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29.8.17

Il Pattume in una città del nord


Brutta storia quella dei rifiuti. Tutto deriva dalla smania del consumismo e dell’usa e getta che ci ha coinvolti tutti, nostro malgrado. Alcuni lo chiamano progresso, ma quali sono gli effetti collaterali? Sembra impossibile, ma una grossa fetta dei rifiuti che viene prodotta ogni anno in Italia deriva dall’imballaggio, che imballa l’imballaggio, che a sua volta contiene un contenitore usa e getta. Se comperi un cavolo devi stare attento a non comprare la plastica, se comperi il latte ci sono i tetrapak e per imballare, la plastica e tra una fila e l’altra di tetrapak due bei pezzi di cartone ondulato. Il cittadino o si dota di una laurea in chimica e riconosce i materiali oppure si trova in difficoltà a poter diversificare. Su questo argomento nessuno che pensi di obbligare i produttori di imballaggi a indicare sugli stessi dove e come conferirli. In maniera consapevole, ce la metto tutta. Ho dedicato uno dei due terrazzi di casa ed una parte della cantina alla diversificazione dei rifiuti, quasi una mania. Il risultato si vede: dal 2010, non sono mai riuscito a conferire il rifiuto urbano indifferenziato che AMNU ha deciso come quota ad personam. Riesco a diversificare ogni tipologia secondo le indicazioni date dal gestore della spazzatura, contribuendo, orgogliosamente, a fare della spazzatura una risorsa. Tutto bene quindi? Proprio no. Amnu, sicuramente avallata dei sindaci, ha deciso di applicare un nuovo balzello sulla raccolta degli imballaggi leggeri. Loro dicono che non ci sarà un incremento di costi a carico dell’utente, ma vi posso garantire che non è vero. Non può essere vero, visto che per ogni conferimento fatto tramite una chiavetta elettronica, viene addebitato un importo al conferente. Io ho superato il problema: non ho ritirato la chiave elettronica, mi sono dotato di sacchi capienti ed una volta ogni quindici/venti giorni porto gli imballaggi leggeri al CRM con la mia vettura; ma quanti anziani ci sono che non possono farlo? Ma non finisce qui. Dopo aver diligentemente diversificato la spazzatura rimane una minima parte di rifiuto indifferenziato che metto in un contenitore con microchip che deposito sul bordo strada, ovviamente quando è pieno. Tutto bene? Proprio no: In fattura, pago la quota fissa per due persone rapportata alla tipologia abitativa, pago la quota per lo spazzamento delle strade e, udite udite, se conferisco il contenitore dell’indifferenziato residuo mi viene addebitato lo svuotamento e se non lo conferisco pago comunque il mancato conferimento.


24.5.17


La nostra Tv mostra tutto facile. Quando poi dimostreranno i danni che causa nelle menti più deboli (come la mia ad esempio) sarà sempre troppo tardi. Vogliamo parlare della frustrazione che nasce vedendo auto bellissime che girano in strade sempre deserte e, soprattutto, trovano subito parcheggio? O genitori sorridenti e figli bellissimi, vivere in armonia senza problemi di compiti? La Tv ti fa credere che puoi avere tutto senza rinunciare a niente, ti mostra un manager rampante che si assenta dalla riunione di lavoro per portare il figlio a pescare salmoni in Alaska e poi tornare prima che finisca la riunione (e senza puzzare di pesce). Ma non è così. Io puzzo di pesce anche solo passando davanti al reparto surgelati della Coop. Non si può avere tutto; essere allo stesso tempo un padre sensibile, un manager di successo e un marito romantico, a qualcosa bisogna rinunciare.

30.3.17

Chieti - Meno male che l'Europa c'è


Non sarà la svolta rivoluzionaria che risolve tutti i problemi dell'Europa, ma la firma congiunta di ieri a Roma di tutti e 27 gli stati membri della Ue sessant'anni dopo i trattati costitutivi, segna una ripartenza non così scontata del cammino europeo. Non solo perché i timori della vigilia, con Polonia e Grecia pronte a smarcarsi dal percorso unitario, facevano presagire il peggio. Ma soprattutto perché la dichiarazione di Roma 2017 ha ribadito con forza che l'Unione europea è indivisa e indivisibile, è il futuro comune, l'unica difesa sicura dei popoli europei in grado di portare benessere, crescita sostenibile, progresso economico e sociale. Una comunità che ha garantito sessant'anni di pace, libertà, democrazia fondata sui diritti umani, dando vita ad una grande potenza economica con livelli di welfare e protezione sociale che non hanno paragoni al mondo. È bene che gli europei - gli italiani in primis - abbiano con chiarezza presente i risultati conseguiti dal 1957 ad oggi, in tempi in cui lo sport nazionale è quello di buttare tutto a mare, di sfasciare, di erigere muri e abbattere monete, di distruggere senza aver ben chiaro dove si va a parare. Riuniti in Campidoglio come i Padri fondatori, i leader dei 27 lo hanno ribadito in maniera univoca: solo uniti si è più forti e sicuri, e qualunque ambizione di svolgere un ruolo nel mondo presuppone l'unione, a cominciare da sicurezza e difesa integrata. Scossa da traumatiche rotture come la Brexit e l'addio della Gran Bretagna, schiacciata fra Trump e Putin e le loro strategie espansioniste e divisive ai danni del vecchio continente, minacciata dai venti populisti e xenofobi che soffiano tra le opinioni pubbliche impaurite, forse l'Europa inizia a reagire.

