14.5.19

Fare un ottimo lavoro


L’unico modo per fare un ottimo lavoro - diceva Steve Jobs, il cui nome è legato a Apple, all’iPhone, all’iPad e a molto altro in un campo oggi ben noto a tutti - è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare. C’è da dire che questo sarebbe davvero l’ideale, solo che fosse più facile trovare anche un lavoro qualunque. Ma in periodi duri come il nostro almeno gli ideali non possono essere aboliti.Un lavoro che risponda alle aspettative, un ambiente che contribuisca a renderlo appetibile, colleghi simpatici. Il massimo. E che dire poi di un buon rapporto fra lavoratori e datori di lavoro? Purtroppo i numeri non sono a favore, anzi, troppo spesso vengono a galla casi di sfruttamento e di pessime condizioni. E molti altri casi restano nascosti. Quasi che lo schiavismo non fosse solamente un ricordo. Ma se vogliamo vederla al positivo, parliamo di qualche imprenditore illuminato che mette i dipendenti in un contesto confortevole, servizi adeguati e quasi un’aria di famiglia. Cosa che peraltro non comporta alcun attentato all’autorevolezza.

10 commenti:

  1. l'unica volta che mi capitò di alzarmi al mattino e andare al lavoro col sorriso sulle labbra fu il periodo in cui mi ingaggiarono quale attore porno grazie alla mia naturale possanza, ma poi venne scoperto l'aids ed io responsabilmente mi ritirai dalla scena

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    1. Siamo fanalino di coda, ad esempio, per la disoccupazione di lunga durata. Ma anche per la crescita economica. Per non parlare, poi, del debito pubblico. Ultimi per occupazione e sviluppo, ma primi per ricchezza accumulata e risparmio: da questo punto di vista non ci batte proprio nessuno, neanche i panzer tedeschi. Le nostre famiglie hanno un patrimonio fra i più solidi del mondo. Anche se, per il 50%, rappresentato dagli immobili. Una contraddizione? No. Molto semplicemente, è il prezzo che gli italiani continuano a pagare in un Paese che si ritrova in panne da almeno vent’anni, che non offre prospettive di medio periodo e dove la recessione ha colpito più a fondo rispetto agli altri partner europei.

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  2. Questo post contiene due errori.

    Il primo è semplice e banale: il termine "lavoro" in italiano è abbastanza neutro, è una grandezza fisica. In altre lingue e anche nei dialetti, la parola corrispondente è "travaglio". La ragione è evidente, non esistono lavori divertenti, altrimenti verrebbe meno il presupposto per la contrattazione che sta alla base del pagamento contro lavoro. A nessuno piace spaccare la legna e questo è comprensibile. Ma anche operare i malati al cervello, dopo un certo numero di volte, diventa routine e stress, per tutta una serie di ragioni. Il "lavoro come passione" è un concetto che può appartenere solo a chi non ha bisogno di lavorare, cioè chi non distingue tra lavoro e passatempo.

    Il secondo errore è più complesso e più grave: non capire che non si diventa ricchi e famosi ragionando e comportandosi da brave persone. E' esattamente il contrario. Se Steve Jobs non fosse stato una carogna, non sarebbe mai riuscito ad affermarsi, a farsi largo e a fare tutta la scalata fino ai vertici di una grande corporation. Quando dico "carogna" intendo uno psicopatico, uno che non ha alcuna empatia col prossimo, che non ha freni o morale, che compie qualsiasi azione maligna se è ragionevolmente sicuro di uscirne con un utile. Quindi, farsi dire come si sta al mondo da uno psicopatico direi che è una buona idea solo se si è ugualmente psicopatici, altrimenti non ha alcun senso.

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  3. Adriano Olivetti l'aveva vista giusta; peccato che non sia riuscito a convincere i suoi stessi dirigenti a vederla come lui.

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    1. Un popolo di santi, poeti, navigatori. E disoccupati. Si resta di sasso a leggere le ultime cifre snocciolate dall’Eurostat, l’ufficio di statistica europeo, sul fronte del lavoro. Soprattutto quando scopriamo che il Sud e le isole, 20 milioni di anime, un terzo della popolazione italiana, ha più disoccupati di lunga durata dell’intera Germania, che di abitanti ne ha quattro volte tanti, 80 milioni. Ma c’è di più. Campania e Calabria, da sole, hanno gli stessi disoccupati dell'intero Regno Unito. Un vero e proprio record. Certo, le cose vanno sicuramente meglio al Nord. Anzi, da questo punto di vista, la distanza che c’è fra il Nord-Est e il Mezzogiorno è la stessa che separa la Germania dalla Grecia. Il tasso di disoccupazione, nel Sud, è triplo. Così come il rischio di cadere in povertà. In pratica due Paesi in uno, con il divario più profondo e più antico dell'intero Occidente e con un effetto a cascata su tutte le statistiche che ci toccano da vicino e che ci portano sempre agli ultimi posti nella speciale classifica dell’economia.

