31.12.08

BUON ANNO

Auguri per un Meraviglioso 2009 ai lettori del mio Blog

Brutto anno il 2008. Meno male che è finito. E' stato un anno di immense trasformazioni, e alcune disastrose. Rischiamo di lasciare ai figli un mondo senza auto, senza General Motors, senza Chrysler, con forti crisi Fiat, Mercedes e compagnia cantando. Un mondo impensabile. Noi pensavamo di creare sempre di più, di lasciare sempre più ricchezza, più soldi, più oggetti del desiderio, e invece la nostra idea di economia non ha retto il crollo delle banche americane, e tutto si è sfasciato. Già l'inizio di questo 2008 non prometteva nulla di buono, a Gennaio a Napoli, la guerra dell'immondizia, diventava una guerra civile, clan contro clan e poi clan contro stato. A Roma l'univesità rifiutava l'ingresso del Papa dopo averlo invitato a tenere un discorso, come se un discorso del Papa fosse disonorevole. E' caduto Prodi, ma la sinistra si era sfasciata prima di lui e lui reggeva un governo fantasma. A Febbraio usciva il libro su Madre Teresa in cui lei dice di aver sempre cercato Dio, ma di non aver mai udito una sua risposta e questo silenzio immergeva la sua anima nel buio spaventoso del dubbio. A Marzo si affacciava il problema Bassolino, il marasma di Napoli cadeva sotto la sua giurisdizione e nonostante ciò lui rifiutava tutti gli inviti ad andarsene, anche lui appartiene alla casta, della sinistra e vuole essere seppellito almeno con la poltrona legata al culo. A Luglio passa il lodo Alfano, da quel momento Berlusconi, nel frattempo eletto con maggioranze bulgare, è al di sopra della giustizia e Di Pietro comincia a chiamarlo Dittatore, una via di mezzo tra Hitler e Videla. Ad Agosto muore Solgenytsyn, testimone dei Gulag: Solgenitsyn sta al Comunismo come Primo Levi sta al Nazismo. A settembre ci accorgiamo di avere troppi stranieri nelle classi elementari,che in gran parte non capiscono l'italiano, che si fa ? A ottobre la polizia fa un controllo in una discoteca di Verona e scopre droga a chili, arresta un centinaio di spacciatori, la città è nel panico: i nostri figli in casa sono dei perfetti sconosciuti. Nello stesso mese si occupano le scuole, e noi tutti a domandarci, ma che fanno sti studenti ? Fanno l'interesse dei baroni ? A novembre crollo dei repubblicani negli USA, vince un negro per gli errori di Bush. Lui recita il mea culpa in faccia al mondo, ha fatto una guerra perchè c'erano armi di distruzione di massa che lui non ha mai trovate e migliaia di persone muoiono mensilmente sotto le sue bombe intelligenti. E dire che i maghetti nelle varie TV, nel 2007, ci avevano detto che da ottobre 2008 tutto si sarebbe aggiustato in Italia, meno dispccupazione, piùsoldi in busta paga, più stabilità e cazzate discorrendo. A novembre invece ci accorgiamo di essere diventati tutti più poveri, il mondo entra in crisi e questa viene prospettata lunga e dolorosa più di quella del '29. Il sistema delle banche americane non ha retto il crollo dei mmutui, i clienti che li avevano accesi, senza offrire garanzie erano milioni, l'insolvenza ha mandato in crisi il sistema e la crisi si è ripercossa sulle nostre banche e nelle nostre aziende in un baleno. Il nostro timore oggi è diventato terrore. Siamo più poveri, più poveri di tutti e per di più senza lavoro, la Fiat a Gennaio terrà a casa tutti i Precari. E' stato l'anno del crollo e della scomparsa dell'Alitalia al suo posto nasce la CAI per volontà di Berlusconi e noi simo ancora in attesa del primo volo, pare ci sarà a Gennaio, e intanto teniamo il fiato sospeso.Intanto i treni dei pendolari continuano ad accusare mezze ore di ritardo, ma fra poco si andrà a Roma da Milano in 3 ore. I primi voli e i primi treni superveloci, sono un segno che possiamo farcela? Allora ben venga il 2009 e zittite Branco, cacciatelo via dalla TV e pregate che non faccia una delle sue mielose previsioni ! Porta sfiga... più di Bagni che commenta una partita alla TV... fateci caso, quando c'è lui si perde...


