6.9.10

Applausi a Mirabello!


Fini, davanti a diecimila persone, sancisce la fine del Pdl, anche se nega di volere la fine del governo Berlusconi. «Non si può tornare in qualcosa che non c'è più», ma assicura lealtà agli elettori e dunque al governo: un «nuovo patto», potrà garantire alla legislatura di andare avanti «senza ribaltoni».E poi affonda i colpi: sul federalismo, che «non può essere fatto a scapito del Sud»; sull'economia per cui «serve un nuovo patto fra capitale e lavoro». Ma gli affondi più taglienti li riserva alla questione giustizia: «Il garantismo è un principio sacrosanto, ma mai può essere considerato come una sorta di impunità permanente», dice. I processi devono «svolgersi e chiudersi accertando le responsabilità», visto che la magistratura «è caposaldo della democrazia italiana». Ma certo, poi concede, uno scudo per il premier è necessario perché «Berlusconi ha il diritto, non solo il dovere, di governare. Pensare a scorciatoia giudiziaria è una lesione della sovranità popolare». Però, sottolinea, bisogna «lavorare non ad una legge ad personam, ma perché ci sia una legge che tutela la funzione e il ruolo del capo del Governo» il che «non vuol dire impunità e cancellazione dei processi ma una loro sospensione, perché bisogna sempre fare in modo di garantire anche gli onesti».Su economia, giustizia, riforme, federalismo, il Presidente della Camera chiede «confronto in Parlamento», anche con l'opposizione che «se ha una buona idea, questa deve essere accolta dal governo». Anche sulla legge elettorale, che va cambiata perché «gli italiani hanno il diritto di scegliere il premier ma anche i parlamentari». E su questo ammette davanti a tutti di aver sbagliato in passato. Su questi temi, Fini propone un «nuovo patto» che possa «garantire il prosieguo della legislatura. Lo sa anche Bossi: è avventurismo minacciare elezioni nella speranza di intimidirci». A Berlusconi Fini chiede «rispetto per le altre Istituzioni, a partire dal Colle», ricorda che il Parlamento «non è una dependance», che «la leadership non è proprietà» e «noi non siamo sudditi». E chiede di nominare un ministro per lo Sviluppo: «Dopo il ghe pensi mi, ancora non c'è un nome. Dobbiamo aspettare l'oracolo di Delfi?».
Applausi scroscianti da Mirabello. Fini si gode il suo popolo che lo acclama. Berlusconi, da Arcore, tace, ma è chiaro che il governo ha i mesi contati.


18 commenti:

  1. Fini ci ha messo un po' per capire che la Padania, intesa come un'unica e monolitica entità etnico-storico-culturale, è un'invenzione, ma meglio tardi che mai... adesso dovrà rimettere insieme i cocci e cercare di non fare la fine di Bertinotti: l'oblio...

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  2. Ma Fini prima di imbarcarsi in questa avventura non sapeva che il Berlusca sarebbe stato e rimasto il primo tra i primi? Adesso cosa vuole ritornare indietro e comandare lui come faceva in AN? Fanno bene a mandarlo a casa forse andrà per la prima volta in vita sua a lavorare, forse a Montecarlo, in quell'appartamento frutto del lascito di una nobildonna! anzi dovrebbe, il moralista, spiegare come mai l'appartamento è andato a finire a suo cognato.
    Lasci il PDL e costituisca un altro partito: si conteranno solo su due mani. E questi sono i nostri politici che, poverini, lavorano per il bene del paese

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  3. Come dice Di PIetro, Fini non può fare il furbo cioè criticare tutto e rimanere nella maggioranza.

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  4. Ma proprio Fini parla di democraticità a Berlusconi! Quando c'era AN non ha mai avuto il coraggio di fare UN congresso come previsto da statuto!
    Fini... quello che NON voleva le correnti nel partito e se ne trovò BEN 4 con la sua benedizione sottobanco! Anzi ricordiamocele : quella di La Russa e Gasparri, una "liberale" legata ad Urso-Bocchino-Mattioli (quelli più coccolati e difatti più legati a lui), e 2 "sociali" divise tra Alemanno e Storace. Dissenso nel partito suo?? Certo, e difatti li ha cacciati in un modo o nell'altro fuori... giusto per questo, ma allora stia zitto! e non parli di colonnelli che hanno cambiato caserma... Almirante a sentirlo parlare si rivolterà nella tomba.

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  5. Fini hai rotto le p...e vuoi essere il successore di Berlusconi? Stai cercando di dargli addosso per prendere i suoi voti? Credevi che la Lega scherzasse quando parlava di federalismo? Ormai il tuo gioco l'hanno capito anche i sassi. Tu sei stato quello che ha scagliato il sasso nascondendo poi la mano. Credevi di fare fesso Silvio, scavalcandolo, nel partito di cui dice di essere cofondatore, ma lui pare non sia dello stesso tuo parere. Noi stiamo aspettando solo che ti cacci definitivamente e che si torni a votare. Già ne avevamo da sopportare con i vari Bersani, Di Pietro e Franceschini di cazzate ci mancavi solo tu! A quelle, unutili di Casini e di Rutelli ci eravamo abituati.

