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13.2.15

Chieti - Giovani & rischio

L'adolescente di oggi si comporta come un "super eroe di carta" e si sente tanno più "bravo"  quanto più "I Like" riceve sui social network. Per lui conta essere iperconnessi, ipercondivisi, ipervisualizzati e le conferme gli vengono tutte dal web e da quanto si  riesce a mostrarsi ad essere ed apparire online. Più sei cliccato e più conti in questo bisogno di visibilità, di lasciare traccia di se, ma più ancora un'immagine di se. Così la proposta strana di un male intenzionato che ti chiede di mandargli una foto o esibirti in una performance sessuale davanti alla webcam è soddisfatta non tanto per il piacere di provare l'ebrezza della cosa proibita, quanto per testimoniare la propria presenza. Il morboso piacere di inviare offese o far girare nascostamente materiale pornografico sfidando i divieti o spacciandosi per un'altra persona è collegato più a quel vuoto di prescrizioni che ad una effettiva voglia di trasgressione. Per questo il cyberbullismo e il sexting o l'adescamento e le false identità la dipendenza da questi utili, utilissimi dispositivi sono destinati a crescere e a catturare i giovani (ma non solo loro), sopratutto se continueranno ad essere carenti le nostre funzioni educative e la nostra duttilità. E' cambiata dunque la percezione della trasgressività che fino a qualche anno fa era intesa come una sfida che  aveva a che fare con lo scontro generazionale, oggi quindi i giovani sono figli di un narcisismo dominante e dei nostri sensi di colpa. Non ci sono padri padroni da contrastare perchè non ce ne sono più di padri guerrieri e al loro posto ci sono tanti "amici" che magari condividono e approvano, che permettono e giustificano quando non scimmiottano simili atteggiamenti. Venuto meno il controllo dell'adulto, senza più un limite si cerca di essere protagonisti e di sentirsi anche per un solo istante eroi spavaldi di imprese da dare in pasto a una collettività sempre più guardona.

@enio
 

10.1.14

Chieti - Internauti, odio e poi dietro, tanti insulti

 Bersani sta male, la Merkel sta male, e da internet, in parecchi, lanciano loro auguri di morte. Qualcuno si domanderà perché. La risposta prevalente è che gli internauti, approfittando della libertà e dell’anonimato concessi dalla rete, godono maledettamente nel lanciare minacce e improperi, restando impuniti e sconosciuti. Questo, secondo me, è un indizio di meschinità che non si può ignorare. L’impressione è che ci sia una fetta di pubblico, neanche tanto piccola, che scarica un vero odio, verso un importante politico italiano e un’importante politica tedesca, tanto influente in Europa. C’è sempre, in questi messaggi una parola, una frase, una definizione che chi l’ha scritta credeva casuale o superflua, ma che rivela il fondo culturale da cui proviene. Perché a Bersani qualcuno scrive: “Muori, parassita”?  Perché alla Merkel qualcuno scrive: “Tedesca per tedesco, era meglio se finiva lei come Schumacher”? Qui le parole-chiave sono “parassita” e “tedesco”. Questo pubblico di base, che sfoga belluini istinti di morte, non ce l’ha tanto con Bersani (tutto si può dire di lui, ma non che sia un ozioso parassita, è un grande lavoratore e s’è sempre impegnato nelle sue cause, e forse anche quest’impegno gli ha fatto scoppiare una vena nel cervello), quanto con la categoria dei politici a cui appartiene: sono questi i “parassiti”, che nel lessico popolare è un modo più diretto per indicare la “casta”. La cancelliera Merkel invece è il simbolo della Germania, e augurarle ogni male è un modo per esprimere odio verso la Germania, sulla base di uno pseudo-ragionamento che nel cervello del popolino si formula così: noi stiamo male mentre i tedeschi stanno bene, ergo i tedeschi costruiscono il loro benessere sul nostro malessere, che crepino! Purtroppo a godere delle disgrazie altrui ce l'hanno insegnato i nostri politici. Ce ne sono diversi che hanno dichiarato: “Quando vedo un barcone affondare, godo!”. “Godo” è diventato l’insulto in faccia al morente, la sottrazione della pietà umana. E “Godo!” dichiarano nei messaggini alcuni lettori appena hanno sentito la notizia dell’emorragia di Bersani. Con l’aggiunta: “Speriamo che non esca vivo all’ospedale”. Questi auguri di morte nascono da un senso d’impotenza, questa gente odia la politica, ma non ha nessuno strumento per cambiarla. “Speriamo che muore, così ce lo leviamo dalle palle”: non è un augurio mirato, tre giorni fa nessuno odiava a tal punto Bersani, ma adesso la malattia lo rende indifeso e lo espone agli attacchi, attaccano lui perché non possono attaccare gli altri. A monte di questi insulti, c’è la coscienza che non è possibile liberarsi di questi politici. Era meglio se anche la Merkel “batteva la testa, così si toglieva anche lei dai maroni”. Invece: “Che peccato!, è ancora viva”... L’odio non si ricambia con l’odio, ma con la pietà, ma questa gente non ne è capace perchè è diversa...

