1.6.17

Nell’urna italica entrerà il modello tedesco ?


Forse è presto per dirlo, perché la «prova dell’Aula» sarà dura, ma è possibile che il Parlamento ci stia per dare una nuova legge elettorale per Camera e Senato, sul modello tedesco. O meglio, «alla tedesca», cioè con un meccanismo che lascia fuori i partiti con meno del 5% dei voti, ma per il resto (nella versione italiana) è puramente proporzionale. In pratica, con i rapporti di forza degli ultimi mesi, entrerebbero in Parlamento quattro partiti (Pd, M5S, FI, Lega) o cinque (se Fratelli d’Italia o gli ex Pd del Mdp superassero la soglia). In sintesi, le prossime elezioni sarebbero una gara fra una possibile «grande coalizione» (alla tedesca, appunto) fra Pd e Forza Italia e un ipotetico «fronte antieuro» di M5S e Lega. Poiché i due blocchi eterogenei si equivalgono, potremmo fare la fine della Spagna, che fra il 2015 e il 2016 ha dovuto votare per due volte perché non c’era maggioranza possibile in Parlamento. Questa è la ragione che ieri ha fatto fibrillare la Borsa: in effetti, la possibilità che si voti a settembre- ottobre con una legge elettorale che potrebbe non far vincere nessuno apre foschi scenari per l’approvazione della legge di Stabilità per il 2018.

4 commenti:

  1. Invece una Legge Elettorale che rimetta in mano il Parlamento al PD e il Governo a Renzi, quella si che ci farebbe dormire sonni tranquilli.

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  2. solo NOI, del partito degli under 70.000, abbiamo nel programma il referendum per farci annettere dalla germania e solo allora saremo sicuri di esser governati dalle loro leggi, altro che queste chiachiere per l'immaginificità del bobbolo

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  3. qui ritorna odore di incostituzionalità,con liste bloccate, candidature multiple e trucchi vari.
    comunque andare a votare così alla cieca è da pazzi incoscienti

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  4. Di tedesco c'è solo la soglia di sbarramento al 5% mentre, per il resto, è la solita porcata all'italiana. Invece ci sarebbe da chiedere, a questi signori che vanno in TV a dire che sono tutti d'accordo, se è questa la degna conclusione della rivoluzione liberale promessa dalla destra berlusconiana, della rottamazione promessa dai renziani o della democrazia del futuro di stampo grillino!

    Ci stiamo stringendo, piano piano, una corda al collo... ma che ce frega? Tutti al mare a mostrà le chiappe chiare!!!

    Ciao Enio.

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