30.11.12

Chieti - Diamo un calcio alla povertà

A New York un poliziotto regala degli stivali a un senzatetto scalzo in una gelida notte di novembre. E la foto fa il giro del mondo. Anche da noi c'è questa povertà subdola, che spesso emerge sempre di più,della solitudine e della mancanza di senso della propria vita. Giovani invischiati nel dramma della droga, le tragedie del sabato sera, il gioco d'azzardo, il senso di smarrito delle famiglie, la loro disperazione per la totale impotenza e incapacità di poter intervenire. La povertà non è un fenomeno naturale della società, ma piuttosto l'omissione di scelte politiche che diano risposte alle esigenze reali delle persone. La lotta alla povertà deve diventare una priorità, nel senso lato del termine. La povertà non chiede carità, ma giustizia e diventa una questione di diritti. L'illegalità e il malcostume sono causa di povertà. I cristiani impegnati hanno il dovere di presiedere il territorio, che viene reso vivo dalle associazioni dei cittadini organizzati, che si mettono insieme per il bene comune. Le associazioni diventano cosi le antenne dei problemi irrisolti della gente. Creare rete fra le associazioni è estremamente importante, per rispondere meglio ai bisogni. C'è l'urgente esigenza di far fiorire una nuova responsabilità facendo incontrare la solidarietà con la politica. Aprire una fase rifondativa della presenza del volontariato sul territorio provinciale con impegni concreti e coinvolgenti. Le sfide sociali vengono troppo spesso ignorate dai poteri forti e il volontariato incide troppo poco sulle decisioni politiche.E intanto la povertà si estende a macchia d'olio.

7 commenti:

  1. oggigiorno, siamo diventati una società di egoisti, pensiamo solo a noi stessi, la solidarietà e l'aiuto reciproco è solo un ricordo lontano. Ormai pretendiamo solamente e vogliamo che sia l'ente pubblico a soddisfare le nostre richieste, diamoci una regolata e rimbocchiamoci le maniche come sempre abbiamo fatto!

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  2. Lo Stato, e non il santo patrono delle città, ponga in essere le condizioni per sanare il divario tra ricchi e poveri e ponga le premesse per uno stato sociale ed economico meno discriminante.

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  3. Nell'attuale governo-sgoverno c'è un ministro, Riccardi, già fondatore della Comunità di Sant'Egidio che queste situazioni le avrà senz'altro conosciute.
    Dovrebbe darsi da fare al riguardo.

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  4. Io quando leggo o sento la parola "solidarietà" ormai provo conati di vomito.

    In Italia serve un servizio di collocamento obbligatorio associato ad un sussidio di disoccupazione, come succede in Paesi più civili.

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  5. se noti la foto è davanti a un negozio di scarpe e potrebbe essere un fotomontaggio... comunque se è vero il gesto è degno di tutta la mia considerazione... oggi pochi si fermano a guardare il prossimo che soffre

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  6. non credo abbia azzeccato il numero, non vedi che piedoni che c'ha er barbone?

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  7. Vera o no la notizia, il fatto è che ci sono sempre più situazioni del genere anche nelle nostre città.

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