11.12.09

Nucleare !


Entro questa legislatura inizieranno la costruzione nel nostro Paese di un gruppo di 4 centrali nucleari. Lo ha detto tempo fa il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, intervenendo ad una assemblea di Confindustria. Secondo voi si dovrebbe evitare di ricorrere al nucleare oppure no? Il dibattito nucleare sì, nucleare no non c'è solo da noi ma in tutto il mondo. Ricorrendo al nucleare si garantirebbe energia per tutti e a buon mercato. Le nuove centrali, però, una volta create, dovranno essere ben amministrate. Speriamo, concedetemi la battuta, che in Italia non le prendano in mano i politici che hanno rovinato, con il loro operato, l’intera reputazione della nostra nazione. “Gomorra” docet. Il nucleare è ben visto da tanti, pure dalla UE. Solo gli impianti nucleari consentirebbero, a giudizio della Comunità europea, di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell'ambiente. L’Agenzia internazionale per l’energia stima che l'uso del nucleare passerà dai 368 Gw del 2005 ai 416 Gw nel 2030. L’UE, è doveroso sottolinearlo, ci tiene a precisare che “tocca a ciascuno Stato decidere se utilizzare o no questo genere di energia". Siamo arrivati, insomma, ad una svolta nel settore energetico? Difficile dirlo. In Italia in questo campo c’è sempre molta incertezza e confusione. C’è voluto una vita, ad esempio, per costruire un rigasificatore (un cubo di metallo dove si scongela il metano) a 17 chilometri dalla costa emiliana. E ancora, non sono stati sufficienti 20 anni per trovare una sistemazione alle scorie radioattive delle piccole centrali nucleari italiane smantellate dopo il referendum del 1987. L’Italia è pronta a riaccogliere le centrali nucleari? Il nuovo governo Berlusconi intende iniziare a costruirle entro il 2013, per superare la dipendenza della penisola da gas e petrolio estero. Per i Verdi, invece, la scelta del nucleare è ideologica e sbagliata: “Come abbiamo sempre detto siamo favorevoli che l’Italia sia presente nella ricerca di un nucleare di quarta generazione che dia certezze sulla sicurezza degli impianti e sullo smaltimento delle scorie. Ma è noto a tutti che questo nucleare ad oggi non esiste e pensare di costruire centrali di vecchia generazione nel nostro Paese è completamente sbagliato”. I reattori di quarta generazione arriveranno nel 2030. Voi cosa fareste? Passereste subito al nucleare o aspettereste qualche anno? E che soluzioni adottereste per abbassare le nostre "salatissime" bollette?


20 commenti:

  1. ...ma non abbiamo detto no con un referendum? dovremo mica farne un altro!? Centrale nucleare? si una a Villa Certosa e l'altra ad Arcore.


    Alex

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  2. Se solo si potesse avere la certezza che l'affare nucleare verrà gestito con attenzione, sarebbe anche condivisibile. Il fatto è che ci sono dietro troppi interessi, soprattutto economici, che mi fanno pensare che sarà tutto un magna magna a discapito della sicurezza. Quindi io dico no al nucleare e si alle energie alternative, eoliche o fotovoltaiche. L'eolico non sta poi così male, se si pensa al vantaggio per l'ambiente, assenza di scorie di qualsiasi tipo. In Spagna, ho visto questa estate, che ce ne sono un sacco e dopo un po' ci si fa l'occhio e non danno più fastidio. Se quei 20 miliardi di euro fossero usati per dare contributi agli italiani per mettere pannelli fotovoltaici su TUTTI i tetti, o per lo meno per renderli obbligatori sulle nuove costruzioni, il problema sarebbe in parte risolto. Guardate poi cosa hanno fatto sulla A22, l'autostrada del Brennero, a livello di Isera: chilometri quadrati di pannelli lungo le barriere antirumore: per niente impattanti (i pannelli antirumore andavano messi lo stesso, quindi nessun problema se li hanno ricoperti di pannelli fotovoltaici) che producono energia per 600 utenze domestiche. Così si fa!!! Un bravo al sindaco di Isera che è stato lungimirante e ha ottenuto energia elettrica a costi ridottissimi, deve pagare solo gli operai per il mantenimento dei pannelli, tutto il resto l'ha fatto la società che gestisce l'autostrada!

