6.9.16

Chieti - Le squallide vignette di Charlie



Le squallide vignette del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, che ironizzano sui cadaveri dei terremotati italiani ridotti a «lasagne», sono la prova provata che non basta la libertà di satira per esprimere pensiero, ma occorrono anche intelligenza e buon gusto. Qualità oggigiorno non così comuni e scontate. Qui non si tratta di dire o no «Je suis Charlie», siamo tutti Charlie Hebdo, come all'indomani della strage di Parigi da parte dei fondamentalisti islamici il mondo libero ha evocato. La satira è libera, punto. E anche, per dirla alla Voltaire, se pure non sono d'accordo e non condivido nulla di quanto detto, il diritto di dirlo va sempre difeso. La satira è libera, ovviamente, dentro il rispetto delle leggi, ma soprattutto dentro il confine invalicabile del rispetto dell'altro. Le vignette sul sisma «all'italiana», penne al sugo di sangue, pasta gratinata e lasagne di corpi fra le macerie, non sono satira ma solo offesa gratuita, meschino sciacallaggio sulla tragedia del terremoto, lugubre repertorio di luoghi comuni (Italia=pasta), nello stesso stile della successiva vignetta «riparatoria»: Italia=mafia. Qui non si tratta di irriverenza, trasgressione ironica, mordace irrisione del conformismo, o sferzata al potere. È solo insulto alle vittime, ai familiari, al popolo italiano colpito da una sciagura immane e ridicolizzato con triti e ritriti stereotipi figli di una presunzione francese di inesistente superiorità culturale. 

@enio

18 commenti:

  1. Certo essere italiani è una vera schifezza. Noi abbiamo la mafia che fà e la mafia che disfa. Sarebbe bello essere francese e così destabilizzare l'intero nord africa spargendo morte e distruzione per meri interessi economici. Oppure crucco in modo da soggiogare intere popolazioni con il mio potere d'acquisto. Ma anche svedese, norvegese, scandinavo in modo da potermi dedicare alla mia bottiglia preferita mentre spargo il seme cancerogeno del politicamente corretto e me la tiro con il mio welfare spettacolare dimenticandomi che quando si è in quattro è molto più facile. Oppure svizzero o austriaco tutto bello inquadratino. O belga, portaaerei del terrorismo. In realtà siamo miseri mandolinisti già dai tempi in cui certa gente gente scarabocchiava con un sasso sui muri della propria grotta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Evaristo Carriego10 settembre 2016 09:03

      Oppure crucco in modo da soggiogare intere popolazioni con il mio potere d'acquisto.

      Non entro nel merito, ma questo mi ha incuriosito: tu fai un excursus storico dell'ampiezza di secoli (le colonie francesi), e quando vieni ai tedeschi, la cosa peggiore che riesci a pensare di loro è… il potere d'acquisto?

      Elimina
  2. Questo evidenzia come gli Italiani siano percepiti all'estero. Gli stranieri amano lItalia ma hanno una bassa opinione degli Italiani. I luoghi comuni mafia,pizza, corruzzione, il coraggio alla Schettino, l'ignoranza , la maleducazione, l'immondizia, la malavita, sono tutte realtà sotto gli occhi di tutti,che ci ostiniamo a negare e definire appunto luoghi comuni. E' vero siamo anche un paese di volontari, e gente con cuore, ma questo non cambia molto sul piatto della bilancia. Smettiamo di offenderci se qualcuno ci dice la verità e dimostriamo che siamo diversi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le stesse cose esistono nella periferia della Francia ma nessuno ci va quindi nessuno lo sa.

      Elimina
  3. che in Italia comanda la mafia e che comunque è diffusa una illegalità dilagante è sotto gli acchi di tutti. Il più forte (anche con la violenza) comanda, non esistono più regole in certe parti d'Italia. Chi vuol far qualcosa lo fa.L'abusivismo edilizio è la norma in certe parti d'Italia e i politici non fanno niente per bloccarla, perchè hanno paura della reazione "mafiosa".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, ti sbagli.
      Non è che la "mafia" comandi, è che gli Italiani hanno una mentalità mafiosa, tanto più vero quanto più si scende lungo la penisola.

      Nel caso del terremoto, lo ripeto per la centomilionesima volta, lo "abuso edilizio" NON C'ENTRA NULLA.

      Crollano case che dovrebbero essere demolite perché sono pericolose. Sono case che hanno più di cent'anni e che anche quando erano nuove stavano su per grazia di Dio.

      Non si fa nulla perché edifici del genere costituiscono il grosso dei "borghi" caratteristici dell'entroterra italiano. Tanto carini da vedere sul cocuzzolo della collina.

      L'abuso edilizio riguarda le periferie delle grandi città. Tutto un altro paio di maniche perché li si tratta di un mero problema economico. Ovvero, gli Italiani hanno investito i propri risparmi nella casa e gli si dovrebbe dire che quella casa non vale nulla.

      Elimina
  4. Gli interessa che si parli di loro. Non si scherza sulle vittime, punto!la liberta'non e'scempio, Kant che come filosofo era francamente piu'corretto di Voltaire, diceva che dobbiamo trattare il prossimo sempre come un fine, mai come se fosse solo un mezzo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io non scomoderei Kant, direi invece che se si vuole fare della satira, bisogna prendere di mira i potenti, non i poveretti. Non si è mai vista la satira sulle miserie umane, quella è bieca ed insensata cattiveria.

      Elimina
  5. ... mode che cambiano...
    ... qualche mese fa TUTTI "Je Suis Charlie!"....