@enio

3.2.17

Chieti - Dove ci porta la grande svolta ?

In questo mondo sempre più alla rovescia anche le certezze della globalizzazione si capovolgono. Negli Stati Uniti, terra che più di qualunque altra ha diffuso l’universo senza frontiere come filosofia di vita e di economia, ci si prepara all’insediamento del nuovo presidente all’insegna dell’indietro tutta. Proprio alla vigilia della cerimonia che il 20 gennaio lo incoronerà inquilino della Casa Bianca per quattro anni, Donald Trump ha di nuovo lanciato messaggi di chiusura in nome di quel «prima di tutto l’America» che da tempo teorizza con orgoglio.Has firmato un documento in cui ha indicato i paesi che per tre mesi non potranno esportare immigrati in USA. Ha annunciato la costruzione di un muro con il Messico per impedire l'immigrazione di clandestini messicani. Ha preannunciato misure per limitare l’ingresso anche degli europei nel Paese che pure essi fondarono. Ha contestato la politica della Merkel troppo conciliante sui migranti. E continua a snobbare i rapporti storicamente stretti con l’Unione europea, criticando pure il ruolo di organizzazioni internazionali finora considerate imprescindibili, quali la Nato e perfino l’Onu. Ritorna dunque, d'attualità l'isolazionismo per la nazione più globale della terra.

@enio

6.11.16

Chieti - Paese opaco con menti brillanti


La riflessione è impietosa, ma inconfutabile: «C’è un grande collegamento, enorme, tra fuga di cervelli e la corruzione». Non sono le parole di uno dei tanti ragazzi in gamba costretti a scappare all’estero, perché privi di santi in paradiso per trovare lavoro in Italia. Non è neppure il lamento di una delle molte ragazze in media perfino più brave dei maschi al momento degli studi e della laurea, e pure loro spinte a emigrare come i nostri nonni e bisnonni. Ma con un altro tipo di disperazione nell’animo: non più per la fame o la povertà di famiglie e territori, bensì per la chiusura di un sistema indifferente al merito altrui e insensibile al valore del curriculum. Posto che ancora oggi conta di più la telefonata del potente di turno, il favore richiesto dal e al politico, la segnalazione dell’amico giusto per il posto giusto. A lanciare l’allarme sui giovani che se ne vanno disgustati, è Raffaele Cantone, proprio il presidente dell’Autorità nazionale nata per colpire la corruzione. Lui denuncia uno scandalo sottovalutato: stiamo perdendo le intelligenze della meglio gioventù.

@enio

2.8.16

Chieti - Gli «sfruttati» erano italiani


Potremmo definirlo un segno della crisi e della globalizzazione insieme; di quel percorso fatto anche di superamento delle barriere protezionistiche e delocalizzazione della produzione che purtroppo sembra portare soprattutto sfruttamento - questo sì senza regole - e ulteriore povertà al posto del benessere sbandierato dai promotori del processo. Come interpretare altrimenti la scoperta dell’ennesimo laboratorio clandestino cinese, attivo in questo caso nella bassa Valcamonica, nel quale i dipendenti più numerosi non erano orientali ma cittadini italiani impiegati in una linea di confezionamento? 

@enio

17.8.15

Chieti - La gente d'Abruzzo che mi piace


Valeria e Ovidio vivono a Barisciano e gestiscono un’azienda agrozootecnica che vende a catene specializzate di tutta Italia. Forse il primo bacio se lo sono dato in un ovile, fra centinaia di pecore belanti durante la tosatura. Valeria, che tutti, da Barisciano a Campo Imperatore conoscono come "l'imprenditrice della lana", lascia all'immaginazione il racconto della sua storia d'amore nata fra le montagne, lontano dalle discoteche. Una studentessa di Veterinaria, sezione zootecnia, appassionata di lana, incontra il giovane pastore Ovidio, che poi è diventato suo marito. Adesso gestiscono insieme un'azienda agrozootecnica e una famiglia con due figli di sette e tre anni. In pochi ci avrebbero scommesso. «E invece», racconta Valeria, «la voglia di realizzare un sogno e di seguire la strada delle nostre passioni ci ha permesso, pur fra mille difficoltà economiche e personali, di avviare un'azienda che cresce ogni anno». Con la produzione di una tonnellata e mezza di lana sucida (grezza) che frutta 500 chili di lana raffinata pronta alla vendita ogni anno, che Valeria tinge personalmente. Un'attività a conduzione familiare, dove l'obiettivo è «stare bene, fare una vita di qualità, in mezzo all'aria buona, consumando carne genuina e prodotti della terra». E a fare da base a questa semplice "scoperta", è uno dei mestieri più antichi della storia dell'uomo: la pastorizia «fatta come cento anni fa».

