13.4.21

Trinità, la statua della Madonna torna dopo 91 anni

 

 
 L’opera è stata realizzata dallo scultore Luciano Primavera Il parroco: segnale di speranza per superare la pandemia.  Dopo 91 anni la Madonnina torna sulla facciata della chiesa della Santissima Trinità. Ieri, nel giorno dell’annunciazione a Maria, la Madonna col Bambino è tornata nella nicchia che era rimasta vuota dal 1930, quando si decise di spostare la statua rovinata dalle intemperie per ristrutturarla. Quella che ieri ha ritrovato il suo posto nella nicchia non è però la statua lignea originaria, che viene conservata nel museo della chiesa. Si tratta, invece, di una copia realizzata in bronzo dallo scultore Luciano Primavera per volontà del parroco don Claudio Pellegrini. «Il caso ha voluto che la nuova statua fosse collocata proprio nel giorno dell’Annunciazione», dice il parroco, «e che venisse fusa esattamente un anno fa, sempre nel giorno dell’Annunciazione. E nessuna delle due date sono state scelte, sono frutto di coincidenze fortunate e simboliche». Don Claudio, da tre anni parroco alla Trinità, ha ricordato come la statua originaria fosse stata realizzata in epoca medievale per essere posta sulla porta della città. Poi, una volta realizzata la chiesa nel 1609, fu posta sulla sua facciata fino a quando, nel 1930, lo storico Francesco Verlengia non la fece rimuovere per farla restaurare. Il restauro è terminato nel 1982 e da allora è sempre stata custodita attentamente. «L’opera è di bottega umbro-abruzzese della seconda metà XIV secolo», dice don Claudio, «attribuita al maestro di Santa Caterina Gualino. Raffigura la Vergine seduta con il capo eretto in atteggiamento regale, mentre il Bambino pone nella sua mano quanto concesso ai devoti per la sua intercessione materna. La nuova statua è stata disegnata nel 2019 dall’artista teatino Luciano Primavera, fusa in bronzo a Verona grazie all’elargizione di una generosa parrocchiana. Nasce come reinterpretazione della Mater Populi Teatini conservata in cattedrale». La pandemia ha ritardato l’iter di realizzazione, ma ha fatto cambiare anche nome alla statua: quella originaria si chiamava Mater Populi Teatini, la nuova si chiama Salus Populi Teatini. Un nome che è quasi «un’invocazione di speranza», sottolinea don Claudio, «per il superamento e la ripresa dalla pandemia».

2 commenti:

  1. il bronzo durerà eternamente, l'unico problema che vedo è che se dovesse staccarsi tra qualche secolo e cadere in testa a qualcuno sarebbe molto più pericoloso del legno corroso dai tarli e marcio

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