28.5.10

Crisi? Bamboccioni, per necessità


La crisi pesa soprattutto sui giovani. Non hanno molto su cui contare: poca occupazione, poca formazione, pochissima mobilità sociale. In una parola: poco futuro per le più giovani generazioni italiane. L'Istat, che ha presentato il rapporto annuale sulla situazione nel paese 2009, ha lanciato un allarme. La disoccupazione nell' ultimo anno ha interessato i giovani: sono loro ad aver assorbito l'80% del calo di occupazione. La categoria non ha usufruito degli interventi della cassa integrazione andata per lo più ai capofamiglia (58%). Il tasso di occupazione dei 18-29enni è sceso in un anno di circa tre punti arrivando al 44%; una caduta tre volte superiore a quella del tasso di occupazione totale. La disoccupazione giovanile è arrivata al 25%, fra le più alte dei Paesi europei e il triplo di quella totale nel nostro paese. Ci sono poi oltre due milioni di giovani fra i 15 e 29 anni - è un primato europeo - che non lavorano e non studiano, e per questo sono a rischio esclusione. Si chiamano Neet (Non in education, employment or training). C'è un'emergenza capitale umano per i giovani che hanno meno competenze rispetto ai colleghi europei. L'Italia, ad esempio, si distingue negativamente nel contesto europeo per la quota di early school leavers (giovani di 18-24 anni che abbandonano la scuola senza aver conseguito il diploma), pari al 19,2% nel 2009, oltre quattro punti percentuali in più della media Ue e nove punti al di sotto del valore fissato dalla strategia di Lisbona. Il 7,7% degli iscritti alle scuole superiori lo scorso anno scolastico ha ripetuto l'anno; il 12,2% degli iscritti al primo anno abbandona il percorso d'istruzione.


6 commenti:

  1. Odio quel termine dall'inizio, da quando lo ha pronunciato quell'antipatico di Brunetta

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  2. Non sono un economista, ma ogni tanto viene da domandarsi se chi fà le statistiche vive in Italia. Tutti vorrebbero farsi la loro vita, il problema non è trovare casa, ma i soldi per acquistarla. I soldi fanno girare il mondo. Nella realtà di oggi poi, chi è fortunato "compra casa" risanando la vecchia casa dei genitori ...ma non perchè vuole viverci fianco a fianco (o sopra), semplicemente perchè è la soluzione più economica. E da villette vengono a crearsi condomini. Chi lavora all'Istat è mai andato in banca a chiedere un mutuo per un miniappartamento?(e voglio vedere con una moglie, chiaramente lavoratrice e un figlio a viverci in un mini) per vedere la rata mensile che bisogna sborsare per 30 anni? Certe notizie lasciano l'amaro in bocca... sembra che si sia scoperto l'uovo di Colombo... Anche per l'affitto è uguale, giustamente chi acquista e affitta deve difendere il proprio investimento... il problema quindi non sono i prezzi, ma gli stipendi. E di questo, sono convinto (basta vedere il conto di una normale spesa alimentare come è aumentata negli ultimi 5 anni... e confrontala con lo stipendio...). L'Istat non fa la spesa

    Le mie entrate da operaio/dipendente pubblico:

    1. stipendio medio mensile 1100 euro.
    Un giovane che vive da solo:
    2. affitto mensile medio 550 euro (miniappartamento)
    4. spesa media mensile 250 euro (alimentare "discount")
    4. gas, luce, acqua, rifiuti circa 80 euro al mese
    5. 1 macchina mediamente costa 120 euro al mese (bollo, assicurazione, benzina/gasolio) -> autobus 40 euro al mese
    TOTALE: 1000 euro di spese Calcoli che forse possono essere "tagliate" da alcune parti o aumentate da altre a seconda delle esigenze ma... in un paese europeo, è possibile non vivere ma sopravvivere così? Lavorando 40 ore a settimana senza concedersi sfizi? Io vorrei dare qualcosa a mio figlio, se un giorno troverò il coraggio di farne uno! Qui i virtuosi, anzi, gli illusionisti, dobbiamo farlo noi con questi calcoli per arrivare a fine mese!... ah..e inoltre con un reddito così alto... impossibile avere dei contributi... siamo alla frutta...

