18.7.12

Chieti - Accorpare le feste per ridurre la crisi ?

 
In questi giorni in cui lo spread è inesorabilmente incollato a 470 punti, arrivando a toccare, ieri lunedì, anche 492 punti, il Governo Monti che fà, convoca Bersani e Casini e comunica loro che non potendo fare una manovra correttiva al mese e con gli italiani quasi alla fame, dati Istat di questi ultimissimi giorni, dice loro che lavorare di più è l'unico sistema per uscire dalla crisi, magari accorpando anche tutte le feste comandate. Questa è la ricetta del sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo dopo l'ipotesi ventilata ieri in ambienti governativi di un intervento a breve per accorpare le festività. Idea che fa il paio proprio con una sua recente proposta che ha provocato non poche polemiche: lavorare una settimana di più per far ripartire l'economia e far risalire il Pil. Non parla, il professorone, naturalmente di rilanciare la produzione favorendo magari le piccole e medie industrie, che a corto di contante, sono giornalmente costrette a chiudere battenti, mettendo in mezzo a una strada centinaia di lavoratori. Polillo ci spiega poi, di non sapere quale sarà la via legislativa scelta, ma se se ne discuterà già venerdì prossimo in CDM. Ma una cosa per Polillo è certa: ''In Italia il rapporto tempo libero-lavoro è troppo basso. Ad esempio in Alenia è stato firmato un accordo con i sindacati per lavorare 7 giorni a settimana con i turni per un totale utilizzo degli impianti. Magari l'operraio, mettendo una scopa sul di dietro, riuscirà anche a spazzare per terra nello svolgere le sue funzioni. All'estero, lui ci dice, già funziona così. Per esempio sono andato il Primo Maggio a Londra e l'avevano già celebrato la domenica precedente. Naturalmente tutti questi discorsi, oltre che far ridere pure i polli hanno ricevuto un sonoro NO dai sindacati. Bocchino poi, prova a farci scompisciare dal ridere senza riuscirci, con le sue teorie strampalate e ci dice forte e chiaro: "Più che le festività riduciamo alle ferie.Accorpare le festività ?  Sarebbe difficile spiegare ad un bambino, ad esempio, che l'Epifania non è più il 6 gennaio. Meglio ragionare sulla possibilità di ridurre le ferie".Signori, quando vengono fuori queste teorie strampalate vuol dire forse che siamo, economicamente parlando, arrivati alla FRUTTA ed è il momento questo di incominciare ad aver paura.
 
enio

13 commenti:

  1. Non sono le feste che sbilanciano il PIL, bensì i costi esorbitanti della politica e dei dirigenti statali. In

    Francia, il Premier ha deciso di togliere tutte le auto blu e ridurre del 40% lo stipendio dei dirigenti statali

    che già percepiscono importi notevoli. Copiamolo!!!!!!!!

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    1. Ha anche deciso di tassare i patrimoni superiori al milione di euro, al 75%!!! Proprio come noi! Ha svuotato le tasche ai soliti noti!!!!

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  2. Non ha molto senso comunque...

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  3. Ma Monti sta copiando il modelo Argentino? Complimenti!

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  4. Forse vuol dire meno ammucchiate di uomini,donne (e chi più ne ha più ne metta,tutti appartenenti a una certa classe sociale)che non si lasciano scappare occasione per spendere denaro in queste occasioni goderecce... Ci sono purtroppo realtà commerciali che lucrano e campano su queste "feste".

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  5. feste accorpate? ma non era già stato fatto diversi anni fa? Onestamente non capisco perchè adesso tutta questa opposizione. In un momento di crisi come mai vista prima, ci si attacca al contenuto "valoriale"??? Ma è da pazzi! In quanto alla perdita di PIL per la diminuzione del turismo, bisogna valutare quanto si quadagna continuando a lavorare alcuni giorni in più e fare un raffronto. Mi sembra di ricordare che un esponente del governo valutò in un punto di PIL il recupero di 7 giorni lavorativi; e allora quando si prevede la perdita di 2 punti quest'anno, direi che la soluzione è ovvia: accorpiamo 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno per la parte civile e poi Befana, Tutti i Santi e l'Immacolata e poi il santo patrono totale 7 giorni. Resta inteso che appena il PIL dovesse tornare a crescere, si può sempre tornare indietro, come fu fatto anni fa.

