23.8.20

La sfida autunnale

 

Un occhio alla curva dei contagi che, giorno dopo giorno, è tornata a salire. E un altro alla curva del Pil, che continua a scendere. Fra aprile e giugno è crollato del 12,3% rispetto ai tre mesi precedenti. E del 17% se il confronto si fa con lo stesso periodo del 2019. Ora i riflettori sono concentrati sui dati di settembre. Il ministro dell’Economia si aspetta un «rimbalzo» prodigioso. E quasi scontato dal momento che da maggio l’Azienda Italia si è rimessa in moto dopo i due mesi di lockdown. Ma la grande paura è tutt’altro che passata. Il Covid è più attivo che mai. E un dato è certo: il Paese non reggerebbe alla forza d’urto di un nuovo lockdown. Per questo il governo sa che, in autunno, si giocherà la sua partita più difficile. E, sul tavolo, non ci sarà solo una eventuale emergenza sanitaria, che nessuno si augura. Ma, anche, la grande emergenza dell’economia, ormai sotto gli occhi (e, nel portafoglio) di tutti gli italiani. Finora il governo ha giustamente pensato ad affrontare i problemi attraverso sussidi e bonus. Niente da dire, per carità. Ma ora è diverso. In autunno verranno al pettine tutti i nodi di un Paese che ha bisogno più che mai di progetti e interventi tangibili. Non basta fare l’elenco dei 130 cantieri sbloccati. Bisogna farli realmente partire. Così come non sono più compatibili i tempi biblici per l’attuazione dei decreti o delle misure anti-crisi. Così, infine, come non possono essere ammessi ritardi nell’utilizzo dell’ingente dote di risorse che l’Italia è riuscita ad ottenere a Bruxelles. L’autunno sarà rovente. 


1 commento:

  1. Ma, proprio nei momenti più difficili, l’Italia ha dimostrato di potercela fare, di avere la capacità e la forza per rimettersi in piedi. Dobbiamo solo ricordarci che accanto a Covid c’è un altro virus che dobbiamo combattere: quello che per tanti anni ha bloccato il Paese sul terreno delle
    riforme e degli investimenti. Ora davvero non ci possono essere più alibi.

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