17.12.10

In Italia tasse al 43,5%

Tasse al 43,5%, Italia terza tra i Paesi industrializzati. Se per prelievo fiscale l'Italia svetta in testa alla classifica, scivola invece alla penultima posizione, sempre tra i Paesi dell'area Ocse, per l'occupazione giovanile: con il 21,7% fa meglio solo dell'Ungheria, ferma al 18,1%, ed è ben al di sotto della media dei Paesi membri, 40,2%. Tra i giovani occupati inoltre, riporta ancora lo studio, il 44,4% ha un impiego precario, e il 18,8% lavora solo part-time. Per quanto riguarda i disoccupati, oltre il 40% sono senza lavoro da lungo tempo, e il 15,9% appartiene al cosiddetto gruppo 'neet': né studiano né lavorano. Tornando alle tasse, l'Italia nel 2009 ha superato il Belgio per pressione fiscale e ha segnato un aumento mentre in molti degli altri Paesi il rapporto entrate-Pil calava grazie agli stimoli fiscali introdotti per far fronte alla crisi economica. I sindacati, commentando i dati, chiedono al governo di occuparsi "urgentemente" della riforma fiscale. E pensare che una delle priorità, almeno in campagna elettorale, di questo governo era la riduzione delle tasse. Fino ad oggi si è accertato una diminuzione certa del gettito fiscale, in Italia si continua ad evadere alla grande.



6 commenti:

  1. Per ridurre la pressione fiscale bisogna ridurre la spesa pubblica. Per ridurre la spesa pubblica ci sono due modi, razionalizzare la spesa cercando di diminuire gli sprechi o tagliare i servizi erogati dal servizio pubblico.
    E qui ci andiamo a scontrare col difetto originario della democrazia e cioè lo scambio di favori tra eletti ed elettori. In democrazia gli eletti non possono per definizione premiare il "merito" o la "efficienza" perché devono fare l'esatto contrario, cioè distribuire risorse A PRESCINDERE da chi se le merita.
    E' davvero semplice, il voto di due imbecilli conta più del voto di un Premio Nobel.

    E quindi in sostanza le democrazie causano il loro proprio tracollo con cadenza periodica. Da cui storicamente si esce con un evento catastrofico che azzera tutto, tipo una bella dittatura e/o una bella guerra.

    RispondiElimina
  2. Nota che l'idea fondamentale del "comunismo" non è dare risorse a chi se le merita ma dare ad ognuno in base alle sue NECESSITA'. Lo strumento per ottenere questo risultato è la collettivizzazione e la pianificazione della economia. Peccato che rimanga una questione irrisolta e cioè CHI prende le decisioni per la collettività e scendendo lungo la catena, decide quali sono le necessità di ogni individuo. Nella storia questo si è semplicemente tradotto nella crezione di una OLIGARCHIA di burocrati, non diversa dai nobili/proprietari terrieri che governavano le polis greche o la Repubblica romana.

    RispondiElimina
  3. Non era il governo del "non mettiamo le mani nelle tashe dei cittadini" ?

    RispondiElimina
  4. Ridurre la spesa pubblica nella realtà:
    - eliminare gli sprechi
    - combattere le clientele
    - tagliare gli enti inutili
    - lottare contro l'evasione e l'elusione


    Ridurre la spesa pubblica nei sogni bagnati di chi dico io:
    "Sono tutti fannulloni, sbroc sbroc, tagliare tutto come viene viene sbroc sbroc sanità privata pubblica amministrazione privata sbroc sbroc sbroc"

    RispondiElimina
  5. ma cosa dite!! sinistri che non siete altro!! io voto Berlusconi, e Berlusconi mi ha sempre detto che lui le tasse le abbassa!!!

    O volete dirmi che Berlusconi promette e non mantiene?

    berlusconiani, questo è un post che fa per voi... forse APRIRETE GLI OCCHI!!

    RispondiElimina
  6. "Pagare le tasse è bello.., bamboccioni"
    Ho rubato questa frase in omaggiio di colui che ci ha lasciati, a 70 anni ancora sul mercato del lavoro.
    Almeno ora si è liberato un posto per qualcuno più giovane e (bisognoso?)

    RispondiElimina