@enio

21.11.13

Chieti - Bloccati alcuni siti di lettura dei giornali online

Accedere gratuitamente a riviste, quotidiani e libri era tanto facile quanto navigare sul web. Il nucleo speciale frodi tecnologiche delle unità speciali della Guardia di Finanza ha interrotto l'attività illecita di 13 siti internet che consentivano di consultare e scaricare riviste e quotidiani, talvolta anche in concomitanza con la loro distribuzione nelle edicole, in violazione del diritto d'autore.


I siti web, tutti allocati su server esteri, erano destinatari di milioni di contatti ed utilizzavano i contenuti delle case editrici, indebitamente ottenuti, creando maxi edicole digitali, dalla cui visione acquisivano illeciti ingenti guadagni sfruttando i sistemi pubblicitari cosiddetti "pay per click" ovvero attraverso banner e pop-up.I gestori di tali siti, sfruttando sofisticati sistemi di anonimizzazione ed allocando le risorse su piattaforme sparse in tutto il mondo, non sono tuttavia sfuggiti alla rete degli investigatori che, sulla scorta di appositi provvedimenti cautelari emessi dal Tribunale di Roma, hanno posto sotto sequestro i siti illegali ed interrotto così l'attività criminosa.

@enio

24.7.11

Facebook - Inizia la fuga degli iscritti ?



Dopo aver sfiorato i 700 milioni di utenti (attualmente pare siano 687 milioni), il sito di Mark Zuckerberg frena la propria crescita: dai 20 milioni di nuovi utenti al mese è passato in aprile e maggio a quota 11,8 milioni, pescando nuovi proseliti in nazioni come Brasile, India e Messico in cui è presente da meno tempo.

Il calo sarebbe imputabile alla cancellazione del proprio profilo effettuata da parte di utenti iscritti al social network: 6 milioni nell'ultimo mese in USA, un milione in Canada e 300.000 tra Russia, Norvegia e Gran Bretagna. Anch'io mi sono cancellato fa tempo perchè ho sempre ritenuto questo collegamento in contrasto con le più elementari regole della privacy...

Da un certo punto di vista si può parlare di un rallentamento fisiologico: le statistiche mostrano che quando la metà della popolazione di un dato Paese si è iscritta a Facebook la crescita rallenta fino a fermarsi, com'è anche normale aspettarsi.

La novità è costituita dalle cancellazioni di account, sempre esistite ma oggi particolarmente notevoli, che potrebbero indicare preoccupazioni per la privacy oppure semplicemente l'esaurirsi dell'"effetto novità" per gli utenti di più antica data.Pare che anche Obama si sia cancellato....

enio

10.11.10

La tecnologia WI FI e le norme di legge

. Che cos'è

Il termine Wi-FI sta per Wireless Fdelity ed indica la tecnica e i relativi dispositivi che consentono di collegarsi a reti locali internet senza fili, come quello che ad esempio collega il modem di casa alla rete telefonica. Funziona tramite frequenze radio, con le connessioni al traffico internet alimentate da fonti di connettività a banda larga, sia via cavo (Adsl o Hdsl), oppure via satellite. Negli ultimi anni, dopo lo sviluppo negli ambienti aperti, la tecnologia WiFI ha preso ampiamente piede anche tra le mura domestiche e negli uffici, con la diffusione di modem che oltre ad essere collegati a pc fissi consentono la diffusione della connettività in ogni ambiente, permettendo un'agevole navigazione anche con portatili, palmari e cellulari. Negli spazi aperti, la diffusione del WiFI è partita da aeroporti e stazioni, per poi diffondersi anche in altri locali pubblici come bar, ristoranti e pizzerie, mentre anche le amministrazioni locali ,hanno puntato sul poter fornire ai cittadini reti gratuite, la cui gestione è affidata a concessionari privati...