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  3. purtroppo se si leggono bene i tre punti di quel referendum non aboliamo direttamente il nucleare ma altre cose ... al di la di tutto..NO AL NUCLEARE .... siamo in ritardo di 20 anni rispetto a chi lo ha utilizzato, ci vorranno 15-20 anni per avere delle centrali funzionanti, problemi di scorie e costi elevati per comperare la materia prima ... penso che nello stesso tempo (15-20 anni) ci sia molto tempo per sviluppare tecnologie NUOVE..siamo il paese del sole .......
    in primavera ci sara' un'importante fiere sul rinnovabile e energie alternative, mi sembra a Verona.....
    poi se lo dice scajola...il signore che si è fatto la linea aerea personalizzata (alitalia) albenga - roma - albenga.... se lo dice lui ... allora...!!!!

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  4. caro Babbo natale x quest'anno vorrei la pace nel mondo tante caramelle e il big berlusca atomico che una volta acceso non si spegne piu' ,che spara ka .. ate fotoniche a raffica e si illumina di notte!!!!!!! ... servizio consumaturi... atenzione !!! il giocattolo potrebbe contenere scorie radioattive che potrebbero assere ingerite non adatto ai bambini sotto 1 anno

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  5. Il nuclare è la scelta migliore. Nel 1950.

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  6. Qualcuno sa dirmi se 20 miliardi di euro investiti in solare ed eolico soddisferebbero il fabbisogno energetico italiano ? (considerando che alcune regioni come il Trentino Alto Adige sono già quasi autonomo con il solare, l'eolico e l'idroelettrico). Dopo il ponte di sullo stretto(che per fortuna sembra bloccarsi per rischio sismico), Berlusconi ha trovato un altro pozzo senza fine dove buttare i nostri soldi (ed aumentare il nostro già cospiquo debito pubblico)!

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  7. @Marco
    Ma perchè in Italia c'è sempre gente che pur di dare addosso al proprio Paese nega l´evidenza ? Non vede le cose ? Abbiamo un sacco di centrali nucleari straniere a ridosso dei nostri confini ! Anche se facessimo quattro centrali al confine tra Piemonte e Francia... non cambierebbe assolutamente nulla !
    In quanto le loro quattro sarebbero a pochi metri . Se esploderanno o avranno problemi il disastro sarebbe uguale.
    Ed allora... BASTA CON QUESTI DISCORSI POPULISTI E FALSI. L´Europa e´piena di centrali nucleari, ormai sicure e affidabili. E in ogni caso se esplodessero ci insudicerebbero... e allora tanto vale farne almeno quattro anche da noi, ne ricaveremo tantissimi vantaggi, prima di tutto le bollette meno care. Chi si ostina a fare propaganda lo fà per mera ideologia. Se avessimo completato ed eretto Caorso, negli anni settanta, quando eravamo i detentori delle migliori tecnologie, ora l´Italia sarebbe una nazione migliore. Ma la solita minoranza rumorosa e violenta dei verdi e dei comunisti... lo impedirono, fu´il dominio della minoranza antidemocratica. Ora con Berlusconi non lo permetteremmo più! Si alla TAV, Si alle centrali nucleari, e ad ogni cosa ci facci vivere meglio e ci procuri energia a buon mercato ! Abbasso cappelloni, barbe, vecchie ideologie e spinelli.

