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16.5.18

A quale anno il cellulare

La domanda più insistente che oggi si fanno i genitori è relativa all’età in cui è più giusto dare lo smartphone ai figli. Una questione assai dibattuta anche da pediatri e psicologi e non ancora risolta perché non vi sono linee guida precise e definite.Di certo sappiamo che il nostro paese è al primo posto in Europa per la diffusione dei cellulari e ai bambini viene dato sempre prima proprio per il fatto che tutto si anticipa. Così si osserva che mediamente da noi genitori e parenti arrivano a regalarlo tra i 7 e gli 8 anni. Giusto o sbagliato che sia c’è da dire che oggi i nativi digitali e crescono e si sviluppano con una tecnologia avanzata e che strumenti e dispositivi digitali non sono di per sé negativi e dannosi. È il modo con cui li usiamo che li rende pericolosi.Tuttavia porsi l’interrogativo di quando dare in mano un cellulare personale ad un bambino è corretto. Ma non vi è un’età specifica che vada indicata per tutti. Ogni realtà familiare e ogni bambino è diverso. Però sappiamo con certezza che un piccolo già all’età di 3-4 anni è in grado di interagire con tablet e smartphone. La prima cosa da fare, dunque, è cominciare molto presto a prepararli all’utilizzo, insegnare gradualmente loro cosa si può fare con il telefonino e accompagnarli nel suo uso per un tempo considerevole prima di far loro gestire lo smartphone, che è uno degli strumenti più potenti che abbiamo in questo momento. Serve sicuramente, proprio per questo, usarlo insieme, provare a navigare e a scoprire la rete con lui, ascoltare la musica o vedere un cartone a casa o mentre si aspetta in una sala d’attesa.

14.10.17

Giovani che non fanno nulla




I «Neet» hanno meno di 24 anni, non studiano e non lavorano, vivono sulle spalle dei genitori senza alcuna prospettiva.  Non studiano, non lavorano: davanti a loro vedono soltanto il vuoto. In Alto Adige sono 5.100 i cosiddetti “Neet” (acronimo inglese di youth not in employment, education or training), pari all’ 8,8% dei giovani tra i 15 e i 24 anni; percentuale che sale al 10,2% se si amplia la fascia dell’età fino ai 29 anni. Magra consolazione: si tratta di percentuali nettamente inferiori rispetto alla media europea, pari a quasi un terzo del valore registrato in Italia, ma leggermente superiori al valore registrato in Austria. L’identikit che ne esce, è quello di ragazzi sicuri di sé, che praticano attività sportiva e accedono quotidianamente ad internet , principale fonte di informazioni anche per quanto riguarda la sessualità ; ma sono sempre meno interessati alla politica, in particolare a quella locale; mettono al primo posto degli obiettivi da raggiungere la felicità. Nella lista dei desideri ci sono poi “famiglia e figli”, al quale si aggiungono l’esigenza di trovare “un posto di lavoro sicuro”. Meno importante, a quanto pare, “avere tanti soldi” e “avere successo e potere” .Vivono in genere in famiglie composte da quattro persone e solo un terzo dei venticinquenni è già fuori casa. I rapporti con i genitori viene giudicato positivamente dalla maggior parte degli intervistati, soprattutto il rapporto con la madre. Incontrano gli amici più volentieri a casa , ma anche nei locali pubblici

25.3.16

Chieti - Domenica 28, torna l'ora legale


Quest'anno il ritorno all'ora legale si preannuncia più "soft", con un giorno in più per riadattarsi al nuovo orario. Le lancette vanno infatti spostate in avanti di un'ora nella notte tra sabato e domenica, ma essendo Pasqua in molti avranno anche lunedì per poter recuperare. Normalmente, affermano diversi studi, questa pratica che da noi è in uso dagli anni '60 può provocare un aumento degli infarti e degli ictus, oltre che dei disturbi del sonno. Ci sono pero' anche dei lati positivi per la salute. Diversi studi hanno svelato che la possibilità di avere più ore di luce nel pomeriggio aiuta a combattere l'obesità infantile, mentre una ricerca pubblicata sul Journal of Safety Research ha trovato che la luce naturale serale diminuisce il rischio di incidenti stradali.

@enio

19.4.15

Chieti - Emergenza senza fine


Ogni giorno assistiamo all'arrivo di barconi stacarichi di poverracci provenienti per lo più dalla Libia, immigrati che arrivano da noi sperando in un futuro migliore. L’Italia di oggi, purtroppo, è un Paese stremato, con percentuali elevate di popolazione sotto la soglia di povertà ed è assolutamente incapace di assicurare un futuro dignitoso agli immigrati già presenti sul territorio, figurarsi poi a quelli che arriveranno. L’Italia viene considerata il ventre molle dell’Europa, verso cui far confluire tutti i disperati, dopo averli ovviamente depredati. Gli immigrati così arrivati, senza controllo ed in numero assolutamente non gestibile dalle nostre strutture, finiscono in breve tempo nelle mani delle criminalità organizzata. Questa è la realtà, purtroppo, sotto gli occhi di tutti anche se i nostri governanti fanno finta di non vedere. Insistere con il buonismo dell’accoglienza indiscriminata porterà certamente il nostro Paese al collasso e a scatenare una guerra tra poveri. Per evitare questo occorrerebbero misure più concrete e concertate a livello europeo, che sembra girarsi dall'altra parte. Quanto durerà questa situazione prima che scappi di mano ai nostri governanti? Riuscirà l'Europa ad assorbire le decine di migliaia di immigrati? Ai posteri l'ardua sentenza.....