22.12.08

Amante gelosa


La sua esuberanza sessual sentimentale ha rischiato di metterlo nei guai, ma adesso intende chiedere giustizia ed è pronto a fare causa alla sua amante troppo gelosa. Il protagonista di questa storia a dir poco boccaccesca è un dipendente di un'amministrazione statale di 45 anni che già da qualche anno conduceva una doppia vita. La sera a casa con la famiglia, al pomeriggio, dopo il lavoro, insieme all'amante. Un menage già molto impegnativo per chiunque, ma non per l'insospettabile dipendente statale che negli ultimi tempi aveva iniziato a frequentare una terza donna. Evidentemente non pago di quello che le sue donne gli davano, aveva allacciato una nuova relazione. Solo che, per farlo, aveva iniziato a sottrarre sempre più tempo all'amante per così dire «ufficiale», non potendo penalizzare ulteriormente la famiglia. Però non aveva fatto i conti con la gelosia dell'amante. L'uomo non avrebbe mai pensato di essersi imbarcato in una storia degna di «Attrazione fatale», il film con Glenn Close e Michael Douglas. Invece, dopo qualche settimana che faceva i salti mortali per riuscire a far combaciare i suoi molti appuntamenti galanti con la vita di tutti i giorni, ha iniziato a ricevere strani sms sul telefono cellulare. Il numero che li inviava non gli diceva niente. Il tenore dei messaggi, però, era molto esplicito. Si trattava di una donna gelosa e anche molto arrabbiata. Però lo statale quarantacinquenne non riusciva a capire chi fosse. Evidentemente doveva aver avuto una vita sentimentale piuttosto intensa. I messaggi, però, lo avevano letteralmente terrorizzato. La donna, per lui sconosciuta, gli chiedeva per quale motivo si fosse stancato di lei e perché vedesse un'altra donna. Si trattava di vere e proprie scenate via sms. Messaggi anche molto lunghi che il protagonista di questa storia leggeva con il cuore in gola. Era in preda al panico perché nei messaggini la donna misteriosa lo minacciava di dire tutto a sua moglie. Lo statale era letteralmente terrorizzato e ha passato alcuni giorni nel timore che la consorte, all'oscuro della sua doppia e tripla vita, venisse a scoprire qualcosa. Dopo qualche giorno, però, l'uomo ha deciso di passare al contrattacco. Ha iniziato a rispondere agli sms con altri messaggi. Alle minacce di quella ancora misteriosa signora rispondeva dicendo che era pronto ad andare alla polizia per denunciarla. Una strategia che ha portato i suoi frutti, visto che dopo una settimana dall'inizio della pioggia di messaggi di gelosia è arrivato un ultimo sms con il quale la donna si scusava e sosteneva di aver sbagliato persona. A quel punto, però, l'uomo ha deciso di andare fino in fondo. Facendo chiamare un amico è riuscito a scoprire che la donna che lo aveva terrorizzato era la sua amante «ufficiale» e ha deciso di fargliela pagare cara. Memore delle notti di vero e proprio terrore che quella donna gli aveva fatto passare, è andato da un avvocato chiedendo di studiare tutte le mosse possibili. Il legale gli ha preparato una denuncia penale per molestie telefoniche e minacce da presentare in Questura, ma non si è fermato qui. Il focoso dipendente statale voleva una lezione con i fiocchi, così l'avvocato ha anche preparato un atto di citazione per una richiesta di risarcimento danni per i patimenti subiti.


