26.1.13

Chieti Scalo - Nuova Pizzeria... Con coraggio


 Mercoledì 23 Gennaio, in via Capestrano al n. 26, angolo con via Casoli a Chieti Scalo, si è inaugurata una nuova pizzeria, “ L’angolo saporito”. Circa 600 giovani hanno festeggiato i proprietari, Marco di Prodi e Carlo Profenna, giovani di Chieti  di 27 anni. Marco di Prodi ha frequentato l’istituto alberghiero di Villa Santa Maria, uno dei più rinomati in Italia e ha maturato esperienza nei ristoranti e villaggi turistici. Negli ultimi tempi ha lavorato per un paio di mesi presso un ristorante di Manoppello PE, come chef. Carlo Profenna si è diplomato in Chimica presso l’ITIS "Luigi di Savoia" – Chieti. Ha lavorato come cameriere presso il ristorante di Manoppello PE dove ha conosciuto Marco. Ad un certo punto, Marco e Carlo hanno pensato di acquistare la licenza di una attività di pizzeria ed iniziare l’avventura di gestirla. Il posto dovrebbe offrire garanzie, c’è il centro universitario medicina dello sport, le scuole, il campo sportivo, bar, pub e... importante, il parcheggio. Mi ha raccontato Marco che impasta circa 20 kg di farina al giorno. Ricetta tradizionale con farina, acqua, lievito e sale. Poi lo fa riposare per 3 ore. La maggior parte degli  ingredienti per preparare la pizza, li acquista ad un catering…, ma le verdure, va al mercato e le compra provenienti dalla campagna.. In genere, mi ha riferito, non mi adeguo al menù, la mattina se mi viene in mente qualche nuova ricetta di pizza, la confeziono. Oltre alle pizze,cucina panini, hamburger, piadine, calzoni, crocchette di patate, di riso,  e fritteria varia. Pur avendo la licenza per vendere i superalcolici, Marco e Carlo hanno scelto di servire solo birre, anche alla spina. Il costo delle pizze va dai 4 euro, la margherita, ai 6 euro, con più condimenti, per esempio, la pizza con salsiccia - funghi-tartufo. Da provare la pizza alla nutella…, una combinazione di calorie, di gusto, di tentazione, di felicità, di piacere, di eccezionalità, di farsi perdonare…, di una volta ogni tanto…, farsi perdonare un peccato! E’ chiaro che a richiesta, propone anche pizze da asporto. Il forno è a gas, ma non c’è differenza con il forno a legna. Forse la qualità è migliore. La pizza cuoce prima e meglio, non c’è pericolo che l’impasto si brucia e non assorbe il fumo della legna. A vedere i tanti giovani che con gioia hanno apprezzato, gustato, assaporato, complimentato Marco e Carlo per i vari tipi di pizza offerti, i commenti sono stati di alto gradimento. Marco e Carlo hanno sfornato 80 teglie di pizze, dalle 19 alle ore 23. C’è stato un continuo via vai di persone, che speriamo diventino clienti. In media, ognuno ha assaporato 4 pezzi di pizza e ha bevuto della ottima birra. Essendo anche una festa, non sono mancati i dolci. Torte,Crostate, cantuccini, dolci caratteristici come le neole, chiacchiere… Mi sono chiesto: tutti questi giovani dove vivono? A Chieti città, se incontri due giovani, specialmente la sera, è una rarità, a Chieti Scalo la realtà è diversa… Tutto bene? Purtroppo per aprire oggi una attività commerciale ci vuole coraggio. Le spese sono tante ed eccessive, fuori criterio, le parole di “incoraggiamento e ribellione” da parte dei politici, sono una farsa. Le spese obbligatorie da affrontare con coraggio sono: INPS, INAIL, IRPEF, IRAP, TARSU, IVA, camera di commercio,commercialista,utenze, manutenzioni varie, Imposta sulla PUBBLICITA‘. E  l’affitto? E’ la spesa più pesante! Auguro che questi giovani, bravi, volenterosi, coraggiosi, possano avere successo, cari governanti!

