28.12.10

Disoccupazione & cattivi genitori

 
Secondo il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, la disoccupazione è colpa dei cattivi maestri e di cattivi genitori che spingono i propri figli a seguire dei percorsi formativi che non tengono minimamente in considerazione le richieste del mercato del lavoro: «Ci sono anche i "cattivi maestri" e i cattivi genitori" tra le cause della disoccupazione in Italia» ha tenuto a precisare il ministro. A suo avviso bisogna rivalutare l'istruzione tecnica e professionale evitando che una scelta liceale sia fatta per sola convenzione sociale e non accorgendosi invece che il figlio ha l'intelligenza nelle mani. Lo stesso concetto era stato espresso nei scorsi mesi anche dai principali dirigenti delle categorie industriali ed artigianali italiane.Del resto pure in Inghilterra, si sono privilegiate, negli ultimi anni, tutte quelle università ad indirizzo tecnico, che sono state sovvenzionate in misura superiore a quelle con un indirizzo umanistico.

16 commenti:

  1. Questa è l'ennesima dimostrazione del basso livello d'intelletto della politica romana! Mai sentita una cavolata più grande! La disoccupazione caro Sacconi non è dovuta dai genitori, ma perché ci sono due fattori che la scatenano oggi in Italia: crisi economica e scarsa competitività delle nostre aziende! Se agli inizi degli anni '90 invece che grattarsi le parti basse si fosse investito in ricerca e tecnologia a quest'ora la nostra economia sarebbe già ripartita come quella tedesca.

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  2. Il ministro Sacconi ha in effetti detto una parte di verità, che nella nostra società consideriamo i lavori manuali degradanti e per questo molti ragazzi vengono spinti verso studi per i quali non sono portati o che non sviluppano nessuna competenza valida sul lavoro.
    L'altra parte della verità, responsabilità dei politici, è di avere creato un sistema di istruzione in Italia, in cui anche il più asino degli asini puo' farcela a portarsi a casa una laurea. Alle superiori non si boccia piu' nessuno,all'Università si possono ripetere gli esami all'infinito e stare fuori corso per secoli.... Serve piu' selezione tenendo fuori gli incapaci che magari potrebbero essere capacissimi nell'eseguire lavori manuali enormemente utili...

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  3. Forse il ministro Sacconi si dimentica che per molti lavori "manuali" danno una paga "leggermente" più bassa di alcuni lavori di concetto lautamente retribuiti... Forse se un bravo operaio fosse pagato come un "dirigente" ci sarebbero molti ragazzi che sceglierebbero professioni "manuali"... comunque sono d'accordo con Andrea ....è anche giusto investire in ricerca e tecnologia, ma poi serve personale qualificato che ha seguito un certo percorso formativo che gli permetta di trovare più facilmente lavoro una volta terminati gli studi, es. con un diploma da perito edile/meccanico/elettrotecnico le difficoltà dovrebbero essere ridotte al minimo, con un diploma in lettere "auguri e buona fortuna".... magari se sei un buon calciatore o hai il fisico da velina...

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  4. Scusate ma secondo me vedete le cose con gli occhi di 20 anni fa.

    Il problema della occupazione e' lo stesso del problema generale della economia e cioe' il fatto che il mondo e' cambiato e sta cambiando a seguito della caduta dei "blocchi" in cui era diviso fino agli inizi degli anni '90.

    Si, investire nella ricerca e nella tecnologia. Ma alla fine se produrre un IPhone in Cina costa 1/10 che in Europe, prima si sposta la mera attivita' manuale, poi questa a sua volta crea il cosidetto "indotto" e alla fine si sposta anche la ricerca e sviluppo, perche' i Cinesi non sono scemi e un ingegnere cinese costa comunque 1/10.

    Tutta l'elettronica che troviamo sugli scaffali dei nostri supermercati non solo e' prodotta e assemblata in Asia, e' anche in gra parte progettata da quelle parti.