Da il CENTRO 15 agosto 2015

10.8.15

Chieti - Catastrofismo dilagante


L'aria che si respira è questa (sempre che si riesca ancora a respirare davanti ad un televisore, siamo prossimi all'asfissia): il paese è smembrato, disgregato, smantellato, in altre parole è allo sfascio, non fanno che ripetercelo come se non ne fossimo già abbastanza consapevoli. La cosa preoccupante è che questo catastrofismo dilagante colpisce anche la categoria dei più giovani. Come se fossero ormai anch'essi una generazione bruciata invece di essere coloro che aprono le porte del futuro. A forza di sentirselo dire, finiranno per bruciarsi davvero sotto i riflettori violenti della ribalta mediatica. Ragionare per categorie non promuove il pensiero, tende a semplificare la realtà, spesso demonizzandola, con il risultato che oggi quando si parla di giovani si tende a fare l'associazione maschi-bulli (siano essi nelle scuole o nelle curve degli stadi), e femmine-veline. La cronaca recente purtroppo sembra confermare questa immagine. L'esito della ricerca annuale sugli adolescenti della Società Italiana di Pediatria non se ne discosta molto. Alla domanda «cosa vuoi fare da grande?», la maggioranza dei maschi ha risposto «calciatore» e per le femmine la risposta più diffusa è stata «diventare un personaggio famoso» (ma non nel senso di vincere un premio Nobel, almeno credo). La seconda risposta, forse ancora più inquietante, è stata «non lo so». Questo «non lo so», più che un dubbio, che sarebbe anche legittimo, assomiglia piuttosto ad un abdicare al futuro, ad una mancanza di capacità di proiettarsi nella società degli adulti, della quale gli adolescenti non si sentono parte. La temono, la disprezzano, talvolta la odiano, quindi si autoemarginano vivendo in un mondo parallelo fittizio dove diventare famosi è la soluzione più facile. 


3.7.15

Chieti - COLLE MARCONE E LA DISCARICA BRUCIATA


Molta agitazione a Chieti da parte dei cittadini, tutti, per un incendio doloso avvenuto fra la notte di sabato e l’alba di domenica 28 giugno in una discarica di Colle Marcone, località residenziale distante pochi chilometri dalla città.Un altro episodio che conferma che Il destino del pianeta è segnato. Inutile fare ora lo scaricabarile di chi è la colpa. Tutti ne erano a conoscenza, ma probabilmente l’aver sottovalutato il prevedibile pericolo dell’inquinamento che la discarica provocava, ha fatto in modo che accadesse il fatto spiacevole. A seguito della notizia pubblicata dal quotidiano Il Centro del 19 Giugno , “qualcuno con un fiammifero” ha messo fuoco alla discarica, probabilmente per nascondere qualcosa di scomodo.Certamente la procura ha fotocopiato i documenti che sono andati in fumo insieme a tutto ciò che era depositato nella discarica, utili per le indagini.Sono convinto che i primi colpevoli siano le persone che hanno scaricato il materiale, che però doveva in breve tempo essere trasferito nei luoghi predisposti per essere smaltiti. Ugualmente colpevoli sono i residenti di Colle Marcone, che ora sono arrabbiati, ma non hanno sollecitato in tanti anni, chi doveva verificare o meglio chiudere la discarica, anche se cronaca di mercoledì 1 luglio, un residente, Aceto, ha presentato un esposto alla prefettura e al corpo forestale dello Stato, protocollato il 12 gennaio 2014.



L’articolo 244 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 "Norme in materia ambientale", descrive cosa deve fare il responsabile della contaminazione, dopo aver ricevuto la diffida che è stata notificata anche al proprietario del sito. Se queste persone non provvedono agli interventi, l'amministrazione competente deve occuparsene a proprie spese. L’ARTA (Agenzia Regionale per la Tutela dell'Ambiente), ha eseguito immediatamente il controllo colorimetrico dell’aria per controllare se c’è la diossina. Il risultato con questo metodo, purtroppo, non è attendibile, tanto è vero che i sindaci più interessati alla ricaduta di ceneri e alla contaminazione del terreno, hanno emesso un’ordinanza per invitare i cittadini al suo corretto rispetto per evitare inconvenienti Le diossine sono sottoprodotti indesiderati di una serie di processi chimici e/o di combustione. Il Reg. (CE) 19/12/2006, n.1883/2006 stabilisce come metodi strumentali di conferma, quelli in cui sono impiegati gascromatografi (tecnica cromatografica impiegata a scopo analitico) ad alta risoluzione accoppiati a spettrometri di massa ad alta risoluzione (HRGS/HRMS) che stabilisce i metodi di campionamento e d'analisi per il controllo ufficiale di diossine e la determinazione di PCB diossina. Per il risultato di queste analisi occorrono un paio di settimane. Mi sono posto una domanda da semplice cittadino, se l’acqua, che è in ogni caso il rimedio più veloce, utilizzata per domare il fuoco e che è stata assorbita dal terreno, insieme alle scorie, quanta probabilità ha di inquinare le falde acquifere. Ora è inutile farsi dispetti e litigare in stile politichese, con accuse, ma bisogna essere uniti eticamente, nel bene e nel male, che è anche il valore più profondo dell’enciclica papale. Lunedì 29 giugno c’è stata una manifestazione pacifica di cittadini promosso dal movimento 5 stelle per rivendicare il diritto alla salute. Non ho visto consiglieri comunali né della maggioranza né dell’opposizione, tranne i due eletti nella lista del movimento 5 stelle. Non mi sono accorto della presenza degli ambientalisti, CAI - FAI - LEGAMBIENTE - ITALIA NOSTRA, solo tre soci del WWF. Stesso discorso per i giornalisti della carta stampata e emittenti private, solo RAI 3. Molto rumore per nulla? Aspettiamo l’evolversi del caso

Scritto da: Luciano Pellegrini
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15.5.15