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  6. Potremmo ridurre il numero dei politici, quindi i loro appannaggi, per non dire dei finanziamenti ai partisti, gli stipendi dei presidenti rai (mi pare che il neo presidente veleggi sui 650.000 all'anno), quindi ridurre le pensioni degli ex parlamentari...abbiamo solo l'imbarazzo della scelta!

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  7. Il problema non è che l'industria non riesce a stare dietro agli ordini, infatti la FIAT ricomincia a breve con la cassa integrazione perché produce più macchine di quelle che vende.

    Alla FIAT non serve produrre più macchine.

    Al massimo gli può servire che un operaio italiano costi come un operaio messicano. Cosa che si può verificare solo se l'Italia diventa come il Messico.

    Nei commenti sopra leggo la solita confusione che deriva dalla informazione manipolata con cui veniamo bombardati.
    I "costi della politica", per quanto esecrabili, sono una frazione infinitesima della Spesa Pubblica. La Spesa Pubblica è composta in prevalenza degli stipendi dei dipendenti dello Stato e delle amministrazioni locali, dalle pensioni, che contrariamente al senso comune NON sono pagate dai contributi accantonati e dalla Sanità. Sono queste le tre voci di spesa che incidono in maniera preponderante.

    Capite bene perché la Spesa continua ad aumentare, anche adesso col Governo Monti. E capite perché il problema principale del Governo è racimolare contanti tramite le tasse e i Titoli di Stato.

    Accorpare le ferie è un'altra sparata propagandistica che non fa alcuna differenza reale ma che viene riproposta dai media per dare agli Italiani il senso che stanno arrovellandosi per risolvere i problemi della Nazione.

    Intanto lo stato dei fatti viene accuratamente nascosto dietro una cortina di fumo.

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    1. Visto che "noi" facciamo confusione, poveri tapini manipolati dall'informazione, spiegami questo teorema.

      Tu affermi che "Il problema non è che l'industria non riesce a stare dietro agli ordini, infatti la FIAT ricomincia a breve con la cassa integrazione perché produce più macchine di quelle che vende. Alla FIAT non serve produrre più macchine. Al massimo gli può servire che un operaio italiano costi come un operaio messicano. Cosa che si può verificare solo se l'Italia diventa come il Messico."

      Allora, secondo te, una volta che l'Italia è diventata come il Messico e che la paga di un operaio italiano costa come quella di un messicano, La Fiat venderebbe più macchine? Se la domanda è affermativa, a chi le venderebbe e con quali vantaggi?

      Dai, hai l'occasione per chiarirci le idee!

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  8. Ogni volta che si prospetta qualcosa di "costruttivo", per il bene del Paese, ecco apparire, come d'incanto, i sindacati, che dall'alto delle loro capacità e potenzialità, dettano condizioni diverse e/o addirittura minacciano il Governo. Si credono, ancora, i padroni dell'Italia che lavora e produce e sono sempre pronti a da dettare le loro condizioni. Possibile che non comprendano neanche loro, che accorpando le festivita' ai fine-settimana, si produce meglio e di piu'? Ma che ci vuole forse una spiegazione scientifica per ficcarlo in testa a questo branco di analfabeti? Se "loro" suoneranno le loro trombe, NOI, suoneremo poi le nostre campane? Monti zittiscili una volta per tutte o addirittura eliminali, oggi con la nuova legislazione del Lavoro... che ci stanno a fà ?

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    1. ... io non sono un sindacalista, eppure risulta difficile anche a me capire cosa ci sia di "costruttivo" nell'accorpare le festività infrasettimanali e spostarle nei fine settimana!

      Dai, FidelCastrone... dicci che stavi scherzando!!

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  9. Bisogna togliere il 25 aprile ed il primo maggio, lavorare come negri in quei giorni. E diminuire le paghe. E poi senza queste feste anacronistiche e partigiane si starà meglio... io comunque faccio una settimana di ferie all'anno...moglie e figlioletto al seguito, cosa mi taglieranno ancora?

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  10. pare che non accorpino più le feste ora hanno cose più serie da affrontare: lo spread a 500 punti e la borsa a -5%. Queste situazioni ci riavvicinano ancora una volta al baratro e vanno tenute sotto controllo... ora la domanda che ci si deve porre è: quando finiremo come la Grecia????

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