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  8. @ Luca
    ...e rilassati è stato solo un brutto sogno, noi comunisti non mangiano più i bambini... sopratutto quelli bianchi, adesso il papi Berlusca, dopo essersi scopato un paio di minorenni, parlato male della Consulta, bocciato sul lodo Alfano e secondo lui, perseuitato dai rossi e dai pentiti, ti prepara la TAV , la Centale Atomica il ponte sullo stretto , spiana le Alpi , fa un centro benessere sulla Luna , un mega porto delux su Marte e per Natale un bel panettone a tutti i bambini poveri del mondo... che bello!!!!!!

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  9. Io mi occupo di grandi impianti fotovoltaici e posso snocciolarti queste cifre: con 20 miliardi si realizzerebbe ad oggi un immenso impianto fotovoltaico con le seguenti caratteristiche principali: - 8.000 MegaWatt di potenza di picco - circa 10.000.000 di MegaWattora di energia elettrica - occuperebbe circa 150 km quadrati (!!) cioè 15.000 ettari

    Non so i 20 miliardi di Euro a cosa si riferiascono, suppongo necessari per la costruzione delle 4 centrali nucleari: per cui ogni centrale svilupperà di media 2000 MW, qundi 8000 MW in totale come l'impianto di cui sopra con l'enorme differenza che l'impianto fotovoltaico produrrà 8000MW solo a mezzogiorno di un giorno sereno d'estate. - le 4 centrali produrranno potenzialmente circa 70.000.000 MegaWattora di energia quindi 7 volte di più di energia - ogni centrale nucleare occuperà uno spazio inferiore ai 10 ettari

    Questi sono numeri che possono oscillare anche del 20% ma restano numeri e non opinioni. I numeri parlano da soli... e si capisce perchè si torna al nucleare. Con questo ovviamente non significa che non bisogna spingere sulle energie alternative!! Lo dico anche per interesse, è il mio lavoro! Ricordiamoci però che sono e rimmarrano un' integrazione del fabisogno energetico; la loro densità energetica è purtroppo scarsa. Poi ti immagini trovare 15.000 ettari ! Ci sarebbe un immenso impatto ambientale e paesagistico comunque. Al massimo si potrebbe fare in un paese desertico, saariano. La grande centrale Idroelettrica di S.Giustina (Val di Non) è di 105MW....un ventesimo di una centrale nucleare! infatti la usano SOLO nei picchi di richiesta. E l'impatto ambientale è stato devastante, la costruzione di una diga e la formazione di un grandissimo lago, eppure è convenzionalmente energia rinnovabile....per non parlare dei rischi in caso di cedimento (fortissimo terremoto) della diga.... Ricordiamoci quello che capitò nel Vajont..
    ....come vedi i problemi sono tanti è molto complessi.

    Giuseppe

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  10. Le centrali di Scaiola saranno anche sicure, ma se non ci sarà più uranio come le faremo funzionare? Saranno i soliti soldi buttati? Comunque, finchè ci sarà uranio,e lo si userà per produrre energia elettrica,lo si dovrà anche smaltire. E sinceramente mi piacerebbe che la Francia smaltisse il suo uranio e noi... niente! Avanti con Idroelettrico, Eolico e Solare!

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  11. @Giuseppe
    Grazie per i numeri che ci dai, anche se non posso controllarli, mi fido... Ma se il capannone dell'azienda metalmeccanica (15 dipendenti) dei miei zii è autonoma (ossia l'energia che vende all'Enel è pari a quella che acquista, perchè c'è questa possibilità per non dsperderla a causa della difficoltà di immagazinarla) "semplicemente" riempendo il tetto di pannelli fotovoltaici (che non impattano neanche tanto visivamente poichè il tetto del capannone è piatto), perchè non si può pensare di installare, sistematicamente i pannelli anche sugli altri capannoni, e obbligarne l'installazione su nuove abitazioni civili, incentivandole con contributi statali? Certo, non si raggiungerà mai l'autosufficienza, ma almeno non possiamo dire di non averne dato un bel contributo.

