23.2.14

Chieti - C'era una volta la badante ucraina...


C’era una volta la badante ucraina o polacca. Ora quel mestiere è ambìto anche dalle nostre donne, che tornano ad assistere a domicilio anziani e disabili pur di far quadrare i conti. I tempi sono cambiati e oggi si torna a fare mestieri scomodi e difficili, che parevano ormai abbandonati dagli autoctoni per andare a costruire un reddito ai lavoratori stranieri, che per necessità si adattavano a prendere ciò che passava il convento. C’è chi per anni ha sostenuto che “gli stranieri portano via il lavoro agli italiani”: ora il ciclo si è invertito e sono gli italiani a fare concorrenza spietata agli stranieri. Ho conosciuto di persona ingegneri, architetti e laureati in giurisprudenza, che si ritrovano, magari sposati e con un mutuo da onorare che accettano qualsiasi lavoro pur di arrivare ai mille euro mensili. C’è anche chi si è adattato pure a posare cubetti di porfido. Parlo di gente che ha seguito un percorso formativo per poter scegliere la propria occupazione. E che ora non sceglie, ma accetta ciò che gli è imposto dalla necessità. All’interno della precarietà, è cresciuto il divario tra chi ha un reddito e chi non lo ha. Le famiglie che perdono un “pezzo” di lavoro, come può essere un’occupazione part-time, si trovano in gravissime difficoltà. É la conferma che oggi la priorità assoluta è ricostruire il lavoro come elemento fondante per la crescita di una comunità.Speriamo solo che i nostri politici si decidano a formare un governo che permetta di rilanciare un pò l'economia del nostro paese creando anche occupazione.

@enio

15 commenti:

  1. non c'è occupazione per tutti, si perdono posti di lavoro, le aziende delocalizzano... cari ragazzi, tornate alla terra, perché non si vive mangiando computer ed è dall'economia primaria del cibo che si parte per uscire da questa crisi. Fortunato chi lo capirà per primo

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  2. Infatti, chi mi parla di "bamboccioni" non vede i ragazzi che si danno da fare accettando di tutto pur di andare avanti e persone anziane che corrono dietro a qualsiasi lavoro perché in questo mercato moderno ormai "i vecchi" e "troppo specializzati" sono scartati a favore di giovanissimi apprendisti.
    Inoltre, pur di usufruire delle agevolazioni fiscali, una gran parte di datori di lavoro preferiscono assumere giovani e pagarli pochissimo, piuttosto che persone d'esperienza che sanno lavorare...Senza dubbio l'artigianato ha perso una gran parte di lavoro e bisogna ricostruire anche questa eccellenza.
    La globalizzazione è stata una fregatura madornale, con la dislocazione di stabilimenti all'estero... c'è molto da fare...

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  3. Ma chi può non essere d'accordo con te, caro Enio? E condivido anche il pensiero di Luca. Dagli ultimi 20 anni ad oggi non si è fatto altro che peggiorare la situazione occupazionale in tutto il paese. Sarebbe ora che, invece di criticare senza fondamento e stupidamente i nostri ragazzi, ci si ponesse seriamente il problema di trovare misure a favore del lavoro. Non possiamo che sperare che questa volta qualcosa accada, sperando che non diventi peggio del presente.

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    1. Anch'io credo che in un'Italia dove i pomodori li raccolgono gli africani, le mucche le mungono gli indiani, gli alpeggi valdostani li tengono i polacchi e l'uva del Barolo la vendemmiano i macedoni sarebbe un gran successo se un pò di giovani facessero veramente i contadini: «Perché da questa crisi forse si esce tornando alla terra».

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  4. Tu ci credi che il nuovo governo ce la faccia a sistemare l'attuale catastrica situazione?
    Possiamo solo sperarlo.

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  5. Enio, sveglia.

    Qualcuno dovrebbe dire a Camusso e Landini che sette ditte di Taiwan progettano e fabbricano TUTTI I PORTATILI DEL MONDO. In Europa siamo qui a contare le auto immatricolate come se fosse un problema e intanto dismettiamo le produzioni e facciamo il deserto per importare tutto dall'estero, SOPRATUTTO la tecnologia. Vedi il caso di Nokia, che era l'ultimo "piccolo colosso" europeo.