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  6. discorso bello, ma insulso e privo di contenuti

    chi oggi applaude non è certamente di destra caro Fini

    non è da oggi che Fini sa essere grande oratore, ma chi è di destra bada ai contenuti, e ripensandoci il tuo discorso non ne aveva, era pieno di contraddizioni, come si fa a dire: il PDL è morto ma noi andiamo avanti? Come se stasera dicessi a mia moglie : Il nostro matrimonio è finito, spegni la luce che dormiamo! è semplicemente ridicolo

    almeno Di Pietro ha capito e detto subito che Fini sta facendo il furbo e che lui non si allea con i doppiogiochisti, un pò lo stesso discorso che fa Bossi nei confronti di Casini...

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  7. Aspettiamo nuovi sviluppi che, spero serviranno a chiarire. Al momento attuale, ancora troppo fumo annebbia gli occhi

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  8. @angelo azzurro


    noto che, in Italia, ancora una volta si usano 2 pesi e 2 misure: quando il fango colpisce Berlusconi, tutto quello che viene detto e scritto è sacrosanta verità, è salvataggio dell'Italia ecc ecc...; se colpisce altri esponenti politici (specialmente se antiberlusconiani) allora è solo sozzura, addirittura stalinismo (ma ci ricordiamo cosa ha fatto Stalin?). Sinceramente direi che Fini, visto che il piatto in cui ha mangiato per farsi eleggere gli fa così tanto schifo, dovrebbe lasciare spontaneamente la carica anche solo per coerenza con tutto ciò che ha detto domennica.

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  9. Fini, Bocchino e company dovrebbero essere una "destra europea, liberale e riformista" secondo il suo ideatore e mentore Fini ? Di sicuro è che sono la destra che la sinistra sogna da sempre: tre gatti, rappresentativi di nulla e nessuno, perdenti in partenza. Il tono fin troppo elogiativo di Bersani verso Fini ne è la prova.

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  10. @MAX

    Io andrei a votare, ma attenti, potrebbe esserci la trappola del "colle" che avalli il "ribaltone" e quattro "fregnoni" che hanno perso le elezioni, in maniera chiara e cristallina, non riuscendo a colpire il Premier con la "magistratura rossa" si vedano costretti, loro malgrado a mettersi d'accordo per ottenere questo risultato insperato, perchè vedo,oggigiorno, che l'antiberlusconismo porta anche i centro SINISTRI a difendere colui che fino a poco tempo fa veniva tacciato, senza mezzi termini, di fascismo.Ricordiamoci comunque che il "lupo" perde il pelo ma non il vizio... n'è 'verro caro Fini ?

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  11. 1. L'Italia e' una nazione artificiale, inventata di sana pianta peggio delle Padania. La riprova e' che per trovare un elemento di unita' posticcia hanno dovuto risalire alle glorie di Roma.
    2. Il nostro carattere nazionale e' la cialtronaggine, siamo una Nazione di cialtroni.
    3. Ogni Nazione ha la leadership che si merita.

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  12. Fa comodo sfruttare tutto ciò che i contribuenti fanno spendere a certe persone... Le caste-gli eletti- le cricche.Fini se rinunciasse alla sua carica avrebbe dei problemi finanziari, si fa per dire, per accontentare le voglie di ..........
    Per serietà al partito al quale appartiene, dovrebbe confessare che la casa di AN se ne è appropriato-che il nulla facente del fratello della compagna, grazie a Gaucci e company è diventato presidente di squadre di calcio-e che la suocera, ma dovrebbe VERGOGNARSI LA RAI CHE VIENE PAGATA DAI CONTRIBUENTI è diventata IMPRENDITRICE...
    Con queste Zozzerie ANDIAMO A VOTARE?

    Luciano Pellegrini

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  13. Io sti politici gli manderei tutti a casa o meglio a lavorare duro, tutti ma tutti senza eccezioni. Quando abbiamo ultimamente sentito un discorso politico riguardo i problemi dei cittadini o dei lavoratori?
    Non lo ricordo! Giorni fa visto un’intervista con un politico di sinistra: tempo ca. 30 minuti, dei quali ca. 20 minuti per parlare addosso a Berlusconi e governo, e 10 minuti per parlare dei problemi interni.
    Questo non è di certo cosa ci interessa veramente. Altri talk meeting funziono nello stesso schema tutti a parlare addosso agli altri, i problemi dei cittadini a loro non interessano. Ma anche a noi non interessano i problemi salva “cadrega” dei politici, dunque tutti fora dalle b…e.

