28.11.12

Chieti - Odiate e amate queste primarie del PD


Tanto si sa già come andranno a finire domenica queste primarie del PD, vedranno Bersani riconfermato alla guida del partito e tutto tornerà come prima, con la consapevolezza di aver perso una grossa occasione per rinnovarsi. Temute e detestate da gran parte dell'establishment del Pd, hanno già cambiato la faccia del centrosinistra italiano e dello stesso partito democratico. Non perché sono uscite sorprese sul vincitore: Bersani era il favorito, e Bersani è arrivato primo e ai ballottaggi Bersani vincerà, su questo non ci piove!. Il segretario aveva l'appoggio del 98% dell'apparato del partito, con la Cgil e la quasi totalità dei parlamentari Pd, e questo conterà molto sul ballottaggio. Il voto di domenica, comunque, è stato un tornado perché ha rimescolato le carte della politica italiana, ha sconquassato gli equilibri del centrosinistra e ha lasciato sul terreno vincitori e sconfitti. Cosa è cambiato con il voto di domenica? Quali sono stati gli elementi di novità, che influenzeranno i prossimi mesi? Il primo è l'inversione di tendenza rispetto al disgusto astensionista della maggior parte degli elettori. È vero che i votanti  domenica sono stati un milione e 100.000 in meno del 2005, quando si votò per Prodi. È vero che sono calati anche rispetto al 2007, quando vinse Veltroni. Ma 3 milioni e 100.000 persone che di questi tempi si recano alle urne, fanno la fila per votare, si sottopongono ai raggi x con innumerevoli firme e pastoie burocratiche come mai è avvenuto in Italia, non sono cosa da poco. Anzi, è un segnale importantissimo che il Paese sa ancora reagire di fronte allo sfascio, e c'è voglia di combattere, e di costruire, alla faccia del disfattismo. La seconda novità rilevante è la sconfitta secca, bruciante, irreversibile, dell'apparato, quel vecchiume di facce e di paure autoreferenziali che hanno fatto di tutto per impedire le primarie e dissuadere Pierluigi Bersani. Bersani, speriamo ne tragga insegnamento per non dover sempre ricominciare sempre da capo... Le primarie hanno dimostrato che una gran fetta del popolo di centrosinistra ritiene che certi residuati della Prima Repubblica non debbano decidere anche nella Terza, perchè sono parecchi i danni che hanno fatto nelle prime due repubbliche per dar loro in mano il timone anche nel 2013.

enio

8 commenti:

  1. Faccio presente che questo evento epocale serve solo a decidere chi sarà il segretario del PD.

    A me personalmente non mi cambia una fava.

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  2. il problama, per i cumunisti doc, è che renzi non è uno cresciuto nel partito, ma uno spinto e catapultato lì da interessi di lobby varie, non ha alcun legame territoriale Firenze esclusa.
    Prima di arrivare alle primarie bisognava fare delle mini-primarie regione per regione, allora sarebbero emersi i "migliori" del PD, invece cosi si è messo il segretario Bersani contro uno sfidante scelto da nessuno. se non da se stesso. E molti se le sono bevuta, vedendo in Renzi il nuovo che avanza, cosa che assolutamente non è!

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  3. Sul blog non mi esprimo riguardo la politica(per una mia scelta) dico solo che io domenica HO votato.

    Buona giornata Enio

    ciaoooooooooooooo

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  4. Ieri si è assistito ad un altro mega dibattito sulla RAI e a condurlo non c'era Vespa, grazia alla dirigenza della rete nazionale che ci ha risparmiato i suoi brufoli e la sua aria di saccenza... Si è visto un Matteo Renzi all'attacco sempre e comunque, anche a rischio di fare gol a un ipotetico futuro governo di centrosinistra. Un Pierluigi Bersani rassicurante, ma spesso costretto in difesa. È stata questa la linea seguita durante il faccia a faccia di ieri sera su Raiuno dai due candidati che si sfideranno domenica al ballottaggio nelle primarie di centrosinistra. Per Renzi, impegnato a recuperare lo svantaggio (circa 200mila voti), gli errori del centrosinistra attuale e dei governi di cui Bersani ha fatto parte sono stati tanti. Ma proprio la continua sottolineatura di questi errori potrebbe indurre un elettore a chiedersi perché votare alle prossime elezioni politiche per quello stesso centrosinistra: solo perché guidato da Renzi?

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    1. L'elettore di centro sinistra vota principalmente per conservare lo Stato Sociale.

      Chiunque prometta la conservazione dello status quo a qualsiasi costo verrebbe eletto.

      Si mettono davanti ragioni ideali, le conquiste dei lavoratori, i diritti, la giustizia, la solidarietà e tante altre belle cose.

      Ma in realtà ogni italianuzzo è preoccupato del suo piccolo orticello, dei suoi pochi o tanti privilegi e vantaggi.

      Ormai siamo tutti più o meno consapevoli che avere assegnato allo Stato la missione di grantire la felicità degli Italiani ci sta portando verso il precipizio ma ognuno resta aggrappato alle sue cose e gli altri si fottano.

      Per cui, per ironia della Storia, l'elettore di centro sinistra, che sbandiera grandi ideali, in realtà è motivato dal massimo egoismo.

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    2. E cioè i "progressisti" in realtà sono i massimi "conservatori".

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  5. Non so che dire, ma Renzi mi ha dato tanto l'impressione di uno che avesse imparato a memoria il Kit del perfetto candidato Forza Italia di venti anni fa.
    Ripeto, è solo una mia sensazione

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  6. le domande erano patetiche... perchè non hanno chiesto a Bersani come mai 2 sett. fa hanno bocciato la riduzione degli stipendi ai parlamentari e a Renzi quanto può essere considerato bravo un amministratore che abbandona la propria città per un anno per farsi la campagna elettorale?

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