27.11.10

Non versa 134 euro all' INPS

In carcere per aver omesso di versare 134 euro di contributi Inps. Nel Paese dove in Parlamento siedono, liberi, anche senatori e deputati condannati per mafia, accade anche questo. Il protagonista è un artigiano  che è da tre giorni in prigione per scontare una condanna a tre mesi di reclusione. Aveva confuso alcuni atti giudiziari che gli erano stati recapitati, dimenticando quindi di chiedere la sospensione della pena. Risultato: rischia di fare il Natale dietro le sbarre, ma i suoi avvocati ora sono al lavoro per rsolvere il «pasticcio». «Sono scandalizzata - sottolinea la moglie dell'artigiano - dal modo in cui siamo stati trattati, in un paese dove in galera non ci vanno nemmeno gli assassini…»

10 commenti:

  1. so che può sembrare esageratola galera ma il mancato pagamento di contributi INPS a carico dei dipendenti E' PENALE. Comunque strana la reclusione i carcere, forse non è incensurato. Però garantisco che è il reato rientra nel penale. Un mio amico è stato processato, tempo fà, per aver sbagliato un F24 e non aver pagato 173,00 euro.

    RispondiElimina
  2. Io rimango senza parole quando sento queste notizie...e mi sale una rabbia, ma una rabbia a pensare appunto al Parlamento!

    RispondiElimina
  3. La solita storia lo stato è forte con i deboli (la gente comune) e debole con i forti (la classe dirigente). Auguri di una veloce scarcerazione per l'artigiano coinvolto.

    RispondiElimina
  4. Che dire? Avrebbe dovuto prendersi un avvocato, tipo Ghedini, e il povero artigiano l'avrebbe sfangata. Non ci si arrende all'idea che mentre negli USA le carceri sono piene di "colletti bianchi" con condanne vere, nel Belpaese in galera ci vanno i ladri di polli, i poveri cristi insomma e se ti indigni ti chiamano "giustizialista" o peggio "dipietrista". C'è da ridere. Sempre più convinto che questo paese abbia bisogno di una salutare rivoluzione. Soldiarietà all'amico artigiano. Tieni duro siamo con te. Che vergogna... ma fino a quando sopporteremo tutto questo?

    RispondiElimina
  5. C'e' qualcosa che non torna. Non si passa direttamente dallo F24 non pagato alla galera. In mezzo ci sono un tot di notifiche e ingiunzioni che vanno puntualmente ignorate per anni. Tra l'altro nessuno sano di mente arriva la processo per 170 euro. Paghi e poi se pensi di avere ragione fai ricorso.
    Inoltre, il fisco prevede un tot di meccanismi per rientrare tramite una "transazione" da un illecito.

    Dai, non e' cosi facile andare in galera. Questa storia non sta in piedi.

    RispondiElimina
  6. @Lorenzo

    Il caso non è frutto di alcun accanimento giudiziario.(E' accaduto a TN) Forze dell'ordine e magistratura si sono limitati ad applicare la legge e non potevano fare altrimenti. La colpa semmai è dell'arrestato che non ha dato troppo peso alle notifiche arrivate a casa finché i carabinieri non lo hanno accompagnato in carcere.


    Cosa era accaduto? L'uomo, in passato titolare di una ditta individuale, nel 2006 omise un versamento contributivo da 134 euro. Una cosa di poco conto insomma che poteva essere sanata con il pagamento e una piccola sanzione. Per qualche ragione ciò non avvenne e quella che era una bagatella si trasformò in un procedimento penale. All'inizio di quest'anno l'artigiano venne processato e l'8 febbraio del 2010 fu condannato in contumacia a tre mesi e 300 euro di multa. Non beneficiò della sospensione condizionale forse perché aveva avuto un'altra condanna simile: un mese per un altro mancato versamento di contributi Inps da 68 euro. Per quella prima condanna l'uomo - padre di famiglia con moglie e una figlia piccola - aveva intrapreso un percorso di "riabilitazione" seguito dall'Ufficio esecuzione pene esterne. Al passaggio in giudicato della seconda condanna - quella più pesante a 3 mesi - all'artigiano venne notificato un ordine di esecuzione pena con sospensione di 30 giorni per permettergli di ricorrere al medesimo servizio. L'uomo però, che in quel momento non era seguito da un avvocato, ha erroneamente creduto che gli avvisi si riferissero sempre al primo procedimento per cui era già seguito dall'Ufficio esecuzione.

    Certo l'artigiano ha commesso una grave leggerezza, che ora sta pagando molto cara. La sera di martedì scorso, infatti, ha ricevuto una telefonata da parte dei carabinieri che gli dovevano notificare degli atti.
    Dopo aver salutato moglie e figlia convinto di dover solo ritirare una carta, ha scoperto in caserma che per lui si stavano aprendo le porte del carcere. Solo a questo punto è stato chiesto l'intervento di due avvocati di fiducia, ma la "frittata" era ormai fatta: gli avvocati ora potrebbero chiedere al Tribunale di sorveglianza una misura alternativa come gli arresti domiciliari, oppure la temporanea sospensione dell'ordine di esecuzione. In ogni caso i tempi non saranno brevissimi. Morale? Mai sottovalutare gli atti giudiziari anche se avete commesso una bagatella.

    RispondiElimina
  7. comunque sia ssmettiamola di gridare sempre allo scandalo!
    La legge parla chiaro e tratta tutti gli evasori i modo eguale.
    La differenza tra chi "si dimentica" di versare 60 milioni e questo povero uomo sta solo negli avvocati e nell'accortezza...
    l'articolo lo dice chiaramente... AVEVA CONFUSO ATTI GIUDIZIARI DIMENTICANDO DI CHIEDERE LA SOSPENSIONE DELLA PENA... quindi se l'avesse fatto sarebbe ancora a casa!
    Purtroppo per la gente perbene è normale fare questi errori e non dare peso a certe lettere... poi però se ne vedono le conseguenze...
    spero cmq si risolva tutto per il meglio e che torni presto a casa dalla sua famiglia!!

    RispondiElimina
  8. Mi è sembrata proprio un'esagerazione!
    Con tutti i veri delinquenti in giro...

    Un abbraccio e buona settimana!

    RispondiElimina
  9. È uscito dal carcere l'artigiano finito in carcere per aver omesso di versare 134 euro di contributi Inps. La sua odissea è durata sette giorni. È stato liberato grazie all'intervento del suo avvocato. Era in prigione per scontare una condanna a tre mesi di reclusione inflittagli dal Tribunale di Trento perchè aveva confuso alcuni atti giudiziari che gli erano stati recapitati, dimenticando quindi di chiedere la sospensione della pena.

    RispondiElimina
  10. Mi chiedo quanto sia stato sborsato per tenere questo artigiano in carcere per una settimana. Se lo Stato deve farsi dare €150, perche' va a spendere ulteriormente? Cosa ottiene? Quale e' il fine dell'esercizio dello Stato Italiano: castigare, recuperare i soldi, spenderne altri di tasca propria, oltre al piccolo ammanco, oppure far spendere ancora di piu' a chi deve pagare? Quando lo Stato recupera i soldi, ci ha comunque perso; quando questo cittadino paghera' il quanto, quanta spesa in piu' e sofferenza avra' egli incorso? Ci deve essere un modo migliore di risolvere le cose!

    RispondiElimina