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  4. Sicuramente è difficile trovare un lavoro che dia soddisfazione, però anche chi cerca deve formarsi, studiare.

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    1. No Sara, ti sbagli.
      Se uno ha grandissime competenze tecniche finirà comunque per fare lo scagnozzo di altri. Ormai sono nella fase discendente della vita e ho visto e rivisto che in nessun caso le competenze consentono di affermarsi nel lavoro. Per una semplice ragione, le competenze sono considerate una materia prima che si compra e si vende alla bisogna. Michelangelo e Leonardo, che erano indubbiamente due geni, lavoravano per il Papa e per il Duca di Milano, non era il contrario. Sottoponevano le loro fatture e dovevano sperare nella benevolenza del mecenate, diffondersi in salamelecchi se necessario.

      Viceversa, l'affermazione professionale dipende da una cosa che è in gran parte innata e si può solo perfezionare con la pratica. Si tratta di sapere creare e gestire le RELAZIONI.

      Steve Jobs non era mica un ingegnere o un esperto di elettronica o di software. Era uno CHE SAPEVA COME FARE LAVORARE GLI ALTRI PER IL SUO TORNACONTO. Quando dico "gli altri" intendo tutti, soci, dipendenti, concorrenti, clienti. L'intera Umanità.

      Sopra c'è scritto "L’unico modo per fare un ottimo lavoro". Pronti via, una menzogna. In realtà si doveva scrivere "l'unico modo per fare fare agli altri un ottimo lavoro è manipolarli in modo che siano soddisfatti".

      Concettualmente è simile al modo con cui i bravi venditori fanno in modo che il cliente sia contento di comprare da loro.

      Infine, le persone come Jobs non ricavano nessuna soddisfazione dal servizio o dal prodotto che realizzano. La soddisfazione la ricavano dal controllo che hanno sugli altri, su quella forma di potere "carismatico". La famosa dolcevita di Jobs, come la maglietta grigia di Zuckemberg non sono un vezzo, sono un modo per mostrare "io mi vesto come cacchio mi pare dove e quando mi pare e voi schiavi vi dovete mettere giacca e cravatta per sedervi alle vostre scrivanie". E' un po' la "divisa del messia".

      Poi sulla "responsabilità sociale dell'impresa" stendiamo un velo pietoso. L'impresa, come dicevo sopra, si basa su una legge fisica, se il dipendente non fosse un coglione, avrebbe la sua impresa. Per questo il "sociale" finisce sempre e comunque per essere assistenzialismo di Stato. E' la menzogna del "non sei un coglione, sei uno sfruttato".

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  5. Nel dopoguerra il risparmio è stato utilizzato per ricostruire un paese distrutto. Poi, negli anni del boom, ha dato slancio all’economia, proiettandoci nel ristretto club delle nazioni industrializzate. Nel 2019, le famiglie, risparmiano per la «paura» del futuro e per l’assenza di certezze nell’immediato. Unica differenza è che prima, nell’Italia rurale, i soldi si conservavano sotto il materasso. Oggi, sotto il «mattone», bene rifugio per eccellenza ma sempre più tartassato dal fisco. Se davvero si vuole invertire il trend, risalire le classifiche e riunire il Paese, c'è bisogno più che mai di stabilità politica e di certezze economiche. Senza questi due elementi continueremo a fare i conti con la Grecia di casa nostra e uno sviluppo dimezzato.

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    1. No.
      Nel dopoguerra e nel "boom" si è prodotto surplus con il sistema che usano oggi i Cinesi, cioè facendo lavorare la gente come schiavi. All'epoca a quarant'anni eri vecchio.

      Dopo il "boom" si è costituito il risparmio col DEBITO PUBBLICO, i soldi che gli Italiani hanno "investito" sono quelli del debito che gravano su ognuno, vecchi e neonati, quei 40 mila euro a testa.

      Questa è la ragione per cui non c'è verso di "condividere" il debito facendo cassa comune con la "europa". Perché gli altri dicono "sono buoni tutti a chiedere aiuto per il debito, coi soldi in banca".

      Il problema vero, che tutti evitano di citare, è che la "ricchezza" è stimata dando alla CASA un valore che è del tutto irreale, fittizio, inventato. La maggior parte delle case italiane vale zero, anzi, è un ulteriore debito, perché andrebbero tutte demolite.

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  6. eh sarebbe bello, davvero bello. Poter fare un lavoro in armonia, con rapporti civili anche tra datoti di lavoro e dipendenti. Spesso putroppo non è così inoltre in molti contratti si punta senza ritegno all’innalzamento delle ore di lavoro.

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