18.12.08

Supermarket & Siamo tutti Schedati


In questi ultimi anni nei vari supermercati della mia città e provincia, c´è una corsa al tesseramento. Dipendenti molto gentili a dir il vero, dopo averti fatto qualche domanda, ti fanno sottoscrivere dei moduli di adesione rilasciandoti una bella card familiare. Questa benedetta card, garantisce il diritto agli sconti e memorizza automaticamente le eventuali raccolte punti. Fin qui niente di eccezionale, se non il fastidio di avere nel portafoglio più tessere sconti che contanti, anche se comincia ad affiorare una certa contrarietà da parte dei consumatori, consci che per aver diritto alle promozioni dobbiamo pagare lo scotto di essere schedati. La legge sulla privacy prevede solo una firma liberatoria sull´uso dei dati personali, ma qualora non ci fosse questa autorizzazione va bene lo stesso, la card viene comunque rilasciata, ma è chiaro che in tempi di vacche magre e di aumenti superiori all´inflazione, tante famiglie hanno bisogno delle varie offerte per arrivare a fine mese, quindi turiamoci il naso e firmiamo i moduli. A questo punto vale la pena di dire no!!! Si sa, i nostri dati personali vengono memorizzati e schedati in banche dati e il più delle volte venduti per motivi commerciali, ma quello che lascia perplessi è il metodo usato dai vari centri commerciali: è forse paragonabile alle tessere alimentari in uso nel ventennio fascista?? Che senso ha tutto questo?


15.12.08

Natale


Già dalla fine di novembre, quando hanno piazzato le luminarie e montato l'albero in piazza, abbiamo capito che stava arrivando il Natale. Poi sono cominciate le aperture domenicali dei negozi: era chiaro che bisognava pensare ai regali. C'è una tradizione da rispettare, anche se i soldi sono pochi e le idee confuse. Come abbinare i vari doni a parenti e amici? Occorre fare attenzione ai passi falsi, avvertono gli esperti o pseudo tali. Neanche se lussuosamente confezionato, si può regalare un sapone. Sarebbe come dire: «Ho l'impressione che tu non ne usi abbastanza». Va peggio ancora con un profumo, il messaggio sarebbe: «Attento che puzzi». Un capo d'abbigliamento? Ma no, è una critica al suo gusto personale. Sembra suggerire che si veste male e che solo noi lo sapremmo indirizzare verso la vera eleganza. Un libro? Potremmo sbagliare genere, oppure quello che proprio gli interessa potrebbe averlo già letto. Qualcosa di analogo accade per Cd e Dvd. Piano con cibo e dolci: fanno ingrassare, e in questo periodo non è davvero il caso di insistere. Fiori? Ad un uomo, dicono, non si può. Per una donna bisogna stare attenti al colore. No al bianco perché è allusivo: vuol dire purezza. E se ci sbagliassimo? Rosso sta ad indicare «amore ardente». Siamo nel giusto? Giallo esprime «gelosia». È quello che vogliamo manifestare? Da un po' di tempo pare che sia di moda regalare animali. Ma dopo il primo entusiasmo per il batuffolo caldo, subentra la briga di doversene occupare con costanza. E poi i dotti intenditori informano che il gatto simboleggia l'ipocrisia. Si sa che un errore molto comune è scegliere un regalo non secondo i desideri di chi lo riceverà, anche perché magari non li conosciamo affatto, ma seguendo il proprio gusto personale. Facile sbagliare. E infine c'è l'eventualità di dover pensare ad un regalo per una persona «che ha tutto». Come regolarsi? C'è da diventar matti e davvero non ne vale la pena. E allora succederà come ogni anno: si faranno regali a caso, scelti in fretta, indovinati o sbagliati, graditi o no, forse si riuscirà a cambiarli oppure bisognerà tenerseli. Ma questo è lo scotto del regalo natalizio.