    Riguardo la raccolta di frutta e verdura, l'Italia è autosufficiente solo per quattro o cinque prodotti, TUTTO IL RESTO viene importato. E non parliamo di prodotto esotici ma di latte, olio, grano, carne, eccetera.

    Forse non lo sapete ma importiamo anche i tondini di ferro per l'edilizia. Costa meno farli venire dalla Cina via nave che fabbricarli in Italia.

    La situazione attuale è una cosa che va contro il nostro interesse ma che vi (a voi) stava venduta come una cosa inevitabile e tutto sommato giusta. Invece va nell'interesse delle elite finanziarie sovra-nazionali che fanno grandi profitti spostando merci e persone di qui e di la nel mondo.

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  6. io ho già dato, subito dopo la laurea ho fatto due anni nel bosco, facevo i socialmente utili: lavora perché ne ha bisogno. Ero compatita. Avrei dovuto stare ad aspettare un posto da dirigente e nell'attesa farmi mantenere dai miei?

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    1. Come se i lavori socialmente utili non li pagasse nessuno.

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  7. Dai che Renzi risolve tutto in un mese!

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  8. Mia madre (97 anni) vive a Mestre ed ha una badante ucraina. Pur preoccupata per le sorti del suo paese e dei suoi, continua ad accudirla con pazienza e saper fare. Sono sicuro che anche le italiane saprebbero fare altrettanto, ma il lavoro è piuttosto duro. Vivere con una persona anziana giorno e notte, con qualche giornata libera, non è facile e comporta di non avere una famiglia propria, come è il caso delle badanti che arrivano dall'est. Buonanotte.

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  9. Che triste notizia.
    Adesso gli anziani, anche con 1500 euri di pensione non potranno più contare su nessun aiuto, che la/il badante, regolarizzato con ferie, liquidazione, 40 ore settimanali, vitto e lloggio, tredicesima e biglietto di viaggio per il ritorno a casa, costa molto di più dei suoi 1500.
    Ormai la professione è regolata nell'apposito albo e potranno usufrirna le prestazioni solo i caporioni (sindacalisti, funzionari statali, managers, liberi professionisti, mignotte, etc..), nun è robba pe' lavoratori o contribuenti

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    1. La soluzione esiste ed è ovvia. Le famiglie italiane si dovranno riprendere in casa i propri vecchi. Quelli che la famiglia non ce l'hanno dovranno andare all'ospizio.

      C'è anche la soluzione eskimese, quella si dovrà attuare quando collasserà la Sanità Pubblica.

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    2. qual'è la soluzione eskimese?
      noi ci siamo divisi i compiti, mamma di 88 anni autosufficiente, uno passa la mattina e chiede di cosa ha bisogno, l'altro passa il pomeriggio o la sera per vedere se i bisogni sono stati soddisfatti e mia sorella ogni tanto va a stare con lei per vedere, se prende le pastglie ad orari, se mamngia o fa finta etc etc. Mia madre rifiuta la badante e al solo sentirla nominare si augura una serena morte.Per adesso si va avanti così. Premetto che non ama molto le nuore e vole essere, finchè lo può, artefice del suo destino, in casa sua.

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  10. La soluzione eskimese è quella per cui il vecchio un bel giorno va a farsi una passeggiatina sul pack e ci resta.

    La vita media in Italia è tra le più alte del mondo.
    Questo dipende sostanzialmente dalla quantità di risorse investite in passato nella cura degli adulti e poi degli anziani. Se per esempio la Sanità Pubblica non si può permettere di fare esami diagnostici a tutti gratis, le malattie non possono essere prevenute. Se si deve optare per cure meno costose, il risultato sarà inferiore e via via, a salire fino ai trapianti.

    Allo stesso tempo, il modello attuale di organizzazione sociale e familiare, che ci arriva dalla anglosfera e che punta alla massima "realizzazione" individuale, è radicalmente differente rispetto al modello tradizionale del clan familiare dove mogli, cugine, zie, nonne, si occupavano della casa, inclusi marmocchi e vecchi.

    E' chiaro che quando non potremo più sostenere lo Stato Sociale "tutto a tutti" attuale, quando dovremo scegliere tra lavorare per passare lo stipendio all'asilo nido o alla badante o alla casa di riposo invece che stare a casa, dovremo ritornare alle antiche abitudini, per un mero calcolo energetico di dare e avere.

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  11. Anche dalle mie parti si stanno tutti adattando a lavori diversi pur di avere uno stipendio...

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