29.7.14

Chieti - Scarsa manutenzione nelle scuole italiane


Gli edifici delle scuole italiane sono caratterizzati da un'insufficiente manutenzione ma anche da seri problemi strutturali: ad esempio in 24 mila, su un totale di 41 mila, tutti gli impianti non funzionano (elettrici, idraulici e termici) o, nel migliore dei casi, sono insufficienti o non a norma. Novemila edifici praticamente sono privi di intonaco e in altri 7.200 sarebbe necessario rifare tetti e coperture. Questi alcuni dei dati emersi a fronte di uno studio del Censis, messo a punto nell'ambito del quinto "Diario della transizione". A Chieti poi, quest'anno, mancano addirittura i soldi per continuaqre a pagare l'affitto ad alcune classi dello scientifico, perchè le aule, site in un edificio di proprietà della curia vescovile, costano svariate migliaia di euro di affitto al mese. Siccome siamo in piena Spending Review, si è pensato di mandare 8 classi in un istituto tecnico, distante qualche kilometro, per riutilizzare i soldi risparmiati per interventi negli altri istituti della città. Apriti cielo, contestazione dei genitori, che non vogliono sobbarcarsi un ulteriore spesa, per pagare l'abbonamento al filobus, ai propri pargoli e convocazione da parte di un gruppo di alunni dell'assessore all'istruzione, per "interrogarla" sulle voci di spesa, cui lei andrà ad agire per ottenere i risparmi da riutilizzare poi nelle riparazioni delle altre scuole cittadine. Riunioni fiume, discussioni e contestazioni, ma siccome la "tizia" interpellata ha le cosiddette "palle", da settembre, i pargoli, se vogliono continuare a frequentare lo scientifico, si dovranno accomodare a Chieti Scalo. Nove classi del Masci allo Scalo, mentre il sindaco, "poverello", prende carta e penna per chiedere al vescovo di non riscuotere l'affitto almeno per quest'anno. Intanto domani mattina alle 11 l’assessora provinciale alla Pubblica istruzione, Carla Di Biase, ha convocato una conferenza stampa per fare il punto della situazione sul trasferimento di alcune classi del Masci all’istituto De Sterlich. Sembra una commedia scritta da Eduardo. Staremo a vedere cosa ne verrà fuori...

8 commenti:

  1. tutto bene diamo soldi per la solidarietà internazionale ma le nostre scuole sono messe così, arriverà il momento che ce la faranno loro solidarietà

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  2. Purtroppo da noi le cose non vanno benissimo. A fronte di interventi edilizi eccellenti ci sono scuole che sembrano accampamenti. Le palestre poi sono ancora un miraggio e il servizio mensa è penoso. Dirigenti scolastici assolutamente latitanti, assessore provinciale assente...

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    1. i miei figli e poi i miei nipoti hanno mangiato per anni nelle mense scolastiche, quindi non condivido affatto il tuo giudizio, ma noi italici ci lamentiamo di solito anche del brodo grasso

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  3. Ti assicuro che i soldi non ci sono davvero.

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    1. Renzi parla di tirare fuori un bel pò di euro,per le ristrutturazioni, non si capisce cosa aspetti a farlo... le scuole fra un pò ripartono e ho paura che per quest'anno le cose resteranno ancora così.

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  4. Se si trascura la "SCUOLA" in generale, si butta via il futuro dei nostri figli e nipoti ma anche di tutti noi.

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  5. Sembra essere tutto allo sfascio. Sarà anche così, ma c'è una sorta di compiacimento nell'opporsi sempre a qualsiasi nuova iniziativa. quali che siano le ragioni che l'hanno determinata.

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  6. Siamo sempre alle solite.

    Lo "sfascio" non è un incidente, è la conseguenza di una serie di fenomeni ovvi.

    Prima cosa, gli Italiani sono maleducati, nel senso di educati male. Tradizionalmente non hanno poco o nessun senso dello Stato e della "cosa pubblica", se non come di una terra di nessuno dove si può depredare e vandalizzare a piacimento.

    Seconda cosa, la "sinistra" ha venduto l'idea dei "diritti", per cui tutti hanno "diritto" a tutto. Il risultato è che ti trovi un servizio pubblico semi-gratuito che vale poco o nulla ma costa tantissimo per l'esigenza di dare lavoro a più gente possibile, nello stesso tempo, mentre paghi le tasse sempre più alte per ripianare la spesa pubblica insostenibile, sei costretto a rivolgerti ad un servizio privato oppure devi creare una rete di "conoscenze" che ti permettano di accedere alle nicchie di privilegio del servizio pubblico.

    L'edilizia scolastica e la qualità dell'insegnamento è esattamente lo stesso problema dell'edilizia ospedaliera e la qualità dell'assistenza sanitaria. Allo stesso modo in cui si iscrivono i figli alle scuole e alle università private, allo stesso modo ci si rivolge agli studi dei medici e alle cliniche invece che alla ASL.

    Soluzione? Non ne vedo.

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