3.3.14

Chieti - E' in aumento il lavoro sommerso

Il lavoro sommerso non conosce crisi, anzi: nel 2012 il tasso di irregolarità è tornato a salire in Italia dove è arrivato a quota 12,1% dopo due anni in cui il fenomeno sembrava essersi un pò attenuato. Ad allargare l'area del nero continua ad essere il Sud, basti pensare che nel Mezzogiorno gli "invisibili" sono al 20,9%, quindi uno su cinque. E diventano uno su tre in Calabria, dove si registra il picco assoluto. Bolzano invece resta la migliore con solo il 7% di lavoro sommerso. A monitorare il fenomeno è l'Istat, che in settimana ha pubblicato le cifre aggiornate in una banca dati con più di 200 indicatori territoriali per le politiche di sviluppo. D'altra parte il sommerso non solo la dice lunga sullo stato di salute dell'economia, ma la sua misurazione è condizione necessaria per assicurare l'esaustività nel calcolo del prodotto interno lordo. Rientrano nel sommerso anche le prestazioni svolte dagli stranieri non residenti e non regolari, come i clandestini. Inoltre il fenomeno include il doppio lavorò, ovvero gli impieghi che si aggiungono al principale e che non vengono dichiarati al fisco. Sempre nel nero finiscono gli studenti, le casalinghe o i pensionati che hanno magari occupazioni occasionali ma che non figurano ufficialmente tra le forze lavoro.

@enio

9 commenti:

  1. del resto gli stipendi regolari sono sempre più ridicoli!

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  2. Dati di fantasia. Probabilmente è molto di più in questi tempi di vacche magre. Come faranno a quantificare il lavoro nero è un mistero. Secondo me inventano.

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  3. premesso che ho lavorato per 8 anni a nero per circa 400 euro al mese, oggi finalemtne ho un contratto serio di 1200 euro al mese. Pero sappiamo tutti che ci sono spese così alte che 1200 euro non bastano sopratutto quando si paga un affitto, allora perchè negare la possibilità di fare un secondo lavoro, è diventato veramente difficile arrivare a fine mese. Oggi puttroppo siamo arrivati alla situazione che in Italia non si vive ma si sopravvive.

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  4. Quello non trova davvero mai crisi. Anche da me il lavoro in nero è diffusissimo, soprattutto ora.

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  5. Se non si è combattuta la piaga al tempo delle vacche grasse, quando in ogni esercizio commerciale pagava i contributi solo il titolare e tutti i famigliari ci lavoravano al nero, consentendo così la formazione di solidi patrimoni è ridicolo che oggi si va a beccare la moglie del fornaio che lavora nel forno del marito e gli si espropria il tutto costringendolo ad un suicidio.
    Al giorno d'oggi per i piccoli artigiani il lavoro nero è una necessità di sopravvivenza, anche picchè lo stato non controlla il territorio.
    Come fa un artigiano che paga il 30% di irpef + inail + inps + irap + camera commercio + balzelli vari e deve emettere fattura con 22 % di iva al cliente ad essere competitivo col rumeno o l'impiegato statale che fa il secondo lavoro ?
    E' chiaro che deve chiudere la partita iva e mettersi a lavorare in nero, per la pensione poi prenderà quella sociale generosamente concessa a tutti, anche rumeni, dal favoloso ed immaginifico
    bobbolo
    tajano

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    1. Il mondo del lavoro è una piramide.
      Se per fare il lavoro impiegatizio di un diplomato adesso assumono un laureato in fisica di massimo 25 anni che parla tre lingue a milletrecento al mese, è chiaro che il diplomato finisce a fare l'operaio a ottocento e sotto c'è solo il precariato e/o il lavoro nero.

      Lo sanno tutti, inclusi i sindacati a cui però da sempre interessa solo la grande industria, assolutamente minoritaria nel mondo del lavoro italiano ma che fornisce il tranquillo bacino di consenso-potere-soldi.

      Gli artigiani sono una categoria che va a sparire se intendiamo "uno che conosce un mestiere". Adesso per artigiano si intende "un immigrato che si inventa un mestiere". E anche li, la qualità media delle prestazioni fornite dagli artigiani è facilmente misurabile come tendente a zero. Questo avrà ricadute devastanti sulle produzioni di nicchia/lusso/qualità che da sempre sono una risorsa italiana, quando ci verrà a mancare la professionalità artigianale.

      Il discorso dei "patrimoni" è solo una delle tante menzogne catto-comuniste. Chi ha un patrimonio consistente automaticamente ha anche gli strumenti teorici e pratici per sottrarlo al fisco. Di conseguenza gli unici patrimoni che vengono colpiti sono semplicemente il frutto del risparmio delle famiglie italiane. E il risparmio è già stato tassato, spesso diverse volte. E' il solito paradosso per cui io non compro l'auto e vado a piedi, i soldi risparmiati, comunque tassati all'origine, li deposito in banca dove vengono tassati come "patrimonio". Se avessi comprato l'auto, a parte la filosofia della cicala contro la formica che non ci appartiene per tradizione, sarei comunque stato tassato in quanto l'auto è bene voluttuario e/o di lusso, quindi tassa all'acquisto, tassa di possesso, pedaggi, accise sui carburanti, eccetera.

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  6. Anche qui aumenta il lavoro sommerso...specie quello dei frontalieri (Slovenia) che si accontentano di stipendi bassi.
    Non mancano però gli italiani. Anche un lavoro sommerso è una fortuna...a trovarlo di questi tempi. Grazie per la visita al mio blog. Buonanotte ^_^

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  7. Per forza aumenta, in un momento così !

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  8. Purtroppo non posso che constatare la veridicità dell'affermazione di Saray "Anche un lavoro sommerso è una fortuna...a trovarlo di questi tempi."

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