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  12. Quakcuni si chiederà: Dove li trovi 150 km quadrati dove stendere i pannelli solari? Non li si troveranno tutti in una volta, ma sul tetto delle case, un pezzo qua un pezzo la' con il concetto che ogni edificio dovrà andare verso l'autosufficienza energetica, un po' risparmiando e un po' autoproducendola. Che senso ha buttarsi sul nucleare quando paesi come l'America incomincia ad abbandonarlo? Possiamo sempre incominciare a ragionare per ridurre gli sprechi, tra le altre cose. Inoltre, ci pensate a quanto costa lo stoccaggio delle scorie radioattive e il tempo che dovranno rimanere nei loro sarcofaghi di cemento armato,sotterrati da qualche parte, si parla di migliaia di anni? E l'Uranio quanto ci costerà? Quanto ci mcosterà, in termini di vite umane in caso di incidente nucleare? Ci siamo già scordati cosa successe in Russia ?
    Ci dimentichiamo che abbiamo fatto un referendum ? Vi ricordate la paura che avevamo a mangiare la verdura a foglia larga e il fegato degli animali ?

    Il solare non e' una scelta che ipoteca i millenni, la tecnologia può sempre migliorare e quindi ottenere delle rese migliori, concentrando i raggi del sole su superfici molto ristrette e immagazzinandole in accumulatori più capaci e di nuova concezione. Il nucleare si' che richiede tempi lunghissimi per essere gestito e in periodi di tempo cosi' lunghi non si possono prevedere tutti i fattori di rischio. E' una scelta con troppe incognite. Io avrei aspettato per vedere come si sarebbero comportate le centrali di quarta generazione, quelle per intenderci a fusione. Ma noi non eravamo il paese all'avanguardia in questo vcampo? Siamo stati gli inventori (Fermi ) della scissione dell'atomo per produrre energia.... come mai siamo caduti così in basso da doverla comperare dalla vicina Francia ?

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  13. Cercando di mantenere i toni pacati e non polemici, posso dirti che il referendum dell'87 non fa una grinza da un punto di vista democratico. Da un punto di vista tecnico, pratico e soprattutto di principio fu una cosa scellerata. Mi spiego: a prescindere della bontà o meno del nucleare, argomento estremamente complesso, non si dovrebbe far scegliere a TUTTI una cosa cosí proprio per la sua immensa complessitá. Io credo che ci sia forse una persona su 10.000 che possa effettivamente dire la sua sulla scelta del nucleare. Tra queste persone io NON mi ritengo all'atezza pur lavorando nel settore energetico ed avendo una laurea in ingegneria. Infatto allora non andai a votare... non ritenevo di avere le conoscenze per esprimere un giudizio fondato. Personalmente mi sembrava un atto di presunzione. Allora c'era pure stato il disastro di Chernobyl, quindi ebbe un totale sopravvento l'irrazionalitá e la paura. In democrazia si votano dei politici... qualcuno diviene ministro... sotto ci sono una marea di funzionari ed esperti di questa come di altre materie complicatissime... si prendano la responsabilitá loro di scelte cosí difficili ed importanti non il comune cittadino. Io la penso cosí... del resto da tecnico.... credo fortemente in un approccio tecnocratico. I referendum si facciano su aspetti morali altrimenti é una torre di babele dove l'ignoranza urlata prende il sopravvento... la quantitá vince sulla qualitá... e la qualitá non é in mano a tutti ma piú é complessa una cosa meno sono le persone che hanno conoscenza e potrebbero dire la loro. Poi é vero che dietro queste materie al limite della conoscenza umana ci sono giganteschi interessi: bisogna strutturare dei protocolli che sappiano minimizzare questa deriva.... nella scienza e nella tecnica la cosa é possibile perché le opinioni contano poco... sono i numeri che parlano. Si puó imbrogliare sui numeri... ma un controllo ridondante fa scoprire le malefatte.