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  3. A casa con mamma e papà ma non più per scelta nè per piacere! Un'emerita cazzata, è solo convenienza per entrambi, genitori e figli. Io conosco almeno una persona che lavora, studia e vive da solo, COME FARA'? un miracolo o semplice forza di volontà? Adesso qualcuno penserà che questa persona sia aiutata dalla famiglia, sbagliato, figlio unico di genitori separati e neanche benestanti. Allora come la mettiamo? In realtà i cosiddetti BAMBOCCIONI sono tali perchè i genitori li hanno cresciuti così e gli fanno comodo che siano così. Comunque sia, ognuno fa ciò che meglio crede, i problemi eventualmente li avranno poi con quella povera futura compagna/o di vita, abituati ad esser serviti da mamma e papa, avranno vita dura...

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  4. @teatino-doc

    Tolto che c'è anche una questione culturale per cui i figli soprattutto maschi tardano in Italia a lasciare il nido famigliare,nel commento di Teatino-doc sono racchiuse la maggior parte delle problematiche legate al tema. Bisognerebbe che, invece che costruire case su case per la proprietà, il pubblico costruisse case da affittare in modo da abbassare di molto il canone d'affitto. Finchè un affitto costerà quanto la rata di un mutuo, saremmo sempre al solito problema.

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  5. Ognuno ovviamente la vede a modo suo ed è anche vero (forse ma non ne sono sicuro) che è più difficile adesso uscire di casa rispetto ad un tempo. Il costo degli affitti è alto, quello delle case ancora più alto, le esigenze personali però sono mooolto, ma moooolto più alte rispetto ad un tempo. Bisognerebbe prendere atto della situazione, altrimenti come se ne esce? Rimanendo in casa fino a che i genitori non schiattano? Se guadagni 1000 non puoi avere un tenore di vita da 1200, ti devi accontentare di quello che puoi mantenere. Certo non avrai il cellulare ituch, la TV è ancora un crt da 22 pollici, come computer va bene un buon usato e la macchina se anche ha dieci anni pazienza. "Chi non ha voglie è ricco" dice il saggio, ovviamente da prendere con la dovuta cautela. Non capisco l'idea che siccome sto in casa allora spendo tutti i miei 1000 euro per le mie voglie. Trovo che sia sbagliato e credo che i genitori dovrebbero rifletterci. In generale penso che facendo mancare le prospettive ai giovani, oppure inculcando loro falsi bisogni, li rendiamo profondamente infelici e purtroppo se non per sempre almeno per quella parte della loro vita che sarebbe la migliore da vivere... Io da casa, comunque, me ne andrei subito, ma con 1.000 euro al mese, a tempo determinato, dovendo essere sul posto di lavoro in orari in cui i mezzi pubblici sono carenti o inesistenti, pur non muovendomi in macchina, NON CE LA FACCIO! E per una persona alla soglia dei 30 anni non è affatto dignitoso, me ne rendo conto, ma una persona senza aiuti non ce la fa. E vi prego di evitare di venirmi a fare i conti in tasca, perchè me li son già fatti io fin troppe volte. Da noi sotto i 550 Euro + spese non si trova niente, fra bollette, cibo ed un minimo di ricambio di vestiti (per lavoro, non per moda) avanza una miseria, se un mese devi andare dal dentista o cambiare gli occhiali è la fine.

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  6. Il problema che vedo io e' che una volta il cassiere della banca era un diplomato, adesso assumono solo laureati, con l'obbiettivo di ridurre gli sportelli al minimo. Nei lavori "artigianali" come le imprese edili ormai gli operai sono tutti immigrati che lavorano in condizioni di semi-schiavitu', pagati a giornata, in nero e chi piu' ne ha piu' ne metta.
    Non e' tanto una questione di salari quanto di compressione delle opportunita'.

    Teniamo presente un fatto dalle conseguenza catastrofiche: attualmente in Italia ci sono mi sembra 5 regioni che vanno in pari tra quanto viene prelevato con le tasse e quanto viene speso, di queste mi sembra solo 3 sono in attivo, cioe' versano allo stato di piu' di quanto ricevono. Tutte le altre sono in passivo.
    Questo significa che la gran parte dell'Italia vive facendo debiti, che da quando non possiamo piu' svalutare la moneta, si accumulano in maniera rigida nel debito pubblico.
    Non sono i "bamboccioni" il problema ma il fatto che mentre i paesi emergenti appunto emergono, noi viviamo un'epoca di declino in cui ci stiamo impoverendo.

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