@enio

30.3.15

Chieti - Anziani, risorsa della comunità


In questo strano nostro paese, pieno di paradossi, si è ormai consolidata la convinzione che gli anziani rappresentino un problema. Non è sempre stato così, al contrario. E non serve andare indietro nel tempo con nostalgia, rimpiangendo i «bei tempi andati», quando gli anziani erano considerati i membri più autorevoli e rispettati di una comunità, per riconoscere la scarsa considerazione che la nostra società riserva loro. Anche le parole che siamo soliti usare mostrano la misura dei nostri limiti: si parla genericamente - e spesso in termini superficiali, se non spregiativi - di vecchi, di anziani, quando invece abbiamo di fronte un pezzo di società ampio e variegato: una «generazione inedita», come viene definita nei Paesi più avanzati, perché davvero rappresenta un fatto nuovo e originale nelle nostre società, la grande novità del nuovo millennio. Dobbiamo essere in grado di interpretare questo enorme mutamento: l'Italia è un Paese che sta invecchiando e l'importanza di questo cambiamento non può essere sottovalutata, perché siamo di fronte ad una svolta epocale. Le questioni inedite non possono essere comprese con le categorie tradizionali, né tantomeno possono essere affrontate con gli strumenti dell'attuale sistema di welfare: abbiamo urgente bisogno di risposte innovative a bisogni nuovi, sempre meno classificabili negli schemi classici del nostro sistema assistenziale. Non sono infatti solo i settori della sanità e dell'assistenza ad essere chiamati in causa: bisogna fare in modo che si invecchi bene e in salute, e quindi bisogna mettere in campo innovative politiche di prevenzione.

@enio

23.3.15

Chieti - Alunni maleducati ?


Indubbiamente oggi la scuola è in crisi sotto diversi punti di vista, ma c'è un aspetto che va profondamente considerato e che contribuisce a inasprire le tensioni. Mi riferisco, in particolare, a quella frangia di genitori che non perdono occasione per criticare senza un reale fondamento gli interventi «disciplinari» da parte degli insegnanti. Oggi capita spesso di assistere da parte dei genitori a una sorta di critica e messa in discussione sull'operato di chi detiene l'autorità all'interno della scuola. Una sorta di malcostume, dunque, sempre più diffuso e in rappresentanza di quella fascia di genitori invadenti e prepotenti che si arroga il diritto di poter intervenire pubblicamente su azioni e iniziative formative degli educatori, come «castighi collettivi», regole di classe e compiti. Di fronte a classi caotiche e numerose in cui gli alunni sono, nella maggior parte, viziati e maleducati c'è chi tra i genitori preferisce troppo spesso additare l'insegnante come incapace di gestire e controllare la classe piuttosto che riconoscere che la causa di questi comportamenti sono atteggiamenti diseducativi e scorretti assunti dagli stessi genitori troppo protettivi ed «eccessivi». Se le regole all'interno dell'ambito scolastico non vengono rispettate, se pur a volte non condivise, dagli stessi genitori non solo risulta difficile una «coalizione» costruttiva tra genitori e insegnanti ma anche l'oggettiva capacità di mantenere l'autorevolezza e l'importanza della figura di chi ha in mano la formazione culturale di fronte agli scolari. Atteggiamenti di questo tipo, da parte dei genitori, non fanno che accrescere e «incoraggiare» nei propri figli l'incapacità di tollerare limiti e delusioni.Voi cosa ne pensate...

@enio

13.2.15

Chieti - Giovani & rischio

L'adolescente di oggi si comporta come un "super eroe di carta" e si sente tanno più "bravo"  quanto più "I Like" riceve sui social network. Per lui conta essere iperconnessi, ipercondivisi, ipervisualizzati e le conferme gli vengono tutte dal web e da quanto si  riesce a mostrarsi ad essere ed apparire online. Più sei cliccato e più conti in questo bisogno di visibilità, di lasciare traccia di se, ma più ancora un'immagine di se. Così la proposta strana di un male intenzionato che ti chiede di mandargli una foto o esibirti in una performance sessuale davanti alla webcam è soddisfatta non tanto per il piacere di provare l'ebrezza della cosa proibita, quanto per testimoniare la propria presenza. Il morboso piacere di inviare offese o far girare nascostamente materiale pornografico sfidando i divieti o spacciandosi per un'altra persona è collegato più a quel vuoto di prescrizioni che ad una effettiva voglia di trasgressione. Per questo il cyberbullismo e il sexting o l'adescamento e le false identità la dipendenza da questi utili, utilissimi dispositivi sono destinati a crescere e a catturare i giovani (ma non solo loro), sopratutto se continueranno ad essere carenti le nostre funzioni educative e la nostra duttilità. E' cambiata dunque la percezione della trasgressività che fino a qualche anno fa era intesa come una sfida che  aveva a che fare con lo scontro generazionale, oggi quindi i giovani sono figli di un narcisismo dominante e dei nostri sensi di colpa. Non ci sono padri padroni da contrastare perchè non ce ne sono più di padri guerrieri e al loro posto ci sono tanti "amici" che magari condividono e approvano, che permettono e giustificano quando non scimmiottano simili atteggiamenti. Venuto meno il controllo dell'adulto, senza più un limite si cerca di essere protagonisti e di sentirsi anche per un solo istante eroi spavaldi di imprese da dare in pasto a una collettività sempre più guardona.