13.12.08

Il grembiule in classe


Chi negli anni Cinquanta frequentava le elementari avrà sicuramente in casa, tra le vecchie carte, la foto di uno scolaro sorridente, grembiule nero con il colletto bianco e dietro, sullo sfondo, la carta geografica dell'Italia. Erano così quelle foto, secondo un clichè uguale per tutte le scuole della città. Il grembiule nero però scompariva dal guardaroba maschile in prima media, mentre restava per le ragazze sino alla fine delle superiori. Non conosco il senso preciso della discriminazione, forse dovuta al fatto che le bambine cominciavano a diventare donne e certe curve avrebbero potuto turbare i compagni di classe, affamati di avventure nei sogni molto più che nella realtà. Al massimo qualcuno metteva un coprimaniche fino al gomito, cosicchè le poche giacche e i più frequenti maglioni fatti in casa non si sporcassero troppo in fretta. Non risulta che si siano verificati ricorsi a psicoterapeuti per ovviare allo stress. Era una divisa, questo sì, e le divise hanno tanti lati negativi. Lo avranno pensato i genitori che uscivano da recenti esperienze in bianco e nero o forse, proprio perchè reduci da ben altre costrizioni, si saranno limitati a dare al grembiule il valore che aveva. L'obiettivo era prima di tutto quello di risparmiare i vestiti il più possibile, evitando che strusciando sui banchi diventassero lucidi. E poichè qualche volta ritornano, ecco la riscoperta: perchè non torniamo alla moda antica? Lo propone il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini che ovviamente l'avrà sentito raccontare nelle storie di famiglia dal momento che, trentacinquenne, nella sua adolescenza potrebbe aver seguito semmai i dettami dei metallari, dei paninari o giù di lì. L'ombelico femminile è venuto alla luce più tardi e più tardi sono arrivati i jeans abbondanti dal cavallo fino al ginocchio e le camicie extra large di papà. Il motivo della pensata però non è ispirato come allora dall'idea del risparmio, ma dalla volontà di estromettere dalle aule scolastiche le disuguaglianze sociali, almeno quelle dettate dall'abbigliamento. Smettiamola con i vestiti firmati, con le scarpe giganti, con le giacche a vento finto povero, tutti col grembiule. Già la Chiesa aveva inventato una cosa simile con il vestito della Prima Comunione, tunica uguale per tutti che eliminasse trine e merletti. Questa e l'altra cose apprezzabili se mosse - come pare - da spirito educativo.


