5.9.11

Chieti - Il Sindacato è una casta ?

Mi sono accorto che c'è tanto materiale su questo argomento che per poterlo raccontare occorre un libro! Provo ad essere sintetico e comprensibile. Preferisco fare riferimenti ad articoli scritti su giornali nazionali per non ripetere ciò che conosciamo. La domanda è d'obbligo, IL SINDACATO E' UNA CASTA? La constatazione è sconsolante. Si cerca in questo casino di non emergere, meglio farsi i fatti propri perché se veniamo scoperti sono cazzi nostri. La casta. Parola da un po' di tempo usatissima...è un gruppo sociale chiuso. Suscita una sacrosanta incazzatura. Per non essere scoperti c'è la strategia della distrazione. In questo sono maestri sia la maggior parte di testate giornalistiche che televisive. Consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalla aristocrazia politica ed economica. “Martello la gente con informazioni insignificanti.” Ma come si fa, o Sindacato, a nascondersi con lo scopo di non essere scoperti, per mantenere i privilegi dopo aver predicato bene, difeso “ i lavoratori” . Questo vostro comportamento grida vendetta! Fate di questo proverbio la vostra carta vincente: Sta bene Rocco, sta bene tutta la Rocca, (una volta sistemati i propri interessi, non guardate più in faccia a nessuno). Questo modo di fare è vecchia di anni,ma non avete fatto niente, anzi vi siete maggiormente arroccati.
Non ve ne frega niente della situazione italiana, dei lavoratori, dei pensionati.

Vi ricordo una notizia dell' 8 aprile 2008 uscita sul quotidiano IL GIORNALE :
Cgil,Cisl e Uil : l'esercito di intoccabili costa quasi 2 miliardi di euro, dove Stefano Livadiotti, firma del settimanale «L’Espresso», ha pubblicato il libro, L'altra Casta.(02 agosto 2007
Bompiani, pagg 238 - euro 15,00- 236 pagine ). Stefano Livadiotti mette il dito su una piaga purulenta, quanto quella dei partiti : Privilegi- Carriere- Stipendi- Fatturati da Multinazionale. I sindacati italiani sono una macchina di potere e di denaro. Temuta perfino dai partiti

Pur se oggi il gradimento del sindacato è arrivato ai minimi storici, Il 78,3% degli italiani, secondo dati Eurispes, non ha piu’ fiducia nel sindacato, le organizzazioni dei lavoratori, difendendo con le unghie e con i denti una serie di privilegi più o meno antichi, si sono trasformate in autentiche macchine da soldi. Inoltre sono capaci di andare contro legge, lo Statuto dei Lavoratori! Nel 1990, Cgil, Cisl e Uil , ( quando andavano d'accordo...),sono state capaci di ottenere dal parlamento una legge che concede loro addirittura la possibilità di licenziare i propri dipendenti senza rischiarne poi il reintegro, con buona pace dello Statuto dei lavoratori. La maggiore risorsa economica di Cgil, Cisl e Uil ("I tre porcellini", come ama chiamarli Massimo D'Alema) sono le quote pagate ogni anno dagli iscritti: in media l'1 per cento della paga-base; di meno per i pensionati, che danno un contributo intorno ai 30-40 euro all'anno. Per non parlare dei Caf ,una miniera d'oro, ed i patronati una riserva di caccia.

Vi vergognate? Ed allora DA SUBITO fate vedere agli Italiani che siete diversi! Rinunciate ad essere UNA CASTA! Già immagino i detrattori che contesteranno ciò che ho scritto. Invece di badare alla sostanza preferiscono credere agli elefanti che volano. Il motivo probabilmente è che le fonti che ho usato per descrivere la casta sono per loro inattendibili e provengono da quotidiani di destra.
Ma c'è stata qualche smentita dai giornali che la pensano diversamente a questi articoli o tutti i giornali hanno cercato di insabbiare la notizia?

Scritto da: Luciano Pellegrini
 

14 commenti:

  1. No il sindacato non è una "casta".
    Siamo in Italia quindi il sindacato è una MAFIA.
    Come qualsiasi altra organizzazione.