@enio
 

5.11.14

Chieti - A proposito di allungamento


La vita media in Italia è in continua crescita: le femmine 84'5 anni, i maschi 79,4. Gli ultracentenari, oggi 15 mila, sono il triplo rispetto a dieci anni fa. Dopo gli abitanti di Andorra, Macao e Giappone siamo i più longevi al mondo. La buona notizia dell'allungamento della vita si accompagna purtroppo ad un altro fenomeno negativo: il drastico abbassamento del tenore di vita. L'incrocio fra i due trend, vita più lunga e minore benessere economico, potrebbe indurre i pensionati italiani a trasferirsi in massa nei paesi dove il costo della vita è meno caro. Seguendo l'esempio dei diecimila pensionati tedeschi "emigrati" in Ungheria, Cechia, Ucraina, Turchia e Thailandia.

20.5.14

Chieti - Associazione culturale Zampogne d'Abruzzo

L'Associazione culturale Zampogne d'Abruzzo ha origine a Chieti nel 2010 e il Direttore Artistico è Antonello Di Matteo. Antonello Di Matteo è nato a Popoli il 17 gennaio 1986, ma vive a Chieti sin da bambino. Conseguita la maturità scientifica si è diplomato in clarinetto al conservatorio Luisa D’Annunzio di Pescara frequentando contemporaneamente anche i corsi di pianoforte e composizione. All’età di 14 anni ha scoperto la zampogna che ha iniziato a suonare da autodidatta. In seguito, grazie al maestro Roberto Torto e Sante Centurione, ha migliorato la tecnica dello strumento ed ha proseguito con lo studio di altri strumenti, come la ciaramella, la fisarmonica e l'organetto. Pur se molto giovane, è considerato il punto di riferimento della zampogna in Abruzzo.Vanta numerosi concerti sia in Italia che all'estero (Svizzera, Francia, Belgio, Olanda, Spagna, Norvegia, Grecia, USA, Iraq Libia) e varie collaborazioni con artisti come Francesco De Gregori, Simone Cristicchi, Ambrogio Sparagna. Collabora stabilmente con l’OPI (Orchestra Popolare Italiana del Parco della Musica di Roma), con l’insieme di musica antica (Fairy Consort), classica (orchestra d’archi Serafino Aquilano e Filarmonica Sulmonese), corale (coro polifonico S.Stefano in Rivo Maris e coro di voci bianche Piccoli polifonici Sulmonesi). E’ Docente di Zampogna e Ciaramella presso l'Istituto Scuola Civica Musicale di San Giovanni Teatino- Ch, ed è colonna portante dell’ensemble di musica etnica abruzzese DisCanto.


L’associazione Zampogne d'Abruzzo ha l’obiettivo di riscoprire e dare nuova vita a questo strumento, dal punto di vista non solo musicale, ma anche culturale, recuperando la sua conoscenza, che col tempo in Abruzzo, a differenza di altre regioni, era trascurata e divulgare il suo patrimonio di suoni e tradizioni ad esso strettamente legato. L'Associazione ha più di 50 iscritti di cui i professionisti sono più della metà. La sede dell'Associazione è a Chieti e le prove si fanno ogni giovedì sera nel teatro parrocchiale della chiesa di San Pio X a Chieti Scalo, dove c’è spazio e si studia il repertorio dei brani per i concerti, ma si approfitta anche per socializzare..,a volte con un buon bicchiere di vino. Il Complesso Bandistico di zampogne e ciaramelle “Carlo Michitti”, ha iniziato la sua attività lo stesso anno dell’avvio dell'Associazione Culturale Zampogne d'Abruzzo. L’idea è stata di Antonello Di Matteo ed è composto da una trentina di zampognari, tutti rigorosamente abruzzesi e provenienti dalle quattro province della Regione. Questa “banda”è l'unica realtà non solo in Abruzzo, ma anche nei dintorni. Quattro zampognari del Complesso Bandistico, hanno formato la Zampognòrchestra che è una “orchestra'' che suona musiche che spaziano da Beethoven ai Rolling Stones. La Zampognòrchestra nasce, infatti, dalla voglia di sfruttare al massimo le sonorità della zampogna, uno strumento spesso considerato limitato dal punto di vista melodico e armonico, che il quartetto, tutti professionisti, ha dimostrato invece che è straordinariamente malleabile e senza eguali. Il quartetto esegue brani originali e arrangiamenti musicali di generi diversi, per dar vita a concerti dall'alto impatto sonoro.