    RispondiElimina
  6. ma il bello è che je suis Fracatz, ma nun me se caca nessuno nonostante la possanza del nome

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Senza dubbio questa vignetta è assolutamente indecente. Tuttavia, il significato è diverso da come può sembrare. I morti sono conseguenza della superficialità tipicamente italiana, che si preoccupa solo dell'apparire e del bengodi, trascurando i veri problemi seri. E quei morti sono dipesi proprio del nostro modus vivendi.

      Elimina
  7. Totale mancanza di senso umanitario, altro che satira!
    Cristiana

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La Francia e' il Paese europeo che piu' ha danneggiato l'Italia, dal 1789 ad oggi. La Libia e' solo l'ultimo capitolo. Vedasi: l'annessione napoleonica di un terzo dell'Italia, la Corsica, la Tunisia, la guerra commerciale scatenata contro una debole Italia a fine 800, il trattato di Versailles, la tentata invasione di Piemonte e Val d'Aosta nel 1945, la tentata sottomissione dell'Italia al Fmi nel vertice di Nizza, la campagna contro Berlusconi, le continue coltellate alle spalle, l'invasione della Libia, l'assassinio di Gheddafi, il sostegno ai ribelli libici.

      Elimina
  8. Premesso che a me la vignetta di Charlie Hebdo non ha suscitato l'indignazione generale cui abbiamo assistito, forse perché conosco la differenza che passa tra satira e comicità, mi sorge spontanea una domanda, rivolta agli "indignati".

    Ma come? Quando Charlie prendeva per il culo in lungo e largo i mussulmani e la loro religione, tanto da provocare la vendetta dei pazzi che in nome di quella religione fanno la guerra, eravamo tutti "Charlie" e quella "satira" andava difesa.... ed ora che quella stessa redazione, attraverso la satira, punta il dito su certi nostri "vizietti" per nulla "luogo comune", gli diamo addosso?????

    Ciao Enio, buon pomeriggio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io che non faccio parte del club degli illuminati resto convinto che la satira debba far sorridere amaramente.

      Elimina
  9. Giusto o sbagliato, lecito o illecito ? Mah, ognuno può pensarla come crede. Quello che mi ha invece colpito (positivamente) è che per lo stesso articolo su Yahoo Italia e Yahoo Francia i commenti sono stati rispettivamente, all'ora in cui scrivo, Italia 326 – Francia 763. I commenti dei lettori francesi sono di piena solidarietà per gli italiani e spietata condanna per Charlie Hebdo con toni anche molto feroci nei riguardi di quei 4 o 8 idioti di C.H. Contrariamente alle tante disquisizioni italiche della serie "Mafia, corruzione, etc", i francesi hanno preferito (è duro ammetterlo) concentrare il loro sdegno solo sull'idiozia di certa satira espressa in quei termini. Un commento con circa 130 voti positivi : "On peut rire de beaucoup de choses, mais rire du malheur des autres c'est vraiment triste" (Si può ridere di molte cose, ma ridere del malore degli altri è veramente triste)– P.S. La storiella di Voltaire è stato appurato che, appunto, è una storiella.

    RispondiElimina
  10. Ciao Enio... non credo si tratti di essere "illuminati" ma di riflettere su quanto si afferma e non reagire "di pancia", come fanno tanti commentatori... e solo perché qualcuno ha preso di mira, ripeto, i soliti vizietti italioti, per nulla luogo comune.

    Ora, e scusa se ti contraddico, non è vero che la satira "debba far sorridere". La satira, eventualmente, "può" far sorridere ma non è questo il suo fine. In genere, suscita tutt'altro che un sorriso o una risata perché il fine è dissacrare i simboli che caratterizzano una società, allo scopo di indurre a riflettere. Succede, per esempio, con la satira che prende di mira il culto del crocifisso e che tanta gente fa indignare! A me la vignetta in questione, semmai, ha fatto schifo ma non ha suscitato indignazione, perché non credo che il suo scopo fosse scherzare sui morti o, addirittura, "far ridere del loro malore"!!

    E poi, finiamola di fare le vittime o le anime pietose. Viviamo in un Paese che d'inverno frana ad ogni temporale e d'estate brucia al minimo alito di vento. Abbiamo inquinato mari, fiumi e ogni angolo di questo Paese, unico al mondo per le bellezze naturali che aveva. Viviamo in immobili costruiti anche fin sotto il cratere di vulcani e che per la maggior parte non sono antisismici, nonostante gran parte del nostro territorio sia sismica. Ce ne fottiamo di tutto e di tutti e ci ricordiamo dei terremoti, solo quanto questi inghiottono interi paesini o città?

    E' la nostra mentalità che è rappresentata in quella vignetta. E' il nostro modo di pensare e comportarci che è oggetto di quella vignetta, non i morti. L'italiano, basta che ha la "panza" piena, se ne fotte di tutto! Compresi i terremoti e gli eventuali terremotati. Sbaglio? A chi fotte, oggi, dei terremotati dell'Aquila che ancora stanno in case fatiscenti, quartieri dormitorio o che hanno lasciato quella città? A chi fotte dei tanti paesini abruzzesi distrutti e mai ricostruiti?

    Oggi proviamo pietà, indignazione e, magari, abbiamo anche mandato i due euro alla Protezione Civile, per mettere a posto la nostra coscienza. Tra un mese, l'italiota starà seguendo la squadra di calcio e se ne fotterà dei terremotati di oggi.

    Buon fine settimana e ciao.

    RispondiElimina
  11. Si, qui la satira non c'entra proprio niente, c'è solo volgarità e squallore.

    RispondiElimina