11.12.08

Disperare non è nel mio stile


Comunque disperare non è nel mio stile, ma dopo 4 mesi ho rifatto un giro per Chieti in questi giorni di permanenza in città. Devo dirvi che non ne sono rimasto entusiasta, adesso vi racconto quello che ho visto. Ho preso la Scala Mobile al Terminal come al solito, dopo aver parcheggiato la macchina nella rimessa sotterranea lì vicino e uscendo dalla scala mobile (ah! questa volta funziona, a sentire le persone che salgono con me, era rimasta ferma, in parte, fino a venerdì, si saliva metà a piedi e metà a scala mobile, in salita e visto la sua ripidità è sempre un bel salire credetemi). Cosa positiva, il cappuccino e la brioche al bar del duomo, quello dietro l'edicola che insieme alle macchine è a deturpare ancora la piazza, ha un prezzo di 1.9 euro contro i 2.20 che pago solitamente a Pescara. Uscendo, prendo per via Pollioni, c'è una grossa impalcatura sulla sinistra, a metà strada, attaccata come un granchio alla parete della casa, stanno rifacendo la facciata e sulla destra… che ti vedo? Lo storico palazzo degli "Orefici", tutto scrostato a dalle chiazze d'intonaco grattate, molti pezzi d'intonaco minacciano di caderti sulla testa. In Piazza San Giustino, ci sono due cantieri abbozzati e nessun operaio a lavorare. (classica sensazione di sporco e di abbandono totale, almeno la statua del Valignani è protetta con dei sacchetti di najlon..). leggo sui cartelli, solo rifacimenti, avevo già sognato che fossero partiti quelli, tanto decantati dal nostro sindaco sulle pagine dei giornali locali, per riadattare la gloriosa Piazza San Gustino al rango che le compete. Arrivato al "Pozzo", si notano le solite macchine parcheggiate, non in doppia fila, ma in tripla e in un angolo nei pressi del teatro è parcheggiato anche un camioncino. Qualche vigile si vede, ma sembra in altre cose affaccendato, una risponde ad un telefonino e tira oltre un altro è lì che conversa all'altezza della banca D'Italia con un vecchietto. Butto un occhio per il corso Marrucino, tra l'altro la pavimentazione è sempre più eterogenea e le "pezze" di catrame si sostituiscono spesso alle famose mattonelle di roccia vulcanica, tanto decantate dall'ex sindaco Nicolino. Butto un occhio nella via, vicino ad un gruppo di cassonetti per la differenziata, nella piazza dove c'è un "Diurno", dove tempo fa iniziarono i lavori di scavi degli esperti della soprintendenza ai beni cultuali. Il posto, per intenderci è quello, dove casualmente è stato rinvenuto, spicconando, lo “strano” scheletro ancora da datare, si quello che la dottoressa custodiva gelosamente in una scatola di cartone, avvolto nella stagnola. I lavori sono fermi e le mura che si vedono ad un primo esame sono ricoperti da una tettoia, nessuno è lì a lavorare e non si vedono indicazioni di nessun tipo, sopratutto su quando gli scavi finiranno e sopratutto, dopo un entusiasmo smisurato iniziale, non si hanno più notizie dei reperti ritrovati. Proseguo