La più grande risorsa dell'Associazione, è la presenza dei giovanissimi:, cinque ragazzi di età compresa tra i 9 e i 14 anni, tutti innamorati della zampogna ed entusiasti di imparare a suonarla. Questi ragazzi sono iscritti all'Associazione e prendono parte a tutte le sue attività. A San Giovanni Teatino CH, funziona la Scuola Civica musicale diretta da Antonello Di Matteo per lo studio della zampogna e ciaramella, dove sono iscritti molti giovani appassionati di questo strumento. E’ l'unica scuola in Abruzzo dove a questi strumenti è dedicato un corso di studi a tutti gli effetti. Alcuni soci dell'Associazione Culturale Zampogne d'Abruzzo ha elaborato Il progetto della zampogna elettronica, attuale ed in continua evoluzione, che è nato da un'idea dello zampognaro Luca Balassone, che lo ha poi sviluppato insieme ad Antonello Di Matteo e l'Ingegnere Francesco Capuzzi. L'idea, sin dall'inizio, è stata quella di non creare uno strumento che sostituiva la zampogna vera e propria, ma quella di arrivare ad ottenere uno strumento che si assomigliava con il suono, il più possibile ad essa. Durante la sperimentazione sono stati utilizzati, campionandoli, i suoni originali della zampogna di Antonello Di Matteo che ha sviluppato un sistema, in base al quale lo strumento, per suonare, non ha bisogno di nessun collegamento a una qualsiasi periferica (tipo computer o amplificatore), ma funziona con una semplice pila a stilo! Il risultato è stato davvero soddisfacente, uno strumento che suona come una vera e propria zampogna ed è un utile supporto per lo studio e … perché no, anche per la sperimentazione delle sonorità della zampogna, in generi musicali contemporanei. L'unico difetto che ha è che...non è una zampogna!


Ho chiesto ad Antonello Di Matteo quale brano musicale ama suonare. Sono due, mi ha risposto, la Novena di Natale il popolare motivo natalizio e Satisfaction dei Rolling Stones, adattato ed arrangiato in stile moderno, alla zampogna e ciaramella, da Giuseppe Moffa per la Zampognorchestra. Questo brano mi ha stimolato ad una riflessione. Satisfaction è stato pubblicato il 6 giugno 1965, era un inno dell'insoddisfazione giovanile che si dichiarava apertamente contro il consumismo. Era un attacco allo “status quo”, dell’immobilismo politico e sociale verso l’acquisto sfrenato di beni materiali. Alla distanza di mezzo secolo, cinquant’anni, dieci lustri, la situazione si è capovolta. Si acquistano con difficoltà i beni di prima necessità e c’è la rinuncia forzata all’acquisto dei prodotti secondari e superflui. C’è la disoccupazione, specialmente giovanile e chissà se un “inno a favore del consumismo” possa risolvere, senza la burocrazia, questa realtà negativa della disoccupazione e dare coraggio ai giovani. Concludendo, la zampogna oggi non è più uno strumento del folklore collegato al Natale, ma si può ascoltarla tutto l’anno, perché inserita in quasi tutti i generi musicali.

Scritto da Luciano Pellegrini
Le foto al link: Zampogna

27.3.14

Chieti - Moretti che fatica lavorare nelle FS


"Se c'è una alternativa migliore ben venga" alla guida delle Ferrovie dello Stato. E' quanto afferma l'A.D. Mauro Moretti, presentando il piano industriale agli investitori in Assolombarda. "La sfida - spiega - è valorizzare appieno il capitale investito del Gruppo, che è dello Stato e della collettività". Fare l'AD delle Ferrovie dello Stato "è una storia di fatica, non di giochetti per prendere mezzo minuto di share in tv", afferma ricordando come "nel 2006 nessuno voleva fare l'AD delle FS". "Ogni euro risparmiato - ha aggiunto Moretti - è a vantaggio del contribuente". Quanto al mestiere del ferroviere e di chi guida le ferrovie, secondo il manager "è uno dei più duri che si possono affrontare nella realtà italiana". "Molti miei predecessori - ha aggiunto - dicono che una realtà così difficile non l'avevano mai vista". "Siamo una delle aziende più grandi d'Italia - ha affermato -, siamo una realtà industriale e non stiamo a poltrire negli uffici". Io al posto di Renzo, un tizio del genere lo caccerei su due piedi, perchè a sentir lui, il suo lavoro è pesante ed è faticoso, quasi come andare a lavorare in miniera.

@enio

24.1.14

Chieti - Bambini e se non ne nascessero più ?