    Poi consideriamo che l'Italia, rispetto ad altri paesi, paga il fatto che non esiste una industria sopra la dimensione piccola e media. Questo limita pesantemente le possibilita' di fare ricerca e sviluppo a meno che non sia finanzato direttametne dallo Stato e chiedere allo Stato italiano di fare qualcosa che non riesce a fare il "privato" significa credere alle favole contro l'evidenza.

    In America la ricerca e' trainata sia dal complesso militare la cui spesa e' superiore a quella di tutto il resto del mondo messo insieme che dai colossi industriali che di fatto finanziano le migliori universita'. Inoltre esiste un concetto che in Italia e' ignoto e cioe' quello del "venture capital" per cui appena hai una idea per una invenzione tecnologica, un software, un prodotto qualsiasi, trovi subito degli investitori disposti a scommettere sulla tua idea.

    Insomma, il problema e' che l'Italia ha recentemente perso la sua nicchia europea, nella quale riuscivamo a produrre ed esportare un sacco di cosettine nelle quali mettevamo la nostra capacita' medievale di cavare il sangue dalle rape.

    I politici non hanno la minima idea di come gestire il cambiamento per cui e' normale sentire le cretinate piu' incredibili.

    Abbiamo importato 5 milioni e rotti di immigrati perche' servivano per le attivita' che gli Italiani non volevano fare.

    Adesso ci dicono che non c'e' posto per tutti questi laureati in lettere o in design e quindi meglio se facciamo gli operai e gli idraulici.

    Gli immigrati li rimandiamo a casa?

    Poi, ammesso che si riesca a dare una spinta alla sempre piu' fatiscente Scuola Pubblica e a formare un sacco di Fisici, Matematici, Chimici, Ingengeri, eccetera, siccome non abbiamo una industria che li possa impiegare, li manderemo a lavorare all'estero.

    Cosi alla fine l'investimento in formazione sara' usato da qualcun altro.

    Rivoglio Prodi, secondo il quale il Sud d'Italia sarebbe diventato lo "hub" per il traffico merci cinese verso l'Europa. O quei geni che sostenevano che mano a mano che i Cinesi diventano ricchi noi gli avremmo potuto vendere le Ferrari.

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  5. E la soluzione?
    Direte voi...

    Non c'e'. Questa e' una cosa che il politico non puo' dire per definizione ma non c'e' modo per invertire questo processo epocale. Anche le idee tipo "new deal", cioe' pompare risorse nelle opere pubbliche e nelle infrastrutture, non cambia nulla nel quadro attuale.

    Inevitabilmente la ricchezza si sposta da qui a la. Quindi ci dobbiamo aspettare un futuro di declino e impoverimento.

    Chi avra' la opportunita', emigrera' o nei paesi emergenti o in quelli declinanti il cui declino sara' piu' lento del nostro.

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  6. Quando i vari Sacconi, La Russa, Berlusconi, Bersani, Fini manderanno i loro di figli alle professionali e poi a lavorare in un cantiere o in una catena di montaggio a Pomigliano,allora le parole dell'On.(?) Sacconi diventeranno CREDIBILI!!

    ANDATE VOI POLITICI DEL PIT A FARE CERTI LAVORI, CHE NON VI MERITATE ALTRO!

    Ci vuole una faccia tosta a dire certe cose! mi sembra come ai tempi della guerra:i politici a smuovere il popolino per andare in guerra, e intanto i loro figli tranquilli nelle loro ville.

    SACCONI MANDA TU TUO FIGLIO IN FABBRICA!!!

    magari la politica inizierà a capire cosa vuol dire LAVORARE!!

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  7. Questo è un ministro delle mie parti. Non è un'uscita felice, ognuno prova a fare quello che riesce. Se vuole fare il liceo perchè impedirglielo?

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  8. Il problema non e' il Liceo, il problema e' IL LAVORO.

    In Italia ci sono due forme di lavoro, le famose "partite IVA", che possono evolvere in piccole e medie imprese e l'impiego negli enti pubblici e/o collegati.

