio). Porterebbe a creare un terzo o quarto polo radiotelevisivo nel Paese, rompendo finalmente il duopolio Raiset, attualmente guidato dallo stesso padrone. Significherebbe togliere le mani dei politici sulla Rai per dare un po' più di voce agli ascoltatori e alle loro preferenze televisive (ma a chi interessa Vespa a reti unificate in prima serata che osanna il Lider Maximo?). Uno scenario eversivo. Meglio che gli italiani siano costretti a pagare ogni anno il canone, e poi a pagarsi l'abbonamento a Sky se proprio vogliono vedersi un programma diverso. Tanto a pagare sono gli italiani, i politici la Tv ce l'hanno gratis.


9.10.09

C'è chi a 50 anni torna dalla mamma


La separazione e il divorzio, in questa società moderna, sono ormai un «lusso» da ricchi. A meno di non accettare di ritrovarsi sul lastrico, o quasi si cerca di resistere quanto più si può. Lo dimostrano storie di altrettante coppie che hanno deciso di chiudere la loro vita matrimoniale: tra affitti da pagare, mutui da onorare e alimenti per i figli, sopravvivere può diventare impossibile. E così c'è chi, a 50 anni, bussa alla porta della mamma, o chi divorzia ma continua a vivere sotto lo stesso tetto, perché non può permettersi di pagare un secondo affitto. Gli avvocati confermano: per chi divorzia, oggi, il rischio povertà è reale. Per quasi tutti questo è un passaggio difficile, traumatico che conduce spesso mariti e mogli separati sulla strada della povertà. Molti sopravvivono come possono: c'è chi sulla soglia dei 50 anni torna a casa dai genitori, chi rimane sotto lo stesso tetto con la ex perché altrimenti finirebbe all'Opera Bonomelli. Naturalmente si tratta di un dato economico e sociale, non di una valutazione morale sull'opportunità o meno di separarsi. Il campionario di situazioni drammatiche potrebbe essere infinito.


7.10.09

L' Internet Mania


Quelli che non ce l'hanno ormai sono considerati pecore nere e sono decisamente in minoranza. Soltanto pochi comuni, oggigiorno, non hanno un proprio spazio sul web, un sito Internet «istituzionale». Chi prima, chi dopo si è dotato di un proprio portale anche se con finalità e funzioni diverse. Alcune amministrazioni usano questo spazio virtuale principalmente per presentare il proprio paese, raccontandone la storia e quel che vi si può trovare. Altri lo hanno reso più funzionale mettendo On-Line alcuni servizi, indicandone eventi ed appuntamenti. I più «evoluti» lo hanno fatto diventare una sorta di sportello attivo 24 ore su 24. Avventurandosi in questo viaggio nella rete se ne vedono un po' di tutti i colori. Tanto per cominciare, secondo me, ai comuni andrebbe fatto un appunto, eccezion fatta giusto per qualcuno: l'aggiornamento dei siti andrebbe curato maggiormente. La tecnologia Internet ha un grande potenziale, sfruttandola si può offrire un valore aggiunto nel servizio al cittadino ma in certi casi può diventare un dannoso boomerang. Aprire un sito e trovarsi di fronte l'agenda con appuntamenti scaduti da mesi o descrizioni mai aggiornate non è certo una bella immagine per il comune. Risulta difficile stilare una classifica tra i portali più efficienti: i parametri da tenere in considerazione per una valutazione di questo tipo sono troppo variegati. Immedesimandosi nel cittadino che interroga il sito del proprio comune in cerca di informazioni o di determinati servizi però, ci si può fare un'idea. Un sito che si rispetti dovrebbe essere aggiornatissimo sugli eventi, sulle delibere e sulle ultime novità e dovrebbe mettere a disposizione degli utenti la modulistica da scaricare e offrire una panoramica anche sulle attività e sulle associazioni del paese. Ci dovrebbe essere anche la possibilità di compilare un questionario di gradimento e di confrontarsi magari su un forum cittadino. Non dovrebbero esserci poi ostacoli nella connessione ai link e dovrebbe essere ben corredato da pagine di storia e di descrizione del territorio e delle sue tradizioni. Dovrebbe dare notizie aggiornate e particolareggiate sulle strutture ricettive del territorio Dovrebbe avere un link apposito, dove le persone potranno segnalare al comune o agli assessori interessati i loro suggerimenti, per un miglioramento nell'andamento della città. Insomma dovrebbe essere un posto dove il cittadino si sente ascoltato dall'amministrazione e questa illustrando, mano a mano, il suo operato, con chiarezza e trasparenza, potrebbe senza ombra di dubbio ricandidarsi alle prossime elezioni.