27.7.19


Oggi io vedo la politica e la gestione del potere molto più debole rispetto al passato. Lì vi era la forza delle idee e tale forza generava stimolo al dibattito, al convincimento. Oggi prioritario è il mantenimento del potere e perciò l’idea, ogni idea, è in sè pericolosa, dato che non a tutti piace. E quindi non esistono più le idee buone o cattive, ma le persone buone (funzionali al mantenimento dello status quo) e le persone cattive (che possono metterlo in discussione). Se la persona “cattiva” ha un’idea buona, questa diventa automaticamente cattiva.I giovani sanno che non possono e non potranno trovare spazio. La competenza e la cultura non sono considerate una qualità, ma per certi versi un problema, perché mettono in discussione, cercano nuovi percorsi, rompono gli schemi… In questo percorso, la coesione sociale che ha caratterizzato la nostra società, si è così via via trasformata in una sorta di collusione sociale. Il potere richiede consenso, ma la degenerazione del potere, e soprattutto la sua attuale debolezza assoluta, richiede collusione. E questo è molto pericoloso per la società, sia nel presente, sia in prospettiva futura.La collusione sociale crea dipendenza, crea assuefazione, fa ritenere normali comportamenti che non lo sono affatto. Genera il voto di scambio (talvolta inconsapevole) e soprattutto è basata sul pensiero breve, corto, senza alcuna prospettiva. Si gestisce giorno per giorno. Ma alla fine si rischia di ritrovarsi soli in mezzo al mare, senza alcuna prospettiva, con la barca che fa acqua e soprattutto senza avere a bordo quei giovani bravi che potrebbero rappresentare il futuro, ma che hanno capito in tempo che per loro l’Italia è un paese dove trascorrere solamente le vacanze.

@enio

9 commenti:

  1. La politica basata sull'emotività porta consensi, mai risultati?

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  2. Volevo dire: ma i risultati?

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  3. L'italiano è diventato volubile, quello che gli andava bene ieri oggi gli fa arricciare il naso.Vorrebbe subito andare a rivotare sperando in un miracolo.Oggi chi fa politica lo fa per mestiere, soldi facili e sicuri, bei vestiti e videate in TV

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  4. soldi facili e sicuri che però vanno ad aumentare l'enorme debito creato in maniera disonesta dalle generazioni precedenti che largheggiavano nelle spese anche senza entrate

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    1. Prima O poi svalutavi e risolvevi i problemi (era facile governare e rubare)con le esportazioni, oggi è un può più difficile. oggi se guardi alla TV, rubano senza vergogna, corrompono per farsi eleggere, fanno voto di scambio per poter fare i politici e vivere al TOP. La politica e i politicanti oggi non è niente affatto onorevole è soltanto una cosa sporca.

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  5. Difficilmente ho letto un post più sgrammaticato e dai contenuti confusi, privi di logica.

    La "politica" significa le gestione della cosa pubblica e "democrazia" significa il governo del cittadino comune. Quindi le due parole insieme significano che ti devi interessare, devi partecipare, alla politica, che è la vita pubblica e diritto dovere del cittadino. I Greci avevano una parola per quelli che non erano in grado di partecipare alla vita pubblica, di esercitare i loro diritti doveri di cittadini. Li chiamavano "idiota", cioè quello che si occupa solo del suo privato, del suo particolare.

    Le "idee" possono essere "buone" o "cattive" solo nel campo della metafisica. Nel "mondo reale" possono essere solo "giuste" o "sbagliate". Sono "giuste" quando descrivono propriamente i fenomeni fisici, sono sbagliate quando li descrivono impropriamente. Notare che una idea "buona" nella metafisica può benissimo non descrivere propriamente il "mondo reale", cioè essere completamente "sbagliata". E' tipico degli stupidi e dei folli perseguire PER FEDE una idea "buona" anche davanti all'evidenza che è "sbagliata".