    Il "titolo di studio" serve solo per il secondo tipo, cioe' l'impiego pubblico. Da cui deriva l'idea di Scuola come un pezzo del macchinario pubblico, che impiega e produce impiegati pubblici.

    Per il primo tip, cioe' le "partite IVA", si divide tra "artigiano" che impara dall'apprendistato e dalla pratica, quindi non gli serve molta scuola e "scienziato". Di seguito si considera che la Scuola non produce "scienziati" e se per caso ogni tanto ne scappa fuori uno, questo andra' comunque a lavorare all'estero. Negli altri casi, chi puo' manda i figli a studiare all'estero fin da principio, quindi non interessa.

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  9. Comunque quale genitore augurerebbe al proprio figlio di andare a lavorare a Pomigliano o a Mirafiori dati i continui attacchi ai diritti dei lavortatori?!?... L'Italia ha veramente un problema di lavoro operaio, sia per quanto riguarda i diritti, che le retribuzioni, che gli incidenti sul lavoro..... Ed i politici che fanno? Le sparate alla Sacconi sono proprio fuori luogo, che veramente mettano mano alla "QUESTIONE LAVORO" e prendano a calci sul serio la gente come Marchionne invece di sistemare mogli, figli ed amanti nelle università o posti pubblici vari!....

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  10. Secondo lui meglio operai anche se specializzati e meno persone di cultura.

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  11. State trattando un argomento molto delicato. Non è facile dire cosa è meglio o peggio perchè al peggio non c'è mai fine. Colpa dei genitori? Degli educatori? Stiamo vivendo un momento storico molto difficile, nemmeno "le grandi menti" hanno capito come venirne fuori. L'unica cosa certa è che a farne le spese è la classe operaia, come sempre.E qui mi fermo, potrei diventare oscena, offendendo "qualcuno che ucciderei con le mie mani".
    Oggi è l'ultimo giorno dell'anno, giorno di bilanci e di speranza. Lasciamolo scivolare verso l'utopia, si vive anche di questo, oltre che di pane e di lunghe giornate alle catene di montaggio ...
    Caro Enio, grazie degli auguri per l'anno nuovo, ne abbiamo sempre bisogno se sono formulati sinceramente, l'ottimismo viene vivendo, nessuna bacchetta magica può "risolvermi" i problemi attaccati alle gonne come figli affamati.
    Molti auguri a te e a tutti gli abituali frequentatori del tuo bellissimo blog.

    Donatella

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  12. Oggi niente politica, dai!
    Augurissimi per un ben prommetente 2011! Ciao

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  13. @Angelo

    contraccambio con immenso piacere gli auguri per l'anno nuovo. Si oggi niente politica, la lasciamo ai "soliti noti", neanche dovessero vivere su questa terra all'infinito.

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  14. @donatella

    ti ringrazio per la tua visita, che ritengo preziosa in quanto tu sei sempre indaffarata col lavoro e il tuo sito di poesie. Buon Anno e che il prossimo, il 2011, sia foriero di buone speranze e che si possano realizzare tutti i tuoi desideri... io ci conto anche perchè continuano a dirmi che il prossimo è l'anno del Sagittario... volessi vedè che becco un 6 al superenalotto!!!!!

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  15. Comunque, lo ripeto, gli "economisti" hanno semplicemente pianificato di sostituire la "classe operaia" europea con gli immigrati. Non e' una mia pensata estemporanea, ve lo assicuro. L'idea farlocca alla base e' che da una parte gli immigrati sono meno "viziati" dalla tradizione sindacale europea, dall'altra le dinamiche demografiche europee semplicemente non consentono piu' determinati meccanismi tipo trasferire dal Sud al Nord centinaia di migliaia di braccia per riempire gli evetuali "fabbriconi" previsti al seguito della ripresa.

    Ovviamente, a parte che i costi della migrazine vengono caricati sullo Stato invece che sulla industria, il piano fallisce perche' non ci sono e non ci saranno piu' "fabbriconi" in Europa, a meno che riescano ad abbassare la "qualita' della vita" media allo stesso livello dei paesi emergenti.

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