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  2. Probabilmente Lorenzo ha ragione. Oggi i sindacati sono come i partiti

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  3. c'è solo d'augurarsi per i lavoratori che le conclusioni di Lorenzo siano un pò dovute a pessimismo, altrimenti per il lavoratore (oggi qualcuno ha detto in TV che il governo odia i lavoratori)è un bel guaio. Anni e anni di lotte sindacali, ore di lavoro e stipendi decurtati in passato (io ho cominciato nel 72 a lottare per lo Statuto dei Lavoratori)valsi a niente... Una volta il sindacato era la voce del lavoratore che veniva utilizzata al tavolo delle trattative col "parùn" per ottenere miglioramenti salariali e contrattuali... mala tempora currunt.

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  4. @Inneres Auge
    condivido la risposta ed aggiungo, ma che oggi si lavoricchia perchè ormai tutto è precario (questo è senz'altro colpa dei sindacati che non hanno messo mai un freno)e si percepisce una paga oraria più bassa di quella di una colf, (senza offesa per le colf) che non ti consente di programmare più la tua vita?

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  5. Scusate ma i sindacati in Italia non sono mai stati una organizzazione a tutela dell'iscritto, quanto una emanazione diretta dei partiti.
    E quindi da sempre invece di avere la tutela degli interessi degli iscritti come ragione di essere, hanno finalità politiche.

    Queste finalità politiche diventano evidenti nelle situazioni paradossali di "coincidenza degli opposti", come nel caso del delegato sindacale che va a spiegare agli operai del tessile licenziati o cassintegrati che i Cinesi sono una "risorsa" e una "opportunita'"

    Stessa cosa riguardo le tasse in busta paga, "maledetti evasori" ma non si dice che il grosso della evasione viene operato al Sud dove tutti si guardano bene da fare gli accertamenti e non si dice nemmeno che il grosso delle tasse serve per pagare gli stipendi del settore pubblico, con annesse tutele e privilegi che chi lavora nelle aziende con meno di 15 dipendenti non conosce, pur producendo notoriamente oltre il 90% del PIL.

    Si potrebbe continuare all'infinito. Di una cosa però non sono colpevoli i sindacati e cioè del declino dell'industria italiana. Il problema è generalizzato e deriva dalla globalizzazione. Che a sua volta è stata pianificata ed eseguita per fare arricchire manager e azionisti delle aziende che hanno potuto delocalizzare. Ovviamente siccome nulla si crea e nulla si distrugge, se qualcuno si arricchisce, qualcun altro si impoverisce.

    Allora uno pensa "ma i sindacati non si sono messi di traverso". Ovvio, i loro referenti, cioè i partiti e gli "amici", hanno spartito un po' della ricchezza di cui sopra.

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  6. Avanti cosi con una classe poltica inetta (oggi la borsa è crollata con un -4,4%) e un sindacato ormai giurassico che si tratulla ancora con gli scioperi, mentre la scure del declassamento sta calando sul debito italiano. Neanche davanti al baratro non si riesce ad avere una unione di intenti?

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  7. le cause del dissesto finanziario italiano sono tante e le colpe di tantissimi... ci mettiamo dentro tutti gli italiani, però non potete non voler vedere fino all'infinito la responsabilità politica di questo governo e del suo massimo rappresentante, altrimenti ci prendiamo in giro ancora fino al 2013 e oltre!... la sua colpa prinicipale è innanzitutto aver promesso cose che sapeva benissimo di non poter fare , di aver fatto una politica , o meglio propaganda (perchè di politica se n'è vista poca ) populistica.
    Poi metterei anche i sindacati subito dopo che si sono piegati a 9° davanti al nuovo padrone, ma sul podio più alto, per onestà va messo LUI che se lo merita. Ha ritirato il contributo di solidarietà, non per farci un favore ma perchè rischiava di rimanere senza giocatori che sarebbero migrati all'estero in altre squadre dove avrebbero preso gli stessi soldi senza pagare neanche un centesimo di tasse...

