17.3.11

150° dell'unità d'Italia

Con il 150° dell'Unità d'Italia «festeggiamo il meglio della nostra storia», pagine che nessuno deve dimenticare. Non dobbiamo dimenticare che «se fossimo rimasti come nel 1860, divisi in otto stati, senza libertà e sotto il dominio straniero, saremmo stati spazzati via dalla storia. Non saremmo mai diventati un grande paese europeo». Lo ha detto ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dal palco allestito in Piazza del Quirinale per celebrare la «Notte Tricolore», che avvia le celebrazioni dell'Unità d'Italia. Napolitano ha sottolineato che a questa festa devono partecipare tutti, anche coloro che hanno diverse idee politiche.

I ministri leghisti diserteranno. Nel Pdl l'imbarazzo è palpabile: qualcuno confida in un ordine di Bossi che eviti l'incidente, ma i più sono rassegnati. Per questo il ministro La Russa, coordinatore del Pdl, prova a ridimensionare la portata del possibile sgarbo del Carroccio: «Non c'è obbligo di presenza, ma c'è obbligo di rispetto», dice allargando le braccia. I leghisti, comunque, non saranno gli unici: tra gli assenti, anche il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, che intende così protestare, a quasi due anni dal sisma, per i ritardi nella ricostruzione della sua città, «un pezzo d'Italia abbandonato».
 

11 commenti:

  1. Ma mi faccia il piacere... parafrasando Totò, di quale unità stiamo parlando?

    Una sciagura condividere la nazione con gente che ha valori distanti
    anni luce dai nostri; mi riferisco ai meridionali, ai romani.

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  2. Sono veramente dispiaciuto di dover festeggiare il 150 esimo dell'Unità d'Italia avendo come Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, la persona che in maggior modo ha contribuito a dividere gli Italiani, a creare odio e contrapposizioni, la persona che in questi giorni si trova imputata in quattro diversi processi.

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  3. Che cosa stiamo festeggiando? Perché se qualcuno dei festanti si fosse preso la briga di leggere la storia (vero Napolitano?) forse oggi capirebbe perché non sussiste alcun motivo valido per bloccare una nazione obbligandola a festeggiare il nulla! Ci son zone che son italiane da meno di 100 anni e lo sono diventate con la forza, ci sono fatti storici che certificano che nel 1861 non v'è stata alcuna unificazione... E' il solito grasso proselitismo italico, quello che ha reso questa bellissima nazione

    una barzelletta!

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  4. Non so...forse qualcuno oggi vorrebbe essere l'appendice dell'Austria oppure ha nostalgia del Regno delle Due Sicilie.
    Curioso che quando c'è qualche calamità che richiede finanziamenti, l'appello alla solidarietà nazionale si leva tanto da nord quanto da sud.

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  5. Sentire Schifani che parla di patria è un tantino riprovevole

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  6. Io vedo solo degli stupidi o degli ipocriti.

    Iniziamo col dire che l'idea di Italia come Nazione e' stata inventata dopo Caporetto quando i comandi italiani hanno preso atto che fucilare un soldato a caso ogni 10 non era un buon sistema per convincerli a combattere senza una ragione. Allora fu inventata l'idea di "patria littoria" con tutto lo scenario romano di cartapesta che poi genero' negli anni immediatamente successivi il Fascismo.

    Alla fine della ultima guerra tutta la retorica "patriottica" venne rigettata in favore dei due "universalismi", quello comunista e quello vaticano.

    Per 50 anni i due partiti maggiori si sono spartiti il potere rappresentando i due "internazionalismi" e quindi negando il concetto di Nazione.

    Fino a che con "tangentopoli" il sistema dei partiti e' collassato. Ma anche senza i partiti rimanevano gli interessi corporativi e para-mafiosi su cui si fonda VERAMENTE l'Italia, insieme con l'atavica propensione alla truffa e al raggiro.

    Quindi riecco gli alti comandi riscoprire la retorica littoria e le glorie di Roma.

    E' tutto molto triste. Bisogna essere un po' scemi per non capire che Berlusconi non e' la causa dei problemi, casomai e' una conseguenza. Cosi come bisogna essere un po' scemi per non capire che se 4 o 5 regioni mantengono le altre 15 la Nazione non sta in piedi.

    Scusatemi se in questo pezzo di medio oriente non festeggio anche io sparacchiando col kalashnikov per strada.

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  7. Ah poi a proposito della Costituzione: e' stata scritta avendo come riferimento la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e quindi e' necessariamente "internazionalista" anch'essa, quindi incompatibile col concetto di Nazione.

    Significa che la Costituzione mira ad estendere i "diritti" (lasciamo perdere i "doveri") a qualsiasi essere umano, non agli Italiani intesi come "etnia".

    Una Nazione non si definisce tirando una riga sulla mappa, come mera espressione geografica. Infatti tutte le Nazioni che sono nate in quel modo, di solito come esito del colonialismo, non funzionano.

    Una Nazione si fonda sul legame di sangue. Non a caso l'Italia e' il Paese dei campanili. Dipende dal fatto che quella e' la REALE percezione di "comunita' di sangue" che come Italiani riusciamo ad avere.

    E quindi chiunque puo' venire in Italia e dirsi italiano. Ma nessuno puo' andare a Pisa e dirsi pisano a meno che non ci sia nato.

    Tutto il resto e' una conseguenza.

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  8. Ma quanto è bella la nostra bandiera ( e quel che rappresenta)?
    Il resto non conta (oggi)

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  9. Io non ho' festeggiato NULLA, che motivo c'e per gioire ??? in questi ultimi 30 anni l' Italia, e' regredita in modo esponenzialmente grave, abbiamo tutti i PRIMATI dell'EUROPA, ( ma i PEGGIORI ) i nostri POLITICI e la politica in generale e' arrivata ai limiti storici in fatto DI ETICA E ONESTA' e gli stessi hanno contribuito a DIVIDERE GLI ITALIANI.
    L'unica cosa positiva . Oggi mi gusto il NABUCCO,un'opera del grande VERDI, gia',.. la lirica e l'arte RINASCIMENTALE, sono le uniche e poche virtu'ITALICHE per le quali mi RENDE fiero di questa mia PATRIA.

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  10. Si mentre in Italia si spendevano risorse per costruire San Pietro, tra l'altro i palazzi e le chiese di Roma sono stati fatti demolendo le rovine romane e con le statue di marmo ci facevano la calce, nelle altre nazioni si costruivano gli imperi e le rotte commerciali oceaniche. Colombo ha scoperto le Americhe navigando per conto della Regina di Spagna. Leonardo, prima di andare a lavorare per il re di Francia, viveva organizzando le feste del duca di Milano.
    Eravamo pronvinciali anche ne Rinascimento, che sempre per la propaganda littoria di cui sopra, ci hanno venduto come l'apice massimo della "Italianita'".

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  11. Per capire l'Italia bisogna guardare cose concrete tipo i 30 milioni di emigrati (di allora, oggi gli oriundi si stimano intorno agli 80 milioni).

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