. Il decreto

Il «decreto Pisanu» nacque cinque anni fa, in seguito agli attentati che colpirono la metropolitana di Londra. Per prevenire azioni terroristiche si puntò tra l'altro a garantire la «rintracciabilità» del traffico internet in ambiente pubblico, tramite l'obbligatorietà di registrazione per fruire delle connessioni senza fili in ambienti pubblici come vie, strade, piazze, aeroporti, stazioni ed esercizi commerciali. Dall'uno gennaio 2011, il ministero dell'Interno intende abrogarlo.


16.10.10

Esagerazioni in Intenet

 
Gli esseri umani sono creature che amano le esagerazioni. Nonostante le lezioni che avremmo dovuto apprendere in milioni di anni di evoluzione e migliaia di anni di storia continuiamo a reagire allo stesso modo di fronte alle novità. Arriva qualcosa di nuovo e subito pensiamo che sarà una rivoluzione, che soppianterà tutto quello che c'era prima, che nulla sarà più lo stesso. Eppure non mancano certo esempi che ci ricordano costantemente come le cose non vadano così. Pensiamo ai mezzi di trasporto: certo, di cavalli ora se ne vedono pochini, però i treni sono in giro da un paio di secoli e non sembra abbiano intenzione di sparire... nonostante siano arrivati automobili e aeroplani. Per quale motivo? Perché se si fa una cosa bene, non si viene cancellati da un'invenzione che non fa la stessa cosa e ciò che fa costa di più o non è all'altezza della cosa originale. Un aeroplano è più veloce di un treno, ma quanto si paga un biglietto? Se devo andare in America lo prendo... ma se devo spostarmi da Milano a Roma [e ho abbastanza tempo] prendo il treno. Oggi si parla spesso di convergenza. Arriveranno dei prodigiosi telefonini/palmari/televisione e chissà cos'altro. Non ci saranno più computer né televisori... Ma veramente guarderemo un bel film sullo schermo di un cellulare quando a casa abbiamo un impianto DVD Home Theatre? Dawero scriveremo i nostri documenti su una tastiera dalle dimensioni di un telefonino? No. Certo, questi prodigi della convergenza tecnologica arriveranno. Saranno utili se dovremo vedere un notiziario mentre siamo persi in mezzo alla campagna, ma continueremo a lavorare sui nostri computer, a guardare la televisione seduti comodamente sul divano, a telefonare con telefonini sempre più piccoli. Anche Internet ha generato questi tipi di timori. Non ci saranno più negozi, non ci si incontrerà più, il mondo reale verrà sostituito dal mondo virtuale? Per quale motivo? Non possono forse convivere entrambi, come treno e aeroplano? lo conto seriamente di poter continuare a farmi una chiacchierata in videoconferenza via Internet con il mio vecchio compagno di scuola che ora vive in Taiwan, spendendo pèochissimo e poi uscire a bere qualcosa con gli amici.