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  8. Ciao Enio e buona serata. Non sono da annoverare tra i tuoi "detrattori" anzi!!! Tutto sommato, sei anche stato "gentile" nei confronti di quella che, SI, purtroppo è l'ennesima casta che manteniamo! Con qualche distinguo: i sindacati di base ancora possono rappresentare un organismo che "tutela", almeno per quanto riguarda la mia esperienza. Ma basta volgere l'attenzione in special modo a due delle più grosse sigle sindacali per capire che danni hanno procurato al mondo del lavoro, negli ultimi anni.

    E poi, ancora SI, hanno dei privilegi, tanti e se li vogliono tenere ben stretti! Per questo, sempre più spesso fanno "accordi" per tenersi buoni i "padroni" e non la "base"!

    Come tutto, però, anche per questo fenomeno la colpa è nostra: abbiamo delegato, senza più "interessarci" e ci svegliamo solo quando arriva la tegola sulle nostre teste.

    Basterebbe ritirare la "delega", stracciare la tessera per delegittimarli. Invece, hanno ancora "abbastanza" iscritti per contrattare sempre e solo loro!

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  9. Sono completamente d'accordo con quanto da te riportato in questo tuo post. compresi i commenti.

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  10. Non so se è peggio un sindacato-casta o un sindacato incompetente.

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  11. Fino a qualche tempo fa seguivo molto di più la politica, ora mi sono talmente avvilita per tutto quello che sento dire, che preferisco non occuparmene più di tanto.Sono però convinta che ai lavoratori e alla gente comune, oramai in Italia, non ci pensa più nessuno!
    Ciao

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  12. quello di oggi è stato un grande sciopero; tanta tensione siamo veramente incazzati contro il governo che vuole risolvere i problemi facendoli pagare ai soliti: i lavoratori invece che ai ricchi, cioè quelli che guadagnano più di 100.000 euro all'anno, che detendono la metà della ricchezza italiana (il 10% + ricco), chi non paga le tasse; chi non capisce che siamo stufi d subire e non + disposti e offende chi sciopera pagando di tasca sua stesse attento; fra l'altro sti fustigatorelli non hanno nemmeno le palle di mettere il nome, degni eredi di sacconi

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  13. Vedrete che questa sera a veder la partita dell'ITALIA lo stadio sarà tutto esaurito!!!!!!!!!!! CHE PENA
    Con tutti i gravi problemi che ci troviamo sul groppone....
    Importante è vedere tutti quei personaggi , stra -pagati , che della crisi non interessa minimamente.

    Poi questi sindacati, che sono sempre stati in silenzio, ed ora rinascono, approffitando della gente che è in*****, devono dire che se siamo in questa situazione è anche merito loro.
    Poi del fatto che uno che va in pensione dovrà rimanere per 13 ,14, 15, ecc. mesi senza prendere una lira.... DOVE ERANO I SINDACATI!!!!!!

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  14. Durante lo sciopero di stamane ho parlato con un mio amico operaio metalmeccanico che in confronto a me, precario masterizzato, è un privilegiato: difatti non sciopera. Lui ha un contratto di ferro: se la fabbrica va in crisi ha cassa integrazione, liquidazione, mobilità. Versa regolarmente i contributi, ha ferie pagate, malattia e appena ha un problema i sindacalisti corrono in suo aiuto. Tutte cose che io ho studiato solo all’Università.
    Il mio amico dice che il suo è un lavoro usurante. Io gli rispondo che non avere diritti, non avere futuro e vivere ogni giorno l’inutilità dei propri sforzi scolastici e il fallimento dei propri sogni, lo è altrettanto. Ma non c’è nessuna competizione tra noi. Sarebbe stupido. Io sono contento che lui abbia tutti quei diritti e una vita solida e protetta. Il problema che pone questa crisi è ben più ampio.
    Se il mondo del lavoro fosse tutto come quello del mio amico operaio saremmo già falliti da anni come Paese. Certe garanzie non ce le possiamo più permettere.
    A dirlo è l’Europa, è il sistema degli altri Stati membri con cui ci dobbiamo confrontare. Ma se il mondo del lavoro fosse tutto come il mio, saremmo falliti lo stesso, anzi peggio. Un sistema troppo rigido fa saltare le aziende. Uno troppo flessibile, la società. E la sfida imposta dalla crisi è proprio questa: trovare un nuovo equilibro tra protezione del lavoro ed esigenze di un mercato globale sempre più competitivo.

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