lentamente, guardandomi in giro lungo il corso, dove sono state posizionate le "tabelle" per attaccare i manifesti per le imminenti elezioni e arrivo alla chiesa della SS. Trinità. Una cosa positiva è che la chiesa è finalmente "sfasciata" dalle impalcature che da più di 2 anni, la celavano alla vista dei passanti, per i lavori di rifacimento delle facciate e forse, per quando ritornerò a maggio, riprenderà anche a funzionare. La piazza è sempre la stessa, un "vaso di fiori" lì a far da rotatoria e un numero di macchine impressionante a girarci intorno e le solite, tante persone, intente a conversare ferme ai sui bordi a respirare lo smog puzzolente prodotto dai motori a scoppio. Arrivo alla Villa Comunale, manco da 4 mesi e voglio rendermi conto di come procedono i lavori per la sua futuristica ristrutturazione. Le recinzioni sono sempre le stesse, il pezzo di strada scrostato, un centinaio di metri, è sempre lo stesso e interrogando un passante conferma il mio sospetto, i lavori sono fermi così da più di tre mesi… pazzesco… saranno finiti già i soldi? Speriamo proprio di no! Ritorno mestamente indietro e per riavvicinarmi a casa, dopo aver fatto un salto ai Templi Romani, anche quì tutto è rimasto come prima che partissi, un pò più pulito tutt’intorno ma le cartacce e le lattine vuote come le scritte ”insane”, sulle vetrate, non mancano mai. Alzo gli occhi sulla De Meis e mestamente li riabbasso, un colpo al cuore, la biblioteca storica, che ha visto passare cinquant’anni di studenti, è ancora lì, un rudere dimenticato da tutti, con le erbacce che escono dai muri scrostati e, nonostante quello che si legge sui giornali e i propositi di Coletti, il suo ritorno ai vecchi fasti è ancora da venire. Arrivo davanti al Supercinema, attraverso la strada e arrivo davanti all'antichissimo Albergo Abruzzo… si i fili, sulla strada, ci sono tutti e sono anche belli tesi, ma di Filobus neanche l’ombra, ne quelli che servirebbero per i collaudi ne quelli che servirebbero per fare la scuola guida ai novelli autisti …Scendo giù per la ripidissima Via De Turre e come al solito ci sono tante macchine parcheggiate, nella ripidissima discesa, sia a destra che a sinistra tranne che nel tratto iniziale dove stanno ristrutturando il palazzo e lì…. c’è una freccia che indica di passare a lato… con un pauroso restringimento della carreggiata. A metà strada c’è sempre il campetto a 5 di calcio e, mitico, ci sono 7 ragazzi fermi, ne stanno aspettando un altro che sta correndo dietro ad un pallone che entrato in rete ha attraversato anche quella di recinzione, bucata anch'essa e corre giù per la strada a perdifiato. Andando un pò più avanti si nota il parco bellissimo, sbarrato da anni, con il cancellone arrugginito e il solito lucchetto ad impedire l’ingresso a agli “estranei”… che poi dovrebbero essere gli utenti o meglio i cittadini… mancavano allora e mancano tutt’oggi le persone che si dovrebbero occupare della sua manutenzione. Arrivati in fondo alla strada si vede, là in fondo, sulle terre di Maverelli, il modernissimo “Percorso Vita”, anch’esso è chiuso dal solito cancellone che impedisce alle persone di accedervi… Ah! c’è una novità visiva, un pezzo di strada, quello iniziale è stato asfaltato e l'asfalto è colorato in verde…. Davanti ad una palazzina azzurra, al n° 20 della via Majella le "famose" strisce pedonali sono ancora da rifare…. e sì dopo 2 anni si sono proprio scolorite…. nei prossimi giorni farò un salto al Teate Center, devo andare in biblioteca...si quella che hanno trasferito in una ex ferramenta! per verificare le condizioni della strada… che ormai ogni giorno che passa si riempie sempre più di buche e di avvallamenti ed è anche priva di marciapiede su ambo i lati. Sindaco di Chieti, ma dove vivi? Qualche volta ti fai un giro per la città o, quando lo fai sei su un’auto con i finestrini scuri per nasconderti a quei cittadini che ti hanno votato ?



5.12.08

Amore & Innamoramento


Amore e innamoramento hanno ispirato scrittori, poeti e pittori e nelle sue forme quotidiane l'uomo comune, eppure sembra che i tempi moderni ne abbiano smarrito il significato originale. Una scoperta definita «sensazionale» è riportata dall'autorevole rivista scientifica «Journal of Phisiology». Un gruppo di ricercatori americani della University of Wisconsin-Madison ha stabilito che la pillola blu, vale a dire il Viagra, mette in moto nel cervello «una chimica delle coccole che accresce l'attitudine al romanticismo». Non sarà ancora amore, ma le premesse ci sono. La sostanza che ne è causa si chiama ossitocina, già peraltro definita «l'ormone dell'amore». Come dire che i topi, sui quali è stato condotto l'esperimento, dopo le prestazioni non si sono girati dall'altra parte, ma hanno squittito teneramente mostrandosi pieni d'affetto e di moine. Viagra, dunque, non soltanto per fare sesso ma anche per provare ed esprimere amore. E viene il dubbio - che gli scienziati danno per certezza ma che noi preferiremmo restasse dubbio - che tutto dipenda da processi chimici, altro che moti dell'animo. Forse si può distinguere fra uomini e donne, Viagra i primi e moti dell'animo le seconde, così, tanto per illuderci. D'altra parte è pur vero che l'amore nelle sue manifestazioni sentimentali è un concetto ritenuto prettamente femminile, quasi fosse una diminuzione dell'essere maschi. Lo confermava nei giorni scorsi una grande scrittrice, in Italia nota soprattutto per il suo libro «Paura di volare» all'epoca ritenuto uno dei manifesti del femminismo. Erica Jong lancia infatti un appello, convinta che la letteratura al femminile, che spesso descrive storie d'amore, sia ancora ghettizzata, stando almeno ai pregiudizi della critica americana nei confronti delle scrittrici troppo dedite ai sentimenti. Dice: «I temi legati alla guerra destano interesse, quelli legati all'amore no». Lo confida durante un incontro alla amica Fernanda Pivano che «in mezzo al disastro dei suoi novant'anni» (come lei stessa si commenta), resta una grande ammiratrice della sua «inesausta scelta di aiutare tutti a trovare la loro felicità». E infatti il messaggio della Jong è sempre stato in fondo un messaggio d'amore e di fiducia nella via dell'amore. Amore in senso totale come predicava la generazione beat del secondo dopoguerra, quella di Kerouac, di Ginsberg, di Ferlinghetti, beat come beatitudine ma anche come ribellione, come ritmo ma pure come sconfitta. Per sentirsi vivi e meno artificiali, almeno in questo campo. Forse oggi però altri sono gli eccessi e il tragico è che stiamo abituandoci a farli rientrare dentro la norma. Eccessi maschili, secondo la definizione della scrittrice americana, ed eccessi femminili, secondo i dettami delle pari opportunità. Guerra più che amore e gossip spacciato per amore. E i sogni che fanno restare bambini sono confinati nella retorica e forse nell'arte, quella vera, che li interpreta senza il timore di doversene vergognare come si trattasse di debolezza ed assenza di muscoli.