 
Scritto da:  Luciano Pellegrini

Le foto dell'inaugurazione su questo link: FOTO

7 commenti:

  1. sono conternto per questi due ragazzi e auguro loro un grande successo nella loro nuova attività. Faccio il tifo sopratutto per Carlo che si è diplomato in Chimica nello stesso istituto dove mi diplomai io nel 1966 e che a differenza di me, non sarà costretto ad emigrare. Un avvenimento coraggioso certamente perchè in questa Italia dove chiudono quasi 1000 attività al giorno una che apre ha tutta la mia solidarietà

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  2. Il coraggio ci vuole per rischiare in una impresa in cui si mette in gioco la propria vita sapendo dall'inizio di avere contro lo Stato. Infatti di pizzaioli appena aprono bottega entrano automaticamente nella categoria dei "pericolosi borghesi controrivoluzionari" da cui studio di settore, controlli fiscali e sopratutto tasse a non finire per pagare gli stipendi "pubblici" di quelli che poi inneggiano alla rivoluzione con in mano la Gazza davanti alla macchinetta del caffè.

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  3. @Lorenzo

    la cosa che più mi ha stupito e che l'esercizio è stato aperto allo Scalo di Chieti che dista dal centro 5 Kilometri e non in città, dove l'amministrazione comunale aveva destinato (forse solo in teoria per bocca del"consigliere" del sindaco il sig Vitali) una zona no TaxArea (per tre anni non avrebbero preteso nessina tassa) a queste attività per mantenere la gente in città di sera o nei fine settimana. Adesso i ragazzi per mancanza di discoteca vanno tutti fuori città e le persone vanno a mangiare fuori città anche per mancanza di aree di parcheggio e per immpossibilità di raggiungere a piedi il centro città.

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    1. Nella situazione in cui siamo io auguro ogni bene a chiunque inizi una impresa. A prescindere.

      Gente a cui dovremmo fare ponti d'oro e invece lo Stato li massacra per premiare chi piange e fotte.

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  4. a me commuove il fatto che tutti ce l'abbiano con lo stato, un ente astratto.
    Ma vi siete chiesti il perchè 2 bravi ragazzi che impastano 20 chili di farina al giorno debbbono tenere sul groppone tuttti quegli enti citati da Ennio, quando 80 anni orsono con la licenza di 5 elementare si gestiva la contabilità di una falegnameria con 10 operai?
    Non dico che dovrebbero avere una contabilità a forfet, ma che si debba persino pagare un commercialista perchè ogni anno cambiano i moduli o l'inail s'inventa una trattenuta in più per l'amianto è deliberatamente studiata a tavolino per vivere sulle spalle di chi lavora.
    Ci vuole un reset generale, per i giovani

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    1. Ho appena speso 40 minuti della mia vita per ascoltare un discorso della signora Camusso.

      Il discorso si riassume nel fatto che, stante la crisi, l'Italia deve puntare su rinnovare prodotti e produzioni in modo da avere fabbriche "pulite" e prodotti "sostenibili". Poi sviluppare tecnologie e prodotti che siano collegati alle nostre uniche ricchezze e cioè cultura e paesaggio. Ovviamente tutto questo deve essere finanziato e diretto dallo Stato.

      Io ci vedo due elementi demenziali:
      1. i Cinesi ci fanno il culo a strisce perché il loro giocattolo costa un decimo di un giocattolo italiano. E costa un decimo sia perché nelle fabbriche cinesi gli operai sono schiavi, sia perché è fatto con procedimenti inquinanti e materiali il più scadenti possibile. La signora Camusso sostiene che se noi sviluppassimo nuove tecnologie e nuovi materiali, poi il nostro giocattolo si venderebbe come il pane. Secondo me no, stante il fatto che a quel punto costerebbe cento volte più di quello cinese.
      2. lo Stato è ad un passo dalla bancarotta, figurarsi se dovesse accollarsi direttamente il rilancio industriale con un'altro IRI. Nella ipotesi estremamente irrealistica che lo Stato possa avere o assumere le competenze necessarie, dopo avere fallito in qualsiasi altra impresa precedente, per dolo o per incompetenza.

      Ah, la ragione per cui chi impasta la farina deve avere sul groppone tutti quegli adempimenti è che devono mantenere le migliaia e miglialia, milioni, di Ciccio la fuori.

      I quali Ciccio, invece di leccarsi i gomiti per la grazia ricevuta, insistono nel considerare i pizzaioli come "nemici di classe".

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  5. m'hai fatto venire l'acquolina in bocca solo a leggere :) auguri agli audaci! io penso che tra tante attività, quella del pizzaiolo, in Italia e non solo, se la pizza è buona(e lo è praticamente sempre) non fallirà mai!
    ciao

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