Chieti - Alpini all’88esima adunata a L’Aquila


Tantissimi alpini sono previsti all’88esima adunata a L’Aquila in programma da oggi a domenica. Per molti di loro sarà un ritorno, sarà anche un momenti di commozione. Perché furono centinaia gli alpini che lavorarono a L’Aquila per aiutare la popolazione dopo il tragico terremoto. Per loro sarà quindi un momento di gioia per rivedere quei luoghi «ricostruiti», abitati, dove la vita quotidiana è tornata a pulsare con tutti quei problemi del dopo terremoto. Tantissime penne nere con al seguito anche mogli, fidanzate, morose, come ormai avviene da anni. Non più un appuntamento ad appannaggio delle penne nere, ma anche dei tutte le famiglie. L’Aquila, come il Friuli all’inizio 40 anni fa, è tutte le altre tragedie che si sono verificate in mezzo e anche dopo (come l’Emilia) è stata banco di prova della solidarietà alpina. E l’adunata di questi giorni ha proprio il significato di testimoniare l’operato alpino, la necessità di metter mano a una città devastata. Dal punto di vista logistico, l’adunata a L’Aquila rappresenta un problema. Solitamente, alberghi locande, convitti e quant’altro erano luoghi di dimora nelle città scelte per l’annuale appuntamento nazionale. L’Aquila invece ha dovuto provvedere assicurando ospitalità nei paesi vicini, anche nei paesi ricostruiti dagli stessi che magari vi troveranno appunto ospitalità: Paganica e Fossa tanto per citare i due più noti.


3.5.15

Chieti - Milano a ferro e fuoco


Sta facendo il giro del web l'intervista realizzata ieri pomeriggio ad un ragazzo della provincia di Milano che giustifica gli atti vandalici compiuti ieri a Milano. Per tutta l'intervista resta il dubbio che si tratti di uno scherzo, viste le parole del giovane.

Ecco alcune delle frasi: «Abbiamo spaccato un po' di cose, così». «È una protesta e si fa bordello. È giusto così»- «Più che altro ero esaltato perché volevo qualcosa in mano per spaccare qualcosa. Però è stata una bella esperienza, cioè, ci stava». «Minchia ma la banca è l'emblema della ricchezza, cioè: se non do fuoco alla banca sono un coglione». «Quando sono in mezzo ai disastri sono contento comunque. Quando c'è casino faccio casino anche io, mi diverto»

@enio

30.3.15

Chieti - Anziani, risorsa della comunità


In questo strano nostro paese, pieno di paradossi, si è ormai consolidata la convinzione che gli anziani rappresentino un problema. Non è sempre stato così, al contrario. E non serve andare indietro nel tempo con nostalgia, rimpiangendo i «bei tempi andati», quando gli anziani erano considerati i membri più autorevoli e rispettati di una comunità, per riconoscere la scarsa considerazione che la nostra società riserva loro. Anche le parole che siamo soliti usare mostrano la misura dei nostri limiti: si parla genericamente - e spesso in termini superficiali, se non spregiativi - di vecchi, di anziani, quando invece abbiamo di fronte un pezzo di società ampio e variegato: una «generazione inedita», come viene definita nei Paesi più avanzati, perché davvero rappresenta un fatto nuovo e originale nelle nostre società, la grande novità del nuovo millennio. Dobbiamo essere in grado di interpretare questo enorme mutamento: l'Italia è un Paese che sta invecchiando e l'importanza di questo cambiamento non può essere sottovalutata, perché siamo di fronte ad una svolta epocale. Le questioni inedite non possono essere comprese con le categorie tradizionali, né tantomeno possono essere affrontate con gli strumenti dell'attuale sistema di welfare: abbiamo urgente bisogno di risposte innovative a bisogni nuovi, sempre meno classificabili negli schemi classici del nostro sistema assistenziale. Non sono infatti solo i settori della sanità e dell'assistenza ad essere chiamati in causa: bisogna fare in modo che si invecchi bene e in salute, e quindi bisogna mettere in campo innovative politiche di prevenzione.

@enio

3.1.15

Chieti - La " diserzione di massa " dei vigili

Napolitano aveva appena detto «Ciascuno faccia la sua parte al meglio» e questa è stata la risposta di coloro che dovrebbero tutelare gli interessi della Capitale. Non è la prima volta che accade qualcosa di così eclatante e vergognoso. Qualche anno fa il personale di volo dell’Alitalia era stato precettato per far riprendere il pubblico servizio e qualcosa come 2.500 dipendenti non andarono a lavorare presentando un certificato medico. Fu un doppio scandalo: da una parte l’improbabile epidemia di massa e dall’altra la complicità dei medici di base. Tutto però finì lì e a pagare il disastro furono solo i passeggeri e i contribuenti.
Adesso ci risiamo con questo analogo episodio dei vigili urbani di Roma, che a capodanno si sono ammalati per l’83,5 percento. Stavolta però lo scandalo è stato triplo: i vigili urbani, i medici di base e… i sindacati. Sì, perché questi ultimi hanno provato in qualche modo, se non a giustificare il fenomeno, a difendere la categoria. Noi sappiamo che tra gli 835 malati (ottocentotrentacinque su mille) c’era di sicuro qualcuno che stava male davvero, ma di fronte a un fenomeno come questo l’unica cosa da fare era stare zitti.Rinviare qualsiasi dibattito a tempi migliori sarebbe stata la cosa più sensata. Ma evidentemente non si può parlare di buonsenso di fronte a questa incoscienza di massa. Anche i medici avrebbero fatto bene a starsene zitti. Proporre visite fiscali di massa significa due cose: non essere sicuri del proprio lavoro e raddoppiare la spesa pubblica. Al fenomeno dei vigili urbani vanno aggiunti anche gli autisti dei mezzi pubblici che hanno imitato i vigili urbani, anche se in misura minore (presenti solo 7 autisti di metropolitane su 24).Di questi furbetti ormai non se ne può più ed è auspicabile un bel numero di licenziamenti, ma siamo in Italia e fra qualche giorno nessuno se ne ricorderà più.