3.12.08

Il Pescatore


Sul molo di un piccolo villaggio messicano, un turista americano si ferma e si avvicina ad una piccola imbarcazione di un pescatore del posto. Si complimenta con il pescatore per la qualità del pesce e gli chiede quanto tempo avesse impiegato per pescarlo.
Pescatore: 'Non ho impiegato molto tempo'
Turista: 'Ma allora, perchè non è stato di più, per pescare di più?'
Il messicano gli spiega che quella esigua quantità era esattamente ciò di cui aveva bisogno per soddisfare le esigenze della sua famiglia.
Turista: 'Ma come impiega il resto del suo tempo?'
Pescatore: 'Dormo fino a tardi, pesco un po', gioco con i miei bimbi e faccio la siesta con mia moglie. La sera vado al villaggio, ritrovo gli amici, beviamo insieme qualcosa, suono la chitarra, canto qualche canzone, e via così, trascorro appieno la vita.'
Turista: 'La interrompo subito, sa sono laureato ad Harvard, e posso darle utili suggerimenti su come migliorare. Prima di tutto Lei dovrebbe pescare più a lungo, ogni giorno di più. Così logicamente pescherebbe di più. Il pesce in più lo potrebbe vendere e comprarsi una barca più grossa. Barca più grossa significa più pesce, più pesce significa più soldi, più soldi più barche!
Potrà permettersi un'intera flotta! Quindi invece di vendere il pesce all'uomo medio, potrà negoziare direttamente con le industrie della lavorazione del pesce, potrà a suo tempo
aprirsene una sua. In seguito potrà lasciare il villaggio e trasferirsi a Mexico City o a Los Angeles o magari addirittura a New York! Da lì potrà dirigere un'enorme impresa!
Pescatore: 'ma per raggiungere questi obiettivi quanto tempo mi ci vorrebbe?'
Turista: '20, 25 anni forse'
Pescatore: '....e dopo?'
Turista: ' Ah dopo, e qui viene il bello, quando il suoi affari avranno raggiunto volumi grandiosi, potrà vendere le azioni e guadagnare miliardi!!!!!!!!!!!
Pescatore:'...miliardi?.......eppoi?'
Turista: 'Eppoi finalmente potrà ritirarsi dagli affari, e concedersi di vivere.....in un piccolo villaggio vicino alla costa, dormire fino a tardi, giocare con i suoi bimbi, pescare un po' di pesce, fare la siesta, passare le serate con gli amici bevendo e giocando in allegria!'