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  14. @Luciano
    Ma pensa, chi l'avrebbe mai detto: il Berlusca è nelle sabbie mobili. E' impantanato. E più si muove, più affonda. Ormai non può fare altro che stare fermo. Fini altro che cerino gli ha lasciato in mano: una torcia incandescente. Il premier è in una situazione irrisolvibile. Anzi può risolversi - e si risolverà - nell'unico modo che lui non vuole: con la caduta del suo governo. Fini ha scelto la strada più sottile, lacerante e devastante per Berlusconi. Poteva farlo crollare d'un colpo, togliendogli i voti, facendogli mancare la fiducia con i suoi futuristi di Fli. Invece no, lo sta rosolando pian piano. Lo sta facendo affondare. Perché ormai la situazione si è chiarita sotto gli occhi di tutti. Berlusconi non può, costituzionalmente, chiudere le Camere e mandare gli italiani al voto, chiedendo un plebiscito, che peraltro non può più ambire ad avere. Non può più nemmeno pensare di sostituire i finiani con l'Udc. I centristi annusano il vento che è si è girato e non andranno certo a fare la stampella. Senza considerare che Bossi non li vuole. Dunque il punto è uno e uno solo: si esce da questo pantano solo con la salita al Colle di Berlusconi, con le sue dimissioni in mano. A quel punto Napolitano aprirà le consultazioni e - sorpresa - troverà che c'è una maggioranza transitoria e trasversale pronta fare un governo di sei mesi per fare due cose: isolare Berlusconi e cambiare la legge elettorale, con un sistema più aperto e non maggioritario. Si è fottuto da solo!!!!!!

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  15. Fini che, prima scioglie AN nel pdl, e poi si accorge del pericolo che sta correndo lo Stato di Diritto con Berlusca al potere. (Unico lato positivo la "perdita" di Gasparri e LaRussa, attenti a non perdere la nuova agiatezza).
    Bossi che, accortosi che la barca ha una falla e che potrbbe affondare, inizia col pavenatre una sua uscita. Non si sa mai ....
    Triste teatrino di una classe politica, votata da un popolo di sedicenti furbi, lontana anni luce da quell'esempio di serietà espressa da quell' l'Europa di cui non capisco come facciamo ancora a farne parte!
    Che vergogna.

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  16. @Ilaria

    Sembra che le elezioni siano più lontane dopo le parole di Silvio Berlusconi che ha frenato l'alleato Bossi deciso ad andare alla urne il prima possibile. Si va avanti tranquilli, in Parlamento «ci sono i numeri». È quanto ha ribadito la scorsa notte dal Premier che oggi ha riunito a Palazzo Grazioli alcuni ministri del Pdl. Berlusconi ha confermato che si presenterà alla Camera a fine settembre per un discorso sul programma di governo. E a proposito dei contrasti fra Fini e Berlusconi, Italo Bocchino, capogruppo alla Camera di Futuro e libertà ha annunciato: «Entro oggi ci saranno le dimissioni di tutti i componenti di Futuro e libertà per l'Italia che ricoprono incarichi direttivi nel Pdl a livello nazionale e locale».Staremo pertanto a vedere gli sviluppi di questa intricata vicenda. Io continuo a dire che per il bene dell'Italia e degli italiani sopratutto si dovrebbe andare a votare entro l'anno in corso.

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  17. Guardiamoci intorno. Silvio Berlusconi è l’unico elemento di stabilità in Italia. Da destra a sinistra. Al centro, c’è addirittura una galassia di partiti e partitini in cerca di una guida, di un programma e di uno sbocco politico. Da Casini a Rutelli, oltre alle varie fondazioni di stampo montezemoliano, tutti si professano moderati ed invocano il nuovo.
    Ma il loro modo di far politica come somma di minoranze è vecchio: l’Italia ha scelto da tempo la linea dei due campi, quello moderato e quello di sinistra. Come in ogni Paese evoluto. Terze soluzioni sono state sconfitte ovunque, figuriamoci da noi.
    Il premier è dunque l’unico elemento di stabilità e governabilità, non solo politica ma anche sociale. Lo è adesso, che prosegue l’azione di governo. Ma lo sarebbe anche nel caso di elezioni anticipate.

    B.Mario

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  18. E ridagli.
    Il punto e' che la democrazia non funziona. O meglio, la democrazia nella migliore delle ipotesi rispecchia la societa' che la esprime.
    Nel nostro caso votare un partito e/o un politico, ad ogni livello, da sempre significa SCAMBIO DI FAVORI.
    Si cominicia dalla variante del piano regolatore del paese che rende edificabili terreni agricoli o dalle campagne di assunzione indiscriminata di dipendenti pubblici e via via si sale fino alle operazioni tipo la privatizzazione di Telecom o le varie operazioni finanziarie/bancarie.
    Sa cui la "stabilità" assume una connotazione positiva o negativa a seconda che uno stia mangiando la sua fetta di torta oppure se ne vuole una piu' grande.

    Ma "stabilita'" o "instabilita'" quello che non succede e' che cambi effettivamente qualcosa rispetto ai meccanismi di cui sopra. Quando cambia il governo l'unico effetto sensibile e' che vengono nominati nuovi personaggi nei posti chiave dove si distribuiscono soldi e favori in modo da fare mangiare di piu' una lobby invece che un'altra.
    Per il resto, tutto rimane IMMOBILE.
    Da cui se non si appartiene a qualche parrocchia, votare in Italia e' assolutamente inutile.

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