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  14. Non sono d'accordo con quanto asserito da Giuseppe, il popolo,noi tutti, abbiamo il diritto e il dovere di sapere, capire e dire la nostra e i politici dovrebbero spiegarci e se loro non sono in grado di farlo, dovrebbero farlo i tecnici,l'Italia ne è piena e tutti a spasso, noi non siamo solo numeri e stime da mettere in qualche grafico sotto le diciture utenti e consumatori. Se ne trovi 1 su 10.000 che ti dice, se il nucleare va bene o male è già una bella cosa, ma credo che dovrebbero spiegare loro se la centrale è pericoloso e quanto, con estrema sincerità, perchè ci andiamo di mezzo tutti, Cernobyl insegna. Per l'energia oggi si fanno guerre e si ricattano stati,(vedi i rubinetti russi che si aprono e si chiudono solo per far variare i prezzi al consumo) è ora che le persone sappiano e possano esprimere la loro idea in un democratico referendum. Io sono convinto che questo è comunque e sempre la strada migliore, senza imporre dall'alto le decisioni che riguardano tutti.

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  15. Il concetto e' questo:
    Con tutti i sistemi noti per produrre energia da fonti rinnovabili possiamo coprire solo una frazione del fabbisogno.

    L'energia nucleare e' uno dei modi per produrre energia, si tratta banalmente di scaldare l'acqua con una pila atomica per poi farla passare da una turbina e cosi produrre corrente elettrica.

    Il problema irrisolto delle centrali nucleari non e' tanto quello delle fughe radioattive quanto quello delle scorie. Non solo la pila atomica ogni tanto va ricaricata e quindi bisogna movimentare uranio e sottoprodotti come il plutonio ma i macchinari e i contenitori stessi della centrale vengono contaminati e a loro volta diventano "scoria". Se tutto va bene dopo qualche decennio di operazioni la centrale va smontata pezzo per pezzo fino all'ultima vite, il terreno scavato fino ad una certa profondita' e il tutto va seppellito da qualche parte con la speranza che rimanga indisturbato per millenni.

    L'Italia non ha i deserti disabitati come gli USA e quindi lo stoccaggio temporaneo e la sistemazione definitiva delle scorie e' un problema enorme. Non ho idea di come pensino di risolverlo. Per fare un esempio in Inghilterra avevano ideato un sistema che consisteva nel riempire di scorie dei "matitoni" di acciaio e cemento per poi farli cadere verticalmente nel fondo dell'oceano dove si sarebbero conficcati per una certa profondita'.

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  16. Mi sono dimenticato che esiste anche l'alternativa di lasciare la centrale dismessa li dove si trova invece di smontarla. Che poi credo sia la procedura usata quando sono state disattivate le poche centrali in funzione come quella di Caorso.

    Il problema in questo caso e' che si spostano i costi dello smantellamento e del seppellimento verso i costi della manutenzione e monitoraggio continuo dell'intera area della centrale dismessa.

    Ancora, in Italia non abbiamo tanto spazio da sprecare. Per cui boh.

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  17. @Lorenzo
    grazie per il tuo contributo che come al solito focalizza il problema senza inutili giri di parole. Concordo, il problema principale è lo smaltimento delle scorie, la cosiddetta spazzatura radioattiva e noi a quanto sò dobbiamo ancora smaltire le scorie della centrale dismessa tanti anni fa. E' un costo aggiuntivi che si riperquote sul costo dell'energia prodotta e non è cosa da poco.

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  18. Io vedo due problemi differenti.

    Il problema dei costi rientra nel giro del magna magna generale su cui si fonda l'Italia. Alla fine quello che esce dalla porta rientra dalla finestra e al massimo rischiamo di diventare tutti un po' piu' poveri. Non mi interessa tanto questo aspetto, cioe' se convenga o no il nucleare da un punto di vista economico.