So per certo, che certi ragionamenti sui bambini possono dare fastidio a molti. I bambini sono belli così come sono, e tanto basta. I “grandi” sono impegnati a risolvere tantissimi loro problemi: guerre, economia, cultura, religione, giustizia, sport, tempo libero, lavoro… E quindi sembra tempo perso approfondire i rapporti con i bambini, al di fuori degli schemi abituali. Ma uno deve cercare tutte le strade per evidenziare il punto di vista della persona che difende. Stavolta, per arrivare a far capire un concetto basilare sul ruolo dei bambini, per capirci, tenterò un approccio con la fantascienza. Immaginiamo che un asteroide radioattivo, sfiori la Terra e ci renda tutti sterili. Ci guarderemmo in faccia e prenderemmo atto che dopo pochi mesi non funzionerà nessun punto nascita, che dopo pochi anni si spopoleranno tutte le scuole e che dopo pochi decenni scomparirà tutta l´umanità. Che fare? Certamente perderebbero di ogni significato, la politica, l´economia, l´ecologia, ogni idea di “progresso” e di “sviluppo”. Perché dovremmo piantare alberi? Rispettare l´ambiente? e abbellire una città?  Per chi progetteremmo il nuovo parco fluviale e a chi lasceremmo le “memorie” in un museo storico a patto  che ci fosse nella nostra città ? Perché morire, come fanno ora i palestinesi, per dare una terra ai loro figli, perché emigrare per offrire ai figli un futuro migliore? I politici, non orientando più il loro comportamento sul futuro della loro nazione, praticherebbero solo una politica di piccolo cabotaggio. Ma soprattutto perderebbe di significato la stessa famiglia. Se si manifestassero gli effetti dell´asteroide, la maggior parte delle coppie nemmeno si sposerebbe. Una coppia ha la funzione sociale di generare ed educare dei figli in una interazione solidale e duratura nel tempo.“Occuparsi di famiglie vuol dire mettere al centro i bambini... I genitori, anche se non sposati, sono un esempio splendido di responsabilità... Per occuparsi delle famiglie dobbiamo promuovere il valore della responsabilità e dell´impegno nei confronti dei figli”. Immaginarsi di non vedere più bambini attorno a noi è fondamentale per capire il loro ruolo e le nostre responsabilità di genitori, di politici, di educatori, di medici, di nonni… Solo quando ci si immagina di essere ciechi oppure in carrozzella, si apprezza il dono della salute e si capisce perché una città deve essere a misura di handicappato caro sindaco. I bambini dovrebbero essere considerati la risorsa più importante dell´umanità ed essere messi alla base di ogni decisione politica. Molti li considerano invece come un serio ostacolo alle loro attività e allo stesso progresso. E vari sono i metodi per non averli tra i piedi (senza attendere il nostro asteroide!). Il metodo più semplice è non metterli al mondo. Almeno un 20% di giovani non mettono in programma nessun figlio, con tante motivazioni ( il lavoro sempre più avanti con gli anni, le donne che lavorano, il costo della vita, l´angoscia esistenziale con incapacità di assumersi responsabilità,…). E poi una parte consistente degli aborti volontari (1 ogni 6-7 nati) è dovuta alla non accettazione del figlio. Quando poi il figlio è nato, lo si può sempre trattare in modo che non ci disturbi o con il facile autoritarismo, vigente da Adamo ed Eva fino ai nostri nonni (i genitori hanno sempre ragione!) o con il facile e subdolo moderno permissivismo (il bambino ha sempre ragione!): in entrambi i casi i figli non ci danno grossi problemi. Li consideriamo “oggetti” di nostra proprietà, su cui accampiamo diritti. L´attuale consumismo ci semplifica certamente ogni fatica, ci tranquillizza e ci dà anche soddisfazioni, perseguendo la cultura dell´Avere e dell´Apparire, anziché quella dell´Essere. I bambini sono spesso messi tra le “cose” che sono utili per noi. Averli davanti ai nostri occhi in ogni nostra scelta ci dà l´idea più precisa della direzione da scegliere. È veramente tragico, credetemi, immaginare un mondo senza bambini.

@enio

18.12.13

Chieti - Il piano per svuotare le carceri italiane

«Nessun indulto o indultino», assicura il ministro Cancellieri. «Nessun pericolo per i cittadini», rafforza Letta. Le misure sulle carceri varate ieri dal Consiglio dei ministri portano con sè il consueto strascico polemico che fa leva sul timore che i delinquenti girino indisturbati per le strade. Li mettono fuori senza preoccuparsi minimamente della fine che costoro faranno nell'arco di un mese, in una nazione che non offre lavoro, senza possibilità di riinserirsi nell tessuto sociale quotidiano. «Aumenteranno i reati», dice il leghista Maroni, governatore della Lombardia. E il compagno di partito Molteni, capogruppo del Carroccio in commissione.



Giustizia alla Camera, promette «battaglia dura».Questi signori una volta fuori, è statistico, dopo un pò ritorneranno nel luogo da cui erano usciti, con l'aggiunta di reati che andranno a sommarsi a quelli che gli erano stati "abbonati". «Solo inutili balbettii, una presa in giro natalizia», aggiunge il forzista Brunetta. Ma le condizioni delle carceri italiane sono un buco nero da superare. Lo vuole l'Europa, pronta a chiedere conto a suon di sanzioni se da qui a maggio non si metterà in sicurezza il sistema. Lo chiedono da tempo la Corte Costituzionale e il Capo dello Stato, e «il decreto è una prima risposta al suo appello», osserva il premier. Di fatto il decreto legge varato è il passo atteso dal governo, mentre per ora il Parlamento ancora non mette mano a un intervento di amnistia e indulto che unito a misure strutturali produrrebbe davvero numeri significativi. Il ministro della Giustizia, il peggiore che io ricordi, giovedì sarà in Senato proprio per comunicazioni in materia

21.11.13

Chieti - Bloccati alcuni siti di lettura dei giornali online

Accedere gratuitamente a riviste, quotidiani e libri era tanto facile quanto navigare sul web. Il nucleo speciale frodi tecnologiche delle unità speciali della Guardia di Finanza ha interrotto l'attività illecita di 13 siti internet che consentivano di consultare e scaricare riviste e quotidiani, talvolta anche in concomitanza con la loro distribuzione nelle edicole, in violazione del diritto d'autore.