14.11.14

Chieti - Multe per chi getta a terra le cicche


Partirà dal prossimo mese di luglio il divieto di gettare per strada, nelle acque e negli scarichi i mozziconi di sigarette e le gomme da masticare: lo prevede il collegato ambiente alla legge di stabilità 2014 approvato in prima lettura alla Camera. Una multa tra dai 30 ai 150 euro la sanzione amministrativa prevista dal ddl, che passa ora all’esame del Senato. Ordinanza sulla carta. Chi si incaricherà di comminarle, i vigili? Ma se questi oggi non vanno più in strada, neanche per multare le macchine, preferendo oziare negli uffici o nei bar cittadini. Un comune che permette che i suoi muri vengano imbrattatati senza batter ciglio farà le multe a chi getta cicche di sigarette e gomme da masticare per strada? Basta pensare a piazza San Giustino, sotto i portici, da qualche anno occupato ormai da una schiera di stupidi ragazzini che imbrattano messaggiando e lo hanno ridotto ad uno schifo, vandalizzato, ora è pieno di scritte e di disegni idioti. I vigili fanno finta di non vedere. Un vero scempio tra l'indifferenza complice degli amministratori. Quindi l'ordinanza anti cicche mi fa solo ridere, sopratutto se viene da sindaci totalmente incapaci di agire.


14.8.14

Chieti - L'associazione La Casa per le Arti


C’è una cuccagna di soldi che l’Europa dà alle varie nazioni per essere spesi in progetti, ma vengono poco e mali utilizzati. L’Italia è il peggior paese europeo in quanto a uso dei fondi UE non spesi, superata soltanto dalla Romania e dalla Croazia. L’Italia annualmente versa a Bruxelles, al bilancio comunitario, più di quanto non riesce a spendere. Meno della metà dei soldi stanziati sono usati per proporre idee e progetti, specialmente per la cultura, ambiente e il turismo, ma i programmi non partono. E fra i beneficiari degli incentivi ci sono attività che nulla hanno a che fare con il campo culturale ed ambientale. E’ uno spreco!Allora, ben venga che L’associazione La Casa per le Arti che risiede a Chieti, (in una casa di campagna, che sorge su uno dei colli che fiancheggiano la riva destra del fiume Pescara a pochi chilometri dalla foce, a Colle San Paolo), nata con lo scopo di promuovere l’attività artistica, intesa come un’esperienza interiore cosciente, in sintonia con la Natura e in armonia con la Vita , ha aderito alla collaborazione del progetto “Azione Province Giovani - IO RISPETTO – Identità in Movimento”.  L’Ente capofila è la Provincia di Pescara, sovvenzionata con i fondi europei.


La Provincia di Pescara ha selezionato 30 giovani studenti universitari, iscritti all’Ateneo D’Annunzio, di età compresa fra i 19 e i 35 anni, con la passione civile per i diritti umani, interessati a realizzare attività di supporto in qualità di MOTIVATORI nell’educazione fra pari, per l’inclusione sociale dei giovani migranti e la promozione del dialogo interculturale, nell’ambito di questo progetto, con il patrocinio dell’ UPI - Unione delle Province d'Italia, il Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il CISC “Centro Italiano Sport e Cultura” dell’Abruzzo e l’Associazione Donne Immigrate. Nel progetto, IO RISPETTO, la Casa per le Arti, ha avuto un ruolo incentrato nelle attività di comunicazione, finalizzate a dare massima visibilità ai suoi significati e ai suoi risultati. A tal fine, l’associazione ha proposto, nell’ambito del progetto, l’esecuzione estemporanea di Land  Art – Scrittura Magica della  “TERRA MADRE” che si è svolto nell’incantevole scenario naturale di Fonte Tettone, località della Majella a confine fra i territori delle Province di Pescara e ChietiStrumento fondamentale di questa esperienza è stato il gioco che, con una dimensione collettiva durata 4 giorni,ha  coinvolto il gruppo dei giovani motivatori del progetto IO RISPETTO, con la guida degli esperti della- La Casa per le Arti. Le Scritture magiche sono opere ideate e progettate dall’artista Walter Zuccarini, di Chieti, che consistono nel disegnare sul terreno e con la ghiaia, immagini di modelli. Queste figure di grandi dimensioni (diametro 20 metri circa) irradiano il paesaggio e la loro suggestiva bellezza e agiscono in risonanza con la nostra parte emozionale più profonda.

