23.12.15

Un sindaco che non lo manda a dire


Nella bergamasca, precisamente a Pontoglio, sono recentemente comparsi per le strade questi cartelli. Fa discutere l'iniziativa di Alessandro Seghezzi, il sindaco di Pontoglio per questi cartelli, messi lì, per chiedere il rispetto dei valori occidentali tanto che molti giornali stranieri hanno dedicato spazio a questo fatto. «Paese a cultura occidentale e di profonda tradizione cristiana. Chi non intende rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene» si legge su uno dei cartelli che la giunta comunale ha voluto con l'approvazione di una delibera ad hoc.


6 commenti:

  1. Modestamente credo, che pretendere il rispetto e le tradizioni del luogo dove si è ospiti non sia assolutamente né un reato, ne un' ipocrisia. Con ciò, nulla e nessuno vieta agli ospiti di continuare liberamente ad osservare e mantenere le loro tradizioni. Solo con queste premesse può innestarsi un serio dialogo e rispetto reciproco.

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  2. ciao Ennio, buone feste a te e famigghia

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  3. Sono d'accordo con il commento di Silvio. Arrivo per farvi i miei migliori auguri per il 2016.

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  4. Mi sembra che dietro ci sia un fanatismo molto pericoloso.
    Intanto Buon Anno a te e a tutti i tuoi.

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  5. Quando leggo certi commenti prima mi incazzo e poi mi intristisco perché constato ancora e ancora l'evidenza della origine delle maggior parte delle nostre rogne.

    Silvio a quanto pare non capisce la differenza tra "ospite", cioè qualcuno che tu inviti a cena a casa tua e "intruso", cioè qualcuno che si introduce a casa tua forzando la porta, oppure peggio, che lo Stato introduce in casa tua forzando la porta (come fanno quando portano i pulmini pieni di "ospiti" di notte per distribuirli in tutti i comuni italiani, obbligando poi le autorità locali a trovargli una sistemazione).

    Esistevano delle leggi in Italia, secondo cui per soggiornare sul territorio nazionale bisognava chiedere il permesso. In ossequio ai principi del caccocomunismo, queste leggi sono state abolite, emendate, rese inapplicabili, al fine di consentire il soggiorno a chiunque, comunque, ovunque.

    Questo significa semplicemente che l'Italia come Nazione ha cessato di esistere, non ha confini, non ha leggi, lo Stato non è espressione della sovranità popolare. Siamo tutti "ospiti", siamo affittuari di qualche entità burocratica sovranazionale che concede a me come ad un magrebino di vivere qui oppure in un altro posto, alle condizioni decise da altri.

    Chi non si uniforma alla propaganda auto-distruttiva e ai provvedimenti che smantellano lo Stato nazionale e tolgono agli Italiani la propria auto-determinazione, è un "fanatico pericoloso".

    Chiudo suggerendo a tutti di andare ad "innestare un serio dialogo e rispetto reciproco" all'estero, magari nei Paesi da cui provengono gli "ospiti".

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