I siti web, tutti allocati su server esteri, erano destinatari di milioni di contatti ed utilizzavano i contenuti delle case editrici, indebitamente ottenuti, creando maxi edicole digitali, dalla cui visione acquisivano illeciti ingenti guadagni sfruttando i sistemi pubblicitari cosiddetti "pay per click" ovvero attraverso banner e pop-up.I gestori di tali siti, sfruttando sofisticati sistemi di anonimizzazione ed allocando le risorse su piattaforme sparse in tutto il mondo, non sono tuttavia sfuggiti alla rete degli investigatori che, sulla scorta di appositi provvedimenti cautelari emessi dal Tribunale di Roma, hanno posto sotto sequestro i siti illegali ed interrotto così l'attività criminosa.

@enio

10.10.13

Chieti - Si è globalizzata anche la povertà

Altro che maxievasori, finanziarie etiche e sociali, tagli ai costi della politica sbandierati e mai eseguiti. Altro che immigrati che arrivano in massa sognando un posto migliore! I nuovi poveri sono i nostri vicini, il conoscente della porta accanto, non necessariamente l'accattone, ma anche colui che se ne esce di casa tirato a lucido ostentando un'agiatezza che non ha. Le cifre, stavolta, parlano da sole. Non è un romanzo di fantasia ma la cruda realtà. Le persone indigenti, annotate nelle statistiche e quindi conosciute (ma chissà quante sono quelle ignote, per scelta o per altri motivi), sono tanti, un abitante ogni 30. In senso lato, ogni condominio dell'urbe ospita un povero. Le categorie sono ovviamente diverse. Ci sono quelli che si rivolgono ai servizi sociali del Comune per ottenere un sussidio economico, un'integrazione alle minime entrate non sufficienti per campare, e quelli che si affidano al banco alimentare per rimediare un pasto, qualcosa da mettere sotto i denti per non rischiare di morire davvero di stenti. E poi ci sono i senza fissa dimora che nelle strutture preposte trovano un rifugio caldo e accogliente e pure pietanze da mettere sotto i denti. Insomma, la fotografia che ne esce è alquanto desolante. Altro che città ricche, quindi! Per carità, non è che nel resto d'Italia si stia meglio, anzi addirittura peggio, ma il mondo della povertà, sommersa o esplicita, ha messo radici anche quì. SUSSIDI. Sono le spese sostenute dal Comune. Si tratta di «sussidi economici mensili ai soggetti in stato di bisogno». Molte famiglie, infatti, non riescono a sostenere l'affitto o a pagare le bollette della luce perché, in quel momento, sono senza lavoro o hanno dovuto affrontare degli esborsi improvvisi. A sfuggire la fame rifugiandosi nel banco alimentare sono solo italiani. Ci sono situazioni critiche come le donne sole con bambini e un lavoro part-time che non serve nemmeno per sbarcare il lunario, e gli anziani che vivono soli e che hanno figli sistemati, benestanti che non si curano di loro. Si è globalizzata anche la povertà.

@enio

16.7.13

Forza Nuova attacca il ministro Cècile Kyeng



All'indomani degli insulti del leghista Roberto Calderoli, seguite da forzate scuse, anche Forza Nuova attacca il ministro Cècile Kyenge, oggi a Pescara per un un incontro-dibattito su immigrazione e cittadinanza che si tiene nel palazzo delle Provincia. Gli esponenti della formazione di estrema destra hanno accolto il ministro per l’Integrazione con "cappi" simbolici alle cui estremità sono stati posti dei manifestini "contro l’immigrazione " e contro "qualsiasi forma di Ius Soli". Il blitz di FN è avvenuto nella notte ed è stato rivendicato con una nota.Questi atteggiamenti mettono in luce altri problemi sorti in Italia, checche se ne dica: la xenofobia, il razzismo che devrebbero essere presi in seria considerazione e combattuti da uno stato civile contemporaneamente alla disoccupazione, al precariato, alla criminalità e all'evasione etc. Risposte come queste celano la tecnica di spostare l'attenzione per ridimensionare se non nullificare problemi di questo tipo, perché di ciò si parla, rivelando un atteggiamento qualunquista e del tipo "toccano il mio orto? ci guadagno qualcosa? che me ne frega allora" e andiamo così avanti a parlarne senza mai intervenire, magari con una legge seria sull'immigrazione visto il numero dei barconi che arrivano a Lampedusa.

