18.1.09

Kakà resta akkà!


Ieri dalla Tv il cavaliere mestamente ci diceva che avrebbe potuto rimanere senza Kakà. La vicenda mi ha ricordato tanto, quella del film, in cui una tribu di negri grida dalla riva : " Titì resta accà, titì resta accà..." cercando di far recedere dai suoi propositi d'andarsene, un Manfredi in chiave stregone della pioggia. Ieri a San Siro un'altra tribù, questa meno nobile perchè facente parte dell'Italia pallonara, che gridava: " Kakà resta accà, Kakà resta acca...", ma nessuno stavolta li stava lì ad ascoltare... Quando la crisi cominciò a far traballare le borse occidentali, abbassando, in qualche caso, dimezzando il valore delle azioni dei nostri titoli, Berlusconi lanciò un avvertimento: "Attenzione ai fondi sovrani, possono comprare le nostre aziende a metà prezzo". I fondi sovrani sono i fondi d'investimento controllati dai governi, come nei paesi esportatori di petrolio. Succede già che fondi sovrani di questi paesi possiedono azioni di nostre importanti aziende. Il fondo Dubai possiede il 5% della Ferrari. La ricchezza prodotta dal petrolio non è in crisi. I fondi non traballano. La profezia di Berlusconi si sta avverando, un magnate arabo ha messo gli occhi su su un suo bene e se vuole portare via. Non è un raid notturno, a borse chiuse: lo sceicco fa la sua offerta in faccia al mondo è, come quella del Padrino, una proposta che non si può rifiutare, e il cavaliere si dichiara pronto ad accettarla. Tra le tante cose che Berlusconi possiede c'è una squadra di calcio, il Milan c'è un super campione, il brasiliano Kakà. Berlusconi lo ama più di un figlio e lo vorrebbe come genero. Kakà non è svalutato da un crollo in borsa, vale come nessun altro calciatore mai nella storia del calcio. Ad essere quindi in crisi è il Milan, e dunque Berlusconi. Il Cavaliere ha voluto il Milan come gli Agnelli la Juventus e Moratti l'Inter, allo stesso modo che il faraone voleva la piramide per essere ricordato e amato. Il popolo non ama un potente perche possiede miliardi o la Fiat, ma perchè possiede la Juventus o il Milan o l'Inter e questi sono i veicoli attraverso i quali un potente conquista la passione del popolino. Dunque, perdendo Kakà il cavaliere perde una fetta della passione popolare. E' una sconfitta popolare e la data della sconfitta potrebbe essere proprio domani, lunedì 19 gennaio e quella di ieri, sabato, essere stata l'ultima partita del golden boy e la situazione racchiusa tutta nella scritta letta ieri su un cartello esposto in curva: "Senza Kakà questo Milan d'oggi è una KaKaTa".


6 commenti:

  1. Da milanista mi spiace molto per l'addio di Kakà .... ;-(

    RispondiElimina
  2. se fossi milanista mi incacchierei, e non poco...

    RispondiElimina
  3. @xpx
    Milan è cresciuto razziando campioni sui mercati di tutto il mondo.Ora subisce la razzia in casa.Il Milan pagava bene, ora si vede che gli altri pagano meglio, la potenza del petrolio e del denaro sovrano la fanno da padrone.

    RispondiElimina
  4. mah...si sta facendo tanto di quel baccano..e non inutile
    come ha detto Sir Ferguson se le cifre corrispondessero al vero sarebbe vergognoso...come sono scandalosi certi stipendi..

    io se fossi milanista (x fortuna no :D) non sarei arrabbiato, ma tremendamente deluso, perchè se ne va una bandiera, e non solo dal Milan, ma dal campionato italiano..
    ma se proprio si parla di soldi, non si parla mai dei tennisti, dei piloti di formula 1, di golfisti...

    RispondiElimina
  5. Direi che se c'e' la possibilita' di dare via un ragazzotto in mutande per una paccata di soldi bisogna buttarcisi a capofitto. I soldi spesi per il circo del calcio sono un insulto all'intelligenza. Ovviamente sempre se uno ancora crede che esista.

    RispondiElimina
  6. @lorenzo

    Kakà spiega di aver scelto «la strada indicata da Dio», i tifosi sono convinti di esser stati decisivi, il Manchester City attacca parlando di «decisione politica» del Milan. Gary Cook, presidente esecutivo del club inglese non ha peli sulla lingua: «Penso che la pressione pubblica e politica abbia fatto cambiare al Milan le condizioni per chiudere l'affare». Ma è probabile che l'unico aspetto determinante che ha fatto aprire e poi chiudere la trattativa più pazza del secolo sia stato quello economico. Senza un'offerta da «stra-record del mondo», come l'ha definita Adriano Galliani, la società rossonera non avrebbe neanche iniziato a parlarne. Se l'ha fatto, è perchè sul tavolo dell'ad rossonero è arrivata una proposta d'acquisto da 100 milioni di sterline. E davanti a una simile cifra, Silvio Berlusconi ha detto che se ne poteva parlare, anche se in questi giorni l'offerta inglese è salita e scesa sui media internazionali a seconda delle fonti citate.

    RispondiElimina