John Surtees, ex pilota di auto e moto, unico al mondo a vincere il titolo mondiale sia su due che su quattro ruote, è morto all’età di 83 anni. In totale nel motociclismo Surtees ha vinto sette titoli mondiali: dal 1958 al 1960 nella classe 350, nel 1956 e dal 1958 al 1960 nella classe 500. In Formula 1 ha invece corso dal 1960 (anno in cui partecipò a due gran premi, piazzandosi secondo in quello d’Inghilterra) al 1972, vincendo il titolo mondiale nel 1964 al volante di una Ferrari.
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10.3.17
10.6.10
I mondiali di Lippi
Anche i campioni del mondo in carica - ancorchè consumati per i loro tifosi italiani - sono sbarcati al Mondiale. E lo fanno fatto guidati di nuovo da un commissario tecnico destinato a salutare tutti a fine torneo, e sempre più a giochi in corso nella veste di leader assoluto. Disastro o trionfo, vittoria o disfatta, la responsabilità sarà tutta sui 23 giocatori che sono arrivati ieri mattina a Johannesburg con un volo apposito dell'Alitalia. Ma ancor più del tecnico campione del mondo. L'antipatico per eccellenza prima della notte di Berlino era diventato docente di motivazioni, dopo il trionfo tedesco. Poi, il ritorno, il nuovo corso, l'assenza di talenti e di nomi di grido, nonchè di dualismi alla Baggio-Del Piero o alla Rivera-Mazzola, hanno tolto glamour alla Nazionale e aumentato in maniera inversamente proporzionale gli scetticismi. «Fidatevi di questa Italia» è stato lo slogan iniziale di Lippi. Fidatevi totalmente di me, è stato invece l'invito rivolto a inizio ritiro a tutti i suoi giocatori. Guai a parlare di paragoni 
con Josè Mourinho. Quei metodi lui li usava da 30 anni, ha ricordato Lippi quando portando a modello i tre tituli dello special one qualcuno gli faceva notare che l'Inter poteva essere un esempio. Inevitabilmente, però, movenze e filosofia tra Lippi e il gran rivale portoghese (fu proprio con il ct a inizio stagione la prima polemica del tecnico dell'Inter) sono sempre più simili. Il fatto è che Lippi è ben cosciente di dover portare la sua Italia oltre i limiti. Il modulo è un rebus, la condizione fisica da verificare, giocatori in grado di cambiare la partita non ci sono - o almeno non come nei mondiali precedenti - e non è solo il tifo italiano a credere poco alle chances di bis dell'Italia. Spagna, Brasile, Inghilterra e Argentina sono per tutti le favoritissime. Lippi si appella alla tradizione che vuole che la storia l'abbiano scritta gli Azzurri e non gli altri, brasiliani a parte. Perciò la squadra «deve» credere al suo progetto, e poco conta se non ci credono gli altri. D'altra parte il clima di polemiche e isolamento, con la partenza azzurra ha preso definitivamente il decollo. Io non credo che gli azzurri si ripeteranno come nel 2006, non me ne voglia Lippi e me ne vado in ferie un mese, partirò il 20 di Giugno e staro al mare fino al 20 di Luglio, per allora i giochi saranno fratti (mi perderò anche Wimbledon su SKY). Comunque un buon augurio, di fare bene non mi costa niente e glie lo faccio di cuore.
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