24.4.10

Torna Calimero


Torna Calimero, il pulcino nero ma non è più un 'piccolo escluso'. E' stato il primo vero discriminato della TV ad avere successo. Calimero, il pulcino nero, oltretutto pure piccolo e senza famiglia e di conseguenza senza permesso di soggiorno, non è finito sul lettino dell'analista grazie all'olandesina, che, com'è noto, lo lava con il sapone Mira Lanza e che scoprendo la sua "bianchitudine" al grido di: "Non è nero, è solo sporco" lo reinserisce di diritto nel mondo dei "normali". Quasi 50 anni dopo il suo debutto (era il 14 luglio del 1963) il pulcino, sedicesimo nato della gallina padovana Cesira, una leghista in pectore che infatti lo disconosce perché "coloured", torna in circolazione. Non più come protagonista della pubblicità del detersivo (lo stesso di "Ava, come lava!") ma come eroe di piccole storie quotidiane raccontate in tre volumetti a forma di uovo della Gallucci (euro 3,90 ognuno). Nell'era della globalizzazione Calimero non ha più i connotati del perdente miracolato, il fatto che sia nero come il presidente degli Stati Uniti è un vanto, sforna sorrisi e non più soltanto per gli acquisti. E nel libretto intitolato "I sogni di Calimero" parla di quello che vorrebbe fare da grande e sono quasi esclusivamente professioni socialmente utili come il pompiere, il veterinario, il giudice. Il brutto anatroccolo degli spot di Carosello è adesso un personaggio conscio che la sua diversità lo rende interessante e importante. Probabilmente l'olandesina caritatevole non potrebbe più smacchiare il piumaggio color carbone che nel pollaio ne faceva un borderline, né lui pronuncerebbe il tormentone che rese celebre il cartoon: "Uffa, ce l'hanno tutti con me perché sono piccolo e nero...è un'ingiustizia, però!", con la voce indimenticabile di Ignazio Colnaghi.


6 commenti:

  1. Calimero, please, sali sulla nave con noi...

    .. anche a te chiedo ospitalità, per aiutare a far girare la notizia della manifestazione di domani:
    la Nave dei Diritti sarà a Milano per il 25 aprile.. (vedi anche mio post di oggi)
    grazie!

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  2. del 1963?? urca..in prima elementare ho comprato l'album di figurine di calimero :D

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  3. Enio, non ho capito bene il senso di questo post.

    Ok, Calimero che la Olandesina sbianca col detersivo. E il fatto che adesso l'idea non sembra piu' tanto "politically correct".

    E allora? Cosa diavolo c'entra Obama?
    Ma cos'e' questo provincialismo assoluto per cui dobbiamo copiare tutto degli americani, anche i complessi di colpa?

    Io non ho nessun bisnonno schiavista, uno era preside col colletto rigido tipo libro cuore un l'altro faceva il carrettiere.
    Dei miei nonni, uno ha lavorato tutta la vita in acciaieria tranne la parentesi dei 17 anni quando l'hanno mandato sul Piave a fermare gli Austriaci con i ragazzi del '99. L'altro lavorava come geometra alla bonifica delle paludi in varie zone d'Italia.

    Campi di cotone e Alabama io non ne conosco nella mia storia, quindi me ne fotto del "messia" Obama.

    Aggiungo anche che e' un po' diverso il concetto tra compare schiavi dagli Arabi (perche' pochi ricordano che il mercato degli schiavi in Africa era monopolio degli Arabi) e portarli per nave a lavorare nelle piantagioni rispetto al vedere arrivare dei "migranti" neri che cercano migliori opportunita'. Nel secondo caso non solo non ci dobbiamo scusare ma dobbiamo trovare un equilibrio, perche' non e' che qui si navighi nell'oro.

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  4. E anche la storia del "colonialismo" e Berlusconi che va a baciare le mani a Gheddafi ha abbastanza scassato i cionfoli. Noi Italiani siamo stati colonizzati per millenni, anzi siamo il frutto delle colonizzazioni stratificate attraverso le epoche.
    E quindi?
    Dov'e' che di preciso il punto in cui diventiamo cernefici e ci dobbiamo scusare per l'eternita'?
    La campagna di Augusto in Tracia?
    Il sacco di Costantinopoli?

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  5. Aggiungo al post che gli storici autori di Calimero, pionieri del cinema di animazione e della pubblicità sul piccolo schermo furono Nino e Toni Pagot ( mentre le sceneggiature del nuovo piumato sono firmate da Tito Faraci).Aggiungo in oltre che il nome del pulcino deriva dalla chiesa milanese di San Calimero, romano di famiglia nobile, prima cavaliere, poi convertito e da allora convinto assertore del battesimo forzato, dove lo stesso Nino Pagot pare si fosse sposato. Comunque le avventure promozionali e "sbiancanti" del pennuto furono trasmesse fino a metà degli anni Settanta, ma è in Giappone che Calimero non ha mai smesso di essere un cult e se ne va in giro, tuttora, per satelliti e network con il suo guscio sbeccato e la sua fidanzata Priscilla. Anche a Calimero non furono risparmiate critiche: troppo caricato l'accento veneto e soprattutto, troppo sottolineato il "nero". Un cliché negativo che ritroviamo in un altro personaggio di allora, la "domestica scura" che assisteva alla felicità di Mimmo Craig che, grazie a un celebre olio dietetico perdeva la pancia ("... la pancia non c'è più, la pancia non c'è più..."); anche lei aveva uno spiccato accento veneto. Calimero 2009 è garantito ed è politically correct.

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  6. Lo ricordo quand'ero piccola, anche se è nato molto prima di me.
    Mi ha sempre fatto simpatia...

    Un abbraccio e buona settimana!

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