@enio

23.1.13

Chieti - Pilato e gli studenti Erasmus


E' il caso di dirlo:" Quando una decisione pilatesca, presa all'ultimo momento, riesce a scontentare tutti". Nonostante la volontà politica, il perentorio invito dell'Ue e gli auspici venuti da ogni parte, nulla di fatto per i circa 25 mila studenti italiani che studiano all'estero con l'Eramus: non potranno votare alle prossime elezioni di febbraio. La causa delle difficoltà insuperabili non sono dovute principalmente al tempo ridotto di intervento, ma soprattutto a motivi di costituzionalità. Resterebbero fuori, infatti, gli altri studenti - non Erasmus - iscritti in un paese straniero, che secondo stime del 2010 sarebbero almeno altri 26 mila. Il Consiglio dei ministri, riunito nel tardo pomeriggio, ha valutato «approfonditamente, grazie alle relazioni dei ministri dell'Interno Cancellieri e degli Affari Esteri Terzi, la possibilità di consentire agli studenti Erasmus la partecipazione al voto dall'estero per le prossime elezioni politiche, come auspicato in precedenza»

12.11.12

Chieti - Genitori separati e figli


"Genitori separati e figli" è stato il tema cruciale di cui si è discusso ieri, in un convegno di estrema attualità e sempre maggiore rilevanza sociale. Infiniti sono i casi che occupano le cronache dei giornali e mostrano come i figli siano sempre più spesso l'oggetto di scontro, di ricatto e di baratto in caso di divorzio o di separazione. I numeri, in Italia, sono ormai impressionanti: 90mila i figli coinvolti ogni anno nelle separazioni familiari, di cui 45 mila sotto gli 11 anni. I divorzi si collocano nell'ordine dei 55.000 all'anno (dati 2010), e le separazioni più di 88.000 (sempre dati 2010). Da noi, quì in Abruzzo, le separazioni negli ultimi dieci anni hanno registrato forti incrementi percentuali e nelle famiglie che «saltano» sono spesso presenti dei figli. La mancanza di affidi condivisi e di spazi per esprimere la doppia genitorialità, della madre ma anche del padre, ha scatenato negli anni guerre furibonde, spesso finalizzate alle assegnazioni patrimoniali, in cui però i figli sono diventati oggetto di «scambio» e strumenti di pressione. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, ed hanno dei risvolti drammatici. Quasi un milione di genitori separati (950mila) oggi in Italia possono vedere i figli soltanto poche ore a settimana. È necessario, con urgenza mettere mano al quadro legislativo, per rendere il divorzio non più una «scelta di vantaggio» per uno dei coniugi che, separandosi, ottiene l'esclusiva (o quasi) cura e gestione dei figli, finanziata dall'altro coniuge, che non ha più voce in capitolo (o quasi) sulla destinazione dell'assegno, spesso sostanzioso, che è invece tenuto a versare. E dall'altra occorre fissare dal punto di vista legislativo che il diritto dei genitori a «rifarsi una vita» è subordinato al bene dei figli e al diritto dei figli ad essere cresciuti da entrambi i genitori. Si richiede un intervento radicale anche sull'istituto dell'affido condiviso, che oggi di fatto non funziona (o soltanto parzialmente) o non è applicato.

enio

16.10.12

Chieti - 90 nuovi Jet militari, per fare la guerra a chi?

L'Europa prende il Premio Nobel per la pace e l'Italia si appresta a parcheggiare nelle sue basi militari, 90 Jet del costo di 99 milioni di euro l'uno, armati di tutto punto pronti a far la guerra non si sa a chi. I primi cacciabombardieri F-35 per Aeronautica e Marina italiane avranno appunto un costo previsto attualmente in 127,3 milioni di dollari (99 milioni di euro) ad esemplare per la versione A e di 137,1 milioni di dollari (106,7 milioni di euro) per la versione B a decollo corto e atterraggio verticale (Stovl) che verranno acquisiti dal 2015. Questo ce lo spiega tranquillamente, fregandosene della crisi, della disoccupazione e dell'inflazione galoppante che ci accompagnerà fino al 2015,il generale Claudio Debertolis, Segretario generale della Difesa, in un'intervista al portale specializzato analisidifesa.it . Negli anni successivi il prezzo di produzione del velivolo dovrebbe attestarsi nel 2017 a 90,6 milioni di dollari per la versione A e 118,8 per la versione B, per poi ridursi progressivamente fino a 60 milioni di dollari oltre il 55° esemplare dei 90 previsti per le forze aeree e aeronavali italiane. In un primo momento la stima (comunicata al Parlamento) era di circa 80 milioni di dollari per ciascun esemplare dei primi tre F-35A, ma il dato si è rivelato irrealistico poichè si riferiva «a una pianificazione ormai superata dalle vicende del programma e verteva sul solo aereo "nudo"». Il primo F-35A si schiererà sulla base di Amendola dell'Aeronautica militare nel marzo 2016, mentre il primo F-35B a decollo corto e atterraggio verticale (30 fra Marina e Aeronautica), il cui contratto d'acquisto è previsto nel 2015, comincerà ad operare dalla base di Grottaglie nel 2018. È questo, dopo il taglio di 41 esemplari deciso a febbraio dal Governo, il nuovo programma di acquisto del Joint Strike Fighter. Non è che qualcuno a Roma dopo averci menato per il naso, adesso ci prende pure per i fondelli ?

enio

2.10.12

Chieti - Serve oggi laurearsi per forza ?


