30.3.17

Chieti - Meno male che l'Europa c'è


Non sarà la svolta rivoluzionaria che risolve tutti i problemi dell'Europa, ma la firma congiunta di ieri a Roma di tutti e 27 gli stati membri della Ue sessant'anni dopo i trattati costitutivi, segna una ripartenza non così scontata del cammino europeo. Non solo perché i timori della vigilia, con Polonia e Grecia pronte a smarcarsi dal percorso unitario, facevano presagire il peggio. Ma soprattutto perché la dichiarazione di Roma 2017 ha ribadito con forza che l'Unione europea è indivisa e indivisibile, è il futuro comune, l'unica difesa sicura dei popoli europei in grado di portare benessere, crescita sostenibile, progresso economico e sociale. Una comunità che ha garantito sessant'anni di pace, libertà, democrazia fondata sui diritti umani, dando vita ad una grande potenza economica con livelli di welfare e protezione sociale che non hanno paragoni al mondo. È bene che gli europei - gli italiani in primis - abbiano con chiarezza presente i risultati conseguiti dal 1957 ad oggi, in tempi in cui lo sport nazionale è quello di buttare tutto a mare, di sfasciare, di erigere muri e abbattere monete, di distruggere senza aver ben chiaro dove si va a parare. Riuniti in Campidoglio come i Padri fondatori, i leader dei 27 lo hanno ribadito in maniera univoca: solo uniti si è più forti e sicuri, e qualunque ambizione di svolgere un ruolo nel mondo presuppone l'unione, a cominciare da sicurezza e difesa integrata. Scossa da traumatiche rotture come la Brexit e l'addio della Gran Bretagna, schiacciata fra Trump e Putin e le loro strategie espansioniste e divisive ai danni del vecchio continente, minacciata dai venti populisti e xenofobi che soffiano tra le opinioni pubbliche impaurite, forse l'Europa inizia a reagire.

@enio

3 commenti:

  1. Decisivo in questo risulterà l'Italia, e le scelte che faranno gli italiani alle politiche del 2018. Se i populismi euro-ostili e sovranisti avranno il sopravvento, ogni sogno di Stati Uniti d'Europa sarà destinato a svanire, forse per sempre.

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  2. "con Polonia e Grecia pronte a smarcarsi dal percorso "
    Esempio del non capire una fava. La Polonia cerca di sviluppare la propria economia come abbiamo fatto noi nel dopoguerra, ovvero applicando il meno "regole" possibile. E' come dire alla Cina di ridurre l'inquinamento, dopo che noi abbiamo inquinato a più non posso. La Grecia invece cerca di accollare ad altri il proprio Debito, col ricatto finto e risibile di sottrarsi agli accordi se nessuno se ne farà carico, sorvolando sul semplice fatto che un secondo dopo in Grecia si spegne la luce.

    "l'Unione europea è indivisa e indivisibile"

    Palesemente falso. Non solo è divisa ma come dimostra la "brexit" è anche divisibile.

    "l'unica difesa sicura dei popoli europei in grado di portare benessere, crescita sostenibile, progresso economico e sociale."

    Cazzate. Quello che succede è che in Europa ci sono ricchi e poveri e se i poveri come noi invocano lavori statali e pensioni, pagati con gli espropri del denaro altrui, i ricchi si limitano a rivolgersi altrove. Non è che cambiando il nome alla leggenda dell'Unione Sovietica cambierà il risultato. Non ci sono pasti gratis.

    "Una comunità che ha garantito sessant'anni di pace, libertà, democrazia fondata sui diritti umani"

    Doppiamente falso. Primo, l'Europa è tutt'ora occupata militarmente dagli USA e fino all'89 cera il Muro e la Cortina di Ferro. Metà dell'Europa ha ciucciato il buonissimo gelato comunista e la ricetta non prevedeva libertà, democrazia. Nell'altra metà la libertà e la democrazia hanno avuto un costo, economico e in termini di guerra civile, coi morti per le strade. I simpaticoni di Lotta Continua, Autonomia Operaia eccetera mica volevano o davano "diritti umani", si proponevano di completare il progetto della "resistenza comunista", ovvero abbattere la repubblica della Borghesia e instaurare una dittatura del proletariato sullo stile di Cuba.

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  3. "livelli di welfare e protezione sociale che non hanno paragoni al mondo"

    Ancora, mi viene da ridere. Il "welfare" non crea la materia dal nulla, è un modo di spendere il surplus di risorse. Alla fine del medioevo l'Europa cominciò a costruire imperi coloniali che concentrarono qui le risorse del resto del mondo. Quindi quello che non ha paragoni non è il "welfare", è la quantità di risorse procapite. Che non è di ora, era già vero ai tempi di Garibaldi, quando l'Italia non esisteva ancora. Viceversa, adesso che l'Europa non è più il centro del mondo, la ricchezza diminuisce e il "welfare" collassa insieme a tante altre cose, mente "emergono" altri Popoli e altre Regioni.

    "i risultati conseguiti dal 1957 ad oggi"

    Abbiamo 40 mila euro di debito a testa, neonati inclusi.

    "erigere muri e abbattere monete"

    Eh? L'ultima volta abbiamo abbattuto la Lira col bel risultato di pagare meno interessi sul debito ma di dimezzare da un giorno all'altro il potere di acquisto dei salari e il valore dei risparmi.
    Siamo ricchi la metà o il doppio più poveri, vedi te cosa ti consola di più.

    "distruggere senza aver ben chiaro dove si va a parare"

    Tipo abolire la Costituzione, abolire lo Stato italiano per adottare la Costituzione europea (senza consultazione popolare) e affidarci ad un "governo mondiale" di burocrati sconosciuti e nominati dalla Finanza? Li si che sappiamo dove stiamo andando, giusto?

    "solo uniti si è più forti e sicuri"

    Si vede quanto siamo forti e sicuri. Non si esce più di casa.

    "a cominciare da sicurezza e difesa integrata"

    Adesso la "difesa" ce la garantiscono gli USA che spendono come tutto il resto del mondo insieme nel complesso militare-industriale. Diciamo che domani dobbiamo fare da soli. Dobbiamo rimettere in scena le legioni romane armate di scudo e gladio e forse non ci possiamo permettere nemmeno quello, considerato che oggi il problema è continuare a pagare stipendi e pensioni.

    "opinioni pubbliche impaurite"

    Se fosse vero. Le opinioni sono come questo post, il nulla quando va bene, oppure menzogne e paradossi.

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