8.1.13

Chieti - Il Presepe Vivente del 2013


Anche quest'anno come ogni anno e per la 18° volta si è svolto, nonostante la spending review che ha colpito anche il comune di Chieti,con grande partecipazione di popolo. Quest'anno hanno cambiato nuovamente il percorso cercando di abbracciare altri luoghi della città e posizionando la casetta del Signore nell'anfiteatro romano su alla Civitella. A me non sono piaciute queste modifiche perchè si è "disperso" l'evento su un percorso difficilmente percorribile nella sua interezza sopratutto dalle persone disabili. Ricordo che l'anfiteatro romano è situato nel punto più alto della citta' alla Civitella. E siccome, come mè, altri hanno espresso dubbi su questa realizzazione, ricorro alle parole del giornalista Luciano Pellegrini per dar voce alla moltitudine dei dissidenti:     
"........Il presepe vivente 2013 a Chieti, si ricorderà per la confusione dell’allestimento.I cittadini, i turisti, hanno camminato come le pecore, hanno seguito la folla senza sapere dove andavano e le scene che si presentavano. Il comune non ha affisso manifesti né ha distribuito il programma. I 20mila euro di soldi pubblici stanziati per questo evento, dovrebbero far riflettere. L’associazione culturale Teate Nostra che da 18 anni realizza questo presepe, ha dovuto accettare una scelta fantasiosa proposta da un settore del comune. Quella di abbinare il presepe ai siti archeologici. Il versante occidentale del centro storico di Chieti, scelto quasi sempre per realizzare il presepe vivente, offre più aspetti del paesaggio per questo avvenimento. Palazzi, androni, cortili,osterie ed è più lungo. Al percorso scelto quest’anno, il versante orientale del centro storico, molto breve e con particolari non collegati con un presepe, è stato abbinato la visita dei siti archeologici  che si trovano sull’ itinerario. Il progetto doveva essere studiato da persone competenti, dovevano esserci esperti che illustravano i siti, invece non c’era nessuno... L’associazione Teate Nostra che ha competenza, non per altro perché ha sempre gestito lei il Presepe vivente, ha fatto presente questi problemi, ma non è stata ascoltata. Il risultato è stato deludente. Per ridurre le spese, il primo anno il costo è stato di un milione…, 500 euro, un paio di anni fa, durante una conferenza stampa per illustrare l’evento, alcuni giornalisti avevano consigliato al comune di far gestire i grossi eventi da più associazioni, per evitare che potessero crearsi ricatti e prese di posizioni, come è successo, dall’unica associazione titolata. Al comune è stato consigliato di confezionare gli abiti, specialmente quelli dei militari, che ogni anno, da 18 anni, vengono presi in affitto ed hanno un costo di diverse migliaia di euro… Al comune è stato consigliato di realizzare la capanna della natività smontabile e rimontabile per evitare costi eccessivi a chi lo realizzava. Al comune è stato consigliato di scegliere le danzatrici del ventre fra le tante scuole di ballo che ci sono in città ,così da evitare di dare denaro pubblico dei cittadini ad altri comuni…. Non è stato accettato niente. La spesa, è vero…è diminuita, ma ancora eccessiva per un evento“ da mettere in evidenza”. Perché non si chiede a suor Vera D’Agostino, che realizza il presepe vivente in un quartiere collinoso della città, senza avere un euro di contributo dal comune e con circa 300 figuranti, come fa? Dopo tanti anni trascorsi a scrivere notizie per evidenziare criticità della città, spesso con soluzioni a costo zero, con il menefreghismo di una città dormitorio, ribattezzata “città della camomilla”,con il disinteresse dei cittadini, delle associazioni, della opposizione al consiglio comunale, con minacce di querele, offese, che ho ricevuto,non avendo mai avuto gradimento da un giornalismo servile della carta  stampata,  anche da parte di testate che hanno sempre sfruttato una virgola per attaccare,con “sommo gaudio” da chi preferisce non leggermi, preferisco dedicarmi ad un giornalismo più consono al mio carattere libero. Scriverò reportage, recensioni, argomenti legati all’alimentazione, all’agricoltura, all’ambiente, al teritorio…


Scritto da:Luciano Pellegrini


4 commenti:

  1. condivido il 95 percento del pensiero espresso al riguardo della manifestazione : Presepe Civente. Il 5% che non condivido e che sa deve da fa' perchè è una delle tradizioni cittadine ed è, dopo la Processione del Venerdì Santo, la più visitata. I vari "governi cittadini" da Ricci prima e Di Primio adesso non si sono mai sprecati con i "soldi" versati a favore dell'associazione Teate Bostra che ha fatto e fa sempre i salti mortali per riproporre uno spettacolo almeno dignitoso. Quest'anno sono mancate, appunto per carenza di soldi,molte scene del Presepe e c'è stata una defezione apparente delle "comparse". I visitatori ci sono stati, a sentire gli organi di stampa e numerosi... c'è solo d'augurarsi che tornino negli anni a venire e che trovino sopratutto "parcheggio" per le macchine e che i mezzi per raggiungere il colle siano più solerti.. scala mobile e tunnel con ascensore. Voto della manifestazione sei meno, si poteva fare di più non lo nego.

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  2. non avendo avuto foto da parte tua, ne ho messo una di repertorio......

    " Per il presepe, quest'anno non ho scattato nessuna foto. Molto deludente, vergognoso...
    Ho descritto le anomalie, gravi..., ma, nella mia resa conclusiva dell'articolo, non me ne frega più niente degli eventi di questa città.
    Evito di ripetere le motivazioni...scriverò meno, ma scriverò ciò che mi interessa.
    L'essere offeso, deriso, minacciato, querelato..., ma chi " cazzo" me lo fa fare? I cittadini e specialmente l'opposizione, fanno qualche cosa? Il Don Chisciotte perdente LucianoPellegrini, chi cazzo è?
    Buona giornata

    Luciano

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  3. Io ti ho sempre detto che si fa di più entrando nella "tana del lupo", nelle sale dei bottoni, con un partito politico pronto a mazzolare le istituzioni se3 queste non seguono le regole. Tante storie ci furono raccontate durante le lelezioni poi andate deluse. Chieti, a differenza delle altre cittadine dell'interland è rimasto un "vecchio paesone" immutato da almeno 50 anni dove non si riesce più a fare niente anche a volerlo.I politici si riuniscono, facendo mancare il numero legale, per incrementare le loro entrate con i gettoni di presenza, non ci sono soldi neanche a cercarli col lanternino e quei pochi che entrano servono a mala pena per pagare gli stipendi... e non si è ancora visto il fondo, perchè l'anno prossimo sarà ancora peggio. Sai che i tuoi articoli mi piacciono, mandameli via e-mail che te li pubblico volentieri. Buon Anno anche a te!
    Enio

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  4. ma che bella la vita paesana

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