Per la sua realizzazione, solitamente impegnativa, l’opera di land art spesso coinvolge gruppi di persone, quindi è una forma di arte sociale, è interazione sinergica fra essere umano e natura, dialogo fra terra e cielo. La land art è presente in molti parchi naturali pubblici e privati e in riserve protette perché valorizza il territorio senza deturparlo e quindi attrae un target turistico “evoluto” responsabile, attento e rispettoso. Un turismo che tuttavia non è elitario perché la land art è fruibile da chiunque non essendo un’arte intellettuale da “capire” ma da “sentire”. La land art è una forma d’arte contemporanea legata ai movimenti ecologisti americani degli anni Sessanta e Settanta che segna il totale superamento delle pratiche artistiche tradizionali, introducendo materiali e location naturali.  Oggi la land art  incontra il favore di molti ambienti, anche istituzionali, per via del cambiamento di coscienza in atto. Si va affermando una sensibilità sempre più attenta alle tematiche ambientali e sociali e ai grandi temi dell’inquinamento dell’acqua e dell’aria, della distruzione degli ecosistemi, della salvaguardia della biodiversità, del problema dei rifiuti e della produzione dell’energia. L’impianto di questa Scrittura Magica a Fonte Tettone, si è basato  sul numero otto, simbolo dell’infinito e quindi della dimensione trascendente. Nella geometria algebrica la figura dell’otto è definita “lemniscata”, (curva a forma di otto rovesciato ), che è il movimento che il Sole compie nel cosmo e di conseguenza quello di tutti i pianeti del Sistema solare che lo seguono, compresa la Terra.


Sul piano materiale, la forma ottagonale rappresenta la sintesi fra il quadrato ( la Terra , la materia) e il cerchio (il Cielo, lo spirito). Nell’architettura sacra è utilizzata per esprimere la rigenerazione spirituale:  il battistero, per esempio,  è ottagonale e rappresenta l’unione dell’uomo con Dio. Il numero otto è significativo in tutte le tradizioni: in quella cristiana  simboleggia la morte e la trasformazione come passaggio alla nuova vita, nella tradizione induista, otto sono le forme assunte da Shiva, otto le braccia di Vishnu e nel buddhismo, otto sono i sentieri per raggiungere l’illuminazione. Nella numerologia il numero otto, essendo pari, è legato all’energia femminile.La stella a otto punte realizzata a Fonte Tettone, è dedicata alla Majella, con i suoi eremi, le sue chiese e abbazie, le sue grotte sacre e il paesaggio magico e incantevole. La Montagna Madre , Maya, è per gli abruzzesi l’immagine di fecondità e bellezza, ma anche luogo di spiritualità e meditazione. Quindi, auguri a questi giovani, che hanno utilizzato i soldi europei per questo progetto, che speriamo possa educare le future generazioni al rispetto dell’ambiente.

Scritto da: Luciano Pellegrini
Le foto al link La casa per le arti

23.2.14

Chieti - C'era una volta la badante ucraina...


C’era una volta la badante ucraina o polacca. Ora quel mestiere è ambìto anche dalle nostre donne, che tornano ad assistere a domicilio anziani e disabili pur di far quadrare i conti. I tempi sono cambiati e oggi si torna a fare mestieri scomodi e difficili, che parevano ormai abbandonati dagli autoctoni per andare a costruire un reddito ai lavoratori stranieri, che per necessità si adattavano a prendere ciò che passava il convento. C’è chi per anni ha sostenuto che “gli stranieri portano via il lavoro agli italiani”: ora il ciclo si è invertito e sono gli italiani a fare concorrenza spietata agli stranieri. Ho conosciuto di persona ingegneri, architetti e laureati in giurisprudenza, che si ritrovano, magari sposati e con un mutuo da onorare che accettano qualsiasi lavoro pur di arrivare ai mille euro mensili. C’è anche chi si è adattato pure a posare cubetti di porfido. Parlo di gente che ha seguito un percorso formativo per poter scegliere la propria occupazione. E che ora non sceglie, ma accetta ciò che gli è imposto dalla necessità. All’interno della precarietà, è cresciuto il divario tra chi ha un reddito e chi non lo ha. Le famiglie che perdono un “pezzo” di lavoro, come può essere un’occupazione part-time, si trovano in gravissime difficoltà. É la conferma che oggi la priorità assoluta è ricostruire il lavoro come elemento fondante per la crescita di una comunità.Speriamo solo che i nostri politici si decidano a formare un governo che permetta di rilanciare un pò l'economia del nostro paese creando anche occupazione.

@enio

24.1.14

Chieti - Bambini e se non ne nascessero più ?