    Circa il resto, direi che è abbastanza un delirio, dato che dopo la Guerra la situazione era questa:
    Il Nord in mano alle milizie comuniste che pianificavano di creare una "repubblica democratica" di ortodossia sovietica.
    Il Sud era stato dato in gestione alla Mafia per facilitare l'invasione americana.
    L'unica entità che controllava l'intero territorio nazionale, come nel Medioevo, era la Chiesa.
    Quindi gli Americani organizzano la DC per creare il loro solito regime-fantoccio e spartiscono l'Europa coi Sovietici a Yalta, mettendo la condizione per cui i Sovietici ordinano ai Comunisti italiani di disarmare.

    A quel punto bisogna ri-creare l'Italia. Si decide di "comprare" gli Italiani dando ad ognuno secondo i suoi bisogni. Al Nord si favorisce il "boom economico" attraverso la "economia sommersa", cioè l'illecito amministrativo/fiscale capillare che altro non è che una "deregulation" o un "lasciar fare" e al Sud si alimenta l'assistenzialismo clientelare, sempre gestito dalla Mafia.

    I mali attuali dell'Italia sono ancora esattamente quelli del primo Dopoguerra. Con l'unica differenza che i referenti degli ex-comunisti adesso sono le Elite Apolidi della Finanza Internazionale invece che il PCUS.

    Circa la faccenda delle "competenze", invito a riguardarsi tutti gli articoli degli ultimi dieci anni sul test INVALSI e, chi vuole, qualcuno dei miei ultimi post.

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  6. Leggo ciò che scrivi in risposta ai blog e debbo considerare che non te ne va bene una. Capisco che le mie idee possano essere da te ritenute privi di logiga, ma che l'articolo sia scritto in maniara sgrammaticata mi pare un pò troppo. Comunque è una tua idea e io rispetto tutte le idee altrui e qualche volta mi batto affinchè vengano queste vengano tenute in considerazione anche se non le condivido minimamente. Mi permetto di dire che dal confronto da me fatto con i politici di ieri e quelli di oggi non c'è nessun termine di paragone. Sulla politica di ieri e di oggi e su come veniva fatta io naturalmente preferivo quella di ieri. detto ciò io ti auguro una buona giornata.

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  7. Un Paese fermo. In panne. Nel secondo semestre di quest’anno, per usare una metafora statistica, i motori dell’azienda Italia si sono fermati. Crescita zero, recita il verdetto dell’Istat. Ma non è affatto un incidente di percorso. Sono cinque trimestri, infatti, che il Pil italiano è affetto dalla sindrome dello «zero virgola». O, addirittura, del segno negativo. Tecnicamente, gli economisti la chiamano «stagnazione». E, se accompagnata dalla dinamica molto lenta dei prezzi, rappresenta l’anticamera della recessione. I sintomi ci sono tutti. Il calo degli ordinativi industriali. Il rallentamento dell’export. La forte frenata delle macchine utensili, tradizionale punto di forza della nostra manifattura. Senza contare, poi, i venti di crisi che arrivano un po’ da tutti i Paesi del Vecchio continente, che non lasciano presagire nulla di buono.Insomma, occorrerebbe una terapia d’urto, una svolta nelle politiche economiche, con l’obiettivo prioritario di rilanciare, finalmente, gli investimenti e consumi magari riducendo le tasse. Quasi un miraggio per un Paese che si ritrova un debito pubblico da record e che, con la prossima legge Finanziaria, dovrà trovare più di 23 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva. Invece, nel giorno in cui l’Istat certifica la crescita zero, a Palazzo Chigi va in onda l’ennesimo scontro nel Consiglio dei ministri, con la riunione prima sospesa a tempo indeterminato e poi riavviata. Ma con scarse o nulle possibilità di una tregua duratura fra i due azionisti di maggioranza dell’esecutivo. L’esatto contrario di quello che servirebbe al Paese per tentare, almeno, di risalire la china.

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  8. Caro Signore / Signora,
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