3.12.09

Internet oggi


Internet oggi è una nuova droga? Secondo lo psichiatra Andreoli, in determinate condizioni può diventarlo. In modo particolare per quei giovani che entrano a contatto con le tecnologie digitali, web ma anche telefonini, videogiochi e televisione, senza essere presi per mano da una persona che gli fa capire che il mondo virtuale ha dinamiche diverse da quello reale. Sono in aumento le forme di dipendenza online. Ci troviamo sempre più spesso di fronte a giovani afflitti da quello che noi chiamiamo autismo digitale. Persone fagocitate dentro schermi, sms, mms e microchip che perdono il contatto con le relazioni umane. Individui talmente compromessi a livello mentale da ritenere che l'universo virtuale sia quello reale e da rimanere disorientati quando si rendono conto che ciò che si può fare nella sfera tecnologica non si può fare nella quotidianità. Quando si è davanti a un televisore e passa un'immagine che non ti piace cambi canale. È semplice aggirare la difficoltà. Se nella cosiddetta esistenza normale si deve affrontare un problema, la sua risoluzione non è altrettanto immediata. Lo psichiatra invita i genitori e gli educatori ad insegnare ai rispettivi figli e studenti ad approcciarsi alle «magnifiche tecnologie moderne» con le modalità giuste:«La prima regola da trasmettere ai ragazzi è che la vita vera, regolata dai sentimenti e non solo dalle emozioni, non è quella tecnologica. Se riusciamo a farglielo comprendere possiamo ritenerci soddisfatti».«Un comportamento errato sarebbe, al contrario, quello di considerare tutto ciò che è legato alla multimedialità male. Non è vero. Aiutiamo i nostri giovani a sentirsi importanti senza il bisogno di costruirsi un'esistenza parallela nelle chat, in Second Life e negli mms». Siamo in guerra. Lo dicono i numeri. Dal 2001 al 2006 in Italia ci sono stati 164 arresti per pedofilia online, 3413 persone denunciate per lo stesso reato e in stato di libertà, 3143 perquisizioni, 228 mila siti monitorati, 153 portali chiusi in Italia, 7114 segnalati all'estero. Dati che non hanno bisogno di commenti. «Non lasciate mai i vostri ragazzi, bambini ed adolescenti, davanti al computer da soli. I pericoli abbondano. Il 10%-15% di casi di pedofilia reale accertati è partito da un contatto in chat. Nel web ci sono orchi "cattivi" che non hanno scrupolo per gli esseri indifesi. Mettetevelo bene in testa».«Internet va insegnato ad usare nella maniera corretta». La rete, è evidente, affascina ma, come tutte le cose belle, fa paura.


7.10.09

L' Internet Mania


Quelli che non ce l'hanno ormai sono considerati pecore nere e sono decisamente in minoranza. Soltanto pochi comuni, oggigiorno, non hanno un proprio spazio sul web, un sito Internet «istituzionale». Chi prima, chi dopo si è dotato di un proprio portale anche se con finalità e funzioni diverse. Alcune amministrazioni usano questo spazio virtuale principalmente per presentare il proprio paese, raccontandone la storia e quel che vi si può trovare. Altri lo hanno reso più funzionale mettendo On-Line alcuni servizi, indicandone eventi ed appuntamenti. I più «evoluti» lo hanno fatto diventare una sorta di sportello attivo 24 ore su 24. Avventurandosi in questo viaggio nella rete se ne vedono un po' di tutti i colori. Tanto per cominciare, secondo me, ai comuni andrebbe fatto un appunto, eccezion fatta giusto per qualcuno: l'aggiornamento dei siti andrebbe curato maggiormente. La tecnologia Internet ha un grande potenziale, sfruttandola si può offrire un valore aggiunto nel servizio al cittadino ma in certi casi può diventare un dannoso boomerang. Aprire un sito e trovarsi di fronte l'agenda con appuntamenti scaduti da mesi o descrizioni mai aggiornate non è certo una bella immagine per il comune. Risulta difficile stilare una classifica tra i portali più efficienti: i parametri da tenere in considerazione per una valutazione di questo tipo sono troppo variegati. Immedesimandosi nel cittadino che interroga il sito del proprio comune in cerca di informazioni o di determinati servizi però, ci si può fare un'idea. Un sito che si rispetti dovrebbe essere aggiornatissimo sugli eventi, sulle delibere e sulle ultime novità e dovrebbe mettere a disposizione degli utenti la modulistica da scaricare e offrire una panoramica anche sulle attività e sulle associazioni del paese. Ci dovrebbe essere anche la possibilità di compilare un questionario di gradimento e di confrontarsi magari su un forum cittadino. Non dovrebbero esserci poi ostacoli nella connessione ai link e dovrebbe essere ben corredato da pagine di storia e di descrizione del territorio e delle sue tradizioni. Dovrebbe dare notizie aggiornate e particolareggiate sulle strutture ricettive del territorio Dovrebbe avere un link apposito, dove le persone potranno segnalare al comune o agli assessori interessati i loro suggerimenti, per un miglioramento nell'andamento della città. Insomma dovrebbe essere un posto dove il cittadino si sente ascoltato dall'amministrazione e questa illustrando, mano a mano, il suo operato, con chiarezza e trasparenza, potrebbe senza ombra di dubbio ricandidarsi alle prossime elezioni.