Fornero si è ieri chiaramente espressa sulla necessità che oggigiorno i nostri ragazzi hanno di prendersi una laurea a tutti i costi, pur di avere un "pezzo di carta" che conti e li qualifichi nella società. "In un mercato aperto come quello europeo laurearsi per laurearsi serve a poco. Se ci si laurea male si hanno competenze modeste, che portano poco lontano, meglio non inseguire il titolo per essere dottori per forza. Meglio avere una formazione tecnica spendibile". Lo ha affermato il ministro del Lavoro Elsa Fornero alla cerimonia di premiazione degli studenti eccellenti degli atenei torinesi. "C'è un percorso da fare - ha aggiunto - perché abbiamo svilito la formazione tecnica e professionale e indotto tutti a pensare che se uno non frequenta l'università e fa una scuola professionale vale meno di un dottore. Non è cosi", abbiamo bisogno di ridare dignità al lavoro operaio e tecnico. Un Paese non può pensare che il lavoro operaio sia socialmente meno valido. Un percorso di studio che valorizza il merito capisce le attitudini personali e le valorizza senza sppiattire tutti in una realtà di scarsa soddisfazione e scarso reddito".Io condivido il pensiero del ministro.Ho avuto il mio "pezzetto" di, il diploma all'ITIS di Chieti: perito chimico e sul lavoro mi son sempre impegnato, e ho sempre cercato di migliorare negli anni. Amici miei, mentre io lavoravo in un laboratorio analisi farmaceutico, laureati fuori corso, si lamentavano perchè loro a 26/27 anni, alle prime esperienze, prendevano meno di me. La differenza la faceva l'applicazione non la laurea. Io poi la laurea in Sociologia l'abolirei in toto. Lì prendono la laurea, tutti, con voti massimi, danno il pezzo di carta anche ai sassi. Questa laurea non da nessuna formazione per un lavoro sicuro e immediato. Lettere si potrebbe ridurre ad un decimo il numero degli immatricolati. E se uno ci mette più di 5 anni (e non è lavoratore) via o pagare le tasse da scoraggiarli a rimanere lì in parcheggio in "eterno" e nel frattempo che si alureano, vadano a lavorare e si prendano una specializzazione.Io mi ricordo che le uniche spese che ricadevano sulla mia famiglia erano le tasse, per tutto il resto provvedevo io con le ripetizioni e i lavoretti più disparati, poi il posto fisso. La laurea mi è servita solo per fregiarmi del titolo di Doc, ma il lavoro è rimasto lo stesso per 42 anni filati, mi piaceva...

enio

24.8.12

La Grecia vende i gioielli di famiglia ?



La Grcia seguendo la prassi neoliberista, per i paesi strangolati dai debiti - che siano i debiti esteri dei Paesi in via di sviluppo negli anni Novanta o i debiti pubblici ora - la cura das applicare è sempre la stessa: Misure lacrime e sangue che prevedono grossi tagli agli stipendi, alle pensioni, ai servizi pubblici, licenziamenti, peggioramento delle condizioni di lavoro e privatizzazione di beni comuni, per servire così quel libero mercato gestito dai grandi gruppi finanziari, economici e bancari. Il governo greco intanto,dopo aver applicato questi principi al popolo greco, si è detto anche pronto a tutto in nome della finanza internazionale e per poter fare fronte ai debiti contratti per non fare il tragico DEFOUL e uscire per sempre dall'Euro. È disposto a qualsiasi cosa pur di ripagare questi debiti e gli ingenti interessi su questo debito, anche a vendere alcuni gioielli di famiglia come gli isolotti disabitati. Una mossa che nemmeno il precedente governo aveva osato fare: è quanto ha affermato, in un'intervista a Le Monde, il primo ministro Antonis Samaras.Praticamente dar via il culo per i prossimi 10 anni sperando che nel frattempo la crisi passi. L'Italia pure ha intenzione di svendere i suoi "gioielli" e dall'elenco solo annunciato pare che si trattino solo di strutture che nessuno compererà o per il loro prezzo elevato o perchè prive di qualsiasi valore economico. In ogni caso, la migliore e più redditizia vendita da noi sarebbero quei beni paesaggistici, archeologici e naturali. Lo hanno capito i tedeschi che hanno visto sul Garda, nei paesaggi e nei celebri monumenti e nelle case la loro principale fonte di ricchezza da comperare. Basta fare un giretto la sera a Riva o a Peschiera per sentire parlare dappertutto tedesco, a sentir loro questo è il "LORO MARE". Loro intanto comperano, mentre i nostri politici si limitano a fare le solite chiacchiere e le vanno a fare al raduno di CL, nella speranza di sostituire nei loro "cuori", il Divino Andreotti e ereditare migliaia e miglia di voti senza neanche fare propaganda politica. Questi signori, I TECNICI, secondo me un pensierino a candidarsi politicvamente, sopratutto Passera, l'hanno già fatto, c'è solo d'augurarsi che i loro propositi non si esaudiscano mai. Ci hanno massacrato già troppo così e dopo la loro "cura" sarà un vero miracolo se ci RIALZEREMo un dì, per poterci agganciare ad una eventuale CRESCITA, se ci sarà, di Stati Uniti e Cina...

nonnoenio