    Invece io sono perplesso sul problema "meccanico" della qualita' del territorio, che gia' e' notevolmente disastrato. L'Italia era un paese da cartolina quando era prevalentemente povero e agricolo, quando si e' industrializzato e' diventato un cesso in proporzione.
    Penso tu conosca la brianza dei capannoni e delle fabbrichette. Ma ci sono ben altri siti dove la "legge" e anche la "etica" sono concetti vaghi se non inesistenti, pensiamo alla estione dei rifiuti tossici in mano alle varie mafie. I mafiosi, essendo poveri analfabeti, seppelliscono e affondano rifiuti tossici davanti casa. Quando non se ne occupano in prima persona, sono coinvolti nelle nomine dei dirigenti pubblici, dei tecnici e dei politici, nelle gare d'appalto, nei collaudi, eccetera.

    Quindi il problema dello smaltimento delle scorie e dello smantellamento delle centrali nucleari e' si un problema tecnico-burocratico e di costi ma va inquadrato nell'ottica di un paese dove la normale immondizia domestica genera dei cataclismi biblici. O dove non si riesce a gestire un minimo i rischi geologici, sismici, idrici, insomme una beata fava.

    Le centrali nucleari sono aggeggi complicati che non si addicono ad una repubblica delle banane come siamo.

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  19. Conosco la Brianza perchè ho lavorato a Milano per 40 anni, conosco i problemi per la ristrutturazione delle fabbriche dismesse a Sesto San Giovanni e conosco i problemi di inquinamento, avendo lavorato in una fabbrica farmaceutica e in laboratori lì a Segrate. All'inizio era tutto facile si buttava tutto nel lavandino, i verdi erano ancora da venire e alla richiesta mia(anno 1972)quanto inquiniamo con questi 100 ml di benzolo buttati nel lavandino, mi rispondevano di farmi i cazzi miei... poi le cose sono via via cambiate e quello che 40 anni fa andava bene non si doveva più fare... microorganismi a mangiare nei vasconi tutto quello che non si era raccolto nei bidoni (questi venivano affidati a ditte specializzate che li eliminavano a costi proibitivi), piccoli scarti di lavorazione... controlli sistematici dell'acqua che si mandava nell'acquedotto cittadino (prelievo del tubo che immetteva 3 volte al giorno)tali da essere quasi bevibile, controlli chimici e batteriologici... questo era possibile in quanto si produceva tanto si guadagnava tantissimo e si presevava il nostro quotidiano...ma quanti riescono a farlo ? Ho sentito di una ditta la Sloi, che produceva piombo tetraetile, un anti detonante, dislocata proprio in periferia di TN, di cui non sono rimasti in vita neanche un operaio, adesso la ditta è chiusa da tempo, ma allora gli dicevano: dai, non preoccuparti, puzza un pò, ma poi ci si fa l'abitudine... l'ultimo risarcimento i parenti l'hanno preso due anni fa. In Val di Non hanno scoperto dopo trent'anni che l'acciaieria, 200 dipendenti, deve essere chiusa perchè ha inquinato con diossina e polveri nocive (quelle trattenute dai filtri venivano pulite soffiandole via con l'aria compressa)tutta l'area circostante. Adesso hanno sequestrato tutte le cartelle cliniche degli operai e le stanno esaminando; ci sono dossiè di intercettazioni telefoniche su dialoghi tra l'amministratore delegato e i tecnici atti a nascondere l'inquinamento da riempire un librone... adesso 2009 stanno decidendo il da farsi. Sono partiti ad analizzare il latte delle mucche nelle stalle, il fieno che queste hanno mangiato e le mele, quelle che la Melinda (renette e canadesi)consigliava di mangiare con la buccia, tanto erano buone ! Gli sviluppi si avranno fra poco, ma io non credo succederà molto anzi chiederanno scusa ai proprietari... dipende dal magistrato che piglia in mano la cosa e se lo lasciano lavorare in pace!

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  20. E capisci perche' le produzioni al giorno d'oggi sono localizzate in Asia...

    Leggevo oggi che i giubbetti anti-proiettile usati dall'esercito americano usano delle piastre in un manteriale ceramico la cui produzione pare sia particolarmente inquinanti e quindi le fanno fare in Cina.

    Comunque, si, siamo un popolo di cialtroni.

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