So per certo, che certi ragionamenti sui bambini possono dare fastidio a molti. I bambini sono belli così come sono, e tanto basta. I “grandi” sono impegnati a risolvere tantissimi loro problemi: guerre, economia, cultura, religione, giustizia, sport, tempo libero, lavoro… E quindi sembra tempo perso approfondire i rapporti con i bambini, al di fuori degli schemi abituali. Ma uno deve cercare tutte le strade per evidenziare il punto di vista della persona che difende. Stavolta, per arrivare a far capire un concetto basilare sul ruolo dei bambini, per capirci, tenterò un approccio con la fantascienza. Immaginiamo che un asteroide radioattivo, sfiori la Terra e ci renda tutti sterili. Ci guarderemmo in faccia e prenderemmo atto che dopo pochi mesi non funzionerà nessun punto nascita, che dopo pochi anni si spopoleranno tutte le scuole e che dopo pochi decenni scomparirà tutta l´umanità. Che fare? Certamente perderebbero di ogni significato, la politica, l´economia, l´ecologia, ogni idea di “progresso” e di “sviluppo”. Perché dovremmo piantare alberi? Rispettare l´ambiente? e abbellire una città?  Per chi progetteremmo il nuovo parco fluviale e a chi lasceremmo le “memorie” in un museo storico a patto  che ci fosse nella nostra città ? Perché morire, come fanno ora i palestinesi, per dare una terra ai loro figli, perché emigrare per offrire ai figli un futuro migliore? I politici, non orientando più il loro comportamento sul futuro della loro nazione, praticherebbero solo una politica di piccolo cabotaggio. Ma soprattutto perderebbe di significato la stessa famiglia. Se si manifestassero gli effetti dell´asteroide, la maggior parte delle coppie nemmeno si sposerebbe. Una coppia ha la funzione sociale di generare ed educare dei figli in una interazione solidale e duratura nel tempo.“Occuparsi di famiglie vuol dire mettere al centro i bambini... I genitori, anche se non sposati, sono un esempio splendido di responsabilità... Per occuparsi delle famiglie dobbiamo promuovere il valore della responsabilità e dell´impegno nei confronti dei figli”. Immaginarsi di non vedere più bambini attorno a noi è fondamentale per capire il loro ruolo e le nostre responsabilità di genitori, di politici, di educatori, di medici, di nonni… Solo quando ci si immagina di essere ciechi oppure in carrozzella, si apprezza il dono della salute e si capisce perché una città deve essere a misura di handicappato caro sindaco. I bambini dovrebbero essere considerati la risorsa più importante dell´umanità ed essere messi alla base di ogni decisione politica. Molti li considerano invece come un serio ostacolo alle loro attività e allo stesso progresso. E vari sono i metodi per non averli tra i piedi (senza attendere il nostro asteroide!). Il metodo più semplice è non metterli al mondo. Almeno un 20% di giovani non mettono in programma nessun figlio, con tante motivazioni ( il lavoro sempre più avanti con gli anni, le donne che lavorano, il costo della vita, l´angoscia esistenziale con incapacità di assumersi responsabilità,…). E poi una parte consistente degli aborti volontari (1 ogni 6-7 nati) è dovuta alla non accettazione del figlio. Quando poi il figlio è nato, lo si può sempre trattare in modo che non ci disturbi o con il facile autoritarismo, vigente da Adamo ed Eva fino ai nostri nonni (i genitori hanno sempre ragione!) o con il facile e subdolo moderno permissivismo (il bambino ha sempre ragione!): in entrambi i casi i figli non ci danno grossi problemi. Li consideriamo “oggetti” di nostra proprietà, su cui accampiamo diritti. L´attuale consumismo ci semplifica certamente ogni fatica, ci tranquillizza e ci dà anche soddisfazioni, perseguendo la cultura dell´Avere e dell´Apparire, anziché quella dell´Essere. I bambini sono spesso messi tra le “cose” che sono utili per noi. Averli davanti ai nostri occhi in ogni nostra scelta ci dà l´idea più precisa della direzione da scegliere. È veramente tragico, credetemi, immaginare un mondo senza bambini.

@enio

10.1.14

Chieti - Internauti, odio e poi dietro, tanti insulti

 Bersani sta male, la Merkel sta male, e da internet, in parecchi, lanciano loro auguri di morte. Qualcuno si domanderà perché. La risposta prevalente è che gli internauti, approfittando della libertà e dell’anonimato concessi dalla rete, godono maledettamente nel lanciare minacce e improperi, restando impuniti e sconosciuti. Questo, secondo me, è un indizio di meschinità che non si può ignorare. L’impressione è che ci sia una fetta di pubblico, neanche tanto piccola, che scarica un vero odio, verso un importante politico italiano e un’importante politica tedesca, tanto influente in Europa. C’è sempre, in questi messaggi una parola, una frase, una definizione che chi l’ha scritta credeva casuale o superflua, ma che rivela il fondo culturale da cui proviene. Perché a Bersani qualcuno scrive: “Muori, parassita”?  Perché alla Merkel qualcuno scrive: “Tedesca per tedesco, era meglio se finiva lei come Schumacher”? Qui le parole-chiave sono “parassita” e “tedesco”. Questo pubblico di base, che sfoga belluini istinti di morte, non ce l’ha tanto con Bersani (tutto si può dire di lui, ma non che sia un ozioso parassita, è un grande lavoratore e s’è sempre impegnato nelle sue cause, e forse anche quest’impegno gli ha fatto scoppiare una vena nel cervello), quanto con la categoria dei politici a cui appartiene: sono questi i “parassiti”, che nel lessico popolare è un modo più diretto per indicare la “casta”. La cancelliera Merkel invece è il simbolo della Germania, e augurarle ogni male è un modo per esprimere odio verso la Germania, sulla base di uno pseudo-ragionamento che nel cervello del popolino si formula così: noi stiamo male mentre i tedeschi stanno bene, ergo i tedeschi costruiscono il loro benessere sul nostro malessere, che crepino! Purtroppo a godere delle disgrazie altrui ce l'hanno insegnato i nostri politici. Ce ne sono diversi che hanno dichiarato: “Quando vedo un barcone affondare, godo!”. “Godo” è diventato l’insulto in faccia al morente, la sottrazione della pietà umana. E “Godo!” dichiarano nei messaggini alcuni lettori appena hanno sentito la notizia dell’emorragia di Bersani. Con l’aggiunta: “Speriamo che non esca vivo all’ospedale”. Questi auguri di morte nascono da un senso d’impotenza, questa gente odia la politica, ma non ha nessuno strumento per cambiarla. “Speriamo che muore, così ce lo leviamo dalle palle”: non è un augurio mirato, tre giorni fa nessuno odiava a tal punto Bersani, ma adesso la malattia lo rende indifeso e lo espone agli attacchi, attaccano lui perché non possono attaccare gli altri. A monte di questi insulti, c’è la coscienza che non è possibile liberarsi di questi politici. Era meglio se anche la Merkel “batteva la testa, così si toglieva anche lei dai maroni”. Invece: “Che peccato!, è ancora viva”... L’odio non si ricambia con l’odio, ma con la pietà, ma questa gente non ne è capace perchè è diversa...

@enio

3.1.14

Chieti - Grazie Giorgio

Nel guazzabuglio dell'Italia di oggi da troppi anni (ormai decenni) infiacchita e addormentata nella sua paura di cambiare, di rischiare, di assumersi responsabilità, di uscire dalle convenienze e dai cinici tornaconti personali, di categoria, di casta, di diritti acquisiti, la figura di Giorgio Napolitano si è stagliata come una stella polare, una bussola capace di far orientare nella tempesta, un punto fermo nella confusione, una guida sicura quando il percorso si è fatto accidentato. Certo, tutto questo pur con i limiti di una personalità politica che è prossima alle 90 primavere, che è figlia dell'altro secolo e della sua cultura, che è legata ad esperienze e riferimenti anche istituzionali bisognosi di profonde e innovative riforme. Sicuramente ciò è avvenuto assumendo un ruolo di Presidente profondamente mutato dai tempi della Prima Repubblica disegnata dai costituenti in cui il Capo dello Stato era una semplice notaio dei partiti, strutturati, ancorati nel Paese e istituzionalmente solidi. Un ruolo nuovo, politicamente più forte e di indirizzo governativo, quello della Presidenza Napolitano, che è venuto determinandosi con lo sgretolamento del sistema dei partiti, l'indebolimento delle leadership, la fragilità - anche decisionale - del quadro generale della politica. Tanto da assumere una vera e propria funzione di supplenza istituzionale e di guida effettiva della Nazione, in attesa di una Riforma che dia compiutezza anche formale ad un cambiamento di fatto già avvenuto, alla oggettiva realtà della Costituzione materiale, che si è nei fatti determinata con le ultime quattro presidenze, da Scalfaro in avanti per fronteggiare il dissolvimento e continua turbolenza del quadro politico in atto. Proprio la trasformazione determinatasi nella Presidenza della Repubblica rende ormai evidente e auspicabile in tempi rapidi la necessaria elezione diretta del Capo dello Stato, secondo un modello di semipresidenzialismo alla francese, magari temperato da un sistema elettorale a doppio turno. Del resto, il peso istituzionale e di comando che il Quirinale ha assunto di fronte al  vuoto di potere della politica richiede un'elezione a suffragio popolare, e non più affidata a qualche centinaio di Grandi Elettori, succubi del bombardamento dei tweet di minoranze chiassose e organizzate.Se oggi l'Italia ha retto come Nazione dopo un ventennio di retrocessione in ogni campo dell'economia, della società, del livello di vita, del grado di istruzione; se l'Italia è sopravvissuta al discredito internazionale di fronte al ludibrio generale che ha circondato per anni premier noti al mondo solo per il bunga bunga e per la propria inettitudine e incapacità di governare; se l'Italia è rimasta unità nonostante le spinte alla disgregazione, alla secessione, all'odio razziale, all'insulto come veicolo di comunicazione politica, questo lo si deve solamente a Giorgio Napolitano, e al ruolo di equilibrio e di propulsione che ha svolto con grande saggezza, moderazione e sapienza istituzionale. Grazie signor Presidente....

@enio


18.12.13

Chieti - Il piano per svuotare le carceri italiane

«Nessun indulto o indultino», assicura il ministro Cancellieri. «Nessun pericolo per i cittadini», rafforza Letta. Le misure sulle carceri varate ieri dal Consiglio dei ministri portano con sè il consueto strascico polemico che fa leva sul timore che i delinquenti girino indisturbati per le strade. Li mettono fuori senza preoccuparsi minimamente della fine che costoro faranno nell'arco di un mese, in una nazione che non offre lavoro, senza possibilità di riinserirsi nell tessuto sociale quotidiano. «Aumenteranno i reati», dice il leghista Maroni, governatore della Lombardia. E il compagno di partito Molteni, capogruppo del Carroccio in commissione.



Giustizia alla Camera, promette «battaglia dura».Questi signori una volta fuori, è statistico, dopo un pò ritorneranno nel luogo da cui erano usciti, con l'aggiunta di reati che andranno a sommarsi a quelli che gli erano stati "abbonati". «Solo inutili balbettii, una presa in giro natalizia», aggiunge il forzista Brunetta. Ma le condizioni delle carceri italiane sono un buco nero da superare. Lo vuole l'Europa, pronta a chiedere conto a suon di sanzioni se da qui a maggio non si metterà in sicurezza il sistema. Lo chiedono da tempo la Corte Costituzionale e il Capo dello Stato, e «il decreto è una prima risposta al suo appello», osserva il premier. Di fatto il decreto legge varato è il passo atteso dal governo, mentre per ora il Parlamento ancora non mette mano a un intervento di amnistia e indulto che unito a misure strutturali produrrebbe davvero numeri significativi. Il ministro della Giustizia, il peggiore che io ricordi, giovedì sarà in Senato proprio per comunicazioni in materia