5.6.09

Acquista 33 elmetti su E-bay: truffato

Quando acquistando su Internet, qualcuno ti frega. Un appassionato di cimeli di guerra, un uomo dellalt'Italia ha acquistato all'asta sul sito internet E-bay, 33 elmetti, fedeli repliche della prima guerra mondiale. Purtroppo, dopo aver inviato il denaro alla venditrice, ha atteso invano l'arrivo del pacco e non è più riuscito a contattare la donna che aveva messo l'inserzione in rete. L'uomo, 57 anni, ha quindi deciso di presentare denuncia di truffa, dato che l'importo che aveva sborsato per gli elmetti non era una cifretta di poco conto: ben 800 euro. I carabinieri hanno subito avviato le indagini e sono risaliti al nome della donna che aveva messo all'asta le repliche dei cimeli della prima guerra mondiale: una 48enne napoletana, di professione imprenditrice (stando a quanto da ella dichiarato). La donna è stata denunciata per truffa. L'acquirente si era aggiudicato all'asta on line gli elmetti lo scorso aprile: aveva effettuato il pagamento secondo le modalità concordate, ma dopo due settimane di attesa del pacco con i cimeli e di tentativi andati a vuoto di contattare la venditrice, aveva deciso di rivolgersi ai carabinieri. Gli accertamenti sono durati alcune settimane, giusto il tempo di verificare l'identità della persona che aveva messo in vendita la merce. Non essendo arrivato ancora alcun pacco a casa dell'uomo, nei giorni scorsi la napoletana è stata segnalata alla Procura. La domanda che sorge spontanea e quando e se l'incauto compratore riavrà indietro il mal tolto!


18.5.09

Internet Cafè


Vi ricordate quando il sindaco ci disse, due anni fa, dalle pagine del Messaggero che avrebbe fatto alla ex Pesceria un Internet Cafè dove i cittadini non sarebbero andati lì per ordinate un caffè tramite un computer ma sarebbero andati lì per collegarsi e navigare in rete con un PC. Lui non lo sapeva, ma l'idea niente affatto originale nasceva già vecchia perchè qualcuno aveva già avuto questa idea qualche anno prima che lui fosse eletto e aveva messo quattro o cinque postazioni nel suo bar lungo il corso Marrucino. Per essere avanti con i tempi avrebbe dovuto annunciare e poi attuare una rete WIFI su tutto il territorio della città di Chieti e rendere poi i collegamenti gratuiti a chi, possedendo un PC portatile, standosene seduto sia in Piazza San Giustino come alla Villa Comunale. Lui non ci ha pensato e c'è d'augurarsi che lo faccia il suo successore, anche perchè questo quì, secondo il mio modesto parere, si è giocato tutta la sua credibilità avendo promesso i Filobus a Chieti e dopo due anni questi sono ancora da venire... C'è poco da fare, dicevo, prima o poi forse potremo navigare WIFI in Internet anche dal bar o seduti su una panchina del parco cittadino. Tutte le più grandi città oggi e domani forse anche le piccole come Chieti, usufruiranno di questo stupendo mezzo di comunicazione, la rete, che permette di entrare in contatto con persone al di là dell'emisfero in tempi brevissimi e stando seduti comodamente inviare email o immagini in tempo reale. Oggi però Internet, per molti di noi, è una cosa ancora ­troppo nuova, perché tut­ti si abbia idea di quante ­cose implichi. Per esempio: in tanti tan­tissimi, hanno un sito un diario personale sul Web o anche solo degli ami­ci che parlano di loro su altri siti, forum o blog. Se accade una cosa buffa, divertente o che riteniamo importante, ne parliamo sul Web, pubblicando una foto o un racconto. Ma cosa succede a quello che viene scritto e inserito in Rete? Succede che resta lì per parec­chio tempo, fornendo a chiunque volesse un po' di materiale su di ­noi da consultare a bisogno. Negli Stati Uniti, per esempio, succe­de che chi deve selezionare del­le persone per un lavoro, faccia un salto sul Web per vedere co­sa "si dice" di loro. Se trovano fo­to "compromettenti" o racconti di episodi poco edificanti, ne bocciano la candidatura. A parte il fatto che si potrebbe discutere per parecchio tempo sulla super­ficialità di questo tipo di control­lo(è difficile che in Rete vengano postate delle noiose foto di persone tutte composte e perfetta­mente "pettinate": se qualcuno fi­nisce su Internet è perché ha fatto qualcosa al di fuori dall'ordina­rio), la vera domanda è: quanti di noi hanno pensato a quante pos­sibili implicazioni ha un semplice messaggio che mettiamo su di un forum o in un Blog? Lo stesso meccanismo che può rendere famoso un perfetto sconosciuto nel giro di pochi giorni, è in gra­do di tirare dei pessimi tiri a chi invece, pur non saltando all'onore delle cronache, viene scovato da una semplice ricerca sul Web. Internet è quello che i giornali sono stati nei decenni passati, con la dif­ferenza che un quotidiano è dif­ficile da trovare dopo pochi gior­ni mentre su Internet le informa­zioni vengono di continuo repli­cate, spostate, rinnovate e indiciz­zate per la ricerca. Se qualcuno fi­nisce su Internet, resta lì per anni (o per sempre). Ricordiamocelo quando staremo per pubblicare una foto e, magari, da adesso in poi evitiamo di mettere troppo spesso nomi e cognomi.





8.3.09

Internauti o Addicted


C'è poco da fare prima o poi potremo navigare, anche a Chieti, WIFI in Internet anche al bar o seduti su una panchina del parco cittadino. Tutte le più grandi città oggi e domani forse anche le piccole, usufruiranno di questo stupendo mezzo di comunicazione, la rete, che permette di entrare in contatto con persone al di là dell'emisfero in tempi brevissimi e stando seduti comodamente inviare email o immagini in tempo reale. Oggi però Internet, per molti di noi, è una cosa ancora ­troppo nuova, perché tut­ti si abbia idea di quante ­cose implichi. Per esempio: in tanti tan­tissimi, hanno un sito un diario personale sul Web o anche solo degli ami­ci che parlano di loro su altri siti, forum o blog. Se accade una cosa buffa, divertente o che riteniamo importante, ne parliamo sul Web, pubblicando una foto o un racconto. Ma cosa succede a quello che viene scritto e inserito in Rete? Succede che resta lì per parec­chio tempo, fornendo a chiunque volesse un po' di materiale su di ­noi da consultare a bisogno. Negli Stati Uniti, per esempio, succe­de che chi deve selezionare del­le persone per un lavoro, faccia un salto sul Web per vedere co­sa "si dice" di loro. Se trovano fo­to "compromettenti" o racconti di episodi poco edificanti, ne bocciano la candidatura. A parte il fatto che si potrebbe discutere per parecchio tempo sulla super­ficialità di questo tipo di control­lo(è difficile che in Rete vengano postate delle noiose foto di persone tutte composte e perfetta­mente "pettinate": se qualcuno fi­nisce su Internet è perché ha fatto qualcosa al di fuori dall'ordina­rio), la vera domanda è: quanti di noi hanno pensato a quante pos­sibili implicazioni ha un semplice messaggio che mettiamo su di un forum o in un Blog? Lo stesso meccanismo che può rendere famoso un perfetto sconosciuto nel giro di pochi giorni, è in gra­do di tirare dei pessimi tiri a chi invece, pur non saltando all'onore delle cronache, viene scovato da una semplice ricerca sul Web. Internet è quello che i giornali sono stati nei decenni passati, con la dif­ferenza che un quotidiano è dif­ficile da trovare dopo pochi gior­ni mentre su Internet le informa­zioni vengono di continuo repli­cate, spostate, rinnovate e indiciz­zate per la ricerca. Se qualcuno fi­nisce su Internet, resta lì per anni (o per sempre). Ricordiamocelo quando staremo per pubblicare una foto e, magari, da adesso in poi evitiamo di mettere troppo spesso